Capitolo 10: Il passaggio segreto
Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia
N/A: Leggete lo spazio autrice, please.
Io e Jordan entriamo nel palazzo cercando di fare meno rumore possibile.
Saliamo silenziosamente le scale, i nostri passi rimbombano per tutti i corridoi bui e silenziosi del castello.
Sono così bui che non riesco a vederne la fine e la luce lunare, che filtra dalle finestre, non aiuta molto.
《Jordan.》Sussurro.
《Si?》Risponde lui continuando a camminare.
《Come fai ad orientarti così bene?》
《Ci sono abituato, ormai conosco a memoria tutti i corridoi.》
Non rispondo, emetto solo un piccolo verso per dire che ho capito.
《Mitsuko.》Stavolta è Jordan a iniziare una nuova conversazione.
《Si?》
《Perché stiamo sussurando?》
《Non lo so.》
Iniziamo a ridacchiare come degli imbecilli senza nessun motivo.
Ad un certo punto, infondo al corridoio, compare una debole luce di una candela e un'ombra.
《Vieni.》Jordan mi afferra la mano e inizia a correre dalla parte opposta.
Lo seguo fino a quando la mia attenzione non viene catturata dalle nostre mani unite.
La sua e più grande della mia, sono un po' ruvide, forse a causa dei lavori che deve fare qui a castello; non sono ne calde ne fredde, sono tiepide, mi danno uno strano senso di tranquillità, di protezione.
Il verde si ferma di colpo e io per poco non gli vado addosso.
《Dove siamo?》Chiedo.
《Nelle cucine.》Jordan si volta verso di me rivolgendomi un sorriso che mi fa arrossire un po' troppo per i miei gusti.
《Non hai mangiato vero?》
Troppo assorta dalle mie paranoie non mi accorgo neanche della domanda.
《Mitsuko?》Jordan mi appoggia una mano sulla spalla, preoccupato, dato che non gli ho risposto.
A quel contatto sbatto un paio di volte le palpebre.
《E-eh?...Scusa non stavo ascoltando.》Arrossisco ancora di più per aver fatto anche una brutta figura.
《L'avevo notato. -solleva leggermente gli angoli della bocca- Ti avevo chiesto se avevi fame.》
Prima che possa rispondere vengo interrotta dal mio stomaco che emette un "grido di battaglia".
《Lo prendo per un "si".》
Entrambi iniziamo a ridere piano per poi entrare nelle cucine.
Jordan prende una candela, fruga nella tasca dei pantaloni ed estrae una scatola di fiammiferi; Ne accende uno e passa la fiamma sullo stoppino della candela che prende fuoco. Con un gesto veloce della mano spegne il fiammifero, prende il porta candela e lo posiziona al centro di un tavolo di legno, poi si allontana per andare a prendere qualcos'altro.
Mi siedo su una sedia aspettando Jordan, dopo un minuto torna da me, in entrambe le mani tiene qualcosa: nella mano destra c'è una ciotola di legno mentre nella sinistra una pagnotta di pane.
Le appoggia entrambe davanti a me sorridendomi.
《La zuppa molto probabilmente è fredda.》
《Okey.》
Con un cucchiaio inizio a mangiare la zuppa...si, è freddissima e fa anche schifo, ma io ho lo stesso fame.
La finisco tutta e finisco anche il pane.
《Com'era?》Mi chiede il verde.
《Faceva abbastanza schifo.》Con una smorfia allontano da me la ciotola vuota.
《L'ha fatta Nelly.》Ridacchia il ragazzo dei capelli verdi.
Non me ne stupisco, ho già avuto delle "piacevoli" occasioni per assaggiare i piatti prepararti da Nelly.
Come quella volta che ha preparato una crostata ai mirtilli, anche se non siamo nella stagione dei mirtilli, e ho dovuto abbracciare un secchio per tutta la notte.
Non vi dico cosa è successo quando io e Claude abbiamo assaggiato i suoi "famosissimi" biscotti al cacao.
Incrocio le dita sperando che non succeda niente sta volta.
《Com'è andata?》Chiede improvvisamente.
《Cosa?》Lo guardo confusa.
《La giornata...hai incontrato Axel e Julia?》
《Certo, siamo andati tutti al fiume a pescare, io e Axel abbiamo parlato per quasi tutto il pomeriggio.》
《E di cosa?》Jordan sembra molto curioso, probabilmente lui ha dovuto stare tutto il giorno con Xavier.
《Di molte di cose, cosa faccio a castello, di te, Nelly, Silvia, Bryce, Claude e altro.》Rispondo velocemente, sono abbastanza stanca e vorrei andare a dormire, ma sembra che Jordan voglia parlare ancora.
《E di Hunter?》
《Beh, si, ho parlato anche di Xavier, mi dovevo pur lamentare di qualcosa.》Ridacchio e lo stesso fa Jordan.
《E cosa avresti da lamentarti nei miei confronti?》Sento una voce alle mie spalle e subito emetto un piccolo urlo per lo spavento.
Alle mie spalle c'è Xavier con le braccia incrociate al petto e con una vestaglia bianca lunga fino alle sue ginocchia.
Lo guardo cercando di fermare il mio infarto, perfino Jordan sembra essersi spaventato.
《Che ci fate voi qui?》Domanda il principe.
Mi giro verso Jordan e lui ricambia il mio sguardo, mi rigiro verso Xavier, ruoto il busto per guardarlo meglio e appoggio il braccio sinistro sullo schienale della sedia.
《Perché tu sei qui.》Dico.
Xavier rilassa le braccia e si guarda intorno, forse in imbarazzo per essere stato beccato, ma non ne sono certa.
《Beh, ecco io...sono qui per il mio spuntino di mezzanotte.》Dice non guardandomi negli occhi
《Ma sono le dieci di sera.》Dice Jordan indicando il pendolo che c'è in cucina.
《Oh davvero?》Xavier fa il finto sorpreso.
《Fai schifo a mentire.》Gli dico.
Lui mi guarda oltraggiato e si appoggia una mano sul petto, mentre l'altro braccio lo lascia ricadere lungo il fianco.
《Io sono bravissimo a mentire!》
《Quindi adesso stavi mentendo?》Continuo.
《Si! Cioè No! Forse...AAA!》
Inizio a ridere vedendo Xavier completamente confuso.
Vedendolo così sembra un ragazzo come tanti altri, simpatico e non viziato e altezzoso.
Si, ho appena pensato che Xavier Hunter Foster Shiller potrebbe essere simpatico e normale...il sonno fa brutti scherzi.
《Beh, comunque è tradi, meglio se andiamo tutti quanti a dormire.》Jordan appoggia i palmi sul tavolo e si alza, pure io mi alzo e Xavier annuisce.
Usciamo tutti e tre dalla cucina e camminiamo fino a quando il corridoio non si divide in due.
《La mia camera è per di qua.》 Indico il corridoio a destra.
《Le nostre sono a sinistra.》 Jordan indica il corridoio opposto.
《Buonanotte ragazzi.》Agito la mano e inizio ad incamminarmi verso la mia stanza.
Il corridoio è veramente buio quindi appoggio una mano sul muro di pietra freddo, mentre l'altra l'allungo davanti a me per evitare di sbattere la faccia chissà dove.
Inizio ad arrancare al buio ricordandomi mentalmente dov'è la mia camera.
Allora, dovrebbe essere sempre dritto...Ma allora perché sto girando a destra?! Cos'è sta roba? È la cornice di un quadro? Cavolo spero di si. Ahia! Chi cazzo a messo un tavolino qui?!
Inizio a mandare maledizioni a chiunque abbia messo lì quel cavolo di tavolino mentre mi massaggio il ginocchio.
Continuo a vagare nell'oscurità, fino a quando la mia mano non si va a scontrare con qualcosa di duro.
Okey, Mitsuko, le possibilità sono due: Questo è un muro, quindi sono in un vicolo cieco e faccio veramente schifo ad orrientarmi o faccio schifo ad orientarmi a prescindere che sia giorno o notte.
Però toccando la superficie mi rendo conto che non si tratta di un muro di pietra, ma bensì di una porta di legno.
Faccio scorrere la mano fino alla maniglia di ferro e spingo.
La porta non è chiusa a chiave quindi entro.
In teoria dovrei tornare in dietro e continuare a cercare la mia camera e farmi gli affari miei, ma si sa che sono una persona curiosa.
La stanza è illuminata dalla luce lunare che filtra dalle finestre e avendo gli occhi abituati al buio riesco a vedere meglio. Guardandomi intorno vedo che sono finita nella sala del trono, credo che non dovrei stare qui, quindi faccio dietrofront e ritorno alla porta.
Appena tiro verso di me la porta dall'altra parte c'è qualcun'altro che la sta spingendo.
E per la seconda volta nel giro di dieci minuti mi ritrovo faccia a faccia con Xavier.
Stavolta non mi spavento, mi sorprendo solo dal fatto che lui sia qui.
《Pomodoro? E tu che ci fai qui?》Chiedo.
《Ti stavo cercando...E poi perché mi hai chiamato pomodoro?》Alza un soppraciglio.
《Lunga storia. -Lo liquido con un gesto veloce della mano- Perché mi stavi cercando?》
《Abbiamo sbagliato i corridoi da prendere, io e Jordan siamo capitati in un vicolo cieco e quindi sono tornato indietro per riprenderti.》
《E come mai sei venuto tu e non Jordan?》
《Senti testa bianca, lo so che il nostro rapporto non è dei migliori, io odio te e tu odi me, ma se voglio fare una buona azione nei tuoi confronti allora stai zitta e non commentare.》Mi guarda male assottigliando gli occhi .
Alzo le mani in segno di difesa. 《Okey, Okey, ma calmo.》
《Forza andiamo.》
Non dico niente, mi risparmio a seguirlo nel buio.
Intorno a noi si crea un silenzio imbarazzante.
《Xavier...》Sussurro alzando leggermente la testa di lato per guardarlo.
《Si?》Risponde guardando sempre davanti a se.
《È vero che hai mandato Jordan a cercarmi prima?》
《Prima quando?》
《Quando stavo tornando a castello.》
《No.》
Spalanco di più gli occhi e la mia bocca forma una leggera "O".
《Ma lui mi ha detto che...》
Xavier non mi lascia finire che mi interrompe.
《Jordan era in ansia perché non tornavi, mi ha rotto così tanto che alla fine gli ho dato il permesso di venirti a cercare, evidentemente si vergognava e ti ha detto che quello in pensiero ero io.》
Abbasso lo sguardo e fisso il tappeto rosso.
Non so perché ma ci rimango male, forse l'idea di Xavier preoccupato per me mi faceva tenerezza, forse pensavo che si stava "sciogliendo", forse pensavo che potevamo diventare...amici?
《Ci sei rimasta male?》
Alzo lo sguardo e vedo Xavier guardarmi.
《Io? Rimasta male? Ma per favore, non mi importa chi è in pensiero per me. E poi sono grande abbastanza per cavarmela da sola.》
《Guarda che se non fosse stato per me a quest'ora saresti ancora a vagare nel bosco.》
《Ma stai zitto.》Sussurro tra me e me.
《Che hai detto?》
《Niente!》
La conversazione muore lì.
Nei minuti successivi siamo stati in silenzio fino a quando non siamo arrivati alla porta della mia camera.
《Grazie.》Dico girandomi ed aprendo la porta.
《Prego.》Xavier si gira e se ne va.
Sto per chiudere la porta.
《Testa Bianca.》
Mi fermo e guardo verso Xavier.
《Buonanotte.》Continua.
Sorrido, un sorriso sincero, per nulla di scherno nei suoi confronti.
《Buonanotte pomodoro.》
Lui si gira e fa per andarsene.
《Pomodoro!》
《Mh?》Si rigira verso di me.
《Quella vestaglia è davvero favolosa.》Inizio a ridere.
《Questa me la paghi.》
Lo guardo sempre sorridendo prima di chiudere la porta, l'ultima cosa che vedo di lui sono i suoi occhi verde acqua.
Mi cambio velocemente e appena la mia testa tocca il cuscino sprofondo nelle braccia di Morfeo.
*qualche giorno dopo*
I giorni a castello passano quasi veloci, ormai le mie mansioni sono quasi sempre le stesse. Ammetto che Xavier non ha una grande fantasia in fatto di dare ordini.
In questo momento sto pulendo un'armatura in un corridoio a me estraneo.
《Mitsuko.》Mi sento chiamare, mi giro e vedo che Jordan sta camminando velocemente verso di me.
《Si?》
《Hunter mi ha detto di dirti che devi andare ad avvisare lo stalliere di preparare i cavalli per lui, Claude e Bryce. 》
《Okey, ma non ci potevi andare tu?》
《No, io devo finire di lavare le lenzuola del letto di Hunter.》
《Okey.》Passo lo straccio che avevo in mano a Jordan e vado verso le scuderie.
Appena arrivata mi guardo intorno, ma non c'è nessuno.
Ma dove cavolo è lo stalliere e poi...da quando abbiamo un stalliere?
《C'è nessuno?》Urlo, ma non ricevo nessuna risposta.
Se non c'è nessuno vuol dire che dovrò fare tutto io e che Xavier mi ha fatto uno scherzo.
Prendo tre selle e tre briglie, con molta fatica vado verso i rispettivi tre box dei cavalli di Xavier, Claude e Bryce.
Per fortuna che avevo avuto già occasione di vedere i loro cavalli, altrimenti chi lo sentiva Xavier se sbagliavo cavalli?
Inizio col cavallo di Bryce, che tanto per rendere la cosa comica è completamente bianco.
Prendo la sella e cerco di posizionarla sulla schiena dell'animale.
《Veramente quello sarebbe il mio compito.》Parla una voce alle mie spalle.
Mi giro e per poco la mia bocca non tocca per terra per quanto sono stupita.
《AXEL?! CHE CAZZO CI FAI TU QUI?!》Strillo.
《Vedo che sei felice di vedermi.》Dice lui incrociando le braccia sorridendomi.
Corro verso di lui e lo abbraccio, sono stra felice di vederlo qui.
《No, sul serio perché sei qui?》Ripeto mentre mi stacco leggermente da lui, ma senza allontanarmi più di tanto.
《Te l'avevo detto che avrei fatto qualcosa per tenerti d'occhio.》
《Si, ma non immaginavo che saresti venuto a lavorare qui. E poi tuo padre lo sa?》
《No, mio padre non lo sa.》
《Ma allora...》Vengo interrotta da Axel.
《È andato in viaggio nel regno vicino per questioni di lavoro, starà via un mese.》
《E Julia dov'è?!》Chiedo preoccupata per la bambina.
《È dai tuoi genitori.》
《Uhm...》Non sono molto convinta del suo piano.
《Tranquilla, andrà tutto bene. I tuoi genitori adorano Julia e Julia adora loro.》
Sospiro.《Tanto non posso fare più di tanto.》
《Già.》
《Forza, ti aiuto a preparare le selle, che non ho voglia di sentire le lamentele di quel pomodoro.》
Io e Axel iniziamo a preparare i cavalli, fino a quando i tre principi non fanno la loro apparizione nelle stalle.
《Ciao ragazzi!》Saluto io andando verso i tre.
《Buongiorno.》Risponde Bryce con il suo solito tono apatico.
《Ciao Albina 2.》Claude mi passa affianco scompigliandomi i capelli.
Xavier non dice niente.
《Ragazzi, lui è il mio migliore amico Axel.》Dico indicando il porcospino.
Sia Bryce che Claude si vanno a presentare e stringono la mano ad Axel, Xavier invece guarda la scena con fare altezzoso. Lo ignoro, ormai ho perso le speranze con lui, e schernirlo non aiuterebbe affatto.
I tre prendono i proprio cavalli e se ne vanno. Io invece rimango a parlare con Axel.
*qualche ora dopo*
Quando finisco di parlare con Axel il sole sta tramontando, ma i tre principi non sono ancora tornati...onestamente non so neanche dove siano andati.
《Beh, Axel, io devo fare una cosa, ci vediamo a cena?》
《Certo, ciao Mitsuko.》
Torno dentro il castello e vado fino in biblioteca, ormai vado a trovare Silvia due volte a settimana o anche più.
Mi piace parlare con lei, io le parlo di tutto quello che si può fare oltre il castello e lei mi racconta varie avventure che legge nei libri.
Entro nella grande biblioteca e chiudo la porta alle mie spalle. Salgo le scale fino al secondo piano, dove vedo Silvia sistemare alcuni libri su uno scafale.
《Ciao Silvia!》
La ragazza si gira e appena mi vede fa un grande sorriso, appoggia i libri che aveva in mano sul tavolo vicino a lei e mi abbraccia.
《Ciao Mitsuko!》
Ci stacciamo dall'abbraccio e ci sediamo su delle sedie una difronte all'altra.
《Cosa mi racconti?》Chiede lei sempre sorridendo.
《Uhm... -mi prendo il mento tra l'indice e il pollice riflettendo- Allora, ti ho già parlato di cosa ho fatto domenica, quindiiii...Ah si! Ho appena scoperto che il mio migliore amico lavora come stalliere qui a castello!》
《Axel? 》
《Si, proprio lui.》Annuisco energicamente.
《Wow, è una notizia fantastica!》
Subito dopo lei inizia a parlare dei vari libri che ha letto, fino a quando non rimaniamo senza argomenti.
Lei guarda fuori dalla finestra con uno sguardo strano, sembra un misto tra la delusione e la felicità.
《Silvia...tutto bene?》Chiedo avvicinando la mia mano verso la sua.
Ad un certo punto Silvia si gira verso di me e mi prende la mia fra le sue guardandomi con determinazione.
《Mitsuko, io voglio andare fuori.》
《Eh?》
《Voglio andare al tuo villaggio, voglio vedere il mondo, voglio vedere la tua gallina Clarise, voglio uscire.》
La guardo stupita.《Sicura?》
Annuisce con determinazione.
《La prossima domenica puoi venire con me se vuoi.》Dico.
《No, io voglio uscire adesso.》
《Adesso?! Ma tra poco farà buio, e poi Xavier non ci darà mai il permesso.》
《E da quando tu prendi in considerazione le decisioni di Hunter? Hai deciso di rassegnarti e fare la cameriera ubbidiente?》Mi guarda in fare di scherno.
《IO NON SONO LA CAMERIERA UBBIDIENTE DI QUEL VIZIATO!》Urlo con la faccia rossa per la rabbia.
Silvia mi fa un sorriso di sfida. 《Quindi ti va più che bene uscire adesso?》
《Certo! -mi alzo di scatto dalla sedia- Forza andiamo!》Inizio a camminare pestando i piedi per terra dal nervoso, ma Silvia mi afferra per il polso.
《No, non ci deve vedere nessuno.》
《Ma allora come facciamo?》
《Vieni.》
La ragazza mi trascina giù per le scale, al primo piano inizia a camminare immezzo a gli schafali.
Arriviamo ad una libreria piena di polvere e i libri hanno la copertina abbastanza rovinata.
《Su, aiutami.》Si mette affianco alla libreria e subito inizia a spingere, lo stesso faccio io subito dopo.
La libreria si sposta rivelando un corridoio buio.
Silvia mi fa un ceno con la mano di seguirla ed entriamo nel tunnel.
Stacca dal muro una torcia e continuiamo a camminare.
Il tunnel è parecchio sporco, pieno di polvere e ragnatele qua e la, c'è un odore di aria viziata che mi da alla nausea. Scendiamo delle scale e io devo stare il più attenta possibile per non ammazzarmi.
Silvia non sembra ne impaurita o altro, nel suo sguardo vedo solo determinazione e felicità.
Dopo qualche minuto, ma che a me sembrano ore, Silvia apre una porta e ci troviamo fuori dal castello, in un punto che io non identifico, anche perché non conosco ancora molto bene il castello.
Silvia mi conduce verso le scuderie, dove li c'è ancora Axel che sta sistemamdo i ferri ad un cavallo.
《Hey Axel.》
Lui si gira e si asciuga il sudore dalla fronte con la manica della maglia.
《Hey Mitsuko, non avevamo detto che ci vedevamo a cena? -si sporge ancora di più e nota Silvia, dietro di me, guardarsi intorno meravigliata- Ciao...》
La ragazza smette di guardarsi intorno e concentra il suo sguardo ad Axel.
《Ciao, mi chiamo Silvia.》
《Piacere, io sono...》
《Oh io so chi sei! Ti chiami Axel Blaze, hai 19 anni, sei il migliore amico di Mitsuko e anche il suo vicino di casa, vivi con tua sorella di 8 anni Julia e tuo padre è il dottore del villaggio. Ti piace andare a cavallo e pescare, adori accendere i falò e la tua paura più grande è la gallina di Mistuko: Clarise!》
Axel guarda basito Silvia è poi guarda me.
Io in tutto ciò mi tiro una mano sulla fronte e abbasso la testa sussurando. 《Silvia, non è questo il modo per approcciarsi alle persone.》
La verde arrossisce in imbarazzo.
《Ooookey...Come mai siete qui?》
Mi avvicino al suo volto, quando le nostre faccie sono vicinissime mi guardo intorno, metto una mano in parte alla bocca e sussurro:《Dobbiamo andare a fare un giro.》
Axel arrossisce, non ha mai sopportato l'idea di avere me o qualche altra ragazza così vicino a lui e onestamente a me piace dargli fastidio in questo modo.
《1.Allontanati! 2.Non è un po' troppo tardi?!》 Strilla lui.
《Lo so, ma abbiamo le nostre buone ragioni.》Continuo non spostandomi.
Axel mi afferra per le spalle e mi allontana.
《E quali sarebbero?》
Sospiro e velocemente gli spiego la situazione di Silvia.
《Ti prego Axel...》Chiede Silvia congiungendosi le mani.
《Uhm...Non ne sono molto sicuro...》
《Axel sappiamo entrambi che non riuscirai mai a dirmi di no.》
《Aaaah, no, io non ne voglio sapere niente!》Urla alzando le mani.
《Mi fai solo un favore?》Chiedo.
《Sentiamo.》
《Se qualcuno te lo chiede, io non sono mai stata qui e se mi cercano...inventati una scusa.》
Vado verso il cavallo, sistemo la sella e le briglie e aiuto anche Silvia a salire dietro all'animale
《Grazie, sei un amico!》Dico subito dopo essere salita in groppa e dando l'ordine di partire.
《HEY! MA TI HO APPENA DETTO CHE... -Axel si ferma vedendo che ne io ne Silvia lo ascoltiamo più.- Primo giorno di lavoro e già sono immischiato nelle bighellonate di Mitsuko.》
Il portone è ancora aperto, abbiamo un'ora e mezza di tempo prima che lo richiudano e circa due ore di luce. In venti minuti siamo fuori dal bosco e siamo davanti a casa mia.
Fermo il cavallo.
《Quella è casa mia, che vuoi fare? A quest'ora c'è ancora un bel po' di gente in paese. Vuoi andare li?》
《Si, ti prego.》Silvia mi tiene saldamente i fianchi per non cadere e di tanto in tanto aumenta leggermente la presa emozionata.
Scuoto le briglie e il cavallo riprende a correre. Casa mia non è molto lontana dal centro quindi in tre minuti siamo già li.
Anche se il sole tramonterá tra poco in paese c'è ancora un sacco di gente, lego le briglie del cavallo a un asse di ferro con un doppio nodo e aiuto Silvia a scendere.
Alla ragazza brillano gli occhi dall'emozione e non la smette di tremare.
《Sono fuori..questo è il mondo...wow...》
L'afferro per un polso e la trascino verso la piazza piena di gente.
Silvia si guarda intorno meravigliata, guarda con stupore gli artisti di strada fare strani balli o suonare degli strumenti, guarda i bambini rincorrersi ridendo, la gente che ride nei bar, guarda meravigliata perfino un piccione.
《Mitsuko...è tutto così...così...magico.》
《Magico?》Inclino la testa di lato non capendo ciò che vuole dire.
《Tutto questo. -allarga le braccia- È come stare dentro ai miei libri, l'atmosfera è uguale a quella che mi sono sempre immaginata, e le musiche... queste musiche sono le più belle che io abbia mai ascoltato!》
Subito la ragazza mi prende entrambe le mani e inizia a girare. Entrambe giriamo in tondo ridendo come delle bambine, ad un certo punto Silvia inizia a ballare e io con lei.
Alcune persone incuriosite si fermano a guardarci, invece alcuni bambini e bambine cercano di imitare le nostre mosse improvvisate. Le gonne del mio vestito verde e del vestito arancione di Silvia svolazzano qua e la, mentre sempre più persone prendono parte al nostro ballo; i musicisti iniziano a suonare sempre più forte.
Ad un certo punto mi ritrovo in una specie di quadriglia, sto tenendo a braccetto un signore, poi cambio, e cambio e cambio ancora. Inizio a girare su me stessa alzando le braccia al cielo e ridendo.
È un momento così magico, come ha detto Silvia, ma anche questi momenti magici hanno una fine.
I rintocchi delle campane del campanile mi fanno riportare alla realtà, solo in quel momento mi rendo conto che il portone del castello si chiuderà tra mezz'ora.
Vedo Silvia ballare con un vecchietto, la prendo per il braccio e spingendo tra la folla raggiungiamo il cavallo.
《Cosa succede Mitsuko?》Mi chiede allarmata e con il fiatone.
《Tra poco chiuderanno il portone, se non vogliamo essere chiuse fuori e scoperte dobbiamo andare.》Prendo profondi respiri, per calmare il mio cuore che batte velocissimo a causa di tutto quel ballare.
Slego il cavallo e quando siamo entrambe salite gli do l'ordine di correre il più veloce possibile.
---
Attraversiamo il portone nel momento esatto in cui Nathan va verso la leva, appena ci vede passare ci guarda stranito.
Faccio scendere Silvia dal cavallo e lo riporto nelle scuderie. Nathan ci passa affianco ancora con aria perplessa.
《Se te lo chiedono, per favore, noi non eravamo qui.》Dice subito Silvia pregando Nathan con lo sguardo.
《O-Okey.》
Io e la ragazza corriamo fino alla porta del passaggio segreto e qualche minuto dopo siamo dinuovo in biblioteca. Richiudiamo il passaggio e scivogliamo fino a terra tirando un sospiro di sollievo.
Silvia si guarda le sue mani ancora tremanti.
《L-l'ho fatto...ce l'ho fatta...Io sono uscita...sono uscita...MITSUKO IO SONO USCITA!》
Annuisco sorridendole.
《Quando possiamo dinuovo uscire?》
《Non lo so Silvia.》
《Che ne dici di domani o dopodomani o dopodopodomani?!》
《Quanto tu lo vuoi, io sono sempre qui.》
Lei mi abbraccia di scatto sussurrandomi un "grazie".
Quando sciogliamo l'abbraccio io mi tiro su in piedi e mi pulisco la gonna.
《Ora vado, sto morendo di sonno.》
《Ciao Mitsuko, e grazie ancora.》
La saluto con un gesto della mano mentre corro via.
Corro fino alla mia camera, mi chiudo la porta alle spalle e senza cambiarmi o altro mi butto sul letto addormentandomi.
MA SALVE!
BUON SAN VALENTINO A TUTTE!❤❤❤❤❤❤❤❤
DITEMI CHE NON SONO L'UNICA SFIGATA CHE LO PASSA DA ORMAI 16 ANNI SEMPRE DA SOLA.....IO A STO PUNTO MI SPOSO IL MIO CUSCINO!
Adesso, vi devo dire una cosa importante:
A me fa piacere che il libro vi piaccia, apprezzo anche i "continua" che trovo nei commenti, vi giuro mi scaldano il cuore.
Ma c'è un limite a tutto.
Fino a prova contraria io ho una vita sociale, ho molti impegni con la scuola e quando ho del tempo libero lo vorrei passare con i miei amici dato che non ho molte occasioni per vederli, il libro lo continuo a scrivere lo stesso.
AVVERTENZA: NON MI STO RIFERENDO A TUTTI VOI, MA A QUALCHE PERSONA IN PARTICOLARE!
Quindi vi pregherei non non assillarmi ogni giorno con: "Quando aggiorni?" "Aggiorni oggi?" "Aggiorni *inserire un giorno della settimana*?" Eccetera.
Ecco queste cose mi fanno venire la voglia di non pubblicare affatto, perché mi danno fretta e ci sono già io da sola a mettermi fretta su ste robe.
Io lo so, che molti di voi non lo fanno con cattiveria, e so anche quanto è fastidioso aspettare che un autore aggiorni, ma bisogna avere pazienza, se proprio volete chiedermi qualcosa sul libro lo potete fare anche in chat privata. Sarò felice di rispondere a tutte voi.
Okey, lo sfogo è finito.
Scusate per tutto sto papiro, ma dovevo.
Come sempre mettete una stellina e commentate❤.
Comunque amatemi che sto pubblicando a sta ora.
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