Capitolo 16
'Tu e Hiroto vi siete baciati?!' urla incredula Regina una volta finito di raccontarle tutto, costringendomi a tapparle la bocca con una mano.
'Non urlare cretina!' esclamo, per poi togliere la mia mano dalla tua faccia e stringerla in un pugno, per fare da appoggio alla mia testa.
'Comunque sei proprio stupida... Ti ha trattata malissimo, ti ha fatta stare molto male, e tu alla prima occasione ricambi il bacio? Siamo proprio fuori strada'
'Io... insomma, non so cosa mi sia preso. Ho agito d'istinto, e me ne sto pentendo' sbuffo agitata, non doveva proprio andare così.
'Beh, almeno ne sei consapevole'
'Comunque... cosa significa secondo te?' chiedo, per provare ad abbattere la confusione enorme che ho in testa.
'Beh... i ragazzi sono strani. Può essere che gli piaci, ma può anche essere che l'ha fatto solo per il gusto di farlo. Sinceramente non saprei' scrolla le spalle, lasciandomi a bocca aperta.
'Così non mi aiuti!' alzo le braccia esasperata, per poi sbuffare.
'Hai ragione... fai così, dormici su, e prova a capire cosa questo bacio ti ha suscitato, perché sono sicura che non ti abbia lasciato indifferente' sorride rassicurante, per poi sdraiarsi nel sul letto, lasciandomi quello vuoto accanto al suo.
'Buonanotte' sussurro, spegnendo la luce e stendendomi sulla superfice morbida del materasso.
Hiroto
Sto fissando il soffitto da un tempo indeterminato.
Non so nemmeno io perchè l'ho baciata, non penso che lei mi piaccia, o almeno è questo che voglio impormi di pensare.
È stata una cosa impulsiva, che mi è venuta d'istinto, senza nemmeno riflettere.
Una cosa che so di per certo è che adesso non devo lasciarmela scappare, perchè con il tempo sto imparando a capire che a lei ci tengo. Proverò a passarci un po' di tempo insieme, da soli, per provare a rimediare a tutti i miei errori, che non sono di certo pochi.
Controllo l'orario notando che ormai è praticamente mattina e lei non è ancora tornata; probabilmente starà ancora dormendo.
Mi alzo svogliatamente, entrando nel bagno che condividiamo, all'interno della nostra stanza. Il suo profumo mi invade le narici, facendomi sentire ancora più in colpa di prima. Entro nella doccia e il getto d'acqua mi colpisce, facendo subito aderire i capelli alla faccia. Ci passo una mano in mezzo, spostandoli all'indietro.
Un susseguirsi di ricordi mi assale, facendomi formare un nodo alla gola. Il nostro primo incontro, il primo battibecco, il maledetto giorno in cui ho accettato quella stupida scommessa, quando abbiamo parlato in camera sua ed il suo pollice che accarezzava dolcemente il dorso della mia mano. Persino la partita contro la Cina, quando è stata male. Infine, nonostante volessi accettare la proposta di interrompere la scommessa fatta con il mio ex compagno di stanza ho ceduto, facendo così vincere il mio fottuto orgoglio.
'Sono un grandissimo coglione'
Con questi pensieri finisco di lavarmi, quindi esco dal getto d'acqua, che stava diventando ormai opprimente.
Elliot
Osservo Thalia seduta da sola nel tavolo di fronte al mio, intenta a fare colazione. La tentazione di raggiungerla e spiegarle la situazione per sistemare le cose tra di noi e tornare amici come prima è alta, e appunto prevale. Mi alzo quasi di scatto, provocando un rumore stridulo con la sedia. Mi avvicino a lei, poggiando il vassoio sul legno e forzando un sorriso.
'Posso? Vorrei parlarti...' dichiaro con voce ferma. Erano settimane che non parlavamo, e questa cosa mi dispiace, perchè avevamo un bel rapporto.
In tutta risposta lei annuisce, facendomi uscire un sospiro di sollievo
'Senti... quella sera, quando Aiden ci ha sentiti, non avrà ascoltato tutto, magari era arrivato dopo o non so, ma la mia intenzione era di interromperla, quella stupida scommessa. Fidati, anche se ti sarà difficile, ti sto dicendo la verità' mormoro dispiaciuto.
'Ti credo, stai tranquillo' risponde solamente, levando il peso nel petto che mi portavo appresso da troppi giorni
'Ma toglimi un dubbio, perchè non ci sto più capendo niente... in cosa consisteva la scommessa?'
Thalia
Il ragazzo di fronte a me inarca un sopracciglio, un po' confuso.
'Ma... non te lo ha già detto Aiden?'
'Si ma... ho bisogno di sapere più versioni. Quindi perfavore, dimmelo' chiedo con tono quasi di supplica.
'Emh... okay. In poche parole, Hiroto doveva riuscire a farti innamorare di lui. Mi dispiace, è stata una mia idea, sono un deficente' abbassa lo sguardo afflitto, ma le sue ultime parole non le percepisco nemmeno. Quasi mi cade la tazza di mano, per questo la appoggio accanto al piattino con la mia colazione.
Hiroto mi ha detto la verità, perciò Aiden mi ha mentito per un sacco di tempo, fingendosi un amico.
'Emh, Thals, stai bene? Stai tremando...' mi guarda preoccupato, e fa il giro del tavolo per sedersi accanto a me.
'I...io' le parole mi muoiono in gola, e istintivamente lo abbraccio. La persona della quale più mi fidavo si è rivelata in realtà tutt'altro di quello che ha dimostrato.
Inizialmente si irrigidisce, forse stupito da questo gesto, ma poi ricambia, circondando la mia schiena con le sue braccia. Poggio la testa sulla sua spalla, lasciandomi sfuggire un debole singhiozzo, seguito da alcune lacrime
'Ho detto qualcosa che non andava? Ti ho ferito dicendoti che il piano era mio? Non volevo mi dispiace, ho provato a interrompere tutto ma' inizia impanicato ma lo blocco.
'Tu... tu non c'entri niente' sussurro con la voce rotta, per poi tirare su con il naso. Lui stacca l'abbraccio, appoggiando le mani sulle mie spalle per guardarmi bene. Il suo sguardo è come quello di un fratello maggiore, o almeno questa è la sensazione che mi provoca, non avendone mai avuto uno.
Provo a forzare un sorriso, fallendo miseramente.
'Non serve che fingi con me. Mi spieghi cosa succede?' mi toglie una lacrima che ha appena solcato la mia guancia con il pollice, spostandomi poi un ciuffo che sta davanti al viso dietro l'orecchio
'Perfavore... mi porti fuori? Qui dentro sta diventando troppo opprimente. E ti scongiuro... non lasciarmi mai da sola in presenza di Aiden o di Hiroto... non riuscirei a sopportarlo'
'Va bene, lo farò' annuisce il grigio.
E con queste parole lasciamo la stanza, dirigendoci all'esterno dell edificio.
Una volta fuori ci sediamo su una delle tante panchine.
'Allora... ti va di dirmi perchè stai così male?'
Angolo Autrice
VI PREGO NON ODIATEMI PER L'ASSENZA
In questi giorni mi sono presa una pausa per pensare solo ed esclusivamente a me stessa
MA ECCOMI QUI EHEH
Spero vivamente che il capitolo vi piaccia e di essere riuscita a farvi capire cosa provano i nostri personaggi u.u
Vi ringrazuo infinitamente per tutto il supporto che mi date, perchè è grazie a quello che sto riuscendo a scrivere questa storia
Questo capitolo lo dedico a JudeSharp2 che in questi giorni è un po' giù.
Ti voglio bene sappilo❤
VI MANDO UN BACIO E CI VEDIAMO NEL PROSSIMO CAPITOLO :)
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