Capitolo Dieci.
RAGAZZI, PRIMA DI TUTTO VORREI SCUSARMI PER LA MIA ASSENZA, HO AVUTO ALCUNI IMPEGNI E HO TRALASCIATO IL PROSEGUO DELLA STORIA.
ECCO IL NUOVO CAPITOLO, SPERO VI PIACCIA! :')
CAPITOLO 10
Quella sera rimasi a dormire a casa di Harry, soprattutto perché appena arrivai nel suo appartamento crollai a causa della stanchezza, svegliandomi solamente il giorno dopo con l'assordante rumore del mio cellulare.
Verso le dieci infatti, la suoneria del mio smartphone rimbombò per tutta la stanza, facendomi balzare giù dal letto.
Cercai di prenderlo al più presto per evitare di svegliare Harry, sapevo lui avesse il sonno molto profondo ma preferivo non rischiare.
Ancora con gli occhi chiusi, notai sullo schermo il nome "Luke", rispondendo senza pensarci due volte.
<< Luke? >> Dissi con la voce roca ancora a causa del sonno.
<< Ti ho svegliata? >> Rispose lui preoccupato.
<< Tranquillo, avrei dovuto alzarmi molto prima, sono indietro col lavoro >>
<< È proprio di questo di cui vorrei parlarti >> Accennò
Mi alzai dal letto con molta attenzione, chiudendo la porta della camera ed avviandomi in salotto.
<< Ok, ora puoi parlare. >> Dissi sprofondando sul divano.
<< Abbiamo mandato tutto il materiale che abbiamo raccolto all'FBI, e indovina? Sono d'accordo con i nostri sospetti, Garrett è l'artefice di tutto. >>
Sbarrai gli occhi.
Non ci credevo, l'FBI aveva ammesso di aver sbagliato?
<< Ma è fantastico! >> Esclamai raggiante
<< N-Non proprio >> Esordì lui con tono preoccupato << Hanno ritenuto la missione molto complicata e pericolosa e.. >>
Già sapevo dove voleva andare a parare, ci stava solamente girando attorno per addolcirmi la notizia. È per questo che lo bloccai.
<< Chi ci hanno affiancato per la missione? >>
Avevo la certezza che il mio capo mi avesse affiancato un altro agente, ma dei cento nomi che mi frullavano per la testa, me ne preoccupava solo uno : Ryan.
<< Andiamo, non farmelo dire, lo sai. >>
<< Ryan >> Esclamai rassegnata, sperando mai come allora di sbagliarmi.
Purtroppo avevo ragione.
Vi starete sicuramente chiedendo cosa abbia fatto di male quel ragazzo per guadagnarsi la mia antipatia.
Non riesco a trovare parole adatte per descrivervelo, in realtà era un'antipatia reciproca che provammo dal primo momento in cui ci siamo visti in faccia quattro anni fa.
Da allora, nonostante lavorammo insieme svariate volte, preferivamo rimanere il più lontano possibile uno dall'altra.
Luke mi disse che sarebbe arrivato nel giro di due o tre giorni, trasferendosi nell'appartamento al quarto piano del mio stesso palazzo.
<< Bene, quindi ora ci resta una sola cosa da fare, acchiappare quel tizio >>
Esclamò Luke, intento a cambiare discorso per non farmi innervosire.
<< Non chiedermi perché, ma credo che la missione vera e propria sia iniziata solo adesso. Garrett è un tipo da tenere sotto controllo, ora più che mai. >>
Diedi le ultimi raccomandazioni a Luke, sottolineando di guardarsi bene attorno prima di pronunciare qualsiasi frase o parola riguardante la missione.
Sentì improvvisamente la porta aprirsi, e un Harry visibilmente assonnato si presentò davanti a me.
<< Si Nonna, non preoccuparti, verrò a trovarti per Natale. Ora devo andare, ti chiamo appena posso, un bacio >>
Staccai bruscamente il telefono in faccia a Luke,che aveva un tono leggermente perplesso a riguardo.
E notai Harry appoggiato alla parete, immobile mentre mi fissava, con quel suo sguardo che avrebbe sciolto chiunque.
<< Stai dormendo in piedi? >> Ironizzai, vedendolo completamente imbambolato
<< Stavo solo pensando a quello che è successo ieri sera. >> Rispose sorridendo.
<< Harry, dimenticalo, è stato solo un .. >>
<< Solo un bacio? Smettila di mentire. >> Rispose con un nervosismo che non gli si addiceva per niente.
<< Cosa vuoi che faccia o che dica? >>
Esclamai in mia difesa.
<< Parliamo di noi, di quello che siamo >>
<< Harry siamo amici, credevo quest'argomento fosse chiaro. >>
<< Vuoi farmi ridere? Se siamo solamente amici perché quando mi avvicino a te riesco a sentire il battito accelerato del tuo cuore? >>
<< Smettila di dire stupidaggini >>
Esclamai quasi nervosa.
Lui come risposta si avvicinò al divano dove ero seduta, portando il suo viso di fronte al mio.
I nostri nasi erano l'uno contro l'altro, la sua bocca diminuiva di volta in volta la distanza tra noi due.
Il mio cuore spingeva prepotentemente contro il petto, e lo si poteva notare dai respiri profondi che ero costretta a fare.
<< Riesco a sentire il tuo battito >>
Disse ridendo lui, con una voce roca segnata dall'emozioe del momento.
<< Perché ti ostini ad insistere? >>
<< Non ho mai provato nulla del genere, ogni volta che ti vedo ho un male atroce allo stomaco, un nodo insopportabile alla gola e continue fitte al petto. La cosa strana è che quando non sono con te mi sento ancora peggio. >>
Risi istintivamente a quelle parole.
Parlava dei suoi sentimenti con preoccupazione, come se tutte quelle sensazioni fossero negative.
<< Harry, ne parli come se fosse una malattia e io fossi il tuo dottore! >> Ironizzai a riguardo.
<< Bhè, se vuoi possiamo chiamarla "Sindrome di Hailey" >> Rispose accarezzandomi le labbra con le dita
<< E come si guarisce dalla sindrome di Hailey? >> Chiesi ridendo.
<< È una malattia degenerativa, ma può essere tenuta sotto controllo tramite un semplice bacio al giorno. >>
<< E se ti lasciassi morire? >>
Lui si accasciò a terra, mimando un malore.
Era davvero un pessimo attore.
Continuava ad urlare "Sto morendo,sto morendo!", invocando il mio aiuto.
Mi alzai dal divano, avvicinando il mio viso al suo, ancora poggiato sul freddo pavimento.
<< Inizio lievemente a sentirmi meglio >> esclamava man mano che mi avvicinavo a lui.
Arrivai a pochi centimetri dal suo viso, facendo incontrare i nostri due piccoli nasi.
Il suo sguardo era perso nel mio viso, lo sentivo vicino come non mai.
La sua bocca dischiusa era un richiamo irresistibile per me, che pian piano mi convincevo a cedere alla tentazione.
<< Baciami e ti giuro che non ti lascerò più >> Esclamò lui,con una voce estremamente roca.
<< Lo giuri? Sei sicuro? >>
<< Lo giuro adesso e lo giurerei altre mille volte. >>
Spinsi lentamente il mio viso verso il suo, facendo unire nuovamente le nostre labbra.
Amavo la morbidezza della sua bocca, che mi attirava a sé come una calamita.
Non avrei voluto staccarmi per nessun motivo al mondo.
Lui si alzò semplicemente dal pavimento, senza mai staccarsi da quel bacio che ormai aveva saldato i nostri corpi.
Eravamo entrambi seduti a terra, al centro della stanza, lui con le mani poggiate sul mio viso e io con le mie intenta ad accarezzargli i lunghi capelli.
Durante quell'interminabile bacio, aprì leggermente un occhio, curiosa di spiare il viso di Harry.
Mi aveva raccontato di non aver mai baciato una ragazza con gli occhi chiusi, perché baciare ad occhi chiusi non gli trametteva nessuna emozione.
Eppure vedendo il suo volto, con i suoi due occhi verdi completamente serrati,potrei giurare che dentro di me il mio cuore si fosse brevemente fermato.
Sorrisi felicemente, mentre il bacio ancora continuava.
Lui ricambiò il sorriso, facendo scontrare dolorosamente i nostri incisivi l'uno con l'altro.
Anche con i denti doloranti e con la sua bocca sanguinante, il bacio proseguiva insaziabile.
Non c'erano limiti a quel momento, niente ci avrebbe ormai separati uno dall'altro.
Lo aveva giurato,e io gli credevo.
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