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"Ho tanta voglia di cioccolato" dico, ed è vero. La guardo in faccia e lei mi sorride.
"Beh, va a prenderlo no?" chiede retoricamente, alzando gli occhi al cielo.
Alzo le mani in segno di resa. "Hai vinto tu, vado a prenderlo" dico sbuffando.
Mi avvicino al bancone e aspetto che qualche barista mi noti: "Ciao, cosa vuoi ordinare?" chiede il barista guardandomi annoiato.
"Una cioccolata calda, grazie" rispondo, facendo un sorriso tirato.
"Altro?"
"No, grazie" dico imbarazzata.
Senza nemmeno aspettare una mia risposta, mi volta le spalle e se ne va.
"Che maleducazione!" dice Rose, raggiungendomi. "Certa gente non dovrebbe proprio presentarsi al colloquio di lavoro!"
La guardo con uno sguardo di rimprovero "Rose, è uguale, l'importante è che io abbia la mia cioccolata calda"
"Tu vorresti davvero pagare una cioccolata calda a quello stronzo? Ti ha voltato le spalle, Allie!" dice alzando la voce ed indicando la direzione del barista.
"Smettila Rose, non possiamo fare scenate anche qua!" le dico.
"E poi è la fine di agosto. Perché ti prendi la cioccolata calda ora?" chiede.
So già che continuerà a starmi addosso finché non cederò, perciò decido di darle ascolto.
"E va bene, andiamocene" dico sbuffando.
Lei sorride e mi prende per mano "Finalmente, è ora di shopping!" urla mentre stiamo uscendo dal bar.
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"Come mi sta?" chiede girando su se stessa un paio di volte. "Mi fa dei bei fianchi?"
"Fantastici" dico ironicamente, guardando la rivista che c'era sulle poltroncine.
La rivista mi viene subito strappata di mano e prima che mi possa lamentare, Rose mi precede: "Allie, sono seria. Come mi sta questo vestito?"
Sbuffo "Ci mancano ancora due mesi, perché devi già iniziare a rompere adesso?"
Spalanca la bocca sorpresa: "Ritira tutto quello che hai detto! Io non rompo nulla a nessuno e ti do un consiglio da migliore amica: dovresti cercare un vestito anche tu!"
Alzo gli occhi al cielo: "ma è ad ottobre!" ribatto.
"Si! L'inizio della scuola, ci rovinerà tutti i piani. Le verifiche, i professori, i compagni di classe. Non avrai neanche il tempo di respirare. Quindi" mi prende per mano e mi fa alzare "Vatti subito a cercare un vestito" dice spingendomi fuori dalla sala di aspetto dei camerini.
Sbuffando e borbottando lamentele confuse, vado a cercare un vestito.
Cerco da tutte le parti del negozio un vestito che mi possa stare bene, ma nulla. Non c'è un vestito adatto a me.
Ancora più scocciata di prima, torno verso i camerini, dove Rose sta prendendo le ultime cose da comprare.
"Li compri tutti?" chiedo confusa.
"Ovvio, meglio uno in più, che uno in meno" fa spallucce. Poi mi scruta dall'alto al basso " E tu? Non hai trovato niente?"
"No" rispondo.
Sbuffa e lascia i suoi vestiti su una delle poltrone, per poi allontanarsi un attimo e tornare con un vestito verde smeraldo in mano. "Provalo" mi ordina, mentre me lo passa.
Vado nel camerino e mi tolgo i vestiti. Mi guardo allo specchio e corrugo la fronte, guardando le mie occhiaie che arrotondano i miei occhi verdi.
Mi metto il vestito, sistemandomi i miei capelli castani, prima di uscire dal camerino.
"Come sto?" chiedo.
"Sei una figa pazzesca. Quella sera ti salteranno tutti addosso e se non ti salterà addosso nessuno, te ne trovo uno io" dice facendo l'occhiolino, ammiccando.
"Certo come no" dico ironicamente, per poi tornare nel camerino.
Mi vesto ed esco "Lo compro" dico sorridendole.
"Ne ero più che sicura" dice contenta.
Guardo l'orologio. "Fra cinque minuti abbiamo l'autobus!" dico disperata.
"Che? Non sono ancora le-" prende il cellulare in mano e controlla l'orario "6! Allie, dobbiamo correre!"
Paghiamo velocemente i vestiti e in cinque minuti raggiungiamo la fermata. Tiriamo entrambe un sospiro di sollievo.
"Ce l'abbiamo fatta, per fortuna. Il prossimo autobus sarebbe stato dopo le 7" dico ancora col fiatone.
La nostra fortuna è di abitare a una sola fermata di distanza e quindi di prendere la corriera insieme, anche quando andiamo a scuola.
Prendiamo l'autobus e dopo un quarto d'ora, ci ritroviamo davanti alla fermata di Rose. "Ci vediamo domani, Allie e scrivimi quando sei arrivata a casa. Mi raccomando!"
Le sorrido: è rimasta sempre uguale in tutti questi anni che la conosco. Sono maggiorenne da un po', ma lei si preoccupa ancora di sapere quando torno a casa.
"Lo farò!" le dico mandandole un bacio volante.
Sorride e scende dall'autobus, appena le porte si aprono.
Il tragitto per andare a casa, non è tanto lungo. Circa cinque minuti di distanza dalla fermata.
Percorro la strada in totale silenzio e quando sono vicina a casa mia, prendo le chiavi dalla borsa e apro la porta "Sono a casa!" urlo, mentre varco la porta.
"Ciao tesoro!" dice mia mamma, quando mi vede arrivare in cucina. "Com'è andato il giro in centro?" chiede sorridendo.
"Bene, ho fatto acquisti" le dico, mettendo la busta col vestito dentro, sul tavolo.
Lei smette di preparare e si gira verso la busta "Posso vedere ciò cosa c'è dentro, oppure è un segreto fra ragazze?" chiede sorridendo.
"Certo che puoi, è un vestito fantastico! Me l'ha scelto Rose" le sorrido.
Lei tira fuori il vestito dalla busta e lo guarda con due occhi a cuoricino "Questa volta Rose si è davvero superata!" la complimenta.
Mia madre ha sempre ammirato Rose, in tutto e per tutto, anche nel modo in cui si veste.
"Che succed- oh, ciao Allie" dice mio padre appena entra in cucina.
Mi stampa un bacio sulla guancia e poi va a sedersi, prendendo in mano il computer.
"Va bene, io vado su ad ascoltare un po' di musica e a leggere. Mamma chiamami quando è pronto" le poso un bacio e corro via.
Appena arrivata in camera, noto il disordine che ho lasciato questa mattina e sbuffo. Raccolgo le maglie, per terra e le metto in ordine nell'armadio.
Dopo aver finito di sistemare la mia stanza, mi butto sul letto e mi metto comoda.
Prendo il cellulare e noto una chiamata persa di mezz'ora fa.
Rose?
La richiamo e sento la sua voce al telefono.
"Ti avevo detto di avvertirmi" mi rimprovera.
"Sono appena arrivata" rispondo scocciata.
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