Capitolo Tre.
CAPITOLO 3
I giorni passavano inesorabili.
Le mie indagini su Harry sembravano non portare da nessuna parte, eravamo diventati amici addirittura.
Varie sere siamo usciti insieme a bere qualcosa, nella speranza che alzasse un pò il gomito e potesse rivelarmi qualche particolare importante.
Ma niente, Harry sembrava un ragazzo del tutto normale, forse fin troppo.
Avevo anche iniziato il finto lavoro al bar, che mi impegnava nella gran parte della mia giornata.
All'interno del negozio, oltre me, vi erano altri due agenti, Luke e Emma.
Inizialmente avevo dei grossi pregiudizi su entrambi, mi sembravano tipi pronti a vendersi l'anima pur di ricevere un incarico da agente 'primario', se così può essere chiamato, in realtà ho scoperto con molto stupore che mi sbagliavo.
E probabilmente non c'è cosa più bella di sbagliarsi quando si hanno pregiudizi negativi sulle persone.
Avevamo instaurato davvero un bel rapporto di amicizia, che andava definitivamente oltre il lavoro.
Quella mattina iniziava inesorabilmente la stagione autunnale, le strade di New York erano sepolte di foglie secche che rendevano il paesaggio letteralmente mozzafiato.
Mi alzai alla solita ora, preparandomi con tutta calma prima di avviarmi verso il Chopstick, questo era il nome del locale.
Misi addosso quanta più roba potevo, mi avevano spesso parlato del freddo di New York, ma non avrei mai immaginato potesse essere così pungente.
Mi avviai verso il bar, che distava a pochi minuti di distanza da casa mia.
Appena entrai venni accolta dai caldi sorrisi di Luke e Emma che improvisamente mi fecero dimenticare del gelo Newyorkese.
Mi fiondai senza pensarci due volte su un cornetto caldo, che intiepidì le mie dita, oramai bloccate dal freddo.
<< Allora? >> mi chiese con fare curioso Emma.
<< Quel ragazzo mi farà impazzire >> farfugliai gesticolando, mentre ero intenta a masticare il mio cornetto al cioccolato.
<< Credo sia una copertura >> controbbattè freddo Luke.
<< Io credo questa volta l'FBI abbia fatto un buco nell'acqua, quel ragazzo non ha niente da nascondere. È passato quasi un mese ormai.. >> rispose Emma dondolandosi sullo sgabello che tanto amava.
Mi costava ammetterlo ma la pensavo proprio come lei, erano passate quattro settimane, io e Harry avevamo legato davvero tanto.
Uscivamo insieme tutte le sere, casa sua era ormai diventata anche la mia, eppure mi sentivo come se mi stesse sfuggendo qualcosa.
<< Poi non capisco perchè si intrufola qui tutti i giorni >> sbuffò Luke << Sta cercando di spiarci? >>
<< Luke lo odia così tanto solo a causa del potere di suo padre, sai, il signor Matthew.. >>
<< Cosa? >> Bloccai bruscamente Emma, che quasi cadde dallo sgabello per lo spavento << Come hai detto che si chiama suo padre? >>
<< Matthew >> rispose lei intimidita, quasi come fosse colpevole di qualcosa.
Sbarrai gli occhi, colpita da una momentanea idea, afferrai il computer e tutto d'un fiato spiegai a Luke e Emma cosa credevo di aver scoperto.
<< I dati che abbiamo non coincidono. Nei fascicoli dell'FBI suo padre risulta John Hadid, a te ha raccontato di chiamarsi Matthew, a me invece ha accennato di suo padre Malcolm>>
I due mi guardavano incuriositi ma allo stesso tempo straniti a tutte quelle parole che uscivano a raffica dalla mia bocca.
<< John Hadid possiede delle quote di un'importante azienda americana, Matthew Hadid vive in inghilterra ed era un fantino, Malcolm Hadid invece era un noto musicista. Ci ha mentiti >>
<< Aspetta Hailey frena, come lo sai? >>
<< Sono tre fratelli! John dovrebbe essere il suo vero padre, Matthew e Malcolm sono gli zii. Secondo le informazioni della missione però s.. >>
<< Sono morti >> conclusero entrambi gli agenti, che nel frattempo avevano assunto un'espressione del tutto sconvolta.
<< Esatto. Qui c'è qualcosa che non quadra >> Esclamai passando nervosamente le mani all'interno dei capelli.
Inviammo quel poco scoperto all'ufficio principale, in attesa di ottenere qualche dettaglio in più.
Ero intenta a capire come un ragazzino spocchioso fosse stato in grado di truffarmi così, ma fui distratta dal vibrare del telefono
' Questa sera festa a casa mia, sei la prima persona a cui ho pensato, porta chi vuoi. Baci, Harry '
Un sorriso soddisfatto apparve sul mio volto, mentre i miei amici mi fissavano increduli, corsi a prendere il cappotto
<< Ora dove vai? >> Urlò Emma sconcertata.
<< Harry questa sera da una festa, e noi DOBBIAMO esserci. Sto andando a casa a preparare le cimici da attaccare sui vestiti, voi continuate ad informarvi sulle misteriose morti di questi due tizi. Ho intenzione di passare alle maniere forti, ho un pò di etere che potrebbe fare al caso nostro >>
<< Etere? Sei impazzita? Vuoi stordirlo?>> Mi attaccò Luke.
<< Quanto basta per farmi rivelare qualcosa, non accetto di essere presa in giro, e non dovreste accetarlo neanche voi. State tranquilli, non ho in mente niente di pericoloso, gli avvicinerò solamente un fazzoletto imbevuto al naso, in modo da stordirlo leggermente >>
Uscì dal locale visibilmente nervosa, mentre il vento fece sbattere la porta alle mie spalle. Luke ed Emma erano visibilmente scettici riguardo al piano che avevo proposto, lo consideravano troppo brusco, e non potevo dargli tutti i torti, ma la missione stava procedendo troppo a rilento, dovevo darmi una mossa e quello sembrava il momento giusto per passare alle azioni.
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