static and moving
"solo... Fidati"
Il minore tremò leggermente, non voleva, non era ancora pronto.
"Non ti preoccupare, non farò niente che tu non voglia"
Noel giró il viso dalla parte opposta annullando tutte le sue difese, non poteva fare altro che fidarsi.
L'uomo tira fuori dalla propria tasca una pastiglietta bianca che ingoio frettolosamente, per poi tornare con le mani sul busto del ragazzo.
Le grandi mani iniziarono a muoversi passando dai fianchi ai capezzoli in un contatto delicato che fece comunque gemere il minore, poi, quando lo vide un po' più distratto portò una sola mano a palpare il sedere mentre un dito strisciava lentamente e languidamente verso l'entrata bagnata. Fece scivolare dentro prima una falange poi, vedendo il più piccolo in estasi, tutto il dito.
Poi due e poi tre; Noel si dimenava in preda al piacere mentre urli acuti gli uscivano dalle labbra. Era completamente perso nel suo mondo fatto di forti sensazione e di una spessa nube rosa che non gli faceva percepire altro se non quelle tre dita che s'infilavano ancora e ancora nel corpicino tremante.
Continuò a muovere le dita finché il rosso non venne sul proprio petto e crollo stremato nel regno dei sogni.
[...]
La notte non portava rumore con se quel giorno, era tutto immobile, silenzioso e buio, quasi congelato. Il battito di due occhi acquamarina, però, fecero riprendere al tempo, che pareva essersi fermato, la sua normale andatura.
Fino a pochi minuti prima era nel mondo dei sogni, o meglio, era completamente inglobato nel staticità del momento, mentre dormivabeatamente, nemmeno i sogni facevano muovere i suoi pensieri. Ma in quel momento tutto aveva ripreso a bruciarli, tutto si muoveva in fibrillazione, dai suoi pensieri ad ogni parte del suo corpo. Si alzò di scatto e uscì dalla propria camera mosso da chissà quale forza. Passó di fianco a tutte le porte senza degnarle di uno sguardo, poi si fermò davanti alla prescelta, che lo aveva attirato con il forte odore che ne usciva.
Aprì la porta e si ritrovò a fissare due occhi scuri.
Viktor non era ancora riuscito ad addormentarsi e anche dopo due o tre seghe era comunque rimasto con un fastidioso durello in mezzo alle gambe. Aveva allora aperto un noioso libro dalla copertina rigida marrone, che teneva sul comodino in legno scuro di destra e iniziò a leggere svogliato. Quando si ritrovò un Noel abbastanza frastornato a spalancare la sua porta si stupì molto e i pantaloni si tesero.
Tutto era mosso e poco chiaro, sembrava un sogno. L'odore di ormoni annebbiava tutto, anche quando i due corpi si incontrarono sul letto. Quel giorno non si fusero insieme, Viktor non si sarebbe mai permesso e Noel, una volta resosi conto, lo avrebbe rimpianto. Semplicemente s'incontraono.
**************
Hi
Sono tornata e tanto per cambiare, scusare per l'assenza.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto
Ditemi cosa ne pensate
Alla prossima
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