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Capitolo 14

Le giornate passavano bene, l'aria di aprile iniziava a farsi sentire. Tutto era tranquillo e a me piaceva così.
Salvatore aveva cambiato tutte le toppe e si era assicurato che ne avessimo soltanto due copie, la mia e la sua.
Si era trasferito definitivamente da me, e ad essere sincera, non mi dispiaceva affatto. Anzi, era bellissimo averlo in casa: mi aiutava con le pulizie, mi aiutava a cucinare, e cosa più importante, mi teneva tanta compagnia.. E ne avevo davvero bisogno! Da quando c'era lui, il mio mondo era tornato a colori ed ero veramente felice. Ovviamente anche lui lo era, e me lo dimostrava ogni giorno. Lo amavo, e si vedeva bene. Anche lui mi amava. Ma non lo dicevamo: era come se fosse un segreto da tenere nascosto.. Ma il segreto era solo tra noi due, visto che ci comportavamo come una coppia davanti a tutti.

Il cellulare mi strappò via dalle mie riflessioni.. Lo presi dal tavolo e vidi che avevo ricevuto un messaggio da Donato.
"Cosa vuole adesso?"
Aprii il messaggio e lessi..

Da Donato.
Enia, ho bisogno di parlarti. È abbastanza importante.

Lo conoscevo bene, e sapevo che doveva essere davvero una cosa importante perché altrimenti mi avrebbe mandato a fanculo visto il mio messaggio di qualche giorno fa.
Scrissi una risposta veloce.

A Donato.
Alle 18:00 sarò lì.

Non aspettai una risposta, sapevo che non l'avrebbe fatto.
Ma il punto non era questo..
Cosa voleva? Ero stata abbastanza chiara su ciò che volevo fare, e adesso lui dice che è importante.. Ho il presentimento che non si tratti della mia 'carriera'.
Dovevo parlarne con Salvatore.

Era uscito da circa mezz'ora e pensai che non sarebbe ritornato prima di un'altra mezz'ora.
Mi sentii invadere dall'ansia, anche se non ne capivo bene il motivo, così iniziai a mangiare.
Uno dei miei peggiori difetti era quello: quando ero nervosa, mangiavo.
Presi una tavoletta di cioccolata e la divorai, accompagnata da biscotti, patatine e chi più ne ha, più ne metta.

Mi resi conto di stare esagerando, così trovai un nuovo modo per non pensare a Donato e al suo messaggio: Ballare!
Io adoravo ballare e questo mi faceva davvero dimenticare tutto.
Accesi lo stereo e vi inserii la pen-driver con tutte le canzoni del momento.
Quale poteva essere la canzone adatta per sfogarsi? Casualità fu la prima a partire. "I'm an albatrouz" di Aronchupa iniziò a pompare nelle casse, e anche nelle mie vene.
Iniziai a muovermi e già il mio umore stava migliorando, così diedi il meglio di me.

Finirono le prime tre canzoni e quando mi voltai vidi Salvatore appoggiato al tavolo, intento a guardarmi.
Sorrisi e staccai la musica.
Mi sorrise e mi venne incontro, abbracciandomi forte e baciandomi teneramente.
Lo strinsi a me e inalai il suo profumo, era come una boccata d'aria fresca dopo minuti di apnea.

Ci staccammo e mi fece notare che aveva fatto la spesa.
-Che uomo perfetto!- lo presi in giro.
-Si ma la prossima volta vieni anche tu!- esclamò ridendo. -Non sapevo da dove iniziare- continuò.
-Poverino!- gli strizzai l'occhio.
-Enia, non provocarmi, altrimenti ti faccio vedere io chi è il poverino!- disse e ricambiò il mio occhiolino.
Risi e automaticamente rise anche lui.

Preparammo il pranzo continuando a scherzare e io non volevo interrompere quel momento di serenità, perché sapevo che appena gli avrei detto di Donato si sarebbe incupito, e a me questo non serviva.. anzi mi serviva conforto. Non dissi nulla, anche se sapevo che io momento si avvicinava.

Mentre sparecchiavamo, feci un bel respiro e parlai:
-Ciccio, sai oggi mi ha mandato un messaggio Donato.. Ha detto che vuole parlarmi e che è importante. Gli ho detto che sarei andata da lui alle 18:00 di questa sera, ma ovviamente voglio che mi accompagni-
Vidi il suo sguardo incupirsi come previsto e serrò la mascella.
La mia sensazione di sconforto aumentò.
-Non ti ha già detto tutto?- chiese.
-Si, ma ha detto che è importante e io gli credo. Lo conosco bene e so che se non fosse una cosa importante non mi avrebbe mai più cercata dopo la nostra 'lite'- dissi ed era vero.
È quasi sorprendente come riesco a dire la verità a Salvatore, è una cosa che riesco solo con lui... e con Giulia forse.
-Va bene- disse -Ci andremo e chiuderemo questa faccenda una volta per tutte- aggiunse calmo.
Io mi resi conto che stavi trattenendo il respiro, così sospirai per il sollievo.
Mi si avvicinò e mi strinse a se:
-Avevi paura a dirmelo? Perché?- i suoi occhi cercavano risposte.
-Non avevo paura, ero solo preoccupata dalla tua reazione perché sai per ora va alla grande e non voglio che si rovini tutto- ammisi.
Mi accarezzò la guancia:
-Tesoro, non si rovinerà mai tutto questo. Stai tranquilla.- disse.
Era di quel conforto che avevo bisogno.
Avevo bisogno dei suoi abbracci, dei suoi baci, delle sue carezze, delle sue parole... Avevo bisogno di lui.

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