Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Iɭ pɾɷʆҽssɷɾҽ ɖɩ ىtɷɾɩa




Eren riaprì gli occhi, accecandosi davanti ai raggi del sole.
Constatò in breve tempo di essere ancora in quel vialetto, solo che il Ghoul che la sera prima l'aveva attaccato era sparito, insieme ai cadaveri di quei tre tizi che avevano cercato di violentarlo. La cosa più curiosa era che la via era totalmente pulita, senza la minima traccia di sangue o organi sparsi in giro.
Si tirò sulle gambe, cercando di ricordare l'accaduto della sera prima.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

"Sono Eren Jaeger, quello che ti ammazzerà come un cane!"

"Quindi sei uno Jaeger? Detesto questo cognome. Sei un problema moccioso, ma potresti anche rivelarti utile per far uscire tuo fratello dalle ombre..."

"Mio fratello?"

E da lì il buio. Non ricordava esattamente cosa gli avesse fatto, ma con tutta la probabilità del mondo lo aveva colpito al fine di fargli perdere i sensi.
Avvertì un dolore acuto alla spalla e per istinto vi passò sopra le dita.
Appena le tolse queste erano umide di sangue e il castano constatò di avere il segno di un morso proprio in quel punto.
Non aveva staccato la carne, era semplicemente un morso, un segno sanguinante di denti.

"Ma che cazzo..."

Spostò poi lo sguardo all'orologio da polso, notando l'orario.

"Accidenti, farò tardi a scuola!"

Si mise velocemente a correre, raggiungendo casa propria.
Entrò dalla finestra per non far sapere al padre che aveva passato fuori la notte, correndo a darsi una veloce rinfrescata prima di afferrare lo zaino e uscire nuovamente di corsa.
L'accaduto della sera prima continuava a frullargli insistentemente nella testa e di certo non riusciva a capire perché quel mostro l'avesse risparmiato.
Arrivò in classe ovviamente in ritardo, trovando il professor Erwin in piedi davanti alla cattedra.

"Di nuovo in ritardo, Jaeger."

"C-chiedo scusa!"

"Entra pure, ma che sia l'ultima volta."

"Sì!"

Corse subito al proprio posto, rivolgendo un rapido saluto sia a Mikasa che ad Armin, i quali avevano ricambiato con un fugace sorriso.
Eren si assicurò di coprire il segno del morso con la maglia, prestando attenzione alla lezione.
Tutto filò liscio per tutte e due le ore di geografia, fino a quando...

"Il vostro professore di storia ha un grave problema di salute, quindi quest'oggi verrà sostituito da un mio caro amico."

Cominciò il professore dai capelli biondi.

"Levi, puoi entrare."

Dette le ultime parole il cuore di Eren perse un colpo nel momento in cui in classe fece il suo ingresso quello... il ghoul della sera prima.
Lo vide rivolgere delle parole al biondo, il quale gli sorrise con gentilezza.

"Ragazzi, lui è il professor Ackerman."

No, non poteva essere lì. Non poteva, era assurdo! Lo stava seguendo? Voleva mangiarlo? Per questo era lì!?
La mente di Eren andò rapidamente in confusione.
Non si sbagliava, era quel Ghoul della sera prima, impossibile dimenticare quegli occhi, quello sguardo in grado di congelare il fuoco stesso.
Non si mosse, rimase semplicemente seduto, totalmente gelato.

"Eren, stai bene?"

Mikasa lo ridestò e il castano si limitò ad annuire.

"Ma Eren, stai tremando..."

Esclamò Armin, preoccupato.

"Ho freddo... state tranquilli, sto bene."

No che non stava bene, ma la sua non era paura per sé stesso, bensì paura per i suoi amici, per lo stesso Professor Erwin.
Che aveva voluto dire con "è un mio caro amico"? Lo conosceva? I Ghoul erano dei mostri e il castano era certo che la vicinanza di quello lì al suo professore di geografia era semplicemente per ingannarlo, per mangiarlo alla prima occasione.
Eppure il professor Erwin sembrava fidarsi sul serio.

"Molto bene, vi lascio con lui. A domani ragazzi."

"Erwin, stasera non uscire."

Esclamò il corvino, fissando il più alto.

"Me lo ripeti sempre, Levi. Tranquillo, non uscirò di casa. Non ci tengo a farmi mangiare da quei mostri sanguinari."

A quelle parole Levi perse un battito. Sì, erano esattamente questo... ma che fosse Erwin a dirlo faceva male, stranamente.
Quando il biondo lasciò la stanza, il nuovo professore di storia andò a leggere il registro di classe.

"Adesso leggerò i vostri nomi e via via che lo faccio alzate la mano, rispondendo semplicemente con "presente" o "assente" in caso qualcuno dovesse mancare.
Conny Springer."

"Presente!"

"Sasha Blaus"

"Presente!"

"Armin Arlert."

"Presente!"

"Jean kirschtein"

"Presente."

"Annie Leonhart"

"Assente!"

"Hm... Rainer Braun"

"Presente."

"Berthold Hoover"

"Presente."

"Mikasa... Acherman."

Stavolta lo sguardo color ghiaccio dell'uomo si alzò alla ragazza, che rispose con un freddo "presente".

"Eren Jaeger"

...

"Eren Jaeger?"

...

Il moro sollevò nuovamente lo sguardo, incrociando quello di Eren che lo sfidava dal suo banco.

"Se sa che ci sono perché vuole sentirmi dire di essere presente?"

Levi si sollevò dalla sedia e nella classe piombò il silenzio.

"Eren... Eren non dire certe cose... Chiedi scusa!"

Lo incalzò Armin, ma l'altro non rispose, continuando a tenere fissa quell'occhiata di sfida sul professore. Sul mostro.
Questo arrivò proprio davanti al banco del ragazzo, posando sulla superficie le mani per protendersi verso di lui.

"Vuoi attaccar briga col tuo professore di storia, Moccioso?"

"Ho solo detto che... insomma, lei non dovrebbe essere qui."

Le ultime parole Eren le sussurrò appena.
Il corvino non batté ciglio, scoprendogli il morso alla spalla.
Mikasa lo notò e gli occhi della mora si spalancarono al massimo.
Solo una persona marchiava le sue prede. Era un segno che lasciava sulle loro pelli e non se ne andava fino a quando non le uccideva, e quella persona era... Lui.

"Devo tenerti d'occhio Moccioso, ma se mi rompi eccessivamente le palle non mi farò scrupoli a finire quello che ho cominciato, chiaro?"

Eren ricevette un brivido quando i denti dell'uomo si chiusero dolorosamente al lobo del proprio orecchio. In quella posizione al resto degli alunni sembrava soltanto che gli stesse sussurrando qualcosa all'orecchio.
Tornò verso la cattedra, proseguendo con la lezione fino alla fine dell'ora.
Una volta suonata la campanella dell'intervallo Eren si limitò a star seduto sul proprio posto.
Non si era portato nulla dietro a causa della fretta, ma Mikasa gli aveva gentilmente ceduto il suo pasto.
Era squisito quel sandwich, ma non riusciva a godersi a pieno quel sapore con tutti i pensieri che aveva per la testa.
La classe era fuori, molti preferivano mangiare in mensa, ma non Eren. Odiava la confusione.

"Sai, fa un certo effetto vedere il cibo che mangia altro cibo."

Stava per dare un altro morso al panino quando, quella voce, lo fece sussultare sulla sedia.
L'uomo dai capelli neri posava di spalla contro allo stipite della porta, le braccia incrociate al petto.
Eren si alzò subito, sull'attenti.

"Non sono cibo!"

"Per me lo sei."

Rispose il corvino, chiudendosi alle spalle la porta della classe.
Il corpo di Eren subì un tremore.
Non aveva nulla per difendersi, poteva solo sperare nell'arrivo di qualcuno.

"Sta' indietro... Non ti avvicinare, razza di mostro!"

Ma quelle urla non parvero fermare l'uomo, che si avvicinava al ragazzo sempre di più, lentamente e inesorabilmente.
Eren cominciò ad indietreggiare, ritrovandosi bloccato, con la schiena che aderiva al muro dietro di sé.
Emise un gemito di dolore quando le mani del corvino si strinsero ai propri polsi, bloccandoglieli sopra la testa.
La cosa che più impressionava Eren era il fatto che quel viso non faceva espressioni. Era sempre serio, sempre fermo e quegli occhi sembravano da soli divorargli l'anima.

"Non... non puoi farlo qui..."

"Fare cosa?"

"Mangiarmi..."

"No, hai ragione, ma posso assaggiarti. Dopotutto la pausa pranzo vale per tutti, no?"

Avvertì la lingua del Ghoul leccarlo lungo il collo, i denti mordicchiare la pelle senza ferirla.
Avvertiva il calore del suo fiato contro la pelle, il rumore che faceva nel lasciare succhiotti sul collo e neanche Eren sapeva spiegarsi perché diamine stesse arrossendo.
Aveva il corpo di quel mostro che aderiva al proprio, la sua bocca avida che passava sul proprio corpo, quelle mani forti che lo teneveno immobile contro al muro.
Era una situazione assurda e perse qualche lacrima a causa della rabbia, dell'impotenza che stava provando. Lacrime che vennero prontamente raccolte dalla lingua dell'uomo.

"Sei veramente buono, Jaeger."

"B-basta, potrebbe entrare qualcuno..."

"Basta lo dico io."

Stavolta la lingua si spostò al morso che gli aveva inflitto la sera prima, sentendo ancora il sapore del sangue ormai vecchio.
Si staccò, vedendolo cadere a terra, gli occhi lucidi.

"Ti è venuto duro."

"Tu... continuavi a premere lì, l'hai fatto apposta!"

Oh, che situazione di merda! Come aveva potuto eccitarsi? Quello lo stava assaggiando solo perché non vedeva l'ora di sbranarlo vivo e lui si eccitava?

"Io ti ammazzerò, chiaro? Solo perché adesso sono disarmato, ma da domani comincia a guardarti le spalle!"

Minacciò, alzandosi lentamente dal pavimento, ignorando le gambe tremare.
Intanto Levi aveva ripreso posto nella cattedra, alzando lo sguardo ad Eren, congelandolo con una delle sue tremende occhiate.

"Domani? Potresti morire anche molto prima, moccioso."

Spazio autrice:

Bene, ho aggiornato presto! Mi ispira questa idea e spero che la storia vi piaccia, mi sto impegnando molto devo dire XD
Se questo secondo capitolo vi è piaciuto fatemelo sapere con un commentino, che mi ispirano sempre a continuare. In caso, al prossimo aggiornamento ❤

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro