17
"Non ci posso credere che siamo già ad inizio novembre" dice Rose chiudendo l'armadietto e guardandomi.
"Meglio così, no?" domando facendo spallucce e chiudendo anch'io il mio armadietto.
"Beh, si. Ma sento che non ci stiamo godendo a pieno questi momenti" dice lei guardando per terra. "Che ne dici se facessimo un viaggio?" chiede lei speranzosa.
"Un viaggio?" chiedo confusa guardandola.
"Si, solo noi due, per un weekend. Andiamo al mare, che ne dici?"
"Al mare a novembre?" chiedo ancora più perplessa di prima.
"La smetti di ripetere tutto ciò che dico? Comunque si, un viaggio al mare a novembre" dice lei ammiccando, mentre percorriamo il corridoio della scuola.
"Non credo sia una buona idea" protesto.
"Perché no? Chissà, troverai l'amore della tua vita al mare" dice con fare sognante.
"Smettila, sicuramente se vado al mare, non è per i ragazzi. Comunque se vuoi, io ho una casa vicino alla costa. Potremmo fermarci li per un weekend. Che ne dici?" propongo, mentre sfoglio i miei appunti di storia.
"Ma certo, perché no?" dice lei battendo le mani contenta.
"Beh allora, questo weekend? Che ne dici?" chiedo conferma.
"Mh.. Che ne dici del prossimo?" chiede lei portandosi una mano al mento, con fare pensieroso "Ho un paio di verifiche la prossima settimana e devo prenderle assolutamente sopra" dice lei, ma il rumore della campana la fa irrigidire subito "Ho quella stronza di educazione fisica, se non arrivo in tempo mi fa fare quattro volte il giro della palestra" dice lei dandomi un bacio sulla guancia e cominciando quasi a correre lungo il corridoio.
La guardo sorridendo, finché non la perdo di vista e poi mi dirigo verso la classe di storia.
Il professore non c'è ancora, quindi mi dirigo verso il banco con calma e tiro fuori l'astuccio e il quaderno, pronta a questa lezione infernale.
Ho sempre odiato storia e giuro che se ci fosse la possibilità di eliminare qualche materia, sarebbe proprio quella.
La lezione passa quasi velocemente e appena finisce, comincio a prendere le mie cose per poi mettermi lo zaino sulla spalla ed uscire dalla classe, ma una voce mi ferma "Signorina Alison".
Mi giro e sorrido al prof "Mi dica Mr. White" rispondo cortesemente.
Lui mi guarda da sopra gli occhiali e mi sorride "Vedo che nella mia materia non ce la caviamo proprio bene.. Hai un voto quasi sufficiente, ma a me non basta. Voglio che nella mia materia vada bene, signorina e se non migliorerà, le farò mettere un tutor accanto a lei" dice lui in tono di rimprovero.
"Ehm, si certo.. Cerco di andare bene nella sua materia" rispondo ignorando la proposta del tutor.
Ci manca solo un tutor di storia e la mia vita può essere definita veramente uno schifo.
"Io vado che ora ho la lezione di geografia" dico forzando un sorriso per poi girare i tacchi e andare"
"Ehi, ehi. Guarda chi si rivede" dice una voce raggiungendomi.
"Ehi Ryan" lo saluto mentre continuiamo a camminare per i corridoi.
"Come stai?" chiede lui sorridendomi tenendo qualche libro in mano.
"Bene, non mi lamento. Tu? É un po' che non ti fai vedere a casa!" scherzo.
"Oh, beh, sai.. Scuola" dice facendo una piccola risata.
"Ti capisco. Il mio insegnante di storia, mi ha appena proposto di mettermi accanto un tutor se non alzerò il voto della sua materia" sbuffo "Mi accompagni al mio armadietto? Mi serve il libro di geografia"
"Certo" fa spallucce e poi prosegue "Beh, e chi sarebbe questo misterioso tutor?" chiede lui inarcando un sopracciglio.
"Non lo so e non penso nemmeno di volerlo sapere. É già tanto che frequenti il corso di storia qui a scuola, ci manca solo che mi porti la materia da studiare anche a casa con un ragazzo della mia età" dico io scocciata.
"Beh, se vuoi ti posso dare una mano io. In storia sono una bestia e ti potrei aiutare" propone.
Arrivo al mio armadietto e digito il mio codice, per poi aprirlo. "Non credo sia una buona idea" faccio spallucce "Me la caverò, non preoccuparti" dico io per poi prendere il libro.
"Come preferisci" dice lui "ma sai che se vuoi puoi contare su di me" continua per poi guardare il suo orologio "vado o farò tardi a lezione" annuncia e comincia ad allontanarsi.
Mi dirigo anche io verso la classe in cui mi spetta la prossima lezione ed entro nell'aula, notando già che ognuno è già seduto al proprio banco. Sposto lo sguardo verso la scrivania e vedo che la prof è già arrivata.
Mi maledico mentalmente "Mi scusi il ritardo prof" dico io andando verso il mio posto per poi sistemarci tutti il libro e il quaderno sopra.
"Non si preoccupi signorina, sono la prima a fare in ritardo" dice comprensiva facendo ridere tutta la classe.
Le sorrido con cortesia e lei ricambia.
"Bene ragazzi, prendete appunti che questa lezione vi aiuterà a superare con ottimi voti il prossimo test" annuncia lei cominciando ad aprire il libro "Signorina Alison, vuole leggere lei?" chiede guardandomi.
"Certo, che pagina?"
"237" risponde.
Apro il libro e comincio a leggere davanti a tutta la classe.
Non appena finisco di leggere, la prof inizia a parlare senza interruzioni e nel mentre cerco di prendere più appunti possibili in vista della verifica della prossima settimana.
La mia mano, dopo aver preso così tanti appunti, ringrazia la campanella di fine lezioni.
Mi dirigo verso l'uscita e aspetto Rose, sempre seduta sulla solita panchina. "Non puoi immaginare chi è che mi ha chiesto scusa" dice lei elettrizzata.
"Non me lo dire" alzo gli occhi al cielo.
"Moore" annuncia.
"E quindi?" chiedo annoiata.
Conoscendola, ci sarà cascata di nuovo, quindi prevedo un'altra delusione da questo ragazzo.
Fa spallucce "Sinceramente non mi interessa. Mi ha delusa e ferita, ora basta. Non mi sono mai fatta sottomettere da nessun ragazzo e lui non è nessuno per farlo"
La guardo sorpresa "Non ci credo!" sfoggio un sorriso a 32 denti e la abbraccio "Il rispetto prima viene verso noi stesse, poi verso gli altri" dico io "Così mi piaci" dico avvolgendole un braccio attorno alle spalle e cominciando ad incamminarci verso la fermata dell'autobus.
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