Capitolo 36
Maggio
E' trascorso poco più di un mese dal mio compleanno, e credo di non essere mai stata più in ansia di così... Forse sono incinta.
Il giorno del mio compleanno e anche quello dopo, presa da Theo, dalla festa e dalle tante cose da fare, ho combinato un guaio con la pillola, dimenticando di prenderla. Sono stata una stupida, e posso dare la colpa solo a me stessa e alla mia sbadataggine. Così ho aspettato... e sto aspettando ancora, ma il ciclo non vuole arrivare. Chi è a conoscenza di questa cosa? Soltanto Isabella, Elena e Sofia.
Ora sono in giro con Isabella, che vuole costringermi a comprare un test di gravidanza... ma sono così confusa che non so davvero cosa fare. E al momento sto anche aspettando l'esito delle analisi, ma ci vorranno ancora un po' di giorni prima di sapere qualcosa. Nel frattempo, l'ansia mi sta divorando. Ho preso un voto orribile all'ultimo esame che ho dato, tanto che ho rifiutato il voto e mi sto preparando per rifarlo. Ma se continuo così, dubito che riuscirò a fare un esame migliore del precedente. Mia madre ovviamente non sa nulla di questa storia, e glielo dirò soltanto se la notizia della gravidanza dovesse rivelarsi vera. Lei mi ha sempre creduto responsabile sotto questo punto di vista, e anch'io mi sorprendo di essere stata così stupida. Se dovessi essere incinta me ne farei una ragione, e amerei quel bambino perché è il frutto dell'amore tra me e Theo. Ma non è tutto così semplice come può sembrare a parole. Ho appena compiuto ventitré anni, e mentirei a me stessa se dicessi che sono pronta a fare la mamma. Avere dei figli rientrava nei piani futuri, adesso sarebbe solo qualcosa che andrebbe a scombussolare tutto. Devo laurearmi, e sono appena al primo anno. Volevo godermi la mia storia con Theo ed essere una coppia, perché tra la distanza e il resto, è pochissimo il tempo che passiamo insieme. E poi, siamo fidanzati da meno di un anno, e credo che nessuno di noi due sia pronto ad una cosa del genere. Viviamo in due paesi diversi, come farebbe lui a starmi vicino? Ed io come farei a sopportare la sua lontananza con un bambino da crescere? Io, che sono cresciuta senza padre, vorrei che mio figlio crescesse con due genitori che lo amano...
E poi, c'è una domanda fondamentale che mi pongo: lui lo accetterebbe? O penserebbe che l'ho fatto apposta per incastrarlo e tenerlo legato a me per sempre? Ecco, io questo non lo so!
-Dai, entriamo in farmacia e lo chiedo io, non è un problema – mi dice Ellie.
-Non ti preoccupare, lo chiedo io... però ho bisogno che mi stai vicina mentre lo faccio – rispondo abbassando lo sguardo.
-Ma certo che ti sto vicina, Sara! – Mi prende a braccetto ed entriamo, e dopo aver fatto un po' di fila, è il nostro turno.
-Un... test di gravidanza – dico abbassando la voce, imbarazzata. La farmacista mi dice che ce ne sono di vari tipi, ma a me sinceramente non importa e prendo quello che mi sembra più semplice.
Subito dopo andiamo a casa di Isabella, dove c'è solo Clarissa che sta studiando.
-Ciao, Clary – dico con una faccia da funerale. Mi sento davvero un'idiota, mai avrei pensato di rischiare una cosa del genere. Non adesso, non perché sono stata irresponsabile e cretina!
-Ehi Sara, che hai fatto?! –
-Niente Clary, lasciamo stare – risponde Ellie al posto mio.
-Sto per fare un test di gravidanza – dico, ho bisogno di sfogarmi e Clary non è una che lo direbbe in giro.
-Oddio, cosa?! – Clary lascia perdere i libri e si mette le mani davanti alla bocca, per poi scusarsi per la reazione esagerata.
Alla fine ci chiudiamo tutte e tre in bagno, Ellie e Clary cercano di aiutarmi leggendo le istruzioni.
-Be', sembra facile... Se sei incinta, c'è proprio scritto, Sara – mi dice Isabella, lei e sua cugina stanno leggendo le istruzioni al posto mio.
-Ragazze, dopo buttatelo con l'immondizia o mamma e papà penseranno malissimo – aggiunge Clary. Mi viene per un attimo da sorridere.
-Non voglio allarmare gli zii – risponde Ellie – ma c'è qualcosa che devo sapere su te e Alex? –
-Ne parliamo dopo, okay? Ora pensiamo a Sara. –
-Sei troppo piccola per fare... - Clary sbuffa, ed Ellie sorride.
Dopo un po' le interrompo, guardando (finalmente?) il risultato del test. Per lo spavento, finisce per terra ed io mi copro il viso con le mani.
-Cazzo – sbotto, appoggiandomi alla porta. – Sono una stupida, una cretina e un'idiota... - Isabella mi viene vicino e cerca di calmarmi, spostandomi le mani dal viso, mentre Clary raccoglie il test da terra.
-Oddio... – esclama vedendo il risultato. – Questo coso dice che sei incinta... –
-Clarissa, per favore... Possono anche sbagliare, questi test – risponde Ellie, mentre io bevo un po' d'acqua dal rubinetto e cerco di calmarmi, anche se mi tremano le mani. Non riesco a parlare, poi abbraccio Isabella e cerco di ritrovare un respiro regolare.
-Ho rovinato tutto – dico.
-Sara, calmati. Isa ha ragione, aspetta le analisi... C'è scritto che il test non è affidabile al cento per cento – risponde Clary. Rimetto il test nella busta e dopo passerò a buttarlo, poi usciamo dal bagno e loro cercano di calmarmi. Fra due giorni Theo sarà a Roma, e a questo punto sento che devo dirglielo. Quando arriveranno i risultati delle analisi, voglio affrontare questa cosa con lui.
***
Due giorni dopo
Sono a cena con Theo, è arrivato a Roma oggi pomeriggio. Siamo tornati all'hotel dove abbiamo passato la prima notte insieme, a dormire abbracciati... Mi sono leggermente ripresa rispetto a due giorni fa, e sto cercando il momento giusto per dirglielo. Le analisi sono pronte dopo domani, lui sarà ancora qui e credo sia giusto che debba esserci in ogni caso. Mamma ha notato in me qualcosa che non andava, ed è stato molto difficile mentirle...
-Sara, che c'è? E' successo qualcosa? – mi ha chiesto vedendomi silenziosa e giù di morale... non mi andava nemmeno di mangiare, e stavo facendo finta di guardare la TV.
-No, niente... non ho molta fame – le ho risposto cercando di non farmi vedere troppo "strana". Mamma lo capisce subito quando ho qualcosa che non va.
-Non stai studiando come prima, vuoi di nuovo andare male all'esame? – Quando fa così, è il momento che mi prende il nervoso. Ma i genitori ogni tanto devono rompere, no?
-Che ansia, mamma! Una volta può capitare, e comunque ho intenzione di recuperarlo, quel voto – ho risposto seccata.
-E allora è successo qualcosa con Theo? –
-No mamma, va tutto bene con lui, torna domani. –
-Sicura che posso stare tranquilla...? – Oddio. Sembra fatto apposta, quando qualcuno inizia a parlare proprio dell'argomento che vuoi evitare.
-Non capisco... - Ho finto di fare la gnorri, o mi sarei tradita da sola con i gesti.
-Non hai combinato qualche pasticcio con la pillola, vero? –
-Mamma, per favore... Ci sto attenta, ti puoi fidare di me. – E' brutto da dire, ma sono un'ottima bugiarda. E se la cosa si fosse rivelata vera, non so proprio con quale coraggio lo avrei detto a mia madre...
Dopo cena, andiamo un po' fuori in giardino. E' il momento giusto, adesso o mai più.
-Quale hotel preferisci? – mi domanda mentre siamo seduti su una panchina. Io sono seduta in braccio a lui e si sta bene, non tira un soffio di vento.
-Sono affezionata all'hotel al Colosseo, ma ho dei bei ricordi anche qui – rispondo. Ripenso al suo meraviglioso "assalto" in ascensore, alla prima volta che mi ha vista in costume prima di fare il bagno in piscina, e alle nostre provocazioni...
-Perché me lo chiedi? – proseguo a domandare.
-Così mi organizzo per la prossima volta... L'altro hotel è senza dubbio più affollato, e ora che tutti sanno chi sei, voglio proteggere il più possibile la tua privacy. – Be', davvero premuroso da parte sua... Amo il suo essere così protettivo nei miei confronti.
-La piscina interna c'è sia di là che di qua... Una bella stanza anche... Quindi scegli tu. Davvero Muffin, per me è uguale e non devi preoccuparti di questo. – Lui avvicina il mio volto al suo e mi bacia, mordicchiandomi il labbro inferiore. Rispondo al bacio aggrappandomi ai suoi capelli, e quando ci stacchiamo sento che ne vorrei ancora.
-Sei meravigliosa – mi dice. Gli sfioro il mento con la punta del naso, sentendo le mie guance avvampare. – Sai di buono, le tue labbra creano dipendenza. –
-Anche le tue – ribatto, abbassando lo sguardo. Theo mi fa alzare facendomi intendere che vuole salire in camera, e ancora non sono riuscita a sfiorare l'argomento.
-Niente ascensore, stavolta! – gli dico notando che mi stava portando proprio lì. C'è un motivo, se voglio evitare l'ascensore... L'ho provocato fin troppo con i miei messaggi, e il mese scorso, il giorno dopo il mio compleanno, siamo rimasti bloccati per venti minuti nell'ascensore dell'hotel. Ovviamente, cosa possiamo aver fatto in quei venti minuti...?
Una volta arrivati in camera, mi prende di peso e mi deposita dolcemente sul letto, cercando di togliermi il vestito. Continuiamo a baciarci e cerco di pensare a come fermarmi... Sono davvero pessima, altroché. Vorrei far finta di niente, ma devo affrontare la realtà.
-No – gli dico bloccando le sue mani, anche se non vorrei. Lui mi guarda spaesato e confuso.
-Che è successo, Sara? E' tutta la sera che ti vedo strana... Non mi hai mai rifiutato, non è da te. – Ci mettiamo seduti, e lui mi prende le mani tra le sue, accarezzandole. Resto a fissare le nostre mani, poi mi decido a parlare.
-No, infatti... Ma ti devo parlare, e se non lo faccio adesso, scoppio. – Lo guardo negli occhi, lui mi esorta a parlare.
-Puoi dirmi tutto, lo sai – mi risponde. Io prendo un bel respiro, poi inizio a parlare.
-Ti ricordi il mese scorso, no? La sera del mio compleanno, e il giorno dopo – inizio a dire.
-Certo... Hai fatto fuori la mia camicia, ma mi sono vendicato con l'ascensore – scherza lui, facendomi accennare un sorriso.
-Be'... Mi sono dimenticata di prendere la pillola, in quei due giorni. – Mi interrompo e abbasso di nuovo lo sguardo, ora è lui a parlare al posto mio, dopo un attimo di silenzio assoluto.
-C'è la possibilità che tu sia... -
-Sì, c'è. Ho interrotto la pillola, e ho un... ritardo di dieci giorni. Ho passato un mese nell'ansia, e sto ancora così. Devo aspettare un altro giorno e poi saprò la verità. – Lui si passa una mano tra i capelli.
-Hai fatto un test di gravidanza? – mi domanda.
- ...Sì. – Deglutisco. – E il risultato era... "positivo", se così si può definire. Ma come ho già detto, ancora non è sicuro, Theo. Scusami, mi dispiace tantissimo, io... - E scoppio a piangere. Mi alzo dal letto e mi metto davanti alla finestra, con le braccia conserte. Lui mi raggiunge poco dopo, e avverto le sue braccia che mi cingono i fianchi.
-Sara, io... non me lo aspettavo, ma non sono arrabbiato, né triste. Dovevi parlarmene. – Poggio le mie mani sulle sue e la mia schiena aderisce a lui.
-Io sì, lo sono. Ho fatto un casino, ed è tutta colpa mia – proseguo a dire.
-Invece sai che ti dico? Che ho trentuno anni, e che sarei pronto ad essere padre. Sono un po' scosso, questo sì... Ma sono anche innamorato di te, e ho pensato che prima o poi sarebbe successo. Io ci ho pensato, Sara... - Mi volto e ci guardiamo, occhi negli occhi.
-Anch'io, ma sinceramente non adesso. Ti voglio tutto per me, non sono ancora pronta a una cosa del genere. Io vivo in Italia, tu all'estero. Io sto studiando, e tu hai un lavoro da favola. Io volevo tanto tempo ancora solo per noi due, e ad un figlio ci avrei pensato fra... diversi anni, perché un giorno voglio vivere con te, è ovvio. Ma ora voglio divertirmi e fare ancora tante pazzie insieme... - Mi prende il viso tra le mani e mi bacia sulla fronte, mi perdo nel suo profumo e nel calore che mi trasmette.
-Qualunque sia il risultato, lo affronterò con te – mi dice.
-Sei tu ad essere meraviglioso, lo sai? – Lo bacio sulla bocca, in modo leggero e delicato.
Dormiamo abbracciati, senza bisogno di altro, ma solo della presenza l'uno dell'altra. Ora, non mi resta che aspettare...
Ciao, ragazze. Sara ha combinato un pasticcio, o forse no... ma Theo le starà vicino in ogni caso, dimostrandole ancora una volta quanto la ama. Secondo voi è in arrivo un baby Muffin? Si accettano scommesse :P
A sabato prossimo, baci
Greta
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