Capitolo 23: Jordan
Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia
Per tutto il viaggio non ho fatto altro che stringermi a Xavier e singhiozzare, non so come abbiamo fatto a fuggire e onestamente non mi interessa neanche.
Anche Xavier ha pianto cercando di non farsi sentire, ma le sue lacrime cadevano sulle mie guance confondendosi con le mie.
Quando arriviamo scendo lentamente dal cavallo, ma quando appoggio la gamba sinistra a terra una scarica di dolore mi attraversa tutto il corpo.
Trattengo un urlo ma con scarsi risultati.
《Mitsuko!》 Xavier fa un passo verso di me, alzo la mano per fermarlo e lui lo fa.
《S-Sto bene... -Dico flebilmente- A-Andiamo a farci curare che è meglio.》
Non sto bene, per niente.
Arriviamo con un po' di fatica in quella che hanno allestito come infermeria.
Ci siamo solamente io, Xavier, Caleb, Thor e Aiden; per il resto Axel, Nelly, Celia e Silvia medicano le ferite.
Nessuno è in condizioni critiche, l'unico che ha riportato una ferita più profonda al fianco è Thor, ma Axel se ne sta già occupando.
Mi siedo su uno dei lettini, Xavier al mio fianco sinistro, mi stringe forte la mano sana; sappiamo entrambi che siamo sull'orlo di un collasso.
《Che cosa avete?》Chiede gentilmente Celia avvicinandosi insieme a Silvia.
《Un taglio lungo il braccio sinistro.》Dice Xavier privo di emozioni, lo guardo di sottecchi e vedo che non si è nemmeno accorto di avere il labbro inferiore spaccato, un taglietto sulla tempia destra e un grosso livido sullo zigomo sinistro, ma penso che nemmeno io sia messa granché bene.
《Io un taglio sulla mano destra e una ferita da freccia sul polpaccio sinistro.》Dico concentrandomi sulle due ragazze.
Entrambe annuisco, Silvia inizia a medicarmi la mano e Celia medica Xavier.
《Mitsuko, che hai?》Mi chiede Silvia mentre mi tampona la ferita con del cotone.
《Niente, perché?》
《Xavier si è tolto la camicia e tu non hai detto nulla.》
Mi giro di scatto verso il pomodoro ed effettivamente è senza camicia.
《CAVOLO CI FAI SENZA LA CAMICIA?!》Strillo.
《Mi deve medicare la ferita.》Risponde lui.
《Okey...Celia, concentrati sulla ferita grazie.》Dico guardandola male.
La blu arrossisce e ritorna con gli occhi sul taglio.
《Ei tu, noi stavamo parlando.》Silvia mi fa riportare la concentrazione su di lei, mettendo un liquido sulla ferita che inizia a bruciare.
《Ouch.》Chiudo un occhio.
《Su, parla.》
Prendo un profondo respiro e cerco di non scopiare a piangere, la scena della morte di Jordan è ancora nitida nella mia mente.
《Jordan è morto.》Dico flebilmente, ma so che mi ha sentito.
Silvia si blocca, spalanca sia gli occhi che la bocca.
Poco più avanti Nelly -che ha sentito tutto- fa cadere dalle sue mani un vassoio pieno di bende pulite, si porta le mani alla bocca e scuote la testa.
《No...》Dice la cuoca.
《Ma come è successo?》Delle lacrime scendono dal volto di Silvia, idem per Nelly.
《Non mi ero accorta di avere un nemico alle spalle... -Mi scappa un singhiozzo e comincio a piangere- Si è sacrificato per salvarmi.》
Xavier mi stringe ancora più forte la mano, non l'ho ancora visto piangere; invece Nelly e Silvia piangono e Celia...
《DIO SANTO CELIA SMETTILA DI GUARDARE GLI ADDOMINALI DI XAVIER E CONCENTRATI SU QUELLO CHE DEVI FARE!》Le urlo.
🌑🌑🌑
Sono in un grande spazio nero, vedo il mio riflesso sul pavimento, sembra quasi che stia in piedi su una superficie d'acqua.
Intorno a me non c'è nulla, solamente nero.
Ad un certo punto mi compaiono davanti due figure: non hanno tratti facciali, sono completamente bianche e intorno a loro splende un'aura gialla; mi copro gli occhi per la luce forte e improvvisa.
Le due figure mi porgono la mano, ne devo sceglier una me lo sento.
La figura alla mia sinistra mi infonde una calma e un senso di tranquillità, ma quella a destra mi fa sentire -come dire- viva, al sicuro contro tutto, sento che la voglio proteggere anche a costo della mia vita.
Afferro la mano della figura a destra, la luce su vi essa scompare scoprendo la figura di Xavier che mi sorride, sorrido pure io di rimando.
Guardo la figura a sinistra e la vedo diventare completamente nera, si butta a terra in ginocchio, si tiene il petto e allunga verso di me una mano, è molto sofferente.
Rimango ferma, il nero che ricopre la figura scompare e vedo nitidamente Jordan.
Il sangue che gli cola dalla bocca, una macchia rossa sul petto che diventa sempre più grande, lo spazio nero intorno a noi cede il posto al cortile del castello.
Chiudo gli occhi, urlo e il secondo dopo li riapro trovandomi a fissare un soffitto di legno.
《Solo...un sogno?》 Dico flebilmente, altre lacrime sgorgano dai miei occhi, che a causa di quest'ultime sono rossi.
《Scusami...è tutta colpa mia.》 Dico tra i singhiozzi, sperando che Jordan mi senta.
《Mitsuko!》
Mi giro alla mia destra e vedo il pomodoro viziato guardarmi preoccupato.
Ha delle profonde occhiaie, sento che non è riuscito a dormire, e i capelli rossi e lisci sono disordinati neanche avesse corso nel bel mezzo di una tempesta.
《Scusa, ti ho svegliato...》Sussurro.
《Tranquilla, non stavo dormendo. Hai iniziato ad urlare...stavi sognando lui vero?》
Annuisco.
Il pomodoro sospira pesantemente, lo sconforto e la tristezza alleggiano nell'aria.
《È morto per colpa mia...se non mi fossi distratta sarebbe ancora vivo.》Sussurro cercando di cacciare indietro le lacrime.
《Non è colpa tua, ha deciso lui di sacrificarsi...》Dice per confortarmi, ma non funziona.
《No. -scuoto la testa- Dovevo fare qualcosa, portarlo subito qui...》
《Stava perdendo troppo sangue.》
《Lo so, ma...》
《No! -vengo interroga in modo brusco dal rosso al mio fianco- Mitsuko, Jordan è morto, non è stata colpa tua, non potevamo fare nulla eravamo impotenti...》Non riesco a vedere i suoi occhi, ha la testa china, stringe la coperta tra le mani e si morde istintivamente il labbro inferiore peggiorando la spaccatura che ha già .
《Io ero impotente...era il mio migliore amico, dovevo prendere io quella freccia.》Scoppia a piangere e io non posso fare nulla se non abbracciarlo.
Nasconde la testa nell'incavo del mio collo, so come ci si sente, i suoi sentimenti sono uguali ai miei.
Sappiamo entrambi che Jordan ha deciso così, ma il senso di colpa per non aver provato a far nulla è più grande.
All'improvviso la porta viene spalancata ed entrano Hurley, David e Nelly.
《ALBINA! CHE È SUCCESSO?! IL GENTILUOMO HURLEY È QUI PER SALVARTI!》Urla Hurley in una presunta posa eroica.
《Ma se al posto di sbadigliare hai ruttato.》Interviene Nelly.
《DETTAGLI!》
Il pomodoro alza la testa per guardare male i tre, io li guardo confusa.
《Ragazzi, che cavolo ci fate qui?》Chiedo.
《TI ABBIAMO SENTITO URLARE E SIAMO VENUTI A CONTROLLARE!》Urla sempre il rosa.
《Si, ho urlato...tipo venti minuti fa.》
《Infatti io sono qui perché ho cercato di fermarlo.》Dice David.
《Pure io.》Gli fa eco Nelly.
《MEGLIO TARDI CHE MAI! AHAHAHAHA!》 Hurley continua ad urlare e ridere, anche se è una risata imbarazzata dato che ha fatto una figura di merda.
《Ma perché hai urlato?》Mi chiede Nelly.
《Nulla tranquilla.》Le sorrido.
《Non stavate facendo le capriole sul letto voi due, vero?》Ci chiede sospettoso David.
Mi giro di scatto vero il pomodoro.
《Visto che non sono l'unica a dirlo?!》
《Ma che...》Bofonchia confuso Xavier
《Ma rimanendo seri: Non fatelo; se poi prendete male la rincorsa vi fate male.》Continua David.
Alzo un sopracciglio abbastanza confusa...c'è un doppio senso a sfondo sessuale o no?
《Eh?》Nelly si gira verso la Fata Turchina con la benda.
《Si, esatto: eh?》Si unisce Hurley.
《Le capriole. Sapete quando prendete la rincorsa e fate una capriola? Quelle.》
《Amico, io ne dico di cose stupide...ma da te non me lo sarei mai aspettato.》Dice Hurley abbastanza sconvolto appoggiandogli una mano sulla spalla destra.
La porta viene spalancata di nuovo e nella stanza entra un porcospino selvatico in pantaloni e senza maglia.
《MITSUKO! PERCHÉ HAI URLATO?! CHE È SUCCESSO?!》Urla indicandomi.
《Non stavo facendo niente!》Alzo le braccia.
《PERCHÉ IL PRINCIPE HUNTER È NEL TUO STESSO LETTO?!》
《Eccooo...》Diciamo io e il pomodoro insieme.
《STAVATE FACENDO FICHI FICHI?!》
《Eh?》Chiedo più confusa di quel che sono già.
《Fichi?》Ripete Xavier.
《Che cavolo è un "Fichi"?》Chiede Hurley.
《MA IO CHE NE SO! HO PENSATO CHE IN QUESTO MOMENTO CI STESSE BENE!》Strilla il biondo platino.
《Te non devi proprio pensare.》Gli dico sospirando esasperata.
《OH, MA VAFFANCULO!》Axel continua ad urlare.
Non so come mai il secondo dopo ci stiamo tutti urlando dietro, in realtà più che litigare non riusciamo a capire un cazzo.
《SIII! UNA RISSA ALLE 4 DEL MATTINO!》Sento urlare Austin in un angolo della stanza e onestamente non so neanche quando è entrato.
《MA CHE CAZZO URLATE ALLE 4 DEL MATTINO?!》La figura di Caleb entra dalla porta, ha una vestaglia da notte bianca, lunga fino alle ginocchia, in testa porta un cappello che gli copre la semi pelata e che gli arrivava fino alle spalle, nella mano destra tiene stretto un orsetto di stoffa.
《Quello è un orsetto di stoffa?》Chiede David cercando di non scoppiare a ridere.
《ANDATE A DORMIRE CRISTO DIO!》
《Ma perché mi circondo di persone del genere?》
🌗🌗🌗
*mattino*
Penso che questo sia uno dei giorni più difficili della mia vita.
Cerco di sistemarmi i capelli come meglio posso aiutandomi con un pettine imprestato da Celia.
Era da un po' che non mi guardavo in uno specchio, pensavo che il mio aspetto non sarebbe cambiato molto in circa tre settimane, ma mi devo ricredere.
Strano, ma vero, sono cresciuta di qualche centimetro, prima arrivavo a metà del collo di Xavier e ora fino al suo mento...anche se penso che si pieghi sulle ginocchia per farmi contenta.
I capelli sono cresciuti e penso che dovrei proprio tagliarli; le occhiaie sotto agli occhi si sono accentuate; gli zigomi sono più evidenti dato che in questi giorni non ho mangiato quasi nulla, solamente il mio zigomo destro al nostro di essere roseo è viola a causa dell'altra notte.
Molti graffi che ho ricevuto sono del tutto cicatrizzati e, a parte il polpaccio e la mano, non fanno molto male.
Pensavo che almeno il seno fosse cresciuto un po'...MA NIENTE! MI PRENDETE IN GIRO?!
Sospiro, con le mani liscio il tessuto della gonna del vestito nero semplice -sempre preso in prestito da Celia- e mentalmente mi prefisso di essere forte e di non crollare.
Esco dal bagno zoppicando e mi dirigo fuori dalla base per il funerale di Jordan.
Mi giro verso il verde e gli tendo una mano.
《Piacere Mitsuko Fukuda.》
Il ragazzo afferra la mia mano e mi sorride.
《Jordan Greenway.》
Abbiamo deciso di bruciare un piccolo struttura di legno in modo simbolico per dire addio a Jordan.
Ci sono tutti, chi non conosceva il pistacchio è qui solamente per supporto morale.
《Ci siamo tutti?》Chiede Caleb non appena mi metto in mezzo a Xavier e Axel.
《Bene, iniziamo.》Dice infine.
《Perché conduci tu la cerimonia? Sei la persona meno indicata.》Interrompe David fun da subito.
《Che vorresti dire Fata Turchina?!》
《Invece di salutare smadonni.》
《Senti, non farmi invocare il nome di Dio invano anche ad un funerale, siediti e sta zitto. Cazzo.》
David tace e si mette seduto su una delle panche che hanno messo fuori.
《Siamo qui oggi per salutare un amico caduto in battaglia...》
《Ma io non lo conoscevo neanche!》Interviene Hurley.
《È UN FUNERALE! TACETE E FATE DELLE FACCE ADDOLORATE E TRISTI!》Una vena inizia a pulsare sulla testa di Caleb a causa del nervoso.
《Ehm-Ehm. Stavo dicendo: Siamo qui riuniti per salutare un amico di altri nostri amici caduto in battaglia...ehm....Giovanni Pistacchio.》
《Jordan Greenway.》Lo correggo.
《È morto pure lui?》Mi chiede David.
Mi sbilancio e cado all'indietro, chiudo gli occhi e aspetto di sentire il colpo con il freddo pavimento, ma ciò non accade.
Apro gli occhi e subito si vanno a scontrare con un paio nero pece.
《Jordan?》Chiedo vedendo il verde sorreggermi i fianchi con le mani, così che non cada.
《Ciao Mitsuko.》Sorride.
《...E ora sentiremo i discorsi delle persone più vicine a Jordan.》
Nelly si alza e fa un passo avanti.
《Jordan era uno dei miei più cari amici, ho passato i momenti più belli al suo fianco; sapeva dire la cosa giusta al momento giusto; era calmo, tranquillo, forse un po' troppo fissato con i proverbi, ma era pur sempre se stesso e non avrei mai chiesto niente di meglio.》 Nelly si asciuga gli occhi, ma le lacrime sono troppe.
Ritorna al posto scambiandosi con Silvia.
《Jordan è stato il mio primo vero amico. È stato lui a, diciamo, trovare me e la biblioteca; ha sempre cercato di farmi uscire, ma invano, ero troppo testarda e fissata con le mie ansie...》
Guardo istintivamente Jordan, che è a pochi centimetri da me, i suoi occhi sembrano due pozzi neri profondissimi nei quali potrei cadere se anche mi avvicinassi troppo a loro.
La sua espressione concentrata mi procura una stana sensazione allo stomaco, peggio di quando mangio del cibo cucinato da Nelly.
Le mie guance si scaldano e sto pregando Dio che non siano diventate inesorabilmente rosse. [...] Sorrido trovando riparo in quei profondi occhi bui.
Onestamente ho ascoltato ben poco quello che ha detto Silvia, il turbine di ricordi su Jordan mi passano davanti veloci e ben nitidi.
Tutte le sensazioni, le emozioni, le risate...non sono facili da dimenticare.
Dopo Silvia tocca ad Axel, mi lancia una veloce occhiata per poi andare.
《Ci conoscevano da poco e davvero non so che dire. -fa una risata nervosa- Il ricordo più bello che ho con Jordan è stato quando mi ha aiutato a spingere un ragazzo che sembrava una ragazza in una pozzanghera così che potessi comprare una spada...》Inizia a parlare e io non lo ascolto dato che un altro ricordo si impossessa della mia mente.
《Siamo così innamorati che ci siamo fidanzati!》Dico.
《Davvero?》Sento sussurrare Jordan sorpreso.
《Io e Bella siamo così innamorati che le faccio ogni giorno un regalo!》
《Pure io a Jordan!》Dico sbattendo le mani sul tavolino e alzandomi.
《E cioè?》Pure Xavier si alza imitandomi.
《Eeeeeeee...》Okey non ho mai regalato nulla a Jordan.
《...E poi l'ho stra battuto al torneo!》Axel viene interrotto da Nathan.
《Axel mi sa che stai divagando.》
《Oh si giusto, in conclusione, sii felice ovunque tu sia.》Il porcospino ritorna a sedersi vicino a me.
Xavier mi stringe forte la mano, tocca a lui, è dura, ma ne ha bisogno, ha bisogno di salutare un'ultima volta Jordan, io ho bisogno di salutare Jordan come si deve.
《Io sono innamorata di te.》
Una forte morsa mi attanaglia lo stomaco, inizialmente mi piaceva veramente Jordan, ma forse quella volta gliel'ho detto solo per distrarmi da Xavier.
《Grazie Jordan.》
《Per cosa?》
《Per questo. -allargo le braccia in modo da "indicare" tutto il giardino- Tu sai sempre come farmi sentire meglio, sai sempre cosa dirmi e che gesti fare.》
《Ehehehe ma cosa vuoi che sia...adoro vederti felice.》
《Grazie...per tutto.》
《Approposito di gesti... -mi si avvicina sollevenadomi il mento con il suo indice- spero che questo sia giusto farlo.》Dice per poi baciarmi.
Xavier fa un profondo respiro per poi parlare.《Jordan Greenway era come un fratello per me, è sempre stato al mio fianco anche noi momenti più duri, era la spalla su cui piangere, l'amico con cui ridere, scherzare e prendere in giro la stupidità di Claude.》
Il senso di colpa mi invade tutto il corpo, tutta la mente, quel questo, quella parola...perché proprio ora?
《Siamo stati insieme fin da quando ne ho ricordo, anche se io sono un principe e lui un comune ragazzo della servitù, il legame con lui spezzava qualsiasi titolo e distinzione sociale.
Quando le cose non andavano, quando dovevo sfogarmi, lui c'era sempre; rubavamo una crostata dalle cucine e poi andavamo nell'angolo più remoto del giardino a mangiarla mentre io mi confidavo a lui come una ragazzina che era appena stata mollata. Le gare a cavallo, a scherma, le corse per scappare dalla signora Spielroth perché ci voleva insegnare qualcosa, le notti fuori dal castello a guardare le stelle o anche tutti i discorsi dove parlavo male di Mitsuko...》
《EI!》Interrompo solo per fargli capire il mio disappunto.
《Ehm...quindi, Jordan per me non morirà mai, risiederà per sempre nei miei ricordi, perché lo voglio ricordare così, come è giusto che sia. Addio amico.》
Mi stupisco dell'autocontrollo del pomodoro, per tutto il tempo delle grandi lacrime solcavano le sue guance, ma neanche per un secondo la voce gli ha tremato, è stato deciso e fermo, per un degno saluto al suo migliore amico.
《Mitsuko...va...va tutto bene?》
Mi giro verso Jordan che mi guarda con aria preoccupata.
《Si, va tutto bene.》Faccio il sorriso più falso che abbia mai fatto in tutta la mia vita.
Xavier ritorna al mio fianco, mi prende la mano e dopo un'altra stretta forte -ma non troppo- mi guarda. Sta continuando a piangere, silenzioso.
Tocca a me, lo so, ma non riesco a muovermi.
Prendo un profondo respiro e muovo il primo passo, poi il secondo e così via.
Sono davanti a tutti, tutti quei occhi che mi fissano aspettando le mie parole; i miei amici dalla prima fila stanno piangendo e noto che Hurley sta piangendo come un bambino aggrappato ad Axel...anche se lui non conosceva minimamente Jordan.
Tutti in questo momento stanno aspettando qualcosa di commuovente...ma come posso parlare se la mia voce esce come un singhiozzo?
《Forza...》sussurro tra me e me.
《Mitsuko.》
《Si?》
《Perché stiamo sussurando?》
《Non lo so.》
Mi volto e do le spalle a tutti, questo è un momento solo mio e di Jordan, è il mio saluto.
Appoggio la mano destra sulla piccola struttura in legno e dopo un profondo respiro parlo.
《Ciao Jordan...
Onestamente non so che dire.
Com'è essere dall'altra parte? È freddo? Caldo? La ferita ti farà sempre male? Spero di no.
Sai mi hai detto di andare avanti con la mia vita è ci sto provando...ci sto veramente provando, ma è così difficile. -una lacrima percorre la mia guancia sinistra e io lotto con me stessa per non crollare proprio ora- La tua morte è difficile, non averti vicino a me è difficile, non sentire più la tua risata, i tuoi proverbi, o anche solamente un "ciao", è difficile.》
《Te...stai bene adesso?》
《Si...ma starei meglio se venissi anche te con noi.》Gli sorrido e lui ricambia.
《E odio dover mentire a tutti dicendo che sto bene, quando evidentemente non lo sono; la tua morte non ha avuto senso, è stata ingiusta, quella freccia doveva colpire me! Io avevo l'armatura! -do un pugno al palo di legno mentre le lacrime e vari singhiozzi continuano ad uscire, ma piano piano mi calmo- Allora perché...l'hai...fatto?》
《Mitsuko...》Sento la voce di Axel chiamarmi, muove un passo verso di me, ma qualcuno lo ferma, non so chi è non mi interessa nemmeno saperlo.
L'esatto momento di Jordan che mi fa da scudo si ripete nella mia mente.
《MITSUKO!》Una voce mi chiama e prima che io possa girarmi, sento due braccia stringermi all'altezza del petto e subito dopo un lamento strozzato.
Non so cosa sta succedendo e ho paura, molta paura.
Le braccia mollano la presa fino a scivolare via da me, mi giro, è come una scena a rallentatore: vedo la capigliatura verde di Jordan coprirgli gli occhi mentre cade in avanti.
[...]
《J-Jordan...》
Deglutisco la saliva.
《Quando mia nonna è morta io avevo 7 anni e non riuscivo a capire molto bene il significato della morte. Mia madre quella volta mi aveva spiegato che la morte è solo uno stato per indicare una persona che non è più con noi, è un concetto astratto, talvolta mitologico; non riusciamo a comprenderla mai a pieno fino a quando non la proviamo sulla nostra pelle...ed è già troppo tardi. Quella volta non avevo capito queste parole, ma ora le comprendo meglio. Tutti noi viviamo nella paura di morire, non sapere quando arriverà la nostra ora ci spaventa, ci spaventa il non sapere, ci spaventa il non aver fatto nulla per non essere ricordati.》
《Non ho molto tempo quindi ascoltami bene.》[...]
《Non essere triste, io ci sarò, solo che non mi vedrai. -Tossisce- Veglierò per sempre su di te come ho sempre fatto. -un altro colpo di tosse- Vivi la tua vita, sii felice, costruisciti un futuro con Xavier, te lo meriti, se tu sei felice con lui io sarò ancora più felice, la mia morte non è assolutamente colpa tua.》
《E va bene così, sul serio, va bene. Non serve aver fatto grandi imprese per essere ricordati, il ricordo che hanno le persone che ami è molto più importante. Finché tu vivrai nei miei ricordi vivrai per sempre, il tuo ricordo non morirà; finché i ricordi di tutti i tuoi amici dove ti ricordano per la persona fantastica quale sei stata continueranno a vivere, tu avrai il tuo posto speciale in ogni cuore.》
《N-no, ce la farai, a-andrà tutto...tutto bene, si.》
《E allora perché stai piangendo?》
E anche se ormai sto piangendo tutti i liquidi che ho in corpo; se la mia gola è attorcigliata in un grande noto; se la testa e tutto il mio corpo mi fanno male; anche se non ho più voce; io sorrido tra le lacrime.
《Andrà tutto bene...perché non ti dimenticherò mai.》
Appoggio la fronte sul palo.
《Ciao Jordan.》
Mi volto, le lacrime non smettono di scendere e tutti gli altri mi guardano pietrificati, piangono anche loro; anche chi non conosceva Jordan.
Caleb si avvicina a me e si asciuga gli occhi con la manica della camicia, ha in mano una fiaccola accesa.
Non dico nulla e ritorno da Xavier, lo abbraccio di scatto.
Caleb da fuoco alla piccola impalcatura che a poco poco inizia a prendere fuoco e a bruciare.
Mi volto un attimo per guardare il fumo che sale verso il cielo.
《Mitsuko. -Mi guarda intensamente negli occhi per poi darmi un lieve bacio a stampo- Ti amo...ti amerò sempre 》
《Infondo al mio cuore ti amerò per sempre anch'io, Jordan.》
🌕🌕🌕
*sera*
《Axel.》Fermo l'albino non appena usciamo dalla mensa, sono quasi tutti tornati alla normalità, hanno ripreso a scherzare, fare casino e a cantare da ubriachi sopra i tavoli.
《Si?》L'interpellato si gira verso di me.
《Hai ancora quel quaderno che ti avevo dato ieri?》
《Certo, è nella sacca in camera mia. Vieni te lo do.》
Annuisco e iniziamo a camminare per il corridoio fianco a fianco.
《Il tuo discorso è stato veramente bello.》Dice ad un tratto.
《Beh, tu hai parlato di quando l'hai battuto nel torneo della Festa del Raccolto.》
《Ei, cercavo di alleggerire la tensione.》
《Non ci sei riuscito.》Abbozzo una leggera risata, mentre il porcospino sorride.
Entriamo nella sua camera e dopo aver frugato nella sacca mi consegna il piccolo quaderno.
《Ieri no hai voluto spiegarmi le motivazioni sul perché lo dovevamo portare con noi, mi hai solamente detto che Xavier lo devo assolutamente leggere...perché?》Mi chiede seduto sul suo letto a gambe incrociate.
《Informazione segreta!》Gli dico per poi correre fuori.
《Mitsuko!》
Sempre correndo arrivò fino alla camera del pomodoro, ha finito di mangiare prima di me e si è andato ad appartare in camera sua.
Appena entro mi sembra di rivivere una vecchia scena: la stanza è vuota e la finestra aperta.
Alzo gli occhi al cielo, mi dirigo verso la finestra, ci salgo sopra e inizio ad arrampicarmi fino al tetto.
Il principe pomodoro è proprio lì, guarda le stelle con sguardo perso e i suoi occhi verde acqua risaltano molto di più al chiaro di luna.
《Ciao.》Lo saluto gattonando fino a lui.
《Ciao.》Mi concede un piccolo sorriso.
《Come stai?》Gli chiedo.
《Nello stesso modo in cui stai tu.》
《Quindi uno schifo?》
《Si.》
《Un bacio ti farebbe sentire meglio?》
《Forse.》Accenna ad un sorrisetto e io gli do un lieve bacio a stampo.
《Beh forse anche passare la notte a fare cose insieme mi farebbe sentire meglio.》
《Non ti allargare ora.》Lo fulmino con lo sguardo, lui ride e alza le mani al cielo in segno di resa.
《Ho qui una cosa per te.》Gli porgo il diario.
Lui lo prende in mano e accarezza il cuoio nero abbastanza perplesso.《Che cos'è?》Mi chiede.
《Il diario di tua madre.》
Leggete please
-2
Heyyyy,
Mi scuso per l'assenza, ma avevo le mie buone ragioni, per esempio:
-il telefono ha deciso di morirmi e quindi ho dovuto ricomprarne uno nuovo (siii buttiamo via soldi che non ho)
-il blocco dello scrittore
-VERIFICHE!
-problemi famigliari
-E ho attraversato un momento di depressione lungo settimane, ma ora non starò qui a raccontarvi tutto.
Parlando del capitolo: non succede molto -gli ultimi casini e vicende arriveranno nei prossimi due capitoli- questo è più un capitolo in cui volevo chiudere la vicenda di Jordan e dove Mitsuko e tutti gli altri potevano dirgli addio.
Spero di avervi fatto emozionare almeno un pochino.
‼️SPOILER: Nel prossimo capitolo ritorneranno due personaggi molto amati!
Se il capitolo vi è piaciuto commentate e mettete una stellina❤️✨
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