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8 - Stefano

Mi si prospetta un luuungo weekend. Ho cercato di sbrigare un po' di lavoro in treno, ma per il giornale non avevo molto da fare e il nuovo ruolo da consulente non mi impegna quanto vorrei. In fondo il mio pane sono i numeri. Gli articoli finanziari sono per lo più una sfida, visto che devo fare attenzione al mio modo di scrivere. Quando invece c'è da incasellare dati su un foglio excel, le mie dita si muovono da sole, quasi non ci penso neanche. Credo sia anche per questo che ho iniziato a collaborare con i giornali: avevo bisogno di qualcosa che mi stimolasse, che fosse quasi una sfida. Sì, sono quel tipo di persona che non si accontenta mai di ciò che può raggiungere facilmente.
Mi sto annoiando. Fuori dal finestrino c'è un'interminabile galleria e la ragazza seduta di fronte a me dorme. Aspetta, ma io la conosco! Sì, è quella che si truccava in metropolitana! Oggi è vestita normale ed è senza trucco, ma sono sicuro che sia lei. Dorme con la testa appoggiata al finestrino e la bocca leggermente socchiusa. Cosa avevo pensato di lei la prima volta che l'avevo vista? Che era di una bellezza disarmante? Ecco, è la stessa descrizione che userei anche ora... Credo di non aver mai pensato una cosa del genere di una ragazza. Di solito dico che sono carine, belle, fighe, da buon romano, delle bonazze, che hanno un bel corpo, delle belle tette, un bel culo. Con Jennifer mi ero spinto a dire che fosse perfetta. Peccato che i fatti mi abbiano smentito in pieno. Cazzo! Devo smetterla di pensare a Jennifer! Devo. Smetterla. Di. Pensare. A. Jennifer. Cazzo. Non posso continuare a vivere così. Sono riuscito non so come a non aprire quella maledetta mail, ma la mia volontà è sempre più labile. New York mi manca troppo e tutti i giorni mi domando se ho fatto veramente la scelta giusta. In fondo sono quasi scappato, cogliendo al volo la prima offerta di lavoro lontano dagli Stati Uniti. Pensavo che tornare in Italia mi avrebbe aiutato a ricominciare, a voltare pagina. In fondo ero partito con l'idea di tornare, prima o poi, non avevo mai pensato che sarebbe stato definitivo. E chi l'avrebbe detto che mi sarei trovato così bene? Già, ma a sapere come sarebbe finita non sarei mai partito. Mai.
A distrarmi ci pensa il controllore. Tiro fuori il mio biglietto e glielo porgo. Me lo restituisce e urla alla mia dirimpettaia:
- Biglietto, prego!
Lei non fa una piega. Sta per sbattere la sua pinza sul tavolo, ma lo fermo.
- Aspetti!
La ragazza ha le mani appoggiate sul tavolino che coprono un foglio A4 in cui riconosco la stampata di un biglietto comprato on-line. Lo sfilo delicatamente e lo porgo al controllore che sbuffando me lo restituisce. Sollevo la sua mano cercando di fare il più piano possibile e glielo rimetto sotto. Dorme proprio sodo! Così, in jeans e senza trucco, sembra proprio una bambina. Quanti anni può avere? Di sicuro non arriva ai trenta! In questo momento la invidio: dorme senza preoccuparsi di niente e di nessuno, addirittura con un bel sorriso stampato in faccia. Quando si sveglierà, forse si chiederà se il controllore è passato e ha visto il biglietto o se ha solo avuto pietà di una povera bambina addomentata. Magari crede negli angeli e penserà che è stato il suo angelo custode a mostrare il biglietto. Sembra avere così bisogno di riposo... Mi piace l'idea di poter essere considerato l'angelo custode di qualcuno... Mi piace anche questa ragazza, non so se si era capito... Chissà che ci va a fare a Roma. Partendo a quest'ora, poi! A dire la verità, non sono mai stato interessato alla vita delle persone che mi circondano. Non mi sono mai neanche troppo preoccupato delle ragazze che cercavo di rimorchiare, solo un pensierino a un probabile fidanzato, ma solo se ero molto lucido. Chissà perchè invece questa mi interessa così tanto... In fondo non è nenche il mio tipo: lunghi capelli castani, corpo assolutamente normale, seno piccolo... Ha delle belle labbra, questo sì. Ma che vado a pensare?! Forse è meglio se faccio un giro al bar: ho bisogno di altro caffè!

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