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5. Il bacio misterioso

Ho optato per un paio di leggings, una canottiera bianca con sopra una felpa e ai piedi ho messo le mie amate Air Force. Ho lasciato i capelli lisci che ricadono sulle mie spalle. Mia madre non c'è tornerà tardi, lavora in un ristorante qui vicino quindi ci vediamo solo nel pomeriggio, ma l'ho avvisata che sarei uscita.

Aidan non si è fatto vedere per sua fortuna, altrimenti lo avrei rincorso per tutta casa con una sedia in mano.

Esco chiudendo la porta a chiave, e mentre cammino verso l'auto di Matt lancio uno sguardo alla casa di Connor, ma la sua auto non è nel vialetto. Sarà alla festa?

Scuoto la testa e salgo in auto.

«Ciao baby».

«Ciao Playboy», mi sporgo a baciargli la guancia e poi ci dirigiamo verso casa di Ashley.

Dopo una ventina di minuti, arriviamo di fronte all'enorme villa dei Taylor. È la prima volta che vengo ad una sua festa, onestamente non mi ha mai invitata e non capisco perché lo abbia fatto questa volta. Forse per tenermi buona per mio fratello. Già, può essere una possibilità.

Parecchie auto hanno già riempito il quartiere. Entriamo dalla porta d'ingresso dove mi trovo davanti un enorme scalinata che porta al piano di sopra, e un lungo corridoio.

Alla mia sinistra c'è il salotto, Matt mi fa segno di seguirlo. Un divano in pelle bianco è stato spinto contro il muro insieme al tavolino, lasciando più spazio alla gente che si dimena in mezzo a quel grande salone. Continuiamo a camminare tra la folla fino ad arrivare di fronte alla cucina. Appoggiato al bancone con i gomiti c'è Aidan che sta ridendo insieme a Josh. Mio fratello sembra un tantino allegro. Meglio che non mi avvicino, o potrei sbranarlo.

Mentre stiamo bevendo i nostri cocktail accanto al camino, Ashley cammina verso di noi. «Hey ragazzi, vi state divertendo?» Annuiamo mentre lei si avvicina a Matt e gli appoggia una mano sul braccio con sguardo famelico, «Facciamo un gioco, seguitemi».

Matt alza le spalle e la segue senza esitare. Chiudo gli occhi in due fessure e non sapendo cosa ha in mente Ashley la seguiamo anche io Jess, che veniamo subito raggiunte da Jake.

Saliamo la grande scalinata ed entriamo in un enorme camera da letto. Vedendo tutti gli arredi perennemente rosa e bianchi deduco che sia la camera di Ashley.

Al centro della stanza c'è un separé, dove dietro di esso scorgo le ombre di alcune persone grazie alla luce soffusa da cui sono illuminati.

«Ora devo bendarvi».

«Aspetta barbie frena. In cosa consiste il gioco?» inarco un sopracciglio.

«Oh, è come sette minuti in paradiso... ma alla cieca. I bendati entreranno nell'armadio uno alla volta, e sarà una delle persone dietro al separé a scegliere se entrare con voi o no», dice con un ghigno.

«Col cazzo, no!»

Matt mi afferra per la felpa e mi spinge indietro di due passi, «Coraggio Al, di che hai paura?»

«Passeranno l'intero anno a prendermi in giro, perché conoscendo quella stronza, avrà scelto sicuramente le persone che non mi sopportano, così finirò a limonarmi da sola per sette fottuti minuti», dico a bassa voce.

«Come fai a limonarti da sola?» domanda confuso. Gli tiro un pugno sulla spalla e sospiro. Guardo Ashley e annuisco esasperata, lei sorride e batte le mani per poi andare a chiudere la porta della camera a chiave.

«Devo bendarvi tutti, nessuno deve vedere chi ha baciato chi». Oddio, via di fuga, subito!

Dopo aver bendato Jess, Matt e Jake, passa a me.

«Visto che ti sei opposta, entrerai nella cabina armadio per prima», esordisce mentre mi lega la benda dietro la nuca.

«Ashley, ti uccido!» aggrotto le sopracciglia, non sicura che l'espressione si veda.

«Coraggio Roberts, mi ringrazierai». Mi spintona dentro la cabina armadio, mi volta penso verso di lei e mi ordina di stare ferma. Dopo qualche secondo sento di nuovo la sua vocetta odiosa, «Uh, abbiamo un pretendente».

Sento dei passi avvicinarsi e d'istinto indietreggio non sapendo dove sto andando. Sono costretta a bloccarmi quando mi appoggio contro il muro alle mie spalle. La porta si chiude, e sento altri passi finché una mano mi sfiora la guancia. Le persone dietro al separé non erano bendate, quindi vuol dire che il ragazzo - almeno credo che sia un ragazzo - in questo momento riesce a vedere le mie guance in fiamme nonostante la poca luce. Cerco di deviare la situazione.

«Senti non credi sia meglio se parliamo un po'? Dai conosciamoci meglio non andia...» vengo interrotta da delle labbra carnose che si appoggiano delicatamente contro le mie. Sento la sua lingua spingere leggermente, come se mi stesse chiedendo il permesso, così schiudo le labbra per accoglierla. Il sapore che sento nella sua bocca è un misto tra menta e pesca. Assomiglia molto al sapore del cocktail che ho bevuto prima.

Delle mani leggermente ruvide mi sollevano la canottiera e mi afferrano i fianchi. Con il corpo mi preme completamente contro il muro, mentre la sua lingua continua ad esplorare la mia bocca.

Oddio! Bacia davvero bene!

Mi lascio travolgere da questa sensazione di passione e desiderio, cerco di mettergli le mani dietro al collo, ma lui mi afferra i polsi e me li tiene ben saldi sopra la testa. La sua lingua lascia una scia di baci fino ad arrivare al mio collo, per poi mordicchiarlo. Un gemito involontario si fa strada tra le mie labbra, cosa che credo gli sia piaciuta, perché mi afferra per i glutei e mi solleva, costringendomi ad agganciargli le gambe attorno alla vita. Torna sulla mia bocca e mi bacia con più avidità. Lo seguo nei movimenti, ansimando leggermente e divorandoci come se entrambi volessimo possederci da un momento all'altro. Ritiro quello che ho detto... potrei restare qui per ore a baciare questo ragazzo misterioso. Ma ben presto, il bellissimo momento finisce.

Ashley bussa alla porta, «Ragazzi, i sette minuti sono passati».

Credevo di averlo baciato per almeno un ora. Il ragazzo si stacca da me e mi appoggia delicatamente a terra per poi sistemarmi la canottiera. Lo sento allontanarsi da me e poi sento il rumore della porta che si apre.

«Roberts, non togliere la benda», mi ammonisce Ashely non appena nota che mi porto le mani sul viso. Aspetto ancora qualche secondo impaziente, finché lei si avvicina e mi fa girare per slegarmi la benda. Mi giro di scatto e avanzo di un passo sbattendo le palpebre per riabituarmi alla luce. «Chi mi ha baciata?»

Lei sogghigna e indietreggia, «Non è così che funziona il gioco, Roberts».

«Aaah, Fanculo!» la sposto con un braccio e la oltrepasso, uscendo a tutta velocità dalla cabina. Devo sapere chi mi ha baciata in quel modo!

* * *

Sono le quattro del mattino. Non sono riuscita a scoprire chi fosse il ragazzo misterioso, così ho iniziato a bere un po' cercando di non pensarci. Il bello delle feste in casa, è che puoi bere anche se non hai ventun anni. Ci sarà sempre qualche maggiorenne che comprerà alcolici al posto tuo.

Barcollo leggermente mentre scendo dall'auto di Matt dopo averlo salutato. Lancio uno sguardo alla casa di Connor, le luci sono spente e la sua BMW è nel vialetto.

Apro lentamente la porta per poi richiuderla nel modo più silenzioso possibile. Mi giro in punta di piedi per andare verso le scale, ma non appena faccio un passo, inciampo in qualcosa e atterro su quello che mi sembra un corpo.

«Cazzo, Alison», biascica mio fratello.

«Oddio sei ubriaco?» mi spingo sui palmi delle mani.

Il deficiente mi risponde con una risata.

Mi sollevo e accendo la luce dell'ingresso. Aidan è sdraiato a pancia in giù con le braccia e le gambe spalancate. Estraggo il telefono dalla tasca e gli scatto una foto.

Questa mi tornerà utile!

Lo afferro per la vita cercando di sollevarlo, «Aidan, mi spieghi che cosa ci fai sul pavimento?»

Rotola su un fianco e mi guarda allarmato, «Perché? Non sono nel mio letto?» si guarda in giro per un attimo voltando la testa in tutte le direzioni, e poi si batte una mano in fronte.

«Coraggio muoviti prima che Hitler si svegli».

Metto un suo braccio attorno al mio collo e lo aiuto ad alzarsi. Con calma e attenti a non fare rumore arriviamo in cima alle scale. Apro la porta della sua camera, che è proprio di fronte alla mia. Ci sarò entrata solo due volte qui dentro. Praticamente non so cosa nasconda qui, so solo che ogni mese butta via vecchi poster e ne appende di nuovi. Lo faccio sedere sul letto e gli sfilo la maglietta, poi lo distendo sopra di esso. Rotola fino a mettersi completamente a pancia in giù e gli sfilo anche le scarpe.

Metto le scarpe ai piedi del letto e appoggio la maglietta sulla sedia di fronte alla scrivania. Sto per uscire, quando una foto attira la mia attenzione. È quella che ci ha fatto mia madre ad inizio settimana per il primo giorno, lui che mi da un bacio sulla guancia e io che lo guardo di traverso. È appoggiata sulla scrivania accanto allo schermo del computer, come se gli facesse piacere vederla spesso. Mi scappa un sorriso involontario e mi allontano scuotendo la testa.

Apro la porta e mi blocco quando sento la voce di Aidan, «Ti voglio bene, mostriciattolo». Mi volto a guardarlo ma ha gli occhi chiusi e la faccia schiacciata contro il cuscino. «Ti voglio bene anch'io, pidocchio», lo sento ridacchiare mentre esco dalla stanza, per poi andare a rifugiarmi nella mia.

Mi avvicino alla finestra, prendo la tenda tra le mani e la scosto leggermente. Resto un attimo a fissare la finestra di Connor, sinceramente non so cosa pensavo di vedere alle quattro e mezza del mattino. Tiro di nuovo la tenda, metto un paio di pantaloncini e mi infilo sotto la trapunta.

Nonostante tutto l'alcol che ho bevuto non sono riuscita ad annebbiare i pensieri. Chiudo gli occhi, cercando di rivivere il bellissimo ricordo di quel bacio.


//Spazio autrice

Ed eccomi di nuovo qui. Anche questo capitolo era già pronto da settimane così ho deciso di pubblicarlo. Manterrò il giovedì d'ora in poi per gli aggiornamenti, e se riesco anche prima. Aspetto vostri pareri su questo capitolo misterioso. Un bacio. 😘❤️

- Erika -

P.S: Sto partecipando al concorso Plump Words 2019 di @sentencespower. Le iscrizione sono aperte fino al 1 Marzo 2019, per chi non lo avesse ancora fatto, corra a dare un occhiata.

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