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Capitolo 20: I ribelli

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia
Leggete lo spazio autrice

Avete presente il panico?
Quella strana sensazione che parte dal cervello e con una scarica elettrica colpisce sia il cuore che tutti i vostri muscoli infondendovi paura e terrore?
Tipo quando l'insegnante ti fa una domanda e tu in quel preciso momento ti dimentichi la risposta, ecco lì parte il panico, o ansia, come preferite.
Il panico ti fa compiere scelte avventate o inconsulte dominando così sulla logica del tuo pensiero.

In questo memento, mentre sfreccio col cavallo in mezzo al bosco, sono un "tantino" nel panico.
Axel è dietro di me e continua a urlarmi dietro.

《CRETINA! I TUOI HANNO DETTO CHE NON CI DOVEVAMO MUOVERE!》
Lo ignoro.
《STAI ANDANDO VERSO UN CASTELLO IN FIAMME! E SOTTOLINEO LA PAROLA IN FIAMME!
Lo ignoro di nuovo tutti i miei pensieri ora sono concentrati solo su una persona: Xavier.

È mai possibile che in questo ultimo periodo non ho fatto altro che preoccuparmi di lui? Invece della sua cameriera personale potevo fargli da madre o da badante, gli sarebbe servito molto di più!

Axel continua a strillare il mio nome e altre cose su quando io sia imprudente, anche se dovrebbe aver già capito che lo sto ignorando.
Non riesco a sentire nient'altro se non il rumore del mio cuore che mi martella nelle orecchie.
La strada che ho sempre fatto in 10 minuti sembra durare 10 ore, il fuoco si fa sempre più alto e vicino, l'aria pulita del bosco cede il posto a un forte odore di fumo che mi pizzica in modo molto fastidioso il naso, come se la signora Spielroth mi stesse fumando direttamente davanti alla faccia.

Finalmente arriviamo a castello dove sta regnando il chaos: gente che corre di qua e di la per domare le fiamme, gente in panico, gente che scappa, i cavalli impazziti.
Axel si precipita subito a calmare questi ultimi, io scendo da cavallo e inizio a guardarmi intorno.

Fa che sia qui, fa che sia qui al sicuro...》Penso ancora più in panico.
Finalmente vedo la chioma verde di Jordan e senza perdere tempo corro da lui.

《Jordan! -Lo prendo per le spalle e lo costringo a guardarmi negli occhi- DOV'È XAVIER?!》 Non gli lascio nemmeno il tempo di parlare che inizio a strattonarlo violentemente per l'agitazione.
In tutta risposta Jordan mi prende per le braccia e pure lui inizia a strattonarmi.
《TI DEVI DARE UNA CALMATA!》

Ricomincio a strattonarlo.
《DIMMI DOV'È!》
《NON LO SO!》
《SMETTILA DI STRATTONARMI!》
《SMETTILA TU!》

Alla fine sono la prima a lasciare la presa, poiché vengo interrotta da un abbraccio fatto da dietro e spero con tutto il cuore che sia Xavier, ma le mie speranze vengono infrante quando sento la voce di Silvia singhiozzare contro la mia schiena mentre cerca di dire qualcosa.

Mi giro e cerco di calmarla abbriccandola.
《La biblioteca...i-i libri...fuo...fuoco.》 Dice scossa e sotto shock; alzo lo sguardo e vedo Nelly davanti a noi, ha il viso sporco di cenere, alcune lacrime le rigano le guance.

Sento il panico rimpossessarsi di me: l'agitazione mi sta offuscando la mente, il cuore mi martella violentemente nel petto, la gola brucia e vorrei seriamente urlare, ma non ci riesco, non riesco a pensare più a niente; fino a quando non sento una frase: una frase che mi fa uscire di testa, una fottuta frase che mi fa perdere la ragione.
《HUNTER! HUNTER! MIO FRATELLO È ANCORA NEL CASTELLO!》 Dice Lina urlando disperata, in ginocchio per terra mentre guarda casa sua andare in fiamme, una domestica cerca di calmarla abbracciandola e accarezzandole i capelli.

Mollo di colpo Silvia facendola quasi cadere per terra e scatto verso il castello, ma neanche il tempo di fare tre passi che qualcuno mi ferma afferrandomi le braccia per poi bloccarmi con un abbraccio.

《Cosa cavolo vuoi fare?!》 Mi chiede Jordan.
《È lì! Lui è lì! Devo salvarlo!》 Dico agitandomi per scappare.
《Non puoi andare a rischiare così la tua vita!》 Insiste il pistacchio.
《Devo salvarlo! Non può morire! Devo salvarlo! IO...io...》 Non capisco più niente, non riesco nemmeno a dire una frase compiuta senza che il pensiero di Xavier, bloccato tra le fiamme, mi faccia impazzire di disperazione.

《TU COSA MITSUKO?! COSA?! NON PUOI FARE NIENTE, È BLOCCATO LÌ E NON ANDRAI A SPRECARE COSÌ LA TUA VITA!》Urla Jordan aumentando la forza con cui mi tiene.
《NON PUÒ MORIRE! DEVO SALVARLO!》Ripeto più forte dimenandomi.
《PERCHÉ?! PERCHÈ TI OSTINI A SALVARLO?》
《PORCA PUTTANA JORDAN! PERCHÉ IO LO AMO!》Urlo con la vista offuscata a causa delle copiose lacrime che scendono dai miei occhi.

Sentiamo dei versetti felici e sia io che Jordan ci giriamo verso Nelly e Silvia.
《Scusate...》Dice Nelly arrossendo un po' mentre Silvia guarda a terra imbarazzata.

La presa di Jordan si affievolisce, forse per la perplessità nel cercare di capire che hanno fatto le due ragazze oppure per tristezza delle mie parole, riesco finalmente a liberarmi e corro come non ho mai corso prima dentro il castello in fiamme.
《MITSUKO!》È l'ultima cosa che sento urlare dai miei amici prima che entri in quel inferno.

🔥🔥🔥

Corro su e giù come una cretina per i corridoi del secondo piano, mentre penso a dove possa essersi cacciato quel viziato.
Le cucine? No, ho appena controllato.》Ormai l'orlo della mia gonna è andato a farsi benedire, evito le "zone" in cui c'è il fuoco e continuo a correre.

Fino ad adesso non mi sono fatta male a parte le bruciature e qualche graffio sulle caviglie scoperte, i polpastrelli si stanno ricoprendo di bolle dato che ogni volta che cerco di aprire una porta il metallo della maniglia scotta tantissimo.

La Sala del Trono? No, quella è al primo piano.》Stranamente il primo piano è ancora intatto e non sta riscontrando molto danni, evidentemente l'incendio è partito dei piani alti...o forse no, insomma, non sono un'esperta di incendi.
Evito l'ennesima statua caduta e giro a sinistra in un corridoio stretto e li avviene: il colpo di genio! L'ILLUMINAZIONE!

LA SUA CAMERA!》Corro ancora più veloce mentre uno strano calore si infonde dentro di me, e no, non è perché sono dentro a un castello in fiamme dove si muore di caldo.

Arrivo in un lampo davanti alla sua porta; gli occhi lacrimano tantissimo a causa del fumo e della cenere, tossisco molto e la gola sembra attraversata da mille aghi.
Cerco di aprire la porta, ma ritiro subito indietro la mano sia a causa delle mie scottature alle mani sia per il metallo bollente, provo a sfondarla, ma c'è qualcosa che la blocca.

《XAVIER!》Lo chiamo battendo il pugno sulla porta una, due, tre, quattro volte. L'aria è insopportabile e pian piano sento che le forze mi stanno abbandonando, la testa gira e pulsa troppo, mi serve dell'aria pulita.

《Mitsuko!》Una voce, sarà solo la mia immaginazione.
《Mitsuko! Dio Santo!》Scivolo pian piano verso il pavimento.
《Mi serve una pausa...》Sussurro con un fil di voce.
《MITSUKO! SONO QUI! SONO BLOCCATO!》Spalanco di scatto gli occhi: È la voce di Xavier!
Scatto in piedi per sentire ancora la sua voce.
《ARRIVO!》Urlo di rimando pensando a qualche piano per entrare.

《CRETINA CHE CI FAI QUI?! VUOI MORIRE?》
《POTREI FARTI LA STESSA DOMANDA!》
《Oh sai...C'È UNA FOTTUTISSIMA TRAVE IN FIAMME SOPRA DI ME!》Strilla con voce acuta.
《Ah...NON MUOVERTI DA LÌ ARRIVO!》
《MA SEI SERIA?! MITSUKO VAI VI...》Ma lo ignoro, sto pensando a un piano per entrare lì dentro.

Riassumendo: la porta è bloccata e il castello sta bruciando...non può andare peggio di così vero?
Sento uno strillo.
《XAVIER! CHE È SUCCESSO?!》
《NO, NIENTE...È LA PRIMA VOLTA CHE QUALCOSA VA A FUOCO E NON È COLPA DI CLAUDE...STA COSA MI SPAVENTA.》Roteo gli occhi.

Mi guardo intorno, finché il mio sguardo viene catturato dalla porta alla mia sinistra, se non ricordo male lì c'è un balcone e se non erro anche in camera di Xavier c'è ne è uno.
La porta è aperta e sembra che le fiamme non siano un problema qui; apro la porta finestra e finalmente respiro dell'aria parzialmente pulita.

Mi aggrappo alla ringhiera di pietra e studio bene la situazione: il balcone di Xavier dista circa 2-3 metri, quindi dovrei riuscire a saltare senza ammazzarmi.
Appoggio entrambi i piedi sulla ringhiera, prendo un profondo respiro e salto.
Come previsto atterro perfettamente nell'altro balcone, apro subito la porta finestra e lo scenario che ho davanti mi fa perdere un battito.

La camera è in fiamme, il letto a baldacchino rosso è andato a quel paese e sta bruciando, la porta non è chiusa a chiave, ma coperta da macerie del soffitto; e poi lo vedo: in mezzo alla stanza, disteso a terra a pancia in su, bloccato da una grande trave di legno, sta cercando di liberarsi ma non ce la fa.

《Xavier!》Corro verso di lui.
《Ma perché sei qui?! E soprattutto...Come cavolo hai fatto ad entrare?!》Il pomodoro sembra preoccupato per me, ma in questo momento è lui la persona in pericolo non io.
《Ho saltato dal balcone qua vicino.》Dico semplicemente mentre metto un palo di legno sotto la trave per far leva.
《Ah Okey, hai saltato da un balcone...Aspe...TU COSA?!》Strilla.
《Invece di strillare come una gallina, prova ad aiutarmi!》In quel momento il palo che sto usando si spezza.

《Ma che cavolo!》Urlo esasperata lanciando i due pezzi nella fiamma più vicina.
《Hai appena alimentato la fiamma che sta bruciando la trave.》Dice Xavier.
《Non è vero.》Mi giro verso la mia destra e vedo la così detta fiamma più alta e che arde più velocemente.
《Cazzo.》Sussurro.

Mi guardo intorno, il mio sguardo ricade subito sul camino e sui vari attrezzi lì vicino.
Istintivamente la mia mano prende l'attizzatoio, dovrebbe essere molto più resistente...spero.
《Ehm...testa bianca 2 non per metterti fretta ma...la mia camicia sta andando a fuoco!》
《Eh?》Mi giro e vedo Xavier agitare in modo spastico il braccio dove c'è una piccola fiammella.
《Oh cavolo!》Scavalco la trave e inizio a calpestare la fiammella così da poterla spegnere.

《CAZZO CALPESTI LA MIA CAMICIA?! È DI SETA IMPORTATA!》
《TI.STO.AIUTANDO.RINGRAZIAMI!》A ogni parola alterno una calpestata.
《AHIA! Mi hai beccato il braccio! Mitsuko, la fiamma si è spenta...Mitsuko...SMETTILA DI PRENDERMI A PEDATE!》
《Oh scusa...》Dico fermandomi di colpo, Okey, lo ammetto: ci avevo preso gusto.

Velocemente mi giro e punto fermamente l'attizzatoio ben sotto la trave e inizio a far leva, mentre Xavier prova a sollevarla con le braccia.
Pian piano la trave si solleva quel poco per permettere al rosso di strisciare via.
Appena è in piedi mi precipito ad abbracciarlo, ma lui mi ferma.
《Ti ricordo che siamo in una stanza in fiamme e se non vogliamo morire direi di uscire da qui.》
《Giusto!》

Ci precipitiamo verso la porta finestra, la chiudiamo alle nostre spalle e tiriamo un sospiro di sollievo.
《Forza, dobbiamo solamente saltare.》Dico trascinandolo verso il balcone.
《Io non mi metterò a fare l'acrobata tra i balconi.》Protesta il pomodoro viziato.
Sbuffo e roteo gli occhi.《Preferisci morire diventando un pomodoro cotto?》Salgo sulla ringhiera e gli faccio segno di imitarmi, lui, riluttante all'idea di saltare, si mette al mio fianco storcendo la bocca in una smorfia.

《Scusa, ma io non salto proprio.》Incrocia le braccia al petto.
《Vuoi diventare un pomodoro spiaccicato o cucinato?》Dico sarcastica.
《Preferisco rimanere un pomodoro vivo e vegeto.》
《Stai ammettendo di essere un pomodoro?》
《Non è questo il punto!》

《Muoviti o ti spingo io!》Esclamo ormai stufa di aspettare.
《Okey! Okey! Adesso salto...-Xavier alza le mani in aria in segno di resa e poi guarda il vuoto tra i balconi.- Certo che qui è altino eh...Bene... -Inizia ad oscillare sia con le braccia che con il corpo.- E uno...E due...E tre...E magari contiamo fino a dieci dai...》
《MUOVITI CRISTO DIO!》Lo interrompo spazientita.
《Va bene!》Il principe chiude gli occhi e salta, ovviamente atterra sano e salvo dall'altra parte, idem per me.

《Te l'avevo detto che ci sarei riuscito.》Si vanta Xavier.
《Ma...》Decido di regalargli almeno questa piccola soddisfazione oggi.

Mi fiondo tra le sue braccia e solamente adesso posso tirare un vero sospiro di sollievo.
Lui è qui, sano e salvo che mi abbraccia; giuro che se questa cosa non mi ha fatto morire di infarto non me lo farà venire nient'altro.
Xavier ricambia subito l'abbraccio, mettendomi una mano sulla schiena e una sulla testa così che possa avvicinarmi ancora di più al suo petto.

Rimaniamo avvinghiati per minuti interminabili come se non ci volessimo mai lasciar andare.
《Mi hai fatto prendere un altro spavento idiota.》La mia voce è un po' ovattata dalla sua camicia bruciata, ma so che mi ha sentito benissimo.
Xavier in tutta risposta ride: una risata semplice e cristallina, di quelle che non fa mai, che io adoro.
Arrossisco giusto un po' godendomi il momento, anche perché tra poco saremo entrambi circondati dalle fiamme cercando di sopravvivere e tornare dai nostri amici e dalle nostre rispettive famiglie.

Ad un certo punto Xavier si irrigidisce e mi stringe a se.
《Xavier?》Lo chiamo alzando lo sguardo sulla sua faccia, sembra spaventato, guarda qualcosa alla mia sinistra.
Volto anch'io lo sguardo e riesco solamente a vedere alcune figure nere incappucciate prima che un forte dolore alla testa e il buio mi attanaglino la testa.

💧💧💧

In genere quando qualcuno è svenuto inizia a dire che vede solo il buio e poi si sveglia pensando al suo amato o robe del genere...beh...io sono già sveglia e quando il soffitto in legno sopra di me.

Non ho la minima idea di dove sono, ne tanto meno dove sia Xavier.
Dubito fortemente che quelli erano i soccorsi, okey, non sono di sangue reale ma un "come state?" ci stava.
Forse dovrei alzarmi e cercare di capire dove mi trovo, dov'è Xavier e chi erano quei luridi che mi fatto un bernoccolo sulla testa...ma il letto è così comodo!

Dopo una dura lotta contro me stessa mi alzo; la testa gira tantissimo e solamente portandomi le mani al capo sento una fasciatura sulla fronte, diverse fasciature sulle caviglie, sull'avambraccio destro e un cerotto sulla guancia sinistra.
Ma siamo seri?》Penso.

Mi alzo in piedi e traballo un po', ma pian piano mi ristabilizzo; mi guardo intorno, ma non trovo granché: il letto dove ero distesa fino a pochi istanti fa, un armadio, una finestra piccolissima e una porta.

Controllo prima l'armadio e trovo un paio di vestiti e per essere precisi ci trovo i miei vestiti di ieri.
Guardo i vestiti che indossi ora: una camicia da notte grigia in alcuni punti rovinata.
Ma quando cazzo mi sono cambiata?! Voglio delle spiegazioni!

Scuoto la testa, ci penserò dopo a questo, vado verso la finestra e la trovo bloccata, anzi, per fuori ci sono delle sbarre.
Oh fantastico! Sono in prigione! Una non può nemmeno correre in mezzo ad un incendio che viene arrestata!
Per il resto non riesco a vedere molto bene fuori.

Vado verso la porta aspettandomela chiusa e invece, appena abbasso la maniglia, si rivela aperta.
Ma sti qua sono stupidi o scavalcano cancelli aperti?

La porta si affaccia su un lungo corridoio, non ci sono altre porte, ma infondo si divide in due.
Giro subito a destra e prendo tanti altri corridoi  però sento che sto girando a vuoto, la cosa più strana è che non ho incontrato nessuno, che cavolo di guardie o altro sono?

Arrivo davanti a una porta più grande delle altre, molto simile a quella del trono o della sala da pranzo.
Il mio buon senso mi dice di fare dietro front e cercare Xavier...ma sappiamo tutti che non lo ascolto mai.
Abbasso la maniglia e apro la porta.

Una grande luce mi abbaglia, anche perché i corridoi sono senza finestre e in penombra, e un rumore di voci mi arriva alle orecchie; guardo meglio e vedo che sono in una mensa...piena di ragazzi della mia stessa età se non di più o di meno.
Tutti smettono di parlare e si girano verso di me, inizio a sudare freddo e lentamente richiudo la porta.

《Ma chi è quella?》Sento una voce oltre la porta chiusa.
《Ah boh.》Un altra voce parla.
《Ma si, sarà una nuova recluta.》Si aggiunge una terza voce alla conversazione, sono tutte e tre maschili.
《Aspettate...noi due giorni fa abbiamo catturato il principe e una ragazza...》Dice il primo.
Oh cavolo mi hanno riconosciuta!》Inizio a scappare mentre la porta si apre e sento dei passi inseguirmi.

《HEY TU FERMATI!》Dice la terza voce.
《SE TI FERMI DIVIDO CON TE IL MIO PANINO!》Dice il primo.
《MA SEI SERIO?》Chiede il secondo.
《NO SONO HURLEY!》Intanto la terza voce continua ad urlare di fermarmi.
Vi giuro...vorrei tirarmi una sberla in fronte per quello che ha detto questo Hurley.

Accelero la corsa distanziandomi abbasta da loro per potermi infilare in un piccolo corridoio, mi schiaccio contro il muro e aspetto, prendendo fiato attraverso il naso.
Come programmato i tre continuano l'inseguimento superando il corridoio dove sono nascosta.
《DOV'È ANDATA?!》Urla la terza voce.
《Aiden, calmati la troveremo di sicuro!》Gli dice quello chiamato Hurley.

Appena sento il rumore dei loro massi che se ne vanno tiro un sospiro di sollievo e inizio a camminare per quel stretto corridoio, fino a quando...
《SIETE DEI MOSTRI! LIBERATEMI SUBITO! MA LO SAPETE CHI SONO IO, EH?! SONO IL PRINCIPE DEL REGNO DELL'EST: XAVIER HUNTER FOSTER SHILLER!》Sento una voce che strilla in modo molto isterico.
Si, è senza dubbio Xavier.》Inizio a correre seguendo la voce finito a trovarmi davanti ad una porta, senza pensarci due volte afferro la maniglia ed entro.
《XAVIER!》

Mi fermo vedendo la scena: un ragazzo dai lisci capelli rossi , legato ad una sedia, e gli occhi verde-acqua mi guarda felicissimo, davanti a lui ci sono un ragazzo dai capelli azzurrini e una benda sull'occhio destro, l'altro ha una cresta marrone con riflessi bianchi, il resto della testa è pelata e sulla parte sinistra c'è un tatuaggio rosso.
Entrambi sono vestiti completamente di nero e quello con la benda ha in mano uno strano oggetto.
Guardo bene il rosso, per poi grattarmi la testa imbarazzata.
《Scusate ho sbagliato persona, ehehehe.》Dico richiudendo lentamente la porta e sperando che questi due non mi catturino.

《COGLIONA SONO IO!》Urla il rosso.
Riapro la porta.《Xavier? Cazzo ti è successo hai capelli?》Vederlo coi capelli abbassati invece che tirati su è strano.
《Non ho avuto il tempo di sistemali... -Dice velocemente- E sti stronzi non mi vogliono dare la cera! NE HO BISOGNO! I MIEI CAPELLI NE HANNO BISOGNO!》
Ma è serio? Tutte ste urla  per della cera?》Penso assottigliando gli occhi e guardandolo male.

《Scusate se interrompo il quadretto comico: ma tu chi sei?》Chiede Benda-boy guardandomi male.
《Chi sei Tu invece!》Gli dico puntandogli contro il dito.
《Oh, scusa, che maleducato, piacere io sono David.》Dice porgendomi la mano ma prima che gliela possa stringere il moro lo ferma guardandolo male.
《Non fraternizzare con gli ostaggi!》Dice.
《Non dirmi quello che devo fare!》Risponde subito l'azzurro.
Sta scena mi ricorda vagamente qualcuno...

Tento un'ultima volta di scappare, ma lo sguardo tagliente di Xavier mi fa fermare, come per dire: "non osare scappare senza di me, ti spacco la faccia".
Mi fermo alzando un po' le braccia in segno di resa verso il pomodoro.

《Perché ha alzato le braccia?》Chiede Benda-Boy.
《Boh, forse è stupida...》L'altro si passa una mano sulla sua semi calvizia.
《HEY! Siete voi gli stupidi che non mi avete chiuso a chiave nella camera!》Sbraito offesa, cambiando anche argomento.

《Davvero?- Il ragazzo dai capelli azzurri si porta la mano destra sul mento e chiude un attimo l'occhio- Allora, forse, ho chiuso a chiave uno sgabuzzino...》
Sia io che Mr. Cresta ci battiamo una mano sulla fronte, lo farebbe anche il pomodoro, se solo non fosse legato.

Scuoto la testa, adesso non è tempo di scherzare o altro.
《Perché siamo qui? Che volete da noi?》Chiedo ai due,  subito si scambiano uno sguardo e poi riportano la loro concentrazione su di me.
《Seguitemi, tra poco saprete tutto.》Il moro inizia a camminare e mi supera, mentre David taglia le corde che tenevano legato Xavier per poi seguire l'altro.
Liberati dalle corde Xavier si massaggia i polsi dove stanno comparendo dei segni viola.
《Stai bene?》Chiedo.
《Questa storia non mi piace per nulla.》Dice fin troppo serio per i miei gusti.

⛓⛓⛓

Io e Xavier veniamo portati nella mensa di prima.
Il ragazzo semi calvo spalanca le porte e il tonfo che producono, andandosi a scontrare con le pareti di pietra grigia, fa girare tutti i presenti che si trovano ancora qui.
Ma quanto mangiano sti qua?》Penso vedendo alcuni piatti stra colmi di cibo.

Mi aspetto che qualcun altro si alzi e inizi a seguirmi, ma non accade, anzi, tutti iniziano a fare festa.
C'è chi si alza in piedi, chi urla e fischia, chi batte i piedi a terra oppure chi alza in aria delle cosce di pollo per poi addentarle.
Non credo che siano felici dal vedere me e Xavier, ma per Cresta e Pirata.

I due si fanno spazio tra i lunghi tavoli di legno che sono l'unico arredamento (oltre alle panche) della mensa.
Il pirata ci fa segno di seguirlo quindi camminiamo pure noi tra la folla di ragazzi che tirano pacche sulle spalle dei due o che, stranamente, osannano quello dal tatuaggio rosso.
Quest'ultimo sale su un tavolo facendo zittire tutti quanti.

《Compagni! Oggi abbiamo il privilegio di essere nella stessa stanza con il principe Xavier Hunter Foster Shiller e... -mi guarda- una ragazza!》Dice a gran voce.
《Ehi! Io avrei un nome!》Dico verso di lui.
《Sei una principessa?》Mi chiede.
《No...》
《E allora stai zitta!》Lo ammetto: mi ha zittita.

David mi appoggia una mano sulla spalla, mi giro verso di lui.
《Fa così con tutti.》
《Condoglianze.》Dico semplicemente.

《Cosa volete esattamente?》Riporto la mia concentrazione al pomodoro e al ragazzo in piedi sul tavolo, il suo tono di voce è fermo e duro.
《Ooooh, il principino è impaziente .》Mr. Cresta lo sfotte un po' guardandolo dall'alto in basso, in tutta risposta Xavier assottiglia ancora di più lo sguardo.
《In realtà vogliamo una cosa semplice semplice...Spodestare Re Astram!》Spalanco la bocca e il rosso al mio fianco trasalisce per un secondo, ma ritorna subito serio, il moro e i suoi compagni ridono ed esultano di gusto.

《Perché?》Chiede sempre Xavier.
《Perché, mi chiedi? Tu non lo puoi sapere, certo, hai sempre vissuto nel tuo bel castello, servito e riverito dalla mattina alla sera, con il cuoco personale, il maggiordomo, scommetto che hai perfino le dame da compagnia che ad ogni tuo passo ti lanciano i petali di rosa, perché una tale raffinatezza come te non può toccare il pavimento sudicio.》
《Ehi! -lo interrompe il pomodoro- Quella roba dei petali non la faccio più da ormai 3 anni!》
Freno l'impulso di sbattere la testa su un tavolo.

Il ragazzo dal tatuaggio rosso rimane un po' perplesso, ma dopo aver sbattuto un paio di volte gli occhi ritorna al suo discorso.
《Comunque, tu non puoi neanche lontanamente immaginare come sia la vita al di fuori del castello; tu, tuo padre, tua sorella, non sapete proprio niente! Non sapete com'è lavorare duramente per portare a casa del cibo, rubare perché i soldi mancano, morire di freddo sotto un ponte perché il re ti ha esportato forzatamente la casa, vedere i tuoi famigliari morire come mosche a causa dell'assenza di medicinali.》
Il discorso continua ma io decido di ignorarlo, ha ragione su tutto, ho vissuto in prima persona molti dei suoi esempi e il re non ha fatto proprio niente per migliorare la situazione.

Mi ricordo dei calli sulle mani, le corse dopo aver rubato del cibo, il pensiero di morire di freddo ad ogni inverno, le lunghe nottate nel bosco con Axel per portare a casa della selvaggina, quando Julia ha rischiato di morire per una polmonite.
Xavier si gira verso di me e io non ce la faccio proprio, mi mordo il labbro e guardo per terra.

《E secondo te spodestare il re servirà a qualcosa?》Continua il rosso.
《Si, Perché questo sarà solo l'inizio del cambiamento, la fine della monarchia in questo e in tutti gli altri regni!》
《Tu sei fuori di testa.》Sibila il pomodoro.
《Io sarei quello fuori di testa? E allora tu che osi ancora prendere le difese di Astram anche dopo quello che ha fatto alla regina?》

Xavier spalanca di colpo gli occhi, io alzo di nuovo lo sguardo e vedo il panico nel suo viso, la regina? Cosa c'entra adesso? È morta ben 19 anni fa.
《Noi lo sappiamo benissimo che non è morta dandoti alla luce è stato il re a farla...》
《STAI ZITTO!》Il moro viene interrotto da Xavier i capelli gli coprono gli occhi, i denti sono digrignati e le sue nocche stanno diventando bianche da quanto sta stringendo le mani.

《Bene, vedo che non hai deciso cosa fare, pensavo che saresti stato più intelligente, pensavo che volessi collaborare al nostro fianco e invece vuoi solo fare l'ostaggio, che vigliacco.》
《Non ho detto questo...》Xavier alza gli occhi e guarda intensamente il ragazzo, e a me corre un brivido lungo la schiena.
《Ci sto, vi aiuterò, ma il regno e i cittadini non c'entrano niente. So benissimo di non sapere niente dalla vita al di fuori del castello, ma se mio padre deve essere spodestato quello è un compito che spetta a me.》
Il moro ghigna.《Bene, hai altre domande?》

《Io ne ho una! -Intervengo e l'attenzione di tutti si concentra su di me- Perché sta mattina mi sono svegliata con dei vestiti diversi?》Per poco il moro non cade dal tavolo, scusate, ma questa domanda la dovevo proprio fare.
《Erano tutti bruciati e dovevamo vedere se avevi altre ustioni.》Spiega tranquillamente benda-boy vicino a me.
《Quindi...》Ho paura di sapere la risposta.
《Ti abbiamo visto il seno? Si. Ti ho cambiato io? Si, ma tranquilla, sono stato delicato.》Mr. Cresta mi fa un occhiolino.
《COOOOOOOSAAAAAA?!》Strilla un pomodoro infuriato al mio fianco facendo ridere tutti i presenti nella mensa; io semplicemente inizio a balbettare parole sconnesse.
《DOVEVO VEDERE IO MITSUKO NUDA PER LA PRIMA VOLTA!》Il rosso fa per salire sul tavolo ma due ragazzi lo bloccano, uno dai capelli grigio-azzurri e l'altro con i capelli marroni e uno strano ciuffo biondo sulla testa.

Divento ancora più rossa David mi rimette una mano sulla spalla.
《Condoglianze, Caleb è proprio rozzo.》
《Caleb?》Domando io ancora in imbarazzo.
《Io, bambolina.》Si auto-indica il ragazzo sul tavolo.
《NON LA CHIAMARE IN QUEL MODO!》Strilla ancora più forte Xavier, facendo ridere pure me.
Ma anche se rido so che quello questo è solamente l'inizio di molti guai...

🌊🌊🌊

Successivamente io e Xavier siamo stati portati nelle nostre rispettive stanze, David mi ha spiegato che fino a nuovo ordine ci dobbiamo allenare, anche se non mi ricordo di aver mai accettato questa assurdità.

Mi giro e rigiro sul letto, non riesco proprio a prendere sonno, il pensiero di quel che è successo alla regina mi frulla ancora in testa.
《Non ce la faccio gli devo parlare 》Penso alzandomi dal letto e aprendo la porta, il corridoio è deserto, cammino fino alla porta alla sinistra della mia e busso, ma nessuno risponde.
Beh, starà dormendo...forse dovrei chiedergli spiegazioni domani mattina...》Troppo tardi, sto già aprendo la porta.

La camera è avvolta dall'oscurità solamente grazie alla luce lunare che entra dalla finestra aperta riesco a vedere qualcosa.
Aspetta...la finestra aperta?
QUEL LURIDO È SCAPPATO SENZA DI ME!

Vado verso la finestra e guardo l'orizzonte dove si possono vedere alberi e montagne a perdita d'occhio.
《DIO CRISTO, POMODORO COME HAI OSATO?! TRADITORE!》Urlo guardando davanti a me.
Qualcosa di piccolo ma solido mi colpisce la testa dall'alto, alzo lo sguardo verso l'alto e vedo Xavier che mi guarda da tetto.
《Cosa urli?》Mi chiede.
《Ah, ma allora sei lì!》
《E dove sarei dovuto andare?》
《Eheheheh da nessuna parte lascia stare.》

Noto che alla mia destra c'è della folta edera che si arrampica per tutto il muro, non ci penso due volte e inizio a scalare quei pochi metri che mi separano dal tetto, fortunatamente arrivo lì illesa.
Mi siedo sul bordo e noto il rosso continuare a guardarmi.
《Fammi capire, hai fatto un mucchio di storie per saltare da un balcone all'altro, ma per arrivare fin qui usando dell'edera non hai battuto ciglio?》Gli chiedo alzando un sopracciglio.
《Beh...si.》Risponde innocentemente.
Ridacchio e lo stesso fa lui subito dopo.

Interrompo la risata solamente per avvicinarmi a lui e mettermi al suo fianco.
《Lo so che sei qui per bombardarmi di domande.》Dice di colpo.
Lo guardo allibita, ma tanto ha ragione quindi perché negare l'evidenza?
Arrossisco giusto un po'.《Beh, si.》
《Che vuoi sapere?》
《Sei sicuro che ti vada bene raccontarmi tutto? Sai che sono curiosa, ma non voglio essere invadente. È giusto che anche tu abbia i tuoi segreti.》Dico torturandomi le mani sudate.
《Credimi non è facile parlarne, ma vedo che qui tutti sanno la verità, quindi è giusto che la sappia anche tu.》Dice guardandomi, e vi giuro, non l'ho mai trovato più bello di così: I lisci capelli rossi sono spostati da una leggera brezza, i luminosi occhi verde acqua che sembrano illuminati da una luce propria, la pelle accarezzata dalla luce lunare.
Mi avvicino e gli lascio un veloce e casto bacio sulle labbra sussurrandogli un "grazie".

《Cosa puoi dirmi di tua madre?》Gli chiedo abbastanza timorosa della sua reazione.
Si irrigidisce un attimo e guarda con sguardo perso davanti a lui, prende un profondo respiro e quando è pronto parla.
《Ha ragione Caleb, mia madre non è morta quando mi ha dato alla luce, è morta quando io avevo 6 anni.》
Apro la bocca formando una leggera "O", ma non lo interrompo.

《Ma per Astram, lei è morta in quel momento. -Prende un altro respiro- Secondo te perché tutti mi chiamano Hunter?》
《Non lo so...è il tuo secondo nome...》Dico io un po' timorosa.
《No, è il mio vero nome. Xavier Foster è il nome del mio vero padre.》
Ora spalanco del tutto la bocca tanto che credo possa toccare il terreno.

《C-come?》Sono le uniche parole che mi escono dalla bocca.
《Astram non e il mio vero padre, mia madre l'ha tradito con un cavaliere...Non so perché l'abbia fatto, fosse per mancanza di amore, di affetto, ma mia madre è caduta nella braccia di un altro uomo e da quell'amore sono nato io.》
《Cos'è successo dopo?》
《Astram è venuto a sapere del tradimento dopo avermi visto e non notando nessuna somiglianza con lui, ha cercato di uccidermi, ma mia madre l'ha impedito, così ha fatto l'unica cosa che gli è venuta in mente.》
《Ha ucciso tuo padre...》
《Esatto.》

L'impulso di dire qualcosa mi brucia dentro la gola, ma dalla mia bocca non esce niente, questa è una delle prime volte in cui non so veramente che dire.
《Mia madre è stata rinchiusa a vita nella torre est del castello, la falsa notizia della sua morte si è sparpagliata per tutto il regno. -Inizia a ridere amaramente- Dovevi sentire quel vecchio, ha perfino fatto un finto funerale, un finto discorso, ha pianto delle finte lacrime.》
Mi mordo il labbro inferiore e continui ad ascoltarlo.
《Io ho sempre potuto andare a vedere mia madre, a lei era concesso solamente andare in biblioteca, stare nella sua stanza e in giardino, non poteva mangiare con noi, non potevamo fare niente con lei.》

《E come è morta realmente?》Chiedo quasi bisbigliando.
《Astram non c'è la più fatta a sopportare il tradimento, al pensiero di vivere sotto lo stesso tetto della donna che amava ma che lo ha tradito fino a quando non ha deciso di fare qualcosa. -Xavier prende un profondo respiro e serra i pugni fino a far diventare le nocche bianche- Lei adorava le mele verdi, un giorno eravamo nel giardino, ci stavamo divertendo, stavamo giocando a rincorrerci; una cameriera le ha portato una mela e lei senza pensarci due volte l'ha mangiata. Secondo te quanto può essere traumatico per un bambino di sei anni girarsi e vedere la propria madre iniziare a tossire tenendosi la gola? Vederla mentre il suo colorito roseo le lascia le guance, le labbra che le diventano viola, per poi vederla cadere a terra e non muoversi più? Ogni volta che chiudo gli occhi rivedo tutta la scena.》

Lo abbraccio di scatto e solo in quel momento vedo le copiose lacrime cadere dai suoi occhi; gliele asciugo velocemente per poi ritornare ad abbracciarlo.
《Ho voluto tenere entrambi i nomi, anche se ad Astram non andava bene. Liberato da quel peso mi ha trattato come suo figlio chiudendo quel capitolo delle nostre vite.》Dice con un fil di voce e li capisco che ha finito di raccontare tutto.

《Forse tutto questo ti sembrerà una follia, ma io ho seriamente bisogno di riscattare non solo me, ma principalmente i miei genitori.》
Gli afferro le guance e lo costringo a guardarmi negli occhi.
《Sappi che io ti seguirò fino alla fine, in questa battaglia non sarai da solo, perché ci sarò io al tuo fianco.》Gli dico con la determinazione che brucia nei miei occhi.

Il pomodoro diventa un tutt'uno con i suoi capelli a causa dell'imbarazzo e io non riesco a capire proprio il perché.
《Senti...dopo questo discorso...ecco...ti volevo chiedere una cosa...》
《Dimmi.》Ora sono veramente curiosa.
《Dopo la faccenda del matrimonio con Isabelle, ho capito che voglio seguire il mio cuore e decidere io chi sposare...》

ASPE! COSA STA DICENDO?!》Pure le mie guancia si tingono di un rosso imbarazzo.
《Ho capito che la persona che voglio seguire sei tu, stare al tuo fianco, invecchiare insieme, litigare insieme, fare l'amore insieme. Quindi, quando tutta questa storia sarà finita...vorresti...ecco...vorresti sposarmi?》

Lo abbraccio subito, ma non prima di avergli dato un lungo bacio.
《Lo devo prendere come un si?》Risponde facendo il suo solito sorriso sornione.
《Va a quel paese.》
《Solo se posso andarci con te!》

《Madonna questa frase è troppo sdolcinata!》Inizio a ridere seguita a ruota da Xavier.
《Già magari la potevo anche evitare...eheheh》
《Ti amo.》Gli dico
《Anch'io.》

Questa notte non solo ci siamo giurati amore spiritualmente ma anche fisicamente, e vi posso assicurare che è stata una delle nottate più calde della nostra vita...ma sta volta non c'è nessun incendio.

-5
QUESTO CAPITOLO È STATO UN FOTTUTO PARTO PARTE 2!

A parte questo ci tenevo veramente tantissimo a scusarmi per l'assenza durata più di un mese, ma con la scuola, le verifiche, le interrogazioni, la vacanza in Grecia, le verifiche, le uscite con gli amici, le verifiche e la mia creatività andata chi sa dove...ho già detto delle verifiche?
Questo capitolo è stato difficilissimo da scrivere, anche perché l'ho cancellato 1626 volte perché non mi piaceva.
Neanche adesso ci sono alcuni pezzi che mi fanno proprio schifo, per esempio: Avrei potuto cercare una scusa migliore per spodestare Re Astram, o l'infanzia di Xavier.
Per chi se lo stesse chiedendo: No, Hunter (nell'anima il vero figlio di Shiller) qui non esiste proprio, volevo metterlo ma non mi veniva nessuna idea decente...sorry but not sorry.

Detto questo vi avviso che da qua in poi le cose si faranno molto più incasinate...come la mia vita...perché sono così masochista?!

Beh, detto questo non ho voglia di ricontrollare perché sono stanca e devo ancora finire i compiti di latino.
*cof* *cof* il capitolo è di 5976 parole *cof* *cof*

Beh spero che il capitolo vi sia piaciuto, commentate e lasciate tante stelline💫.

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