Capitolo 6
Sono quasi arrivata all'hotel dove alloggia Theo, un hotel a cinque stelle nei pressi del Colosseo.
Stamattina è stata dura mantenere la concentrazione per seguire le lezioni, e poi i miei compagni mi hanno bombardato di domande sulla registrazione di C'è Posta. Sono stata piuttosto evasiva e ho detto loro che dovranno aspettare la messa in onda della puntata, per evitare di lasciarmi prendere dall'entusiasmo e farmi sfuggire qualcosa. Per cercare di seguire le lezioni ho preso una marea di appunti, e, all'uscita, Isabella si è offerta di accompagnarmi con la moto per evitare di farmi fare tardi all'appuntamento più importante della mia vita. Adesso abbiamo parcheggiato ed io sono in anticipo, sono appoggiata alla moto di Isabella per evitare di inciampare, o peggio... di svenire.
-Mi dispiace di averti fatto perdere tempo, potevi restare ancora all'università... - le dico. In più ho i sensi di colpa nei confronti di Isabella. Di bene in meglio.
-Ma figurati Sara, lo sai che non devi nemmeno chiedere. Non mi sono persa niente, lo sai meglio di me che riesco a studiare lo stesso anche a casa. - Già... lei non è mica come me, che mi distraggo anche se mi cade una matita dal tavolo.
-Ellie, mi passi un attimo il tuo specchietto? – le domando agitata. Voglio essere perfetta, anche se oggi Theo mi vedrà in abiti informali. Leggings neri, una canottiera colorata sopra e un paio di Superga.
-Ma stai bene, sei bellissima. – Mi scompiglia i capelli, ed io assumo una faccia strana.
-Che stai facendo, Ellie? –
-Capelli selvaggi, così sei più sexy. Abbracciami e vai, non devi fare tardi – risponde guardando un attimo l'orario sul display del cellulare.
-Augurami buona fortuna. –
-Buona fortuna, Sara... e non fare sciocchezze! – La mia amica che si preoccupa per me, vista la grande "sciocchezza" che stavo per commettere nel camerino di C'è Posta.
Sciogliamo l'abbraccio e vado, mentre con una mano la saluto in lontananza. Controllo il cellulare, dove trovo un messaggio di Theo: Ti sto aspettando, sono già nella hall.
Il mio cuore torna ad avere un ritmo frenetico, mentre finalmente raggiungo l'edificio e prendo l'ultima boccata di ossigeno prima di entrare.
Sara: Sono qui... non ti vedo!
Appena entrata, la prima cosa che faccio è guardarmi incontro. Ci sono dei divani, e vado subito a vedere se Theo sia lì. Che ansia, la voglia di vederlo è così tanta che non posso resistere neanche un secondo in più!
Theo: Sono dietro di te... voltati ;)
Mi giro e... e me lo ritrovo davanti. Un altro colpo al cuore e un attentato per i miei poveri ormoni già del tutto impazziti. Bellissimo come la statua di un dio greco, con il cellulare in mano e il sorriso furbetto che mi manda fuori di testa. Vorrei saltargli in braccio e baciarlo, ma la verità è che le mie gambe sono rimaste impietrite d fronte a questa visione perfetta.
-Sara... -
-Theo... - E' lui a venirmi incontro e a cingermi i fianchi, mentre io, come una stupida, mi aggrappo alle sue spalle per raggiungere la sua altezza e baciarlo sulla guancia. Lui mi asseconda abbassandosi un po', poi mi porta verso le scale.
-Siamo un po' in anticipo, quindi se ti va... puoi salire in camera con me. Se pensi che io sia un maniaco sessuale lo capisco, perciò come preferisci. – Un maniaco. Ma quale maniaco, Theo! Non hai idea dei pensieri che mi passano per la testa mentre ti guardo, la vera maniaca sono io...
-Ho portato il tuo ritratto, e non voglio che tu lo perda... perciò saliamo. Ascensore? –
E già soltanto la parola "ascensore", se associata a Theo, mi fa venire in mente un certo numero di idee.
-Okay. - Theo mi porta verso l'ascensore, che per fortuna non dobbiamo aspettare, e saliamo verso la sua camera. In una qualsiasi altra situazione, non avrei mai accettato l'invito di restare da sola in una stanza d'albergo con un ragazzo che conosco da un giorno. Con lui, invece, è totalmente diverso. Mi fido, lo voglio. Niente mi fa dubitare delle mie azioni.
La porta dell'ascensore si chiude, io e Theo siamo l'uno di fronte all'altra. Nella mia fantasia, dovrei prendere coraggio e baciarlo. Ma mi sono imposta di essere seria, non voglio dare l'impressione che mi interessi soltanto... portarmelo a letto e cose del genere. Dopo ieri, anche se lui ci stava, potrebbe benissimo pensarlo.
La sua mano mi cinge dolcemente i fianchi, ed io mi appoggio a lui con la testa. Mi basta questo, mi bastano anche piccoli gesti.
-Siamo arrivati, Sara. – La porta si apre, lasciandoci a quello che mi sembra l'ultimo piano dell'hotel.
-Qual è la tua stanza? – gli domando.
-Questa... la suite. – Con una tessera magnetica, Theo apre la porta della "stanza", e subito mi ritrovo davanti a quello che potrebbe benissimo essere un appartamento. Tutto è spazioso, ed arredato elegantemente.
- ...Wow! Ti tratti bene, eh? – Theo mi sorride, e i miei occhi vanno a posarsi sul bel letto matrimoniale che mi ritrovo davanti.
-Diciamo di sì... -
Mi siedo sul letto ed apro subito la borsa, tirando fuori il ritratto che già avrei dovuto consegnargli ieri.
-Eccolo qui... adesso è tutto tuo – gli dico alzandomi. Theo lo prende tra le mani e lo poggia sul tavolo, abbassando lo sguardo.
-Lo metterò nella mia casa a Londra – mi dice. Torno a sedermi sul letto, e lui stavolta si siede accanto a me. Mettersi sul letto, mossa sbagliata considerando i pensieri che mi scatena questo ragazzo.
-Mi sei mancato... anche se per poche ore, mi sei mancato! – gli confesso guardandolo negli occhi. Mi lascio un po' andare, mettendomi più vicina a lui.
-Ti ho pensata per tutto il tempo. Non sono riuscito a dormire, volevo soltanto rivederti, Sara... – Avvicino il mio volto al suo, sento il suo dolce respiro sul mio viso.
- ...E baciarmi. – Completo la frase al posto suo e lascio che Theo posi le sue labbra sulle mie. Tutto il coraggio che avevo ieri sembra quasi scomparso, mi sento una bambolina nelle sue mani. Poi, tutto a un tratto, le mie mani prendono vita propria e vanno a posarsi tra i suoi capelli. Il bacio non è diverso da quelli che ci siamo dati ieri, uno di quei baci che se dati in pubblico sarebbero considerati scandalosi.
-Sappi che oggi non ti lascerò in pace nemmeno per un secondo – mi dice con una voce roca e incredibilmente sexy.
-Non posso chiedere di meglio. – Sorrido e riprendo di nuovo a baciarlo, costringendolo quasi a sdraiarsi sul letto. Sono seduta di nuovo sopra di lui, e sento le sue mani grandi e delicate insinuarsi sotto la mia maglietta. Forse è stata una mossa sbagliata mettermi una maglietta rossa con dettagli in pizzo...
-Hey, sei ancora sul pianeta Terra? - Theo mi ferma, notando che mi sto lasciando andare un po' troppo. Di nuovo. Accidenti a me!
-Sì... - Ho la voce di qualcuno che... lasciamo perdere. Se dopo oggi non penserà che sono una ninfomane, sarà un miracolo.
-Dobbiamo andare, altrimenti sappiamo già come andrebbe a finire. – Si mette a ridere. Che bello quando ride, mi manda al manicomio con qualsiasi gesto che fa. E' possibile essere così... abbagliati da una persona?
-Scusami, sono fuori controllo! – Sorrido anch'io e mi sposto, alzandomi dal letto. Lascio che si alzi anche lui, e che... si ricomponga. Oggi indossa jeans stretti, Converse e una maglietta sportiva a maniche corte. E' incredibilmente bello anche così. Si sistema la maglietta e va a prendere una bottiglietta d'acqua. La apre e me la offre, forse nella speranza di calmare i miei bollenti spiriti. In realtà ne avrebbe bisogno anche lui... se pensa che io non mi sia accorta del fatto che i suoi pantaloni gli stanno un po' stretti e che si vede tutto, si sbaglia di grosso. Decisamente. Non avrò esperienza, ma di certo non sono stupida.
-Andiamo – gli dico. Theo si mette un paio di Ray Ban scuri e un cappellino con la visiera, poi prende la mia borsa e me la porge.
-Sei un po' distratta, piccola pazza. – Oddio, eccolo che mi sorride di nuovo, ed io mi sciolgo.
-Colpa tua... - Non so se sia giusto parlare di ciò che stava per accedere ieri e... pochi minuti fa. Quando lo racconterò a Isabella si piegherà in due dalle risate, già lo so!
-A differenza tua, mi so trattenere! – risponde. Mi fa l'occhiolino e prendiamo di nuovo l'ascensore. Stavolta è lui a cogliermi di sorpresa e a darmi un bacio sul collo. Mi vengono i brividi e inarco la schiena, ennesima figura di merda. Theo ride di nuovo. All'uscita dell'ascensore troviamo il suo agente, che oggi sarà anche il nostro autista.
-Sara, ti presento Charles, anche se vi siete già visti ieri. Lui è una persona fidata, un amico, quindi non farti problemi. – Ci stringiamo la mano. In effetti lui sa parecchie cose, anche perché il primo messaggio che mi è arrivato è partito proprio dal suo numero di cellulare, questo me lo ha detto Theo quando mi ha riscritto.
-Sara Leoni, ci siamo già conosciuti ieri. –
-Charles Wayne, parlo anche un po' di italiano! –
-Fantastico! Allora posso suggerirle i posti in cui andare oggi – rispondo.
-Ottima idea. E dammi del tu, ti prego. – Charles avrà sì e no qualche anno più di Theo, e mi domando se lui non si sia confidato come io ho fatto con Isabella.
-Voi due, mi rendete partecipe della conversazione o no? – mi dice Theo dandomi un pizzicotto sul fianco. Reagisco di nuovo facendo la faccia sorpresa e da pesce lesso. Reazione sbagliata per un pizzicotto...
La macchina con cui andremo in giro ha i vetri oscurati, proprio come quelle su cui viaggiano le personalità importanti. La prima destinazione è proprio la più vicina, il Colosseo. Una volta in macchina cerco di evitare di essere troppo "affettuosa" con Theo, visto che non siamo da soli. Ma lui mi prende di nuovo le mani e non posso che accettare il suo gesto.
-Prima tappa, Colosseo. Purtroppo non possiamo entrare perché ci sarà una fila chilometrica, ma sarà per un'altra volta – gli dico. Gli faccio l'occhiolino, e lui annuisce. Un po' sono imbarazzata, non so se l'argomento verrà fuori... Lo so, ci sto pensando troppo.
-Ragazzi vi lascio qui, cerco un parcheggio e quando siete stufi basta che tu mi fai uno squillo – dice Charles rivolgendosi a Theo.
-Grazie Charles, a fra poco. – Spero che nessuno riconosca Theo, nonostante sia comunque una di quelle persone che ti fanno girare per strada, anche con cappello e occhiali. Facciamo un giro vicino ai Fori Imperiali e poi proprio davanti al Colosseo, con il mio cellulare ci scattiamo anche qualche foto. Ma soprattutto, parliamo. Parliamo tantissimo. Ci fermiamo in un posto un po' più appartato, e la prima cosa che facciamo è baciarci di nuovo. Mi sento così piccola vicino a lui, così alto rispetto al mio metro e sessantacinque di altezza. Potrei scomparire, ma mi sento anche protetta e al sicuro.
-Riguardo a quello che è... quasi successo ieri, Sara, non siamo costretti a parlarne – mi dice. Ecco, lo sapevo che saremmo andati a parare lì.
-Preferirei evitare... non so quale idea tu ti sia fatto di me. – Che sono una troia magari, quando in realtà ho avuto un solo ragazzo e ci sono stata due settimane. Lo scorso anno.
-Ed io non so quale idea ti sei fatta tu di me... Magari che "Theo James è uno che va a letto con le sue fan", appena gli si presenta l'occasione. – Si toglie gli occhiali scuri per guardarmi meglio negli occhi.
-No, Theo, che cazzo dici! – No, non posso permettergli di parlare così. Sorrido, e mi appoggi a lui. - E... riguardo a me, sono... -
-Vergine – risponde lui. Come diavolo ha fatto a capirlo?
-Ma come...? –
-Lo vedo cosa ti succede quando faccio così... - Mi scopre appena la maglietta per toccarmi il fianco. – O così. – E fa salire la mano più su, sfiorandomi la colonna vertebrale.
-Be', io ne vado fiera. A ventidue anni sono ancora vergine perché non mi ero mai innamorata... - Theo, aspettavo te.
-Tranquilla, non lo resterai ancora per molto. – Mi fa un sorrisino da pervertito, per poi prendere tra le dita una ciocca dei miei capelli. Se vuole uccidermi, ci sta riuscendo davvero bene. Sto letteralmente andando a fuoco. La cosa fantastica è che lui si diverte a vedere le mie reazioni, e sembra molto sicuro di sé. Beato lui!
-Non lo resterò per molto... - ripeto guardandolo negli occhi. – Quindi immagino che... sì, che riprenderemo il discorso. – Sto andando a ruota libera, ancora una volta mi sto lasciando andare. E' lui che mi porta a farlo, a farmi sentire stranamente a mio agio nonostante il discorso sia molto imbarazzante.
-Vedo che sei perspicace! – Ride, mentre ricominciamo a camminare tornando verso la macchina. Ci prendiamo per mano come due fidanzatini, e pensare che sono la prima a fare smorfie di disgusto quando vedo le coppiette mano nella mano. Be'... con Theo, tutto mi è concesso.
-Mi spieghi questa storia del muffin? Come mai mi hai chiamato così? – mi domanda dubbioso, ripensando al messaggio di questa mattina.
-Una volta, io e Isabella ci siamo messe e guardare un po' di tue foto... - Theo sorride, tutto ciò lo diverte parecchio. – E ne ho vista una in cui eri particolarmente tenero e dolce... così ho iniziato a chiamarti "Muffin". – Okay, ora si sta sbellicando dalle risate.
Raggiungiamo la macchina e rientriamo, sono sicuramente arrossita ma grazie alla mia carnagione non troppo chiara non dovrebbe notarsi. Ecco una cosa che io e Theo abbiamo in comune: i colori. Abbiamo gli stessi colori di pelle, occhi e... no, giusto i capelli sono diversi, quelli di Theo sono più chiari dei miei.
-Dove andiamo adesso? – mi domanda.
-Portaci a Villa Borghese! – dico a Charles, che subito si mette a impostare il navigatore.
E' uno dei posti in cui mi piace andare con Isabella, sarà divertente prendere il risciò con Theo!
Finalmente si toglie occhiali e cappellino, passandosi una mano tra i capelli. Deve essere una cosa un po' antipatica doversi "travestire" per evitare assalti di fan, paparazzi e quant'altro. Ma anche questo fa parte del prezzo del fama, e Theo non sembra lamentarsene.
-Hai caldo? – gli domando vedendo che ha iniziato a sventolarsi con la visiera del cappellino.
-A forza di starti vicino, sì – mi risponde facendosi sentire anche da Charles, che trattiene a stento una risata. La cosa buffa è che Charles è un bel ragazzo, con occhi e capelli chiari. E' ben piazzato e muscoloso, ma Theo ha il potere di attirare tutta l'attenzione su se stesso.
-Vuoi che ti salti addosso? Non mi faccio problemi e lo sai – gli rispondo accostandomi a lui. Se vuole la guerra, guerra sia.
-Non voglio che la tua prima volta sia in macchina, non è il massimo. E poi, ti ricordo che abbiamo compagnia. – Indica Charles con la coda dell'occhio.
-Però il camerino di uno studio televisivo lo era, giusto? –
-Cogli l'attimo, lo hai detto tu! – risponde. Sbuffo, esasperata. Non c'è partita con lui, e mi sto anche impicciando con l'inglese.
-Sappi che ti insegnerò l'italiano, non ci sto capendo più niente... - Gli sorrido, togliendogli il cappellino di mano.
-Dimmi qualcosa in italiano che non sia "Ciao", "Grazie", o "Merda" – mi dice. Allora è vera la storia che le parolacce si imparano subito.
-Ehm... okay. – Penso a qualcosa che vorrei dirgli, ma che mi vergognerei a dirgli in inglese. Il tutto a voce bassissima, anche se Charles sembra più concentrato sulla musica che su di noi.
- "Mi ispiri sesso violento, Theo James" – dico in italiano cercando di fare una voce sensuale. In realtà sembro più una bimbominchia assatanata, ma tanto lui non mi ha capito. Adesso sono io che sorrido soddisfatta.
-Dimmene un'altra. – Ci ha preso gusto, è un giochetto molto divertente!
Nel frattempo inizio a riconoscere la zona, siamo nei paraggi di Villa Borghese.
Charles parcheggia e ci fa scendere, dicendoci che anche lui si farà un giro. Mi sento un po' in colpa nei suoi confronti, io e Theo ci stiamo divertendo e lui deve farci da autista e stare ai nostri comodi. Ma d'altronde non avevamo alternativa, non è che posso portare Theo James sulla Metro A. Preferisco risparmiargli questa terribile esperienza, e poi potrebbero riconoscerlo. E poi, Charles è il suo agente. E poi... mi sto facendo troppe domande. Theo, più che un ragazzo con cui sto uscendo, è un meraviglioso alieno venuto da un altro pianeta.
-Non mi hai detto la seconda frase in italiano – mi riprende mettendomi di nuovo la mano sul fianco. Oddio, ecco che tornano i brividi lungo la schiena.
-Fammi riflettere, no? – Ci penso per alcuni secondi e poi me ne esco con un'altra delle mie.
- "Sono follemente innamorata di te". – Questa non aveva niente di perverso, ma probabilmente lo farebbe scappare. La cosa di cui mi rendo conto è che io conosco un sacco di cose su di lui, ho cercato di andare un po' oltre il personaggio pubblico e ho provato a capire chi realmente fosse Theo, il ragazzo. Non Theo James l'attore, di quello posso soltanto dire che è fantastico in ogni cosa che fa. E anche come ragazzo, ora che lo sto conoscendo, si sta rivelando esattamente ciò che credevo: una bellissima persona. E' vero, sarei rimasta molto delusa se lui fosse stato effettivamente uno di quegli attori che si sono montati la testa e che vogliono avere tutte le donne ai loro piedi, sarei rimasta di merda nello scoprire che Theo è uno che va a letto con tutte, per divertirsi. Ma dopo aver parlato con lui, ho capito che ciò che ha fatto con me non lo aveva mai fatto con nessuna...
-Benissimo, mi andrò a cercare la traduzione – mi avverte assumendo un'espressione che somiglia vagamente a una minaccia.
-Non credo proprio che te le ricorderai, tesoro. – E sorrido di nuovo soddisfatta. Un giorno gliele dirò, ma non ancora.
Arriviamo nel solito posto dove io e Isabella prendiamo le bici o i risciò a noleggio, e chiedo a Theo di fermarsi un attimo. Tiro fuori la patente e la consegno al tipo, che assurdità questa di dover lasciare la patente per guidare uno stupidissimo risciò.
-Avete un'ora – mi dice l'uomo, mentre Theo si avvicina e saliamo insieme sul risciò.
-Hai mai portato uno di questi cosi? – gli domando mentre inizio a pedalare.
-Sono cresciuto in Inghilterra, non a fantasylandia. Che cosa credi? – Giusta osservazione. Non è un alieno, ricordatelo bene, Sara...
-Raccontami un po' di te, ho poco tempo e voglio sfruttarlo. – prosegue a dire mentre pedaliamo e iniziamo a girare tra il verde del parco. Si sta bene e non fa troppo caldo, non potrei chiedere di meglio.
-Tutto ciò che dovevi sapere lo avrai già sentito in trasmissione. Ho ventidue anni, e questo lo sai già. E ho appena iniziato l'università, vorrei diventare giornalista. Isabella è al terzo anno, io invece ci ho pensato un po' prima di iniziare. Nella mia vita ho sempre fatto tutto in ritardo... -
-Quando ha iniziato Isabella? – mi domanda.
-Subito dopo il diploma, a diciotto anni. Io invece mi sono diplomata con un anno di ritardo... per questo ero restia sul fatto di continuare gli studi, non sono una persona che affronta bene gli esami e... lo studio in generale. Sono maledettamente distratta! – Ho sempre ammirato la pazienza e la costanza che Ellie mette nello studio, è una qualità che le invidio.
-Raccontami meglio di te e Isabella, di come vi siete conosciute... - Nel frattempo gira bruscamente il volante, stavamo per scontrarci con un altro risciò! A proposito dell'essere distratta...
-La prima volta che ho letto il suo nome è stato su Facebook. Ho una pagina in cui parlo di... saghe fantasy, anche di Divergent! E leggevo sempre "Isabella De Rosa" sotto ad ogni post. Poi mi ha contattata per farmi i complimenti su una storia che avevo pubblicato su internet... Abbiamo iniziato a parlare, e non abbiamo smesso più! Non voglio annoiarti con tutti i dettagli per filo e per segno... -
-Tu scrivi, Sara? Ecco perché vuoi fare la giornalista. –
-Perspicace! – Troviamo un posto in cui fermarci, è tranquillo e non c'è quasi nessuno. Scendiamo dal risciò e andiamo a sederci sul prato, Theo mi dice di mettermi seduta in braccio a lui in modo da non sporcarmi. Odio sedermi sul prato, ma in braccio a Theo mi siedo volentieri.
Approfittando del fatto che c'è poca gente, Theo si toglie sia il cappello che i Ray Ban. Possiamo passare per una coppia qualsiasi, da lontano. Mi volto verso di lui e lo bacio proprio accanto alle labbra, apposta per vedere quale sarà la sua reazione. Sono tutt'altro che un'esperta di baci, ma con lui mi viene tutto naturale, come se lo avessi già fatto centinaia di volte. Mi prende il mento tra le mani e mi bacia, stavolta sulle labbra. Scosto una gamba per mettermi seduta più comoda, lui le afferra e mi tira verso di sé. Adesso posso guardarlo negli occhi, posso toccarlo e perdermi nel suo sguardo assassino. Nemmeno il più bel paio di occhi azzurri potrebbe mai sostituire i suoi occhi marroni, così profondi, sensuali e misteriosi. Anche lui mi sta studiando, e nei suoi occhi leggo il desiderio di non lasciarmi andare.
-Resta con me – gli dico, sperando che possa essere l'inizio di qualcosa di bello. Senza fare progetti o fidanzamenti ufficiali, voglio solo avere la possibilità di continuare a vedere la persona di cui mi sono innamorata. Anche se lui questo non lo sa e magari mi vede solo come una ragazza smaniosa di fare sesso con lui. Be', non mi importa. Può pensare ciò che vuole, sarà il tempo a dimostrargli ciò che provo davvero.
-Che cosa hai detto, misteriosa ragazza? – Gliel'ho detto in italiano, perché ho paura di farlo scappare. - Non parli molto di te, sotto sotto sei una persona riservata e timida – aggiunge.
-Dammi tempo e ti parlerò di me, Theo. Non voglio fare programmi per il domani, né forzare la mano. Ma... –
-Il prossimo mese aspettati una visita a Roma, non ho intenzione di stare lontano da te a lungo. E neanche io voglio fare programmi, so soltanto che mi hai fatto stare bene, e che mi hai colpito appena ho posato gli occhi su di te, nel videomessaggio di C'è Posta. – Oh mio Dio, quindi vuole tornare? Non vuole scappare da me? Io l'ho colpito fin da subito?
Lo abbraccio stringendolo peggio di come farebbe una bambina con l'orsacchiotto, e lui ride.
Non voglio pensare a quando, fra qualche ora, dovrò salutarlo. E non voglio pensare al fatto che starò un lunghissimo mese senza di lui. Fottuta distanza, mi rovina sempre tutto. Ma l'amicizia tra me e Isabella è riuscita ad abbattere questa barriera, e magari, un giorno, anche io e Theo potremmo abbatterla. Mi godo l'abbraccio di Theo, e nel frattempo penso a lei. Ti prometto, Ellie, che un giorno neanche troppo lontano ti aiuterò a realizzare il tuo sogno. Perché adesso, tra le sue braccia, tutto mi sembra possibile.
Ciao ragazze!! Non avevo niente da fare e quindi ho pubblicato con un giorno di anticipo! Contente? ;) Sara e Theo si sono rivisti, e tra provocazioni e discorsi seri entrambi sono certi di voler proseguire a conoscersi. Per adesso ho scritto fino al capitolo 13, quindi continuerò ad aggiornare una volta a settimana. A presto!
Greta
Votate e commentate, mi raccomando ☆
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