6. Ci vediamo all'inferno
Non mi è mai piaciuta Boston come città, forse per la sua monotonia, forse perché ci sono nata e vorrei cambiare aria, o forse, più semplicemente perché vorrei cambiare vita e conoscenze. Vorrei ripartire da zero ecco.
Vorrei provare a non essere nata in una famiglia così ricca e non essere stata cresciuta con gli ideali che mi sono stati insegnati; probabilmente il mio carattere sarebbe lo stesso ma magari sarebbe più semplice capire quali sono questi "valori" di cui i miei amici tanto parlano. Vorrei aver avuto la possibilità come loro di capire, crescendo, quali sono le vere emozioni: quelle senza filtri, con tutta la loro naturalezza e non quelle costruite per convenienza.
L'adrenalina e l'ansia scorrono nelle mie vene mentre sfreccio a grande velocità nella statale che mi separa dalla stazione di polizia e prego con tutto il cuore di riuscire a risolvere la questione, senza fare troppo male a nessuno ma semplicemente riuscendo a salvarmi da quello che Josh potrebbe farmi.
Il mio cellulare, posto nel sedile del passeggero emette un suono, segno che mi è appena arrivato un messaggio, così lo prendo e do un'occhiata allo schermo.
È lui.
"Non pensare che fuggendo la passerai liscia. Ho la tua posizione, ti sono vicino lo stesso, sto arrivando stronza."
Mi si gela il sangue e sbando leggermente facendo suonare il clacson ad una macchina che riesco per poco a sfiorare. Sa dove sto andando o forse lo immagina e mi sta seguendo, ha attivato la mia posizione e mi sta tracciando.
Do un'occhiata spaventata allo specchietto retrovisore ma non vedo nessuno, così mi tranquillizzo ma non del tutto: potrebbe presentarsi in qualsiasi momento senza che io lo sappia.
Compongo il numero della polizia mentre continuo a sfrecciare sulla strada, osservando sempre di più le macchine che incrocio, fino a quando la vedo, la sua Mercedes modificata compare dietro la mia auto e un altro suo messaggio non tarda ad arrivare.
"Sono dietro di te, pareggeremo i conti. A tra poco, sgualdrina."
Esco dalla chat e premo il tasto verde.
Dopo due squilli arriva risposta.
《911 Come possiamo aiutarla?》Una voce annoiata risponde alla chiamata e mi sento un po' sollevata per il fatto che abbiano risposto subito, ma più guardo il retrovisore, più mi rendo conto che Josh non molla e continua a seguirmi.
《Mi chiamo Ella , il mio ex ragazzo Josh ha usato violenza in passato e sta continuando tutt'ora, ora sto venendo lì in centrale e lui mi sta seguendo per farmi del male... Vi prego aiutatemi.》L'ansia aumenta ad ogni metro che percorro e continuo a sperare che un semaforo possa fermare il mio inseguitore.
"Non ti conviene chiedere aiuto alla polizia."
Il telefono suona nuovamente e controllo il messaggio in arrivo, le lacrime iniziano ad aumentare a dismisura e il respiro si fa pesante. Mi sta controllando, ogni singolo movimento che io faccio lui lo conosce; sinceramente non so come abbia potuto fare tutto questo, so solo che ho paura e bisogno d'aiuto.《Signorina è ancora in linea? Mandiamo una pattuglia, mi dica dove si trova esattamente.》La voce della poliziotta si fa più seria e dopo aver fatto un forte respiro le spiego dove mi trovo.
《Mi trovo nella principale, sto venendo alla stazione di polizia. Ho appena passato Starbucks e mi sto dirigendo verso la centrale.》Dico con più calma possibile.
《Va bene, mando subito una macchina, lei cerchi di rimanere in linea e di non allontanarsi troppo.》La donna dall'altra parte della cornetta inizia a farmi delle domande, col tentativo di tranquillizzarmi, cosa impossibile in questa situazione.
Do un'occhiata allo specchietto retrovisore e noto che la macchina del mio ex non si trova più dietro di me, così con sempre più ansia in corpo mi guardo attorno in cerca del mio inseguitore ma di lui, non c'è nessuna traccia.
《La macchina non è più dietro di me.》
《Continui ad avanzare con calma, dove si trova ora?》A un centinaio di metri da me c'è un incrocio, il semaforo è rosso e spero vivamente diventi verde in tempo.
《Sono all'incrocio prima della centrale, voi ci siete?》Chiedo con la speranza che questi uomini facciano il proprio lavoro come si deve, è strano non siano già arrivati.
"Ci vediamo all'inferno." Questo messaggio mi fa gelare il sangue e non riesco a capirne il significato, cosa intende con questo? Cosa intende fare?
《Oh sì, è stato un piacere parlarle.》La chiamata si chiude ed il semaforo scatta diventando verde e permettendomi di passare senza dovermi fermare.
Un rumore assordante di clacson e di ruote che stridono nell'asfalto mi fa frenare bruscamente e la mia macchina, a causa della velocità che stava seguendo si ribalta fermandosi capovolta, col tettuccio a terra ed io sono a penzoloni.
L'ultima cosa che sento sono le voci preoccupate di persone a me sconosciute, una macchina nera, una Mercedes mi ha presa in pieno. Ora ho capito cosa intendeva dire quel messaggio, me l'ha fatta pagare, ma l'ha pagata anche lui.
Mi si annebbia la vista e sento un liquido caldo scorrere lungo la testa e cadere a terra, all'improvviso non vedo più nulla e il silenzio più totale ricopre l'ambiente.
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