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Capitolo 2:Un principe viziato

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia

Se vedete questa scritta in corsivo vuol dire che sono i pensieri.

Tutto intorno a me è calmo, gli uccelli cinguettano felici e il sole scalda tutto con i suoi delicati raggi.
Perfino il gallo questa mattina mi sta facendo il favore di stare zitto.

Mi stringo di più nelle coperte continuando il mio beato sogno. Nulla può rovinare questo momento.

《SVEGLIAAAAAAA!》Uno sbatterebbe di padelle mi fa trovare faccia a faccia con il pavimento.
《MA PORCA DI...》
《Mitsuko Fukuda, che comportamenti sono questi?! Una signorina che dice le parolacce? Inaudito!》 La voce di Axel che cerca di imitare la nostra insegnante mi fa subito fermare.

《Primo, la tua imitazione della signora Spilroth è pessima, lei ha una voce più squillante. Secondo, come osi svegliarmi?!》 Dire che vorrei strozzare Axel in questo momento è poco, nessuno può disturbarti mentre dormo...nessuno!

Mi alzo dal pavimento e mi sistemo meglio la vestaglia.
《Che vuoi di prima mattina?》 《Tecnicamente sono le 10 passate, e poi mi ha mandato tua madre a svegliarti.》
Nota per me: appena puoi strozza la mamma.

Mi passo una mano tra i capelli e sbuffo.
《Okey, esci che mi cambio.》
《Va bene.》 Axel esce chiudendosi la porta alle spalle.

Vado verso il grande armadio di legno che si trova davanti al letto, è di un bel colore verde acqua, l'ho dipinto con Julia, la sorella più piccola di Axel, l'anno scorso.

La bambina era così tanto esaltata di poter dipingere che alla fine le ho fatto perfino firmare in un angolo del mobile col suo nome come se fosse un'opera d'arte.
Il verde acqua è sempre stato il mio colore preferito, infatti i miei vestiti sono quasi tutti sui toni del verde o dell'azzurro.
Prendo la prima cosa che capita, ovverro un semplice vestito bianco che mi arriva fino alle ginocchia a cui sopra metto un corpetto azzurro. Lego i capelli in una treccia laterale con un nastro blu e infilo ai piedi delle ballerine anch'esse blu.

Apro la porta e scendo le scale fino in cucina dove Axel sta mangiando del pane caldo.
《Finalmente!》Commenta lui con la bocca piena.
《Axel non devi mai mettere fretta ad una donna, e non parlare con la bocca piena.》 Lo riprende mia madre mentre è intenta a girare qualcosa di ignoto dentro la pentola.

《Mitsuko, ti ho lascito la lista dentro al cestino, cerca di tornare prima di pranzo.》
《Tranquilla mamma.- prendo Axel per un polso e lo trascino via- Ci vediamo dopo!》

《Allora, cosa dobbiamo prendere?》 Chiede Axel con le mani intrecciate dietro alla testa.
Prendo il foglietto e lo guardo attentamente.
《Uhm....Dobbiamo prendere un po' di frutta, verdura e della carne.》

Io e Axel iniziamo a parlare e pian piano arriviamo al mercato. Ogni giorno c'è molta gente, è un ambiente bello e vivace.

Mi dirigo a passo deciso verso la bancarella del signor Wallside, che grazie al duro lavoro nei campi è diventato un uomo rubusto e decisamente alto...troppo alto.
Ha una risata molto contagiosa e riesce a far ridere tutti, soprattutto a causa dei suoi capelli a cespuglio e della barbetta verde.

《MITSUKO! AXEL! CHE PIACERE VEDERVI!》 Appena il signor Wallside ci vede si alza in piedi e sbatte con la testa sul soffitto.
《L'ho detto io, a mia moglie, che ci serve una bancarella più grande. -borbotta mentre si massaggia la testa con una mano- Ad ogni modo, qual buon vento vi porta?》
《Mi servono le verdure.》Dico mentre ridaccio.
《Io per non pulire camera mia l'ho accompagnata fin qui.》Risponde tranquillo il biondo.

Io e il signor Wallside ci sbattiamo contemporaneamente una mano in fronte.
《Cambiando argomento, quali verdure ti servono?》 Chiede l' omone indicando tutta la sua merce.
Prendo la lista, passo il cestino al signor Wallside e inizio a leggerla.

《Allora: cinque carote, due cipolle, un porro, quattro patate, un cesto di insalata fresca e due peperoni rossi.》L'uomo dai capelli verdi mi ripassa il cestino pieno di tutte le cose che avevo ordinato e lo pago.

《Grazie signor Wallside!》 Diciamo io ed Axel mente iniziamo a camminare.
《Di niente...Oh salutami tuo padre e digli di venire a bere un birra con me qualche volta.》
《Sarà fatto.》

🥬🥬🥬

Quando io e Axel finiamo le commissioni, ritorniamo per la stessa strada che abbiamo fatto prima.

Ad un certo punto veniamo fermati da un gruppo di persone ferme immezzo alla strada.

《Ma che è successo?》Chiedo mentre mi metto sulle punte per vedere qualcosa, ma con scarsi risultati.

《Non lo so...andiamo a vedere!》 Axel non mi lascia il tempo di controbattere che si è già infiltrato tra la folla e di conseguenza lo seguo.
A forza di gomitate e slalom riusciamo a superare tutte quelle persone, ma appena vedo la scena che ho davanti sgrano gli occhi dallo stupore.

Davanti a me ci sono degli uomini a cavallo, indossano tutti un'armatura di ferro grigio, quasi argento, così splendente da potersi specchiare. Sul petto, nella parte destra, vi è lo stemma del regno.

《La...la...》Balletto.
《...La guardia reale -finisce al posto mio il porcospino in un sussurro- Ma che ci fanno qui?!》Chiede con l'eccitazione a mille.

Se ve lo state chiedendo: si, Axel vuole diventare cavaliere. Purtroppo essendo il figlio del medico del villaggio deve studiare medicina per prendere il posto del padre in futuro.
Ma a tutti è concesso avere un sogno, e questo è il sogno di Axel.

《E io che ne so, guarda adesso glielo vado a chiedere.》 Rispondo con sarcasmo.
《Ottima idea, poi magari mi faccio firmare la casacca!》 Ormai è andato, abbasso la testa ridendo.

Ad un certo punto il corteo di guardie si apre lasciando passare tre figure, sempre a cavallo, mentre Axel trattiene un gridolino.

Quando le tre figure sono più vicine riesco a vedere che si trattano di tre ragazzi della stessa età di Axel, sui 19 anni.

Uno ha completamente i capelli bianchi spettinati e gli occhi di un azzurro ghiaccio intenso.

Il secondo ha i capelli rossi e, cos'è quella cosa che ha in testa? Una fiamma? No, somiglia di più a un tulipano.
Ecco, un tulipano!
Il secondo ha i capelli rossi, con aggiunta di tulipano, e gli occhi gialli, quasi oro.

L'ultimo, che sta immezzo ai due, ha anche lui i capelli rossi sparati in aria e degli occhi verde acqua, rimango sbalordita nel vederli.

I tre si avvicinano al signor Wallside e ad una signora dalla pella olivastra e i capelli azzurrini, che riconosco come la signora Hartland , ovvero la proprietaria del miglior ristorante del paese.
Entrambi porgono a quello al centro verdure, frutta e un bel piatto d'arrosto fumante.

Il rosso prende una mela verde e ne addenta un pezzo, per poi sputarlo quasi in faccia al signor Wallside.

《Questa è una mela acerba!》 Urla questo qui.
Ma buongiorno, hai preso l'unica me la verde in un cesto di mele rosse, sei stupido eh.》Penso mentre splanco gli occhi.

L'uomo dai capelli verdi abbassa lo sguardo. 《Mi scusi.》
In tutta risposta il ragazzo risponde con un "Tsk" seccato e fa cenno alla signora Hartland di passargli il piatto.
Ma anche quest'ultimo fa la fine della mela, ovvero, spappolato al suolo.

《Come osi offrirmi un banalissimo arrosto?! Ti sembro per caso uno straccione?! Eh?!》 Inizia a sbraitare il viziato.

Continua ad insultare entrambi, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu quando li minacciò di togliere ad entrambi la casa. In quel momento le mie gambe si muovono da sole e in poche falcate sono davanti al signor Wallside e alla signora Hartland mentre punto una carota verso l'alto, sto stronzo è ancora sul cavallo.

《Senti, pomodoro ambulante, chiedi subito scusa e vedi di comportarti in maniera decente e non da miccioso viziato quale sei.》

Lui sbarra gli occhi e io per la rabbia faccio un passo verso di lui puntandolo con la carota.
Alcuni cavalieri portano una mano sull'impugnatura della spada.

《Oh, andiamo! Gli sto solo puntando contro una carota! Al massimo posso migliorargli la vista!》Mi rivolgo in maniera seccata ai cavalieri.

Ad un certo punto sento una risata e mi accorgo che il tulipano sta piangendo dal ridere.

《CLAUDE!》Urla l'altro rosso.
《Scusa Xavier, ma devi ammettere che la ragazzina ti ha zittito in una maniera favolosa!》Tulipano-boy continua a ridere.

Xavier eh? È questo il suo nome allora.

《Tu.》Xavier mi guarda con odio.
Io, tu, egli, noi, voi, essi, sono i pronomi personali. Devo spiegarti altro sull'analisi grammaticale?》Penso tra me e me per poi rispondere: 《Che vuoi viziato?》
《Non sai con chi hai a che fare, mi chiederai in ginocchio di perdonarti.》
《Se tu sei veramente convinto ogni cosa si può realizzare...tranne questa, questa non si realizzerà mai.》

Il pomodoro mi guarda ancora incazzato, tenta di scendere dalla sella per, molto probabilmente, venirmi a prendere a ceffoni che si sarebbero tramutati in una vera e propria rissa, ma l'albino lo ferma.

《Hunter, dobbiamo andare, tuo padre ci aspetta.》
《Ma Bryce...》
《Ora.》

Il rosso rottea gli occhi e sbuffa irritato, per poi puntare i suoi occhi verde acqua nei miei viola.

《Non. Finisce. Qui.》Sibila, mentre io gli concedo uno sguardo annoiato.

Si girano e spariscono tra le guardie, e solo in quel momento mi accorgo che il tulipano è ancora li che ride.

《Tizio, gli altri due moschettieri se ne sono andati.》Gli dico.
Il rosso smette di ridere, ma mi guarda sorridendo.
《Ma non erano quattro?》
《Il quarto si sarà buttato giù da una scogliera perché non sopportava più quel pomodoro ambulante.》Rispondo mentre faccio spallucce.

《Come ti chiami ragazzina?》Mi chiede mentre un ghigno compare sulle sue labbra.
《Mi chiamo Mitsuko Fukuda, ragazzino.》Rispondo.

《CLAUDE!MUOVI IL CULO!》Riconosco la voce di Xavier e ridacchio.

《Ci vediamo Mitsuko Fukuda.》
Il tulipano mi saluta mentre galoppa verso il corteo che si sta velocemente allontanando lasciando la strada deserta.

Heyyyyy!
Ed ecco il nuovo capitolo, spero vi piaccia.
In questi giorni ho pensato molte volte a come scriverlo a cosa mettere dentro, col risultato che la mia penna e la mia mano imploravano pietà.

Ad ogni modo spero vi piaccia, avrei tanto voluto narrare la storia nell'epoca Sengoku, ma questo equivaleva a troppe ricerche che mi avrebbero fatto perdere del tempo (che non ho).

Mettete tante stelline e commentate, se questo capitolo vi è piaciuto e.....niente.....ciao. ❤🔝

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