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○1○ Who are you

Quella sera era silenziosa, in cielo nemmeno una stella, Alessio quella sera aveva litigato per l'ennesima volta coi suoi genitori. Non accettavano il fatto che lui fosse omosessuale ma, si chiedeva Alessio, perché bisogna giudicare qualcuno solo per il suo orientamento sessuale? Cosa poteva farci lui? Di certo non sarebbe cambiato, se i suoi genitori lo amavano veramente vuol dire che l'avrabbero accettato così com'è non gli avrebbero mai chiesto di cambiare.
Alessio quella sera era deciso ad uscire a staccare la spina, aveva bisogno di smettere di pensare per qualche ora. Aveva bisogno di estraniarsi dal mondo, aveva bisogno di perdersi nel silenzio e nell'oscurità notturna del suo paesino. E così fece, uscì con le cuffie nelle orecchie, mille pensieri a fare da coro alla musica. La testa era affollata, tutti quei pensieri lo facevano uscire di testa. Camminava senza una meta precisa. Girava con la testa bassa persa in troppi pensieri. Quando la sua playlist preferita terminò si tolse le cuffie e si rese conto di essere arrivato al parco abbandonato fuori Somma. Sospirò sconsolato e si sedette sul unica panchina illuminata dalla luce fioca di uno dei pochi lampioni ancora funzionanti. Si mise a pensare rigirandosi il cellulare tra le mani, pensava a tante cose, pensava al peggio. Perché, pensava Alessio, come sarebbero potute andare bene le cose se i suoi amici e i suoi genitori erano omofobi?
Non ce l'avrebbe fatta. A distoglierlo da quel fiume di paranoie fu una voce, in lontananza sentiva un flebile canto. La voce era dolce con delle lievi sfumature aggressive. Riuscì a riconoscere subito le parole di Work Song di Hozier

"Boys workin' on emptyIs that the kinda way to face the burning heat?I just think about my babyI'm so full of love I could barely eatThere's nothing sweeter than my babyI'd never want once from the cherry tree'Cause my baby's sweet as can beShe give me toothaches just from kissin' me.
When, my, time comes around. Lay me gently in the cold dark earth. No grave can hold my body down. I'll crawl home to her"

Quella voce così melodiosa lo portò ad avvicinarsi al punto più buio del parco, si intravedeva a malapena una panchina e su di essa una figura minuta da qui proveniva la voce. Si avvicinò cauto a non fare rumore per evitare di spavemtare il cantante, quando ormai si trovava a pochi passi dalla figura si decise a parlare "Canti veramente bene, sai" Il ragazzo che stava cantando saltò sul posto spaventato e si raggomitolò sulla panchina "Chi sei?" Chiese ancora Alessio avvicinandosi ancora di qualche passo. Questo però fece schizzare in piedi la figura e scappare via a gambe levate, lo fece tanto in fretta che lasciò sbigottito Alessio per qualche secondo prima di farli urlare un "aspetta" contro la figura ormai troppo lontana per poterlo sentire. Così Alessio, con più pensieri per la testa se possibile, si sedette sulla panchina dove prima era seduta la figura. Notò accanto a se un paio di cuffie le prese in mano e le osservò ripromettendosi di trovare il proprietario e restituirgliele.

***

Nei giorni che seguirono Alessio tutte le sere andava a quel parco e aspettava fino alle ore beate. Ma nessuna misteriosa figura dalla voce melodiosa si era fatta viva. E Alessio iniziava a chiedersi se l'avrebbe mai rivisto.
Quella era la quarta sera in qui aspettava la figura e si rigirava le cuffiette fra le mani, era un po' triste per non essere ancora riuscito a incontrare quell'ombra sfuggevole. Con un sonoro sbuffo perciò decise di alzarsi e di tornare verso casa e mettersi a comporre qualcosa. Mentre era sulla strada di casa si scontrò con una minuta figura che cadde a terra con un mugolio strozzato. "Oh santo cielo mi dispiace stai bene?" Chiese premuroso Alessio avvicinandosi al ragazzo tendendogli una mano per aoutarlo. "Stavo sicuramente meglio prima che un bamboccio con la testa tra le nuvole mi facesse finire col culo a terra" sibilò velenoso il biondo ignorando la mano del moro alzandosi da solo. "Scusa non volevo farti cadere, io sono Alessio" sorrise cordiale il moro "Io sono non m'interessa levati dalle palle sfigato" sentenziò il più basso allontanandosi con passo svelto verso viuzze buie e disconnesse. Alessio lo guardò allontanarsi allibito.

ME:

Buon salve gente, spero che questo capitolo sia di vostro gradimento se lo è lasciate una bella stellina! Anyway grazie per il sostegno! Vi adoro♥

~Sasa

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