Can I Read?
Noel aveva una sua camera personale, con una grande finestra, letto da una piazza e mezza, scrivania bianca, armadio nero lucido tutto in stile moderno, parquet nera e una porta che portava al bagno basilare e moderno come tutta la camera.
In quel momento stava trascrivendo le frasi che si era segnato in matita su un libro che si era portato dietro, 'Orlando' di Virginia Woolf. Lo faceva solo per distrarsi. Il suo difetto era pensare troppo, lo sapeva, e non poteva crollare ai brutti pensieri.
Perso tra il pensare e lo sforzarsi di non pensare non si era nemmeno accorto che qualcuno lo stava fissando, scrutando. Era irritato, appena vedeva uscire la personalità di quel ragazzino interessante, che sotto sotto lo intrigava, questo metteva su una maschera di finta gentilezza.
Mentre lo guardava trascrivere in modo elegante, mosse dei passi in avanti fino a trovarsi dietro di lui. La scrivania era piena di fogli, alcuni scritti e altri con dei piccoli disegnini fatti con le penne extra fini della stabilo lì di fianco. La scrittura era elegante e i disegni molto graziosi, tutti e due le 'creazioni' lo rispecchiavano molto, da quel che aveva visto.
Il ragazzo finalmente si accorse di una presenza alle sue spalle, si voltò mentre girava i fogli per nascondere il loro contenuto a occhi indiscreti.
"Posso leggerli?" disse il maggiore facendo un cenno verso i fogli.
"Io non saprei. Non credo le piacerebbero, sono ancora molto inesperto" quel sorriso, così aristocratico, lo mandava in bestia.
Voleva ancora tenere quel cazzo di atteggiamento?
"Insisto"
"Non vorrei scocciarla, avrà molto da fare"
"No, mi stavo giusto annoiando" si appoggiò con nonchalance con due dita sulla scrivania guardando con i suoi pece due occhi acquamarina
"Io non so-"
'sono da anni in un ambiente spietato come quello del commercio, non mi batti ragazzino'
" Se non hai nient'altro da opporre..." e prese i fogli andandoli a leggere sotto lo sguardo imbarazzato di Noel.
Mentre li leggeva gli spuntò un sorrisino divertito, era molto bravo ma la sua innocenza, senza il minimo sporco dell'età adulta, lo inteneriva. Quando gli scappò un risolino il minore si sentì sprofondare nell'imbarazzo
"Dammi quei fogli. per favore dammeli" la voce delicata gli arrivò come un sussurro.
Lo guardò con ancora un ghigno sul volto per poi mortificarsi vedendo la faccia del più piccolo. Gli dispiaceva vederlo così, probabilmente si era sentito deriso, preso in giro per i suoi lavori, e di certo non era piacevole.
"Sono molto belli - il tono veritiero stupì l'omega- c'è qualche errore, se vuoi possiamo correggerli insieme, mh che ne dici?" sentendo la voce dell'uomo farsi più dolce si passò un palmo sotto gli occhi per fermare le lacrime e rialzò lo sguardo liquido per poi puntarlo in quello del maggiore.
"Su-Sul serio?" tirò su leggermente con il naso mentre i suoi occhi si riempivano di speranza.
"Se ti va sì, anche subito" in risposta il piccolo annuì.
Gli tese la mano che afferrò con un po' di esitazione per poi prendere i suoi stabilo colorati e farsi condurre nella sala secondaria dove era appoggiato un laptop. Aprì un file di exelle e prese uno dei fogli su cui era scritta una scaletta e una breve trama. Ci lavoravano tutto il pomeriggio.
Viktor scoprì che oltre allo scrittore, al più piccolo, interessava l'organizzazione, come esperienza, ma principalmente la psicologia. Prima il suo aspetto un po' lo eccitava ma non come sentirlo parlare, quello lo rendeva davvero duro, poi quando si lasciava andare, quei pochi momenti, non gli faceva male solo il cazzo ma avrebbe voluto saper sorridere meglio, così da farsi far male anche alla mandibola.
Il loro rapporto era ancora molto freddo ma stava migliorando, dovevano solo capirsi meglio.
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Ritardo. Lo so.
Spero vi stia piacendo, tra le due questa è la mia preferita, soprattutto per il carattere di Noel.
Grazie a chi ha commentato, votato o letto, spero lo facciate ancora.
Alla prossima.
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