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Capitolo 8: La biblioteca

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia

*due giorni dopo*

Nei giorni seguenti Xavier mi ha fatto fare sempre i soliti lavori: Pulire l'atrio e le varie sale, imboccarlo durante la colazione e avanti così.

Onestamente mi aspettavo di peggio, ma va bene così.

Ho appena finito di pulire la sala da pranzo quindi vado a riporre il panno che ho usato per pulire il tavolo in cucina.
Xavier mi aveva detto di fare solo questo, ma incredibilmente ho finito prima.

Esco dalla sala da pranzo e mi dirigo verso i miei alloggi.
Appena sono davanti alla mia porta appoggio la mano sulla maniglia, ma non faccio nessuna pressione per abbassarla; anzi continuo a guardare il corridoio alla mia destra.

Non sono mai andata oltre però mi sono chiesta più di una volta che cosa ci fosse lì.
Spinta dalla curiosità lascio la maniglia e inizio a camminare.

Più cammino più lo scenario intorno a me cambia: le finestre scompaiono e lasciano il posto a delle fiaccole, sui muri non ci sono più dipinti e arazzi, ma solo il muro di mattoni grigi, perfino il tappeto rosso fuoco va a sbiadirsi pian piano.

Ci sono molte porte, le guardo incuriosita, ma non mi avvicino a nessuna di esse.
Ad un certo punto un luccichio cattura la mia attenzione, mi avvicino di più per vedere di cosa si tratta.

Su una porta c'è attaccata una targa d'oro, su vi essa, con una caligrafia elegante, c'è impressa una scritta: Biblioteca.

La targa è in ottime condizioni rispetto a tutto il corridoio, sembra appena pulita.

Appoggio la mano sulla maniglia e l'abbasso aprendo la porta.

Lo scenario che trovo davanti mi fa sgranare gli occhi. La biblioteca è imponente, gli scaffali sono tenuti con cura e le finestre fanno filtrare la luce del sole. Più avanti, davanti a me, si trova una grande scrivania di mogano scuro, è circondata dalle librerie piene di libri.
Alla mia sinistra e destra ci sono delle scale e che portano a un soppalco, anche in questo ci sono librerie a perdita d'occhio.

Faccio un passo avanti e mi chiudo alle spalle la porta.

《Wow.》Mormoro.
Leggere non mi ha mai fatto ne caldo ne freddo, a casa non avevo mai tempo per leggere ero troppo occupata ad aiutare i miei genitori e a scuola ci concentravamo molto di più sulla scrittura e sulla matematica.

Ma questa biblioteca è davvero stupenda.

All'improvviso sento un tonfo sopra di me, torno indietro e cerco di vedere qualcosa al secondo piano, ma niente. Ammetto che ora ho un senso di inquietudine.

Una voce arriva fino alle mie orecchie.
《Cavolo, mi è caduto il libro!》
È una voce femminile, tiro un sospiro di sollievo e continuo a guardare il secondo piano.

《Hey! Tutto bene?》Mi faccio un po' di coraggio e decido di parlare.
《Ma cos...Strano Nelly non arriva mai così presto.》La voce mormora confusa.

Sento un rumore di passi e dopo due secondi vedo una ragazza affacciarsi dalla ringhiera in legno del secondo piano e guardarmi. Non la vedo bene in faccia poiché è contro luce.

《Nelly, non ti aspettav...- la ragazza smette di parlare appena mi vede- Ma tu non sei Nelly.》
Le sorrido cercando di non far vedere che tutta questa situazione mi diverte.

《Ehm...Ciao?》Azzarda la ragazza.
《Ciao.》Rispondo semplicemente.
《Aspetta un attimo.》

Vedo la ragazza andare verso le scale alla mia sinistra, ma invece di scenderle normalmente, si siede sul corrimano e scivola verso la fine, proprio davanti a me.

I suoi capelli le arrivano fino alle spalle e sono di un castano molto scuro, il sole le provoca dei riflessi verdi, mentre i suoi occhi sono di un verde molto scuro. Tra i capelli tiene un fermacapelli con delle pietre rosa. Indossa una vestito semplice giallo che le arriva fino alle caviglie e in vita ha legato un nastro bianco.

Alza la mano in segno di saluto.
《Ciao, io sono Silvia.》
《Ciao, io invece sono Mitsuko.》
La ragazza mi guarda inclinando leggermente la testa di lato.
《Mitsuko hai detto?》
Annuisco.

Assume un'espressione pensierosa e si avvicina col suo viso al mio, poi fa un sorriso smagliante con gli occhi che luccicano.

《MA CERTO!》Batte il pugno sul palmo della sua mano.
《Nelly mi ha parlato molto di te, è vero che hai insultato davanti a tutti il principe Hunter?》
《Oh, beh, si.》Ridacchio portandomi una mano dietro al collo.

《Ti va di bere qualcosa? Sai era da un po' che ti volevo conoscere.》Chiede Silvia.
《Certo, tanto non ho niente da fare.》Rispondo scrollando le spalle.

Saliamo le scale da cui Silvia è scesa arrivando al secondo piano.
Come il primo è da mozzare il fiato, librerie a perdite d'occhio, in più ci sono tre tavoli di legno scuro pieni di sedie e illuminati dalle grandi vetrate

Silvia si siede su una delle sedie centrali del primo tavolo e io mi siedo davanti lei.

《Scusa, ma non ho niente da bere, di solito mi portano Nelly o Jordan da bere o altro.》
《Messa così sembra che non puoi uscire da qui.》Ridacchio.
《Beh, è circa così, ma in realtà sono io che non voglio uscire.》

La sua risposta mi sorprende.
《Come mai?》Chiedo.
《Diciamo che amo la tranquillità, la fuori è tutto così caotico, imprevedibile, non sai cosa ti puoi aspettare da un momento all'altro, le persone possono essere meschine, possono parlarti alle spalle, sfruttarti, giocano con i tuoi sentimenti, tutto solo per il loro interesse personale.
Preferisco star qui, circondata da queste storie, grazie a loro posso fare magnifiche avventure, posso viaggiare con l'immaginazione, le persone non sono meschine o altro, preferisco stare in un mondo pacifico invece di affrontare quello la fuori.》Guarda la finestra osservando il panorama.
Rifletto su quello che ha detto.

《Hai detto che le persone possono essere meschine e manipolatrici, ma allora perché stai parlando con me? Non pensi che anch'io si una di quelle persone?》
Silvia ritorna a guardarmi.
《All'inizio l'avevo pensato, ma più ascoltavo Nelly e Jordan parlare di te più volevo conoscerti. Mi hai ricordato le eroine che leggo nei miei libri, impavide, ribelli, non hanno paura di fare quello che vogliono e per questo, Mitsuko, io ti ammiro. Ti ammiro d'avvero molto, non hai paura di rischiare.》
Rimango senza parole per la seconda volta.

Nel mentre che decido di parlare, sia io che Silvia sentiamo la porta aprirsi.

《Hey Silvia! Ho partato thè e biscotti!》Sentiamo dire da una voce famigliare.
Nelly sale le scale e ci raggiunge. Appena mi vede spalanca gli occhi sorpresa.

《Mitsuko, che ci fai qui?》Domanda.
《Avevo finito di pulire così ho fatto un giro per il castello fino ad arrivare qui e poi ho incontrato Silvia.》
《Finalmente vi siete conosciute!》Appoggia il vassoio sul tavolo sorridendoci felice.

Io e Silvia ci sorridiamo. 《Già.》 Diciamo insieme.

《Mitsuko adesso che mi ricordo, Hunter ha detto che ti sta cercando.》Dice Nelly sistemando le tazze sul tavolo.
《Mi spiegate perché tutti voi lo chiamate Hunter?》Chiedo.
Nelly e Silvia si scambiano uno sguardo.

《Un giorno.》Risponde Nelly.
Sbuffo per poi alzarmi dalla sedia e andare verso le scale.

《Aspetta!》Mi fermo e mi giro verso le due ragazze, Silvia corre verso uno scaffale e prende un libro, poi viene da me e me lo porge.

《Tieni, ci terrei davvero molto se tu lo leggessi.》
《Come mai?》
《Tu leggilo, credo che ti sentirai molto in sintonia con la protagonista.》Sorride.

Prendo il libro, la copertina è interamente rossa e la scritta del titolo in oro recita: "Le 7 terre"*.

Sorrido a Silvia. 《Grazie.》
Lei in risposta scrolla le spalle. 《Figurati.》

Mi giro e appoggio il piede sul primo gradino della scala. Mi fermo e guardo di nuovo Silvia.

《Silvia, prima mi hai detto che con i libri vivi delle grandi avventure e viaggi ovunque tu vuoi, ma hai mai pensato che nel mondo reale questi sogni possono diventare realtà? Sei sicura che non lo vuoi vivere appieno?》
Lei non mi risponde, mi guarda con la bocca e gli occhi leggermente aperti.
Decido di non dire altro e inizio a scendere le scale.

《Mitsuko, Hunter ti aspetta nella sua camera e ricordati di portargli i suoi stivali puliti!》Urla Nelly appena finisco di scendere le scale.

Afferro la maniglia e apro la porta, ma prima che si chiuda alle mie spalle sento quelle due parlare.

《Chi ha fatto questi biscotti?》Chiede Silvia.
《Io!》Risponde in tono fiero Nelly.
《Passo.》Risponde la bibliotecaria.

Ritorno a camminare per il corridoio, quando le finestre ricompaiono vedo che il sole sta quasi per tramontare.
Prima di andare dal pomodoro entro in camera e prendo i suoi stupidi stivali.

Cammino per i corridoi, adesso che ci penso non ho la più pallida idea di dove si trovi la sua camera.
Infondo al corridoio vedo due capigliature, una bianca e l'altra rossa.
Inizio a correre cercando di raggiungere l'albino e tulipano-boy.

《BRYCE! CLAUDE! ASPETTTE!》 Urlo per farmi sentire.
Svoltando l'angolo per poco non vado a scontrarmi contro il petto di Bryce.
Mi fermo appena in tempo e inizio a riprendere fiato, stare tutto il giorno al chiuso non mi fa affatto bene.

《Che c'è Albina due?》Chiede Claude.
Ignoro il soprannome che mi ha affibbiato.
《Sapete per caso dove si trova la camera di Xavier?》
《Certo, la sua camera è affianco alle nostre, stavamo andando proprio li.》Dice Bryce, poi si avvicina a me e mi sussurra in un orecchio.
《In realtà ci sto accompagnando Claude...sai ha iniziato a vedere doppio.》
《Mi sa che non è stata una buona idea colpirlo con una spazzola, una pala e poi prenderlo a ceffoni.》Dico.
《E io che speravo diventasse intelligente.》
《Hey! Guarda che ti ho sentito!》Claude indica un vaso con fare accusatorio.
Bryce si sbatte una mano in faccia e sospira esasperato.
《Claude, sono dietro di te.》
《Ah.》

Rido scuotendo la testa.
《Andiamo.》Dice Bryce.

《Come mai hai un libro in mano?》Chiede il rosso.
Abbasso lo sguardo e vedo il libro stretto nella mia mano destra, mi sono dimenticata di lasciarlo in camera.
《Forse perché lo voglio leggere?》Rispondo sarcastica.

Continuiamo a camminare, poi svolgiamo a destra e in fine a sinistra.

《Ecco quella è la camera di Hunter.》Bryce indica la porta.
《Grazie ragazzi.》
《Di niente.》Risponde un Claude strabico.
Li saluto con un gesto della mano ed entrambi ricambiamo, almeno, Bryce agita la mano nella mia direzione, Claude sta salutando il soffitto. Bryce scuote la testa e spinge il tulipano dentro la sua camera.

Rimango a fissare la porta, prendo un profondo respiro e busso. Dopo qualche secondo sento un "avanti" così apro subito la porta.

La Camera di Xavier è molto diversa dalla mia: il letto è matrimoniale e a baldacchino, le lenzuola sono di una seta pregiata, la finestra è molto grande, il grande armadio è alla mia sinistra mentre nell'altra parete c'è un comò, una scrivania e un'altra porta; infondo alla stanza c'è anche un camino acceso.

Mentre guardo la stanza mi accorgo che qualcuno mi sta fissando.
Sposto lo sguardo su Xavier che mi osserva.
Questa è una delle poche volte in cui non mi sta incenerendo con lo sguardo o sfidando, mi sta a guardare e basta.

《Ti ho portato gli stivali puliti.》Dico alzandoli leggermente.
《Posali pure vicino all'armadio.》Risponde semplicemente continuando a guardarmi.
Okey, questo sguardo mi inquieta un po', è troppo calmo.

Mi chino leggermente e appoggio gli stivali per terra.
《Bene, se non hai altro da chiedermi io tornerei nella mia camera.》Faccio per voltarmi, ma la voce di Xavier mi ferma.
《Aspetta.》
Lo guardo.
《Vammi a riempire la vasca e poi te ne puoi anche andare.》Ed ecco il solito viziato che comanda a bacchetta.

Roteo gli occhi.
《Dov'è il bagno?》Chiedo.
Il pomodoro indica la porta tra la scrivania e il comó.
Appoggio il libro sul comó e apro la porta.

Perfino il bagno qui è stupendo!

È interamente fatto di marmo bianco e al centro della stanza c'è una grande vasca nera.

Inizio a riempire la vasca, nel mentre prendo due secchi pieni d'acqua e li porto fino al camino, li appoggio li vicino e faccio per tornare in bagno.

《Perché hai appoggiato i secchi li?》
《Lo facevamo sempre a casa. Mentre la vasca si riempiva lasciavamo alcuni secchi vicino al fuoco, così se l'acqua nella vasca diventava troppo fredda avevamo quelli.》
Xavier guarda me e poi i secchi.
《Ah.》Si limita a dire.

Torno in bagno per controllare il livello e la temperatura dell'acqua.
Quando constato che la temperatura è accettabile, torno di la per prendere i secchi con l'acqua calda.

Mi fermo appena vedo Xavier sfogliare il mio libro.
《Non sapevo che ti piacesse leggere, credevo che fossi la solita analfabeta.》Dice.
《Beh, ti sbagli io so leggere e scrivere per tua sfortuna e ora ridammi il mio libro.》Tendo la mano verso Xavier mentre l'altra l'appoggio sul mio fianco. Ma Xavier mi ignora continuando a sfogliare il libro.

《Dove l'hai preso?》Continua.
《In Biblioteca.》
《Ho una biblioteca?》
Mi trattengo del cadere in avanti come una cretina.

《1) Tecnicamente tuo padre ha una biblioteca e non tu.
2) Lo sapresti se solo avessi un po' di cultura.》
Xavier alza lo sguardo e mi guarda male, gli sorrido con fare perfido.

《Ora posso io mio libro?》
《Uhmmm...No.》
《Xavier...- inizio a stufarmi di questa storia- Ridammi il mio libro.》
《Vienitelo a prendere.》

Mi avvicino e faccio per prenderlo ma lui lo alza in alto.
Mi metto sulle punte e cerco di avvicinarmi, ma niente sono troppo bassa.

《Che c'è? Troppo in alto per te, nana?》
Lo incenerisco con lo sguardo e lui sorride come avevo fatto io prima con lui.
《Magari se salti.》Azzarda ridacchiando.

Lo prendo alla lettera e salto, ma per sbaglio perdo l'equilibrio e faccio cadere anche Xavier.

Sento una superficie morbida sotto la schiena, apro gli occhi e in quel momento vorrei morire.

Ho recuperato il libro, infatti lo stringo al mio petto con le braccia, ma appena alzo le sguardo arrosisco di botto per la posizione in cui sono: Xavier è sopra di me e io sono bloccata tra lui e il materasso del letto, la sue mani sono ai lati della mia testa e lui mi guarda.

In questo momento scommetto che sono rossa come i suoi capelli, cerco di parlare, ma nessun suono lascia la mia bocca.

Gli occhi verde acqua di Xavier sono incatenati nei miei viola, e in quel momento non penso ad altro che al magnifico colore dei suoi occhi. Mi rendo conto che Xavier si sta avvicinando a me, li riprendo la mia lucidità, appoggio le mie mani sulle sue spalle e lo spingo via.

Barcolla un po' disorientato, è evidente che non si rendeva conto di quello che stava per fare, arrossisce anche lui di botto.

Mi tiro in piedi e senza dire niente corro fuori dalla stanza.
Sbatto la porta alle mie spalle, stringo ancora di più il libro al mio petto e lentamente scivolo sulla porta fino a sedermi sul pavimento freddo.

Il rossore non se ne vuole andare dal mio volto e il cuore mi batte all'impazzita.

《Non vengo pagata abbastanza per tutto questo.》 Sussurro.

Angolo strano dell'autrice strana:

*Le 7 terre: è un libro che ho inventato di sana pianta, quindi non esiste o penso che non esiste.

Coooomumque, in questo capitolo conosciamo Silvia.
Mi piace un po' il ruolo che le ho dato per questa storia.

Per chi se lo sta chiedendo: Si, Xavier stava per baciare Mitsuko, ma dato che sono malvagia non gliel'ho permesso.

MUAHAHAHAHAHAHAHAHA

Se il capitolo vi è piaciuto commentate e mettete una stellina.

Ciaoneeee

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