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Edgar (5)

Max Thorne soleva percorrere il centro città, d'inverno. Il vento fresco gli solleticava la cute, un paesaggio illuminato giocherellava col suo sguardo. All'imbrunire, le saracinesche più timide si avvicinavano rumorosamente al suolo, mentre le ostinate aspettavano l'affascinante e romantica notte. Fra i tanti pensieri di lavoro che corteggiavano il suo conscio, giunse al lussureggiante vialetto di edera sui mattoni, che menava alla sua abitazione. Notò una busta adagiata, sola, nella cassetta della posta, ma non aveva con sé le chiavi per poterla prelevare. Entrò.
La sua fidanzata si trovava solitamente in cucina ad aspettarlo, o a chiacchierare con una delle tante amiche in visita.
- Amore, sono a casa! -.
Gli era familiare, quella sensazione di impazienza; il non vedere l'ora di fare ritorno a quel piccolo appartamento, il nido che condividevano ormai da qualche anno, era diventato parte della sua quotidianità. L'amava, e tanto. Si sarebbero dovuti sposare fra tre settimane e lui arrossiva e tremava solo a pensarci.
- Amore! -
Nessuna risposta. Allarmato, telefonò alla madre, sperando di avere alcune notizie. Niente, di nuovo. Iniziava a preoccuparsi seriamente.
"Dov'è? E se... Ma no! Non devo pensare cazzate... Max. Calmati."
Sospirò. Optò per recapitare la lettera notata in precedenza. Era senza mittente, destinatario o francobollo. Aprì la busta. Sul foglio era composto, con ritagli di giornale:

Mr. ThOrnE,
Sono spiaCEnte, davvero. DoveVo pur scegliere una viTtima e, questa volta, è toccaTo A lei.
Non si preoccUPI, è ancora viva.
non Le è stato fatto alculUn male, anzi. l'unico modo Per impedirmi di ucciderLa sarebbe SBRIgare un lavoretto al miO postO.
Compia un omicidio. Lo faccia e basta.
Unica condizione: a 5 Giorni dall'ultimo delitto In città, vada nel vicolo PrinceLeT, orE 01:03.
È una viuZZa desolata ed anonima, non lontana da HANbury Street.
Non la scopriRAnno. Porti a termiNE la sua azione in quell'ora esatTa, senza esitaziOni o domande. Non si preoccupi: appena Agirà, lo SAprò.
Se invEce si tireRÀ indietro, desidero che lei siA consAPEvole delle cOndizioni pReviste dal nostro accordo silenzioso.
La prego, ne tengA conto, e brucI questa lettera.
Una vita Per una vita.
Se non farà questo per me, La Sua EveLine morirà.
EdgAR,
Un amico.

"Ma... Chi cazzo è Edgar?! Non capisco: cosa può volere da Eveline? O da me? Non ricordo nessuno con questo nome, né tantomeno qualcuno che potrebbe avercela con noi. Forse è uno scherzo, forse Eveline mi sta mettendo alla prova; dopotutto, stiamo per sposarci, no? Probabilmente vuole solo verificare i miei sentimenti per lei. Ora risponderà...".
I suoi palmi si stavano irrorando di dannato sudore. Le sue sclere si impregnavano di consapevolezza che ogni atto ricalcitrante sarebbe stato infierito alla persona che lui amava. Ruotò la rotella del telefono e compose per l'ennesima volta quel maledetto numero. Squillò a vuoto, finché l'acuta e nasale voce di Jane non si udì all'apparecchio.
- Signora, buongiorno - fece, con un soffio di voce.
- Ciao Max. Che succede? -.
- E-Eveline... È con voi? -.
- No, non è con noi. Perché? -.
- Non... Io non... - pausa. Dedusse che era meglio non metterli al corrente e proseguì, placando l'uragano che teneva dentro i bulbi oculari: - Eveline è arrivata ora. Ho visto i fanali. Scusate il disturbo. Buonase... -.
Jane lo interruppe: - Caro, è successo qualcosa? Sembri... strano -.
- Io? Ma no, signora. Si figuri. Sono solo stanco: giornata pesante. Arrivederci! -.
Concluse la chiamata e si gettò sul letto, esanime; sapeva di lei. Si lasciò trasportare dalla sete dei sogni che sfumano in utopie, come ogni tramonto non manca di svelarsi sera e poi notte e poi... poi, si vedrà. Doveva spezzare la vita di un uomo. Imporre ed indurre la propria metamorfosi in bestia. Sporcarsi di sangue schifoso le vesti, così da salvare Eveline. Ma ne valeva la pena? Divenire un omicida? Max gemeva, perché la volta bruna era l'inferno che lo copriva.
Max gemeva, perché non vi era una scelta: voleva solo avere una donna con cui essere felice. Eveline lo era e non poteva, non doveva, finire ora, così."Farò quello che c'è scritto" si promise. Doveva solo informarsi circa i recenti cadaveri rinvenuti nelle vicinanze. Ovviamente, soltanto i casi di morti provocate.
Coricatosi, passò tutto il tempo a fissare il vuoto del soffitto grigio. Non si dorme, quando le grandi preoccupazioni ti si appiccicano sulla pelle.
Il giorno seguente, a lavoro, finse ai tre colleghi un'invidiabile bella giornata, con battute e risate e caffè offerto a tutti.
A Max piaceva il suo lavoro; era un addetto ad una libreria. Appena al corrente ce ne fosse una all'angolo di McAllain rue, non poteva resistere: faceva il giornalista, ma abbandonò volentieri la mansione e si fece assumere da Harry Kyte. Se ne stava fra quelli scaffali, con l'odore della polvere che saliva dal legno scuro; con i colori cannella che risaltavano sulle copertine levigate dei volumi. Dentro di lui, però, marciva l'olezzo della solitudine: sapeva bene che non avrebbe trovato nessuno ad aspettarlo, una volta giunto a casa. Quel vuoto poteva crescere a dismisura, divorandogli la mente. Non poteva permetterlo. Chiese agli amici:
- Ragazzi, voi non siete preoccupati per i recenti omicidi? -. Furono colti leggermente impreparati, ma Patrick rispose:
- Bè, ad essere sincero, un po'... Dopotutto, si dice che siano opera della stessa persona, un serial killer -.
Una fitta gelata attraversò il petto di Max. Un serial killer teneva in ostaggio Eveline. Ora il suo terrore era impressionante.
- Io non ne so molto. A quando risalgono i delitti? - chiese poi George. Max tese bene le orecchie.
- Non ne sono sicuro, ma si tratta di... una settimana fa, più o meno - rispose ancora Patrick.
- Entrambi? Quando il secondo? - il tono di Mr. Thorne era estremamente brusco.
- Max, tutto bene? - fece George.
- Sì, sì. Ma potresti rispondere? Sono curioso -.
- Certo. Il primo mi sembra fosse martedì... Non ricordo. Ma il secondo era tre giorni fa, all'ospedale -.
- Tre? Ne sei sicuro? - cercò di strozzare ogni emozione.
- Certo, sicurissimo -.

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