Il processo (Parte 1)
P.O.V. IRIS
Ero in piedi in un luogo completamente buio, l'unica cosa che si sentiva era il battito del mio cuore.
- Ah...sei tu...- disse una voce che mi sembrava fin troppo famigliare.
- Non provi...dolore?- una fitta proveniente dalla cicatrice mi fece piegare in due dal dolore.
Una risata sadica si diffuse nella mia mente.
L'aria attorno a me iniziò a farsi pesante e il mio fiato affannato.
Scattai seduta sul materasso del mio letto in un bagno di sudore, affannando in cerca di aria.
Levi scatto sull'attenti e subito notò il mio stato di semi panico.
- Iris! Tutto bene? Cosa è successo? - mi chiese mettendo una mano dietro alla mia schiena per sostenermi.
- Scusa...ho solo avuto un incubo...-
Presi un grande respiro per calmarmi.
- Vado a darmi rinfrescata al viso - gli dissi accennando un sorriso.
- Sei sicura di star bene? - mi chiese preoccupato.
- Si tranquillo - gli feci un sorriso e mi diressi in bagno.
Dopo essermi data una veloce rinfrescata tornai in camera e mi stesi nel letto, due braccia forti mi avvicinarono a un corpo caldo.
Appoggiai la testa sul suo petto mentre mi accarezzava i capelli.
- Mi hai fatto prendere un infarto! Dì la verità, mi volevi morto! -
Cercai di trattenere una risata.
- Buona notte - mi disse.
- Buona notte - gli dissi lasciandogli un bacio casto sulle labbra per poi cadere in un sonno senza sogni.
P.O.V. LEVI
Quella mattina la mensa sembrava più piena del solito.
Ma non ci feci molto caso e tornai a osservare il mio rapporto, che ormai dovevo finire da due giorni.
- Levi! Iris! - urlò Erwin - Un soldato della gendarmeria dice che ha un messaggio per voi! -
Il silenzio calò nella sala quando il soldato entrò con un foglio tra le mani, si avvicinò al nostro tavolo e si schiarì la voce.
- La gendarmeria vuole informare la famiglia Ackerman che questo pomeriggio si terrà il processo di Marcus Klint accusato di rapimento e tentato omicidio a Iris Carolina in Ackerman, vi preghiamo di presentarvi per fornire la vostra testimonianza.
Grazie la Gendarmeria. -
Silenzio, era tutto quello che si sentiva.
Iris stava stringendo un bicchiere talmente forte da sbiancarsi le nocche.
Spostai leggermente il mio rapporto - Dì ai tuoi superiori che saremo presenti - gli comunicai con una voce impassibile.
Il soldato rispose con il saluto e si congedò.
In mensa ci fissavano tutti.
- Tsk! Che avete da guardare? Tornate alle vostre mansioni! - ordinai a tutti con un tono freddo e distaccato.
Mi girai verso Iris, era visibilmente più pallida di prima. Le presi la mano per confortarla.
- Non ti preoccupare sono sicuro che pagherà per le sue colpe, così non ci farà più del male! - la rassicurai.
- Spero che questa volta lo facciano davvero, invece che arrestarlo semplicemente...- mi rispose con una punta di amaro in bocca.
- Meglio se andiamo a recuperare i rapporti su i suoi atti compiuti verso di te, visto che come minimo ci impiegheremo una o forse due ore - feci per poi alzarmi e porgerle la mano per aiutarla.
Lei afferrò la mia mano e, con non molta forza, la tirai su.
P.O.V. IRIS
Dopo un'ora e mezza eravamo ancora a mettere sottosopra l'archivio dove si trovavano i rapporti.
Il primo: quello del mio rapimento, l'avevamo trovato subito. Certo sotto due scatoloni pieni di scartoffie, sei cartelle per documenti e altri rapporti...però ce l'avevamo.
Il secondo però non si trovava da nessuna parte!Avevamo guardato ovunque! Sotto la voce "tentato omicidio", negli scatoloni dei rapporti avvenuti in quell'anno, e persino nelle cartelle riferenti alla città dove era avvenuto il tutto ma niente non si trovava!
Stavo mettendo sottosopra l'ennesimo scatolone quanto vidi qualcosa sbucare in cima alla libreria.
-Levi!-
Per tutta risposta ricevetti un suo brontolio.
- Credo di averlo trovato...-
Lui si avvicinò a me.
- Dov'è quella stupida scartoffia? -
Gli indicai la cima della libreria.
- Mi prendi in giro vero? - esclamò guardando quella cartella irraggiungibile.
- No caro il mio Levi e ora...mi servono le tue spalle! - lui si girò verso di me con una faccia che urlava: " No ti prego non farmelo fare! ".
Per risposta gli feci un sorrisetto malizioso.
Sbuffò - Monta! - disse piegandosi.
Mi misi posizionata sulle sue spalle e quando ero pronta gli diedi due pacchette sulla testa.
Si tirò su in piedi e mi afferrò le caviglie per evitare di farmi cadere.
- Ma perché ti sto aiutando a farlo? - mi chiese.
- Perché è la sventura di noi bassi...e poi qui dentro non ci sono ne scale ne sedie, preferivi chiedere ad Erwin? -
A quella mia domanda lo senti irrigidirsi.
Mi bastò allungare il braccio per prendere quella dannatissima cartella.
Lessi il suo contenuto per verificare che fosse quella.
- Fantastico! È lei! - dissi al malcapitato che mi sorreggeva sventolandogliela davanti agli occhi.
- Bene ma....Adesso scendi e mettiamo a posto questo disastro! -
In effetti l'archivio era del tutto sottosopra!
Scesi dalle sue spalle ma appena misi i piedi al suolo mi venne un piccolo capogiro.
Barcollai leggermente e fui costretta ad aggrapparmi alle sue spalle.
- Hei tutto a posto?! - mi chiese sostenendomi.
- Si...sarà solo un po' di stanchezza...-
- Beh allora...- incominciò prendendomi a principessa.
- ...Non stancarti ancora...- concluse uscendo dall'archivio.
- Jaeger ! - urlò al povero Eren che passava di lì - Vai a chiamare muso da cavallo e testa di cocco e mettere a posto l'archivio, ora! -
- V..Vado! - urlò per poi correre via.
- Un po' mi fa pena! - dissi guardandolo correre via.
- Preferivi mettere a posto l'archivio? - chiese stuzzicandomi.
- Sai cosa? Se la caveranno benissimo! -
Feci un piccolo sbadiglio.
- Hai sonno? -
- Si, un po' - dissi appoggiando la testa sulla sua spalla e cadere in un dolce sonno.
P.O.V. LEVI
Dopo averla portata nella nostra stanza a riposare mi diressi nel mio ufficio.
Dovevo controllare che i rapporti fossero in regola.
- Stavolta riusciremo a fagliela pagare...ne sono certo! -
Eravamo su una carrozza con Erwin diretti in tribunale, all'interno di quella piccola costruzione in legno e metallo si respirava un'aria di tensione.
Mi ricordava quando avevo proposto ad Iris di sposarmi e lo dovevamo dire ad Erwin! Mi sono visto la vita passarmi davanti quando glielo dissi!
L'edificio che costituiva il tribunale si trovava proprio difronte a noi.
Entrammo nella sala dove si sarebbe tenuto il processo.
Ed è lì, che dopo l'entrata in aula del giudice, entrò lui...Marcus Klint!
Levi però non poté immaginare che dopo quel processo la vita di colei che amava si sarebbe trovata appesa a un filo.
Ti be continue...
Angolino per me:
Non odiatemi vi prego!
Ho dovuto dividerlo in due parti perché stava diventando troppo lungo e ho fatto una faticaccia a scriverlo!!!
Scusate per il ritardo ma l'inizio delle vacanze è stato un po' caotico...
Vi mando un bacio!
Flame❤️
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