NOMI ASTRATTI E CONCRETI
(angolo autrice)
Allora, premetto che questa qui mi è venuta di getto a scuola, e l'ho scritta durante l'ora di sostituzione, quindi non so quanto farà cagare... Vabe, lascio il commento a voi :).
Detto questo, buona lettura! )
~ Nomi Astratti e Concreti ~
Il sole splendeva alto sulla grande e maestosa città di New York, illuminando i palazzi con la sua luce e mettendo di buon umore chiunque vi abitava:
Era da una settimana che non smetteva di piovere.
Un gran vociare si udiva all'interno di una delle classi della scuola elementare de "International School" : i bambini parlavano e scherzavano tra di loro, lanciandosi contro oggetti di ogni tipo, a partire dalle penne fino ad arrivare ai quaderni.
Un bambino dalla carnagione chiara e dagli occhi scuri se ne stava in disparte, a leggere il suo libro preferito, "The Maze Runner" mentre gli altri bambini lo indicavano di nascosto, bisbigliando tra loro.
<< Ma quello sta' sempre a leggere! >>
<< Perché non gioca con noi? >>
<< Mamma mia, che rottura! Non parla mai! >>
<< È noioso >>
<< È un secchione >>
Dicevano.
E il piccolo Christian - così si chiamava il bambino - li sentiva, udiva i loro commenti, i loro insulti, ma non gli importava più di tanto: per lui l'unica cosa che contava erano i libri.
Solo quelli.
<< Buongiorno bambini! >>
La maestra di Inglese, Annabeth, entrò in classe con fare gioioso, invitando i bambini a ritornare ognuno al proprio posto.
Gli alunni obbedirono all'istante, e la calma ritornò nuovamente sovrana in quel luogo.
<< Allora, bambini >> iniziò Annabeth, il sorriso sul volto e gli occhi azzurri che brillavano << Per oggi dovevate fare degli esercizi sui nomi concreti e astratti, giusto? >>
I bambini annuirono.
<< Bene, allora, correggiamoli! >> fece la maestra.
Christian sbuffò, riposando con cura il libro che stava così appassionatamente leggendo nella cartella, e sostituendolo con quello di inglese.
" Uff, perché proprio nella parte più emozionante? " pensò il bambino, osservando la maestra iniziare a correggere gli esercizi insieme ad i suoi alunni.
<< Allora, qui la consegna dice che dovevate dire se i nomi indicati erano concreti o astratti, ovvero se si potevano percepire con i sensi, e quindi, sentire, vedere o toccare, come nei casi dei nomi concreti, oppure che non si potevano percepire, come invece succede nel caso dei nomi astratti. Allora, Diana, vuoi iniziare tu? >>
Diana, una graziosa bambina magra e dai capelli neri come la pece, annuì, per poi iniziare a leggere:
<< Pomeriggio: nome astratto >>
<< Molto bene, Diana! Jack, tocca a te! >>
Il compagno della corvina, un bel bambino dalla carnagione chiara e dai capelli biondissimi, disse:
<< Macchina: nome concreto >>
<< Perfetto, Jack! >> si congratulò Annabeth << Chris, vuoi continuare tu? >>
Il bambino fu come risvegliato da una specie di trance. Sussultò, facendo ridere tutti gli alunni presenti.
Arrossì di imbarazzo e di vergogna, fissando la maestra che sembrava non essersi accorta di nulla.
<< Mh, sì >> balbettò, fissando la pagina del libro davanti a lui.
La parola che doveva analizzare era....
Morte.
" che strano " pensò il bambino " sono sicuro che non c'era prima... "
<< Chris? Ti senti bene? >> chiese Annabeth, fissando con le sopracciglia aggrottate il bambino, che era sembrato diventare più pallido tutto ad un tratto.
Tutti i bambini si erano voltati verso di lui, osservandolo con occhi curiosi.
Alla fine, il bambino si rivolse alla maestra, gli occhi vuoti.
Annabeth fu turbata da quella vista, ma non vi diede molto peso. Al contrario, sorrise incoraggiante in direzione dell'alunno, il quale, dopo quella che le era sembrata un'eternità, parlò, la voce vuota e secca:
<< Morte : nome concreto >>
Dopo quelle parole, nella classe regnò il silenzio.
Annabeth sentì uno strano brivido di freddo lungo la spina dorsale, mentre il suo sorriso si faceva via via più vacillante.
<< Ehm, Chris... >> tentò la maestra, ridacchiando e cercando di sciogliere la tensione << Sul libro non c'è la parola Morte, Santo cielo, chi diavolo metterebbe una parola del genere in un libro per bambini?! E poi, anche se ci fosse, non sarebbe concreta, dato che non si può vedere né sentire, quindi non è percepibile attraverso i sensi >>
<< Bè, è strano... >> borbottò Chris, uno strano sorriso in volto, << ...Perché io la vedo...
<< ... in questo momento...
Proprio dietro di lei... >>
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