Lavori in corso
Quel pomeriggio mi venne dato dalla prof l'incarico di sorvegliare le attrezzature in sua assenza (come se il ladro di passaggio si interessasse a rubare cose della scuola...).
Ad un certo punto sentii una voce chiamarmi:
-Jacky, mi puoi dare una mano? Non ci capisco niente, devo collegare fili...-
Era Jessy.
-Certo arrivo subito!-
Volevo approfittare dell'occasione per "riagganciare"i rapporti con lei...ma fui preceduta da Hanalhisa.
-Ti aiuto io Jessica! Allora questo lo colleghi qui...- e rimase lì una trentina di minuti a spiegarle come doveva fare.
-Wow grazie mille! Senza il tuo aiuto ero persa!- esclamò felice.
-E di che? Ho fatto solo il mio dovere!-
Mi si riempirono gli occhi di rabbia.
-No Hana il tuo dovere è quello di obbedire a me! E poi, mi sembra abbia chiamato "Jacky"!-
Mi guardò e sorrise.
Che c'era da sorridere solo lei lo sapeva.
-Certo, perchè tu saresti stata capace! Guarda che io a differenza tua sono un'esperta informatica, e mentre tu chiami un tecnico per un graffio sul cellulare, io riparo computer rotti e vecchi da sola.-
"Trattieniti Jacky, respira...".
-Sai che faccio? Vado a protestare con la prof, il tuo compito è quello di essere la mia assistente e non lo rispetti!-
Quando arrivò l'insegnante corsi da lei, e le spiegai tutto.
-Capisco, prendo immediatamente provvedimenti.-
Feci una linguaccia ad Hana.
-Signorina-disse indicandomi-adesso tu sarai l'assistente di Hanalhisa, mentre lei sarà il capo.-
Ero furiosa...ma mi venne in mente una cosa.
-Quindi suppongo che non sarò più io la conduttrice.- dissi cercando di contenere la mia felicità.
-No sarai sempre tu!-esclamò felice, e se ne andò canticchiando.
Nooo.
-Chi è adesso quella che deve obbedire agli ordini dell'altra?-domandò Hana con un sorrisetto malefico.
Sospirai.
-Avanti, dimmi subito cosa devo fare...ad esempio se tu mi ordinassi...che ne so...di buttare Danielle giù dalla sedia...io lo farei volentieri-
-No. Invece vai ad aiutarla.-mi ordinò.
-Assolutamente no, mi rifiuto!-
Si mise a ridere.
-Adesso sono io il capo, e tu devi fare come ti dico!-
La fulminai con lo sguardo e andai da Danielle, che ovviamente era felicissima di vedermi.
Fortunatamente erano le 18:29 esatte, e la prof ci ordinò di andare a casa.
Arrivai alle 19:00, mangiai e poi presi il cellulare.
Verso le 21:00 mi arrivò un messaggio su WhatsApp di Jessica.
"Domani devo dirti una cosa, ti aspetto fuori dalla scuola alle 13:30. Ciao ciao."
Aiuto. Che voleva dirmi?
Passai una notte immersa nei pensieri per colpa di quel messaggio.
La mattina dopo, nel cortile della scuola, mi guardai intorno per scorgere Jessy...ma non la vidi.
Suonò la prima campanella e di lei nemmeno l'ombra.
Alle 7:50 si sentì la seconda, e la ragazza non era ancora arrivata.
È brutto dirlo...ma ero felice che non fosse presente.
Entrò la professoressa, che domandò:
-Chi è assente?-
Io, prontamente, esclamai:
-Jes...- ma fui interrotta da un urlo che proveniva da fuori.
-NOOO SONO PRESENTE, MA SONO IN RITARDOOOO!!-
Ovviamente era Jessy, che entrò in tutta fretta, mostrò la giustificazione all'insegnante e mi fece un occhiolino.
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