Cap. 9 - Paralizzato
3 mesi dopo
Le cose stanno andando bene, Aegon ne è stupito.
In tre mesi non è ancora riuscito a rovinare tutto, pensa sia una sorta di record.
Certo, cammina costantemente in punta di piedi, pesa ogni singola parola che esce dalla sua bocca e cerca di non risultare appiccicoso ma nemmeno troppo distante.
Non è mai completamente se stesso, cerca di essere il più amabile possibile e di non rincorrere lo scontro.
Tutto questo è estenuante, ma pensa di poterlo sopportare se significa che non li perderà.
"Sei sicuro di sentirtela?" chiede Nyra preoccupata, sono sdraiati tutti e tre a letto e stanno parlando un po' prima di mettersi a dormire.
Aegon ha detto loro che sua madre lo vuole vedere a pranzo il giorno dopo, la coppia è entrata in modalità iperprotettiva all'istante.
Ne Nyra ne Daemon pensano sia una buona idea, ma Aegon non si sente ancora pronto a rinunciare a sua madre.
Il minore annuisce dolcemente e intreccia le sue dita con quelle della sorella, cercando di tranquillizzarla.
Daemon intanto dall'altro lato di Nyra allunga un braccio verso la vita di Aegon, intrappolando di fatto la moglie tra loro due.
Nyra si lascia scappare un sorriso, bacia Aegon e poi Daemon dando il via ad un altro round.
A sua madre ci penserà quando sarà il momento, ora vuole godersi tutto questo.
Qualche ora dopo
Ok, ora sta iniziando a sentirsi male.
Non vede ne sente sua madre dal disastroso pranzo a reggia Targaryen.
Non è stata una buona idea accettare di vederla, soprattutto vederla da solo.
Se non Nyra doveva almeno accettare la proposta di uno dei suoi fratelli minori, che si erano proposti di accompagnarlo.
Ormai è fatta, è tardi per scappare!
Seduto al tavolo del ristorante mentre guarda sua madre entrare e chiedere al cameriere, poi lo vede e si dirige verso di lui.
"Ehi tesoro" lo saluta, la vede esitare, Aegon sa che vorrebbe instaurare un contatto per salutarlo ma poi la vede desistere.
Apprezza, non riesce quasi a guardarla negli occhi figurarsi farsi toccare da lei.
La saluta con un cenno del capo e poi un silenzio pesante cade su di loro.
Ovviamente sia Daemon che Nyra si sono resi disponibili per raggiungerlo in un secondo se sente di non potercela fare.
Quasi è tentato di chiamare uno dei due e farsi venire a recuperare.
"Allora...come stai?!" chiede Alicent mentre da un'occhiata al menu, come se ne avesse bisogno, vengono li da anni e l'ha sempre vista prendere lo stesso piatto tutte le volte.
"Bene" risponde distrattamente Aegon, anche lui molto interessato al menu.
Ordinano, e dopo qualche altro momento di silenzio finalmente Alicent decide di arrivare al sodo.
"Tesoro ascolta...io, volevo scusarmi per quel pranzo" inizia, è già qualcosa, pensa Aegon.
Non ricorda un'altra occasione in cui ha visto la madre scusarsi.
Allora alza lo sguardo, dedicandole tutta la sua attenzione, si sente pronto ad ascoltarla.
"Mi sono spaventata molto quando abbiamo capito che non eri più in clinica" continua e la vede martoriarsi le pellicine delle dita.
Da che ha memoria l'ha sempre vista farlo nei momenti di forte ansia.
La sta vedendo provarci, provarci davvero stavolta.
Gli si stringe il cuore, se lei è disposta a provarci lui sarà disposto a dargli un'altra possibilità.
L'ultima però, si obbliga a pensare.
Poi succede qualcosa, o meglio qualcuno.
Otto Hightower entra nel ristorante, e sente tutto crollare in un solo istante.
"Gli avevo detto di non venire!" sente sussurrare a sua madre quando si è girata per vedere cosa lo distraesse.
Aegon non la sta ascoltando, è paralizzato dalla paura.
Riesce solo a trovare la forza per mandare un velocissimo messaggio.
"Nipote, quanto tempo" sussurra posando una mano sulla spalla di Alicent, la donna sussulta.
"La mai adorabile figlia non mi aveva detto con chi si sarebbe vista oggi..." sussurra e ad Aegon viene la nausea solo a sentire la sua voce.
Guarda sua madre e la vede terrorizzata.
Non vuole suo padre li, lo può vedere, e le crede quando gli sussurra che le dispiace.
Lui annuisce, cercando di farle capire che ha capito, ma che non può restare.
"Ti chiamo domani mamma...promesso" sussurra mentre si alza e le fa un dolce cenno.
Lei annuisce, comprende, e ora più che mai si sente vicino a lei.
Non degna Otto nemmeno di un saluto, un cenno, niente.
Solo esce dal ristorante e corre più forte che riesce.
"Cos'è successo?!" chiede Arya quando gli apre.
La ragazza ha solo fatto in tempo a leggere il messaggio prima di sentire il campanello suonare.
Sapeva che l'amico si sarebbe visto con la madre, aveva detto che se qualcosa fosse andato storto sarebbe andato da lei.
Arya aveva chiesto perché non dai suoi amanti, amava Aegon e farebbe di tutto per lui ma loro hanno più senso quando si parla di problemi famigliare.
"Mio nonno Otto, lui è arrivato all'improvviso..." sussurra mentre lei lo conduce in camera sua.
Riesce a malapena a ricomporsi per salutare i signori Stark in cucina e Bran e Sansa in salotto con i loro cani.
Ama villa Stark, è piena di calore e dolcezza.
"Oh..." è tutto quello che riesce a rispondere Arya.
"Nemmeno mia madre lo sapeva, era...terrorizzata" sussurra ripensando allo sguardo sul volto di sua madre.
Arya annuisce, quell'uomo mette in soggezione chiunque, persino suo padre.
"Arya, c'è una cosa che non ho mai detto a nessuno su mio nonno" sussurra Aegon con un filo di voce, mentre la guarda con le lacrime che scendono dai suoi occhi.
Arya annuisce, facendogli capire che lo sta ascoltando, gli stringe una mano cercando di infondergli conforto.
"Ot-Otto Hightower, lui mi ha..." Aegon non riesce a concludere la frase che vengono interrotti da Nymeria e Shaggy che irrompono nella stanza della ragazza.
Stanno litigando per un pezzo enorme pezzo di masticativo.
"Fuori" ordina la ragazza arrabbiata, poi chiude la porta della stanza e torna a guardare Aegon.
Arya non ha bisogno che finisca quella frase, ha compreso.
Anni e anni di indizi seminati qui e là la aiutano a collegare finalmente i puntini.
Torna sul letto, aiuta Aegon a mettersi sotto il letto e lo stringe a se cercando di infondergli conforto.
Arya sente il suo cuore spezzarsi mentre ascolta i terribili singhiozzi dell'amico.
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