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I ricordi dei sogni

P.O.V. IRIS
È passata una settimana dal processo.
Tutti quanti stavano cercando gli ingredienti per l'antidoto, io no.
Non che non volessi, semplicemente non potevo.
Il veleno mi impediva di camminare liberamente.
Riuscivo a reggermi in piedi, davvero, ma appena facevo un passo un dolore lancinante mi colpiva le gambe irrigidendole.
La prima volta che mi è successo ho fatto prendere un infarto a tutti.
Ora sono in infermeria, le pareti di bianco immacolato non mi rendevano di certo più allegra.
Stamattina Levi è venuto a trovarmi dicendomi che sarebbero andati a prendere il secondo ingrediente: il latte di mandorle.
Il primo lo avevamo già da un po': il miele.
Il terzo era un vero proprio problema, non riuscivamo a capire cosa fosse, eppure mi suonava così familiare...
Preferisco non pensarci, più pensi più tardi arriva la risposta.
Chiudo un attimo gli occhi e senza pensarci caso in un sonno profondo.

- Levi?! - lo cerco da più di mezz'ora, dove cavolo è finito?!
Entro in camera nostra e lo trovò a riempire una sacca con le sue cose.
- Sono stata qui sei volte! Dove eri finito?! - lui mi guarda un po' perplesso per poi indicare la porta del bagno - mi stavo facendo una doccia...- lo perdonai dopotutto non avevamo tempo da perdere, oggi iniziavano le vacanze estive e noi due, più la mia sorellina, saremmo andati nella casa dei miei genitori nel Wall Rose.
Era una delle poche volte in cui lo vedevo come Levi e non il Capitano Levi il soldato più forte dell'umanità sempre in divisa.
Caricammo le nostre sacche sul carro trainato dai nostri cavalli per poi partire verso la casa di mia zia.

Ci impiegammo meno di un'ora ma sotto il sole non era il massimo.
Appena scesi dal carro la porta della casa si spalancò facendo uscire una bambina dai capelli neri raccolti in due codini bassi, Mina, la mia sorellina.
Mi corse in contro e io la presi in braccio.
- Sorellona!! Finalmente sei arrivata! - esclamò stringendosi al mio petto ed io contraccambiai felice.
Dopo che Levi si fu presentato a mia zia, ripartimmo verso la casa.
Levi guidava i cavalli mentre io tenevo in braccio Mina.
- Sorellona, è lui il tuo fidanzato? - mi chiese cercando di non farsi sentire.
- Si piccolina, il mio nome è Levi piacere - le porse la mano che venne poi stretta da quella piccina di mia sorella, era una delle rare volte in cui vidi Levi sorridere a qualcuno che non ero io; non sorrideva ad altri così spesso.

Appena messo piede in casa ci siamo dati alle pulizie. E fu molto divertente vedere Levi con Mina sulle spalle per farla arrivare più in alto e pulire gli angoli del soffitto. Io invece mi dedicai al bucato.
Mentre stendevo l'ennesimo lenzuolo una voce attirò la mia attenzione: era un vecchietta che si era fermata nel stradina che portava al boschetto.
- Salve cara, siete nuovi di qua? - mi domandò poggiando a terra un cesto.
- Veramente questa era la casa dei miei genitori -
- Sono felice che sia stata riutilizzata, è una bella casa e questo è un bel posto per rilassarsi - iniziammo una chiacchierata che venne interrotta dal arrivo di Mina, che attirò la mia attenzione tirandomi leggermente la gonna del vestito.
- Ho tanta fame...- la presi in braccio.
- Adesso arrivò a preparavi il pranzo, arrivederci - salutai l'anziana signora e ritornai in casa.

Dire che era pulita era poco, avevano fatto davvero un'ottimo lavoro.

Finito di mangiare decidemmo di andare a raccogliere le fragole nel boschetto e, dopo aver riempito un bel cesto, ci sedemmo sotto un albero a gustarcele.
- Sono sicuro che sarà la migliore vacanza che io abbia mai passato e Mina, sono felice di averti conosciuta-
Mina prese un'ultima fragola per poi sedersi in mezzo a noi.
- Anche io...ma sei farai soffrire la mia sorellona passerai un brutto quarto d'ora! - per tutta risposta lui mise le mani in segno di resa.
- Levi..- iniziai - ...sei appena stato minacciato da una bambina di sei anni...-

Sperai veramente che non fosse un sogno ma quando riaprì gli occhi ero sempre in quella camera.
E di nuovo quell'enigma tornò a popolare la mia mente "Perché non riesco a ricordarmelo? Eppure io-"
I miei pensieri vennero interrotti dall'arrivo di Erwin.
- Cia- -
- Cadi a fagiolo!! - lo interrompo.
- Ovvero? -
- Mi porteresti nella vasca da bagno? -

Stranamente lo fece ed uscì dal bagno senza fare la solita domanda idiota de " Riesci a toglierti i vestiti...vero?" e per informazione si ci riuscivo!
Ed ebbe anche la gratitudine di adagiarmi nella vasca almeno mi sarei tolta i vestiti senza poi faticare ad entrare.
Riempì la vasca con acqua calda e tanta schiuma.
Presi la spugna e me la passai su tutto il corpo quasi del tutto ricoperto da quelle piaghe violacee. E quando ripresi la saponetta mi venne in mente la soluzione all'indovinello.

P.O.V. LEVI
Successe tutto talmente velocemente che il mio cervello non riuscì ad elaborare tutto l'accaduto.  So per certo che ero nel bagno, Iris era nella vasca girata di schiena, come se stesse cercando di coprirsi. Il dettaglio che mi colpì però fu il fatto che Erwin giaceva sul pavimento con una saponetta in testa...
E poi realizzai: lei aveva cacciato un urlo (per un motivo a me ancora sconosciuto), Erwin era andato sicuramente a controllare ma, visto che era ancora nella vasca, si era beccato una saponetta in testa...che idiota...
- ESCI SUBITO DA QUI PERVERTITO!! - gli urlò lanciandogli il portasapone in legno. Non se lo fece ripetere due volte.

- Si può sapere che cosa avevi da urlare prima? - le chiesi prendendo un accappatoio.
- Eh?....Ah sì! Ho risolto l'indovinello! - esclamò tutta euforica facendosi forza con le braccia per sedersi sul bordo della vasca.
Le misi l'accappatoio sulle spalle e la incitai a continuare.
- Il fiore che si nutre di sangue per diventare color dell'amore, è l'ortensia! -
- L'ortensia? -
- Si, se bagni il terreno dove cresce una pianta di ortensia con del sangue di bue questa diventerà rosa, se invece bagni il terreno con una soluzione ricca di ferro i fiori saranno blu. Però dovete stare attenti l'ortensia è anche una pianta velenosa...-
Le misi un asciugamano in testa, la presi in braccio e la riportai nel letto.
- Sembri ben informata...- constatai.
- Già...in effetti è il mio fiore preferito...sto iniziando a dimenticarmi alcune parole...dev'essere il veleno...-
Si strofinò i capelli color dell'oro con l'asciugamano, per poi tornare a guardarmi.
Le presi la mano facendo tentennare le nostre fedi entrate in contatto.
- Finché morte non ci separi...- iniziai portando la sua mano verso le mia labbra - ...è ancora presto per quella frase - per poi posarci un bacio sul dorso.




Angolino per me:
Ce  L'ho  Fattaaaaa!!!
Gente scusate il ritardo ma questo capitolo è stato un parto!!
L'ho riscritto 3 volte!
Spero vi piaccia e ci si vede alla prossima!❤️
Flame❤️

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