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WATTPAD

WATTPAD

Era un'umida serata di giugno come tante ed io, Emma Smith, ero seduta sul mio letto a gambe incrociate, con le coperte tirate fin sopra la testa a mo' di tenda, le luci di tutta la casa spente e il computer portatile sulle ginocchia. In quel momento il mio sguardo non riusciva a staccarsi dallo schermo, concentrata ed impaurita com'ero a leggere le mie tante amate storie horror su uno dei siti di lettura e di scrittura più belli del mondo,
Il tanto noto e amato Wattpad!
Io su quel sito ci passavo ore ed ore, cercando storie di ogni tipo: fantasia, amore, drammaticità e... Horror. Quest'ultimo genere destava in me un grandissimo interesse-da quel che avrete sicuramente capito - un interesse forse anche un po' macabro.
Molto spesso infatti mi sono ritrovata a chiedermi: 'Ma Emma, come diavolo è possibile che tu sia attratta da cose così paurose ed ultraterrene?! È roba satanica questa, dovresti saperlo!!'
Già, il mio cuore non era affatto d'accordo col fatto che io leggessi quelle storie... Mentre il mio cervello, Bè, era abbastanza scettico e non credeva ad una sola parola che leggevo.
'Non esistono cose come fantasmi e vampiri!' Diceva 'Sono solo stupide ed infatuate teorie!'
Ed io gli davo ascolto, ovviamente.
Infondo.., erano solo storie, scritte da altri ragazzi come me per giunta! Non c'era niente di male nel leggerle, o sbaglio?
Così, ecco che, quel giorno, mi trovavo a casa da sola (dato che i miei genitori erano andati a trovare una vecchia amica di mia mamma) intenta a sussultare ed a farmi venire un colpo ad ogni cosa che sentivo o leggevo.
Ricordo che era stata una sensazione alquanto strana... Avevo paura, certo, ero terrorizzata ma, al contempo, mi sentivo euforica, eccitata. Era da tanto che volevo provare quel  brivido di paura lungo la spina dorsale!
Ad un certo punto però (circa verso le undici e mezza) mentre ero immersa nella lettura di una fanfiction particolarmente paurosa, ecco che il computer mi annunciò che in quel momento mi era arrivata una notifica, o meglio... Un messaggio.
Incuriosita, andai sulla casella 'Messaggi' e notai che colui (o colei) che mi aveva scritto era un autore che non avevo mai visto né sentito prima. Una cosa alquanto strana... Dato che io conoscevo quasi tutti gli scrittori e le scrittrici presenti su quel sito! Il suo nickname era caratterizzato solamente da sei lettere: IPAMST... Mah! Forse era solo una specie di sigla...
<< Bè, magari è nuovo >> mi dissi e, scrollando le spalle, mi apprestai a leggere il suo messaggio:

" È bello, vero, leggere quelle storie dell'orrore fino a tarda notte, sapendo che tu sei al sicuro nella tua comoda abitazione?
È bello, vero, ridere del malcapitato che è finito nel mirino di un fantasma o di un vampiro?
È bello, vero, prendere in giro la Morte, scatenando così la sua Ira?
È bello, vero, credere che le anime vaganti non esistano?
È bello, vero, immaginare come sia, morire?
È stato bello vero, vivere?
È stato bello vero, finire impiccati?
Un, due, tre... Messaggio inviato"

<< Ma che...? >>
Okay, quel messaggio non aveva alcun senso!
'Sicuramente sarà qualche utente che ti ha voluto fare uno scherzo, stai tranquilla' mi sussurrò una vocina nella testa, ed io non potei far altro che darle ascolto.
Già, quella era l'unica spiegazione logica.
Anche se... Un po' di inquietudine me l'aveva messa, quel messaggio.
Scrollando le spalle feci per ritornare a leggere le mie storie, quando una curiosità unica m'invase improvvisamente.
Così, come in trance, cliccai sul profilo del misterioso utente Wattpad e diedi un'occhiata alla sua pagina: lo sfondo era di un grigio scuro, mentre l'immagine del profilo era completamente nera, ad eccezione di un piccolo puntino bianco che era a malapena visibile.
Inoltre, il misterioso utente non aveva una descrizione, non aveva scritto nessuna storia e non c'erano fanfiction nel suo Elenco lettura.
Eppure... Seguiva due o tre persone...
<< Mh, che strano >> pensai a voce alta e, proprio in quel momento, mi arrivò un'altra notifica.
Incuriosita andai a controllare e...

" IPAMST Ha iniziato a seguirti "

...Questo è quello che c'era scritto in cima alle altre notifiche..
Aggrottando le sopracciglia ritornai nuovamente al profilo di IPAMST - era molto strano scriverlo - e notai che il numero di following era aumentato.
Aveva iniziato a seguire anche me, anche se non sapevo il perché.
Iniziai a sbadigliare e le palpebre mi si fecero improvvisamente pesanti.
Mi era venuto un gran sonno.
Così, stropicciandomi gli occhi, posai il computer sul comodino e mi distesi sul letto e, appena la mia testa entrò in contatto con il cuscino, subito il sonno mi pervase e mi addormentai.
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ORE 03.45

Clap, Clap, Clap...

Il suono dell'acqua che scorre mi portò lontano dal mondo dei sogni, svegliandomi.
Mi stropicciai gli occhi e mi misi a sedere a fatica.
" Forse sono tornati mamma e papà... " pensai.
Feci per ritornare a dormire, finché una realizzazione terrificante non mi fece sbarrare gli occhi:

I miei genitori non sarebbero tornati prima del giorno seguente e poi - cosa più importante - Le chiavi di casa le avevano lasciate a me...

Con il cuore che incominciava a battere più forte e il respiro frenetico mi alzai dal letto, la sensazione di sonnolenza completamente svanita.
Presi con mani tremanti la torcia che tenevo nel cassetto del comodino ed un paio di forbici che avevo solitamente sotto il cuscino per scacciare gli incubi...
Dopodiché - cercando di non far rumore - uscii dalla stanza e mi avviai lungo il corridoio buio, diretta verso lo scroscio dell'acqua.
Vi chiederete perché non avevo acceso la luce... Bé, se c'era davvero qualcuno in casa non potevo mica rischiare di farmi scoprire, no?
Deglutendo, continuai a camminare, e più mi avvicinavo alla cucina - da dove probabilmente proveniva lo scroscio - più un senso di oppressione e di paura mi attanagliava le viscere.
Dopo circa cinque minuti giunsi finalmente in cucina e mi guardai attorno: il rubinetto era aperto e, fortunatamente, non c'era nessuno.
Ansimando fermai subito l'acqua e strinsi tra le mani le forbici e la torcia. Il silenzio e il buio regnavano sovrani.
Sembrava di essere in un vero e proprio racconto dell'orrore!
Cercai di calmarmi, dicendomi che forse in casa non c'era nessuno e che non dovevo farmi prendere dal panico...
Però... Il rubinetto non poteva mica essersi aperto da solo, no?
A distrarmi dai miei pensieri fu il suono di un respiro... che non era sicuramente il mio.
Sbarrai gli occhi e mi guardai intorno, in cerca di un nascondiglio.
Udii dei passi che si avvicinavano ed iniziai a sudare.
Diedi un'occhiata disperata in giro e, alla fine, decisi di nascondermi dietro un mobile vicino al frigorifero che mi nascondeva del tutto, fortunatamente.
Intanto i passi si facevano vicini, sempre più vicini, e all'improvviso una voce che sembrava provenire da tutto il mondo e da nessuna parte iniziò a canticchiare:

<<  È bello, vero, leggere quelle storie dell'orrore fino a tarda notte, sapendo che tu sei al sicuro nella tua comoda abitazione? >>

Sbarrai ancora di più gli occhi: no, non era possibile...

<< È bello, vero, ridere del malcapitato che è finito nel mirino di un fantasma o di un vampiro? >>

Era lì, era arrivato in cucina e stava ridendo! Riuscivo a distinguere la sagoma di un volto sfigurato, un sorriso maniacale ad increspargli le labbra e... una corda stretta tra le mani...

<< È bello, vero, prendere in giro la Morte, scatenando così la sua Ira? >>

Ribaltò il tavolo ed iniziò a distruggere tutti i mobili a forza di pugni, mentre io mi tenevo le mani sulla bocca per non urlare o piangere, mentre mi dicevo che era tutto un incubo, una mia illusione...

<< È bello, vero, credere che le anime vaganti non esistano? >>

Iniziò a girare per la cucina, ridacchiando con la sua brutta voce ultraterrena.
E in quel momento pensai a cosa avrebbe potuto farmi, se mi avesse trovata.
Avrebbe usato un coltello? Mi avrebbe risparmiata? Mi avrebbe uccisa in fretta o lentamente?

<< È bello, vero, immaginare come sia, morire? >>

Si stava avvicinando al mobile dietro cui mi nascondevo, come se avesse sempre saputo che ero lì, come se avesse solo aspettato il momento giusto per colpire.
Iniziai a pregare senza emettere suoni e mi feci il segno della croce stringendo forte gli occhi, anche se sapevo che era finita.
Infatti, pochi secondi dopo, il mobile fu lanciato a due metri di distanza da me ed io mi ritrovai faccia a faccia con quel sorriso folle, quel volto nero e con quegli occhi rosso sangue.
Non riuscivo a urlare e nemmeno a muovermi, ero paralizzata.
Lui mi osservò per un attimo.
Poi mi prese per il collo e mi alzò da terra.
A quel punto iniziai davvero a lottare: diedi calci e pugni, cercando di colpire quel... quel mostro, mentre lui schivava i miei colpi con facilità e mi legava la corda intorno al collo.

<< È stato bello vero, vivere? >>

Mi appese al lampadario con la sua forza sovrumana e mi lasciò penzolare, mentre io soffocavo e cercavo invano di allentare la presa.
Dopo circa un minuto le forze iniziarono ad abbandonarmi e sentii il cuore battere piano, sempre più piano, il respiro fermarsi, la trachea stringersi...

<< È stato bello vero, finire impiccati? >>

E il mostro rideva, rideva con quella sua risata folle, ultraterrena, mentre io morivo, così, per mano di una cosa che di certo non era umana, una cosa che non poteva essere sconfitta.

<< Un, due, tre... Messaggio inviato >>

Buio.

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E questa era la mia storia.
Bella, vero?
Sembra quasi uno dei racconti che leggevo quando ero ancora viva...
Oh e, sapete, ho scoperto cosa voleva dire la sigla del mostro, IPAMST

Il Prossimo A Morire Sei Tu.

Fantastico, vero? Molto originale.

Ora però devo andare, perdonatemi, ho molta gente da seguire e da messaggiare...
Sapete, è il mio lavoro, ed è molto divertente!

Ma state tranquilli, ci rivedremo presto, molto più presto di quanto possiate immaginare...



Un,


Due,


Tre,

Messaggio Inviato.

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