CAPITOLO 3
"Ciao, Celeste" Dico facendo finta di nulla, e vedo Liam guardarmi in modo confuso. Beh se credeva che sarei stata felice della sua presenza si sbaglia di grosso.
***
Salgo sulla scala a chioccola e vado in camera. La cena è andata abbastanza bene e devo dire che i nuovi coinquilini non sono poi così male, eccetto Liam, lui proprio non lo sopporto. Per tutta la serata non ha fatto altro che mandarmi occhiate interrogative, ma ho fatto finta di nulla, alla fine per lui sono solo una stupida ragazzina quindi più mi sta lontano, meglio sarà per entrambi, dovrò solo far finta che non esista e tutto andrà bene. Mi chiudo la porta alle spalle e prendo il cellulare che avevo lasciato sul letto prima di scendere. Devo avvisare mia mamma che sono arrivata , prima che inizi a pensare che qualche persona mi abbia rapita e chiami <Chi l'ha visto> o il 112. È stata sempre protettiva verso di me, anche troppo, e certe volte è quasi insopportabile, ma alla fine è sempre mia mamma e le voglio bene, anche se non gliel'ho mai detto. Apro le finestre e mi siedo sul davanzale ammirando il panorama e inspirando l'aria fresca della sera. Prendo una cartina e inizio ad arrotolare il tabacco all'interno, dó una leccata al bordo della cartina e richiudo il tutto, accendo la mia sigaretta e inizio ad aspirare. Prendo il cellulare e chiamo mia mamma, che dopo vari squilli mi risponde.
"Celeste, santo cielo, allora sei viva" roteo gli occhi. Come pensavo.
"Si mamma sono viva, non essere sempre così negativa" rispondo con voce scocciata
"Come è la casa? Come sono i coinquilini? Hai cercato di essere amichevole o hai iniziato a dare il peggio di te?"
Roteo di nuovo gli occhi. Sa essere davvero pesante .
"Mamma calma, tutto bene. La casa è perfetta, e anche i coinquilini e no, non ho dato il peggio di me tranquilla. Sono tutti molto amichevoli e mi trovo bene" Evito di dirle che uno è davvero insopportabile e che avrei preferito non averlo tra i piedi, ma sono sicura che avrebbe iniziato a dirmi di essere carina e gentile, e di non iniziare a fare la ragazzina insopportabile già dal primo giorno.
"Menomale dai. Ora ti lascio Cele, ci sentiamo domani. Un bacio piccolina. Notte"
"Notte mamma"
Chiudo la chiamata e faccio un sospiro di sollievo. Finalmente lontana da Venezia. Guardo la città e inizio a ripensare a Venezia, a lui e a lei, alla loro falsità nei miei confronti e una lacrima mi riga il viso, la scaccio via con il dorso della mano, richiudo la finestra e inizio a togliere i vestiti dalla valigia. Sono l'una passata quando finisco di sistemare tutto, prendo Pecora , il mio adorato peluche , e abbracciandolo stretto cado in un lungo sonno.
***
Le luci del mattino attraversano la finestra illuminando la stanza. Cerco di aprire gli occhi, e dopo un paio di battiti di ciglia riesco ad aprirli, prendo la sveglia posizionata sul comodino e guardo l'ora che segna le 08.00 del mattino. Per fortuna non sono in ritardo già al primo giorno di università. Con passi da elefante scendo la scala a chiocciola e mi dirigo in cucina, sono già tutti a tavola a fare colazione e l'unica a mancare ero solo io. Ma a che ora si svegliano questi la mattina, penso tra me e me.
"Buongiorno Celeste, ben alzata, iniziavamo a sospettare che eri scappata" dice Chiara. Sembra mia mamma 2.0 la vendetta penso , roteando gli occhi.
"No, per vostra sfortuna non ho nessuna intenzione di scappare" rispondo, cercando di essere più simpatica possibile.
Solo ora mi rendo conto che a tavola manca Liam, per fortuna la giornata inizia bene. Davide il tenebroso è intento a spalmare la Nutella su una fetta biscottata, ha i capelli scompigliati , segno che si è alzato da poco anche lui, una maglietta bianca aderente che gli mette in risalto il fisico scolpito e un jeans nero.
"Vuoi del caffè" chiede Riccardo. Il timido è vicino la cucina intendo a mettere il caffè in una tazzina. Ha un abbigliamento al quanto insolito per andare all'università, indossa una tuta e una maglietta bianca, con al centro disegnato un pallone da basket.
"Si grazie"
La mattina non sono di molte parole, mi limito a rispondere a monosillabi, nel migliore dei casi.
Finito di fare colazione vado in camera e prendo i miei vestiti, per poi dirigermi in bagno. Apro l'acqua e , una volta spogliata, mi metto sotto il getto d'acqua. È così rilassante quando l'acqua cade sul corpo nudo, e tante piccole goccioline perseguono per tutto il corpo fino a raggiungere terra. Chiudo l'acqua e mi asciugo. Oggi opto per un jeans nero strappato e una t-shirt bianca messa all'interno dei pantaloni, e per finire le mie adorate Dr. Martens ai piedi , lascio i capelli sciolti e , dopo aver messo un filo di mascara, esco dal bagno e vado in camera. Prendo la tracolla , metto un quaderno degli appunti con l'astuccio all'interno e vado verso la camera di Chiara. Ieri ho scoperto che anche lei frequenta la mia stessa università, e abbiamo deciso di andarci insieme. Busso alla camera e dopo 2 secondi esce. Indossa una gonna lunga a vita alta a strisce nere e bianche , un top bianco che le fascia tutte le curve alla perfezione e delle converse nere ai piedi, inutile dire che invidio tantissimo il suo fisico da top model, non capisco perché mettersi a studiare quando potrebbe avere una carriera da modella.
"Andiamo Celeste, l'università ci aspetta" dice , facendomi l'occhiolino.
Non so perché, ma qualcosa mi dice che più che l'università , non vede l'ora di entrare in quelle mura e rifarsi gli occhi con i tanti ragazzi che vedrà per i corridoi.
" Sisi certo Chiara, l'università" le dico, con la faccia di chi ha già capito tutto. Lei in tutta risposta mi fa un sorriso, che afferma ciò che avevo pensato e lasciamo la casa avviandoci verso l'università.
La nuova vita di Celeste inizia da ora.
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Eccomi finalmente, sono ritornata sperando che continuerete a leggere la mia storia nonostante siano passati molti mesi dall'ultima pubblicazione. Spero che vi piaccia e appena potrò continueró a scrivere, non annulleró la storia, anche se non ci saranno molti lettori, perché scrivo solamente perché ormai é diventato un hobby
Baci baci, Nana 😘
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