7. La fuga
NdA: Dal capitolo scorso a questo c'è un salto temporale di circa 3 anni, siamo nell'estate tra il 4° e il 5° anno
Ad ogni tentativo di incatenare una persona corrisponde un piano di fuga uguale e contrario.
Sirius se ne stava disteso sul letto a sfogliare la rivista di motociclette che Remus gli aveva regalato anni prima quando sentì i soavi toni della madre apostrofarlo gentilmente
-Sirius Orion Black esci subito da quell'orrenda camera e vieni a cena!-
La madre definiva la camera orrenda da quando si era resa conto di non riuscire in alcun modo a togliere dalle pareti gli stendardi di Grifondoro e i poster di riviste babbane.
Controvoglia il ragazzo si alzò e stava per uscire dalla stanza quando venne distratto da un gufo che picchiettava per entrare dalla finestra, gliela aprì e poi prese la lettera che teneva sulla zampa. La srotolò e lesse
Siiiir,
come va in quella gabbia di matti? Qui tutto alla grande anche se mi sembra strano non avere un idiota che ride buttandosi per terra sempre affianco, si sto parlando di te se lo stai chiedendo. La mia dolce Lillina ancora non risponde alle mie innumerevoli lettere, dovremmo controllare se sta bene? Rem dice che mi sta solo evitando ma io non ci credo! Pet mi ha mandato delle cioccorane per consolarmi.
Quando verrai a trovarmi?
A presto fratello,
James
Sirius rise nel leggere le parole dell'amico, poi prese piuma e pergamena e rispose velocemente.
Ehy Jamie,
i matti non si smentiscono mai! Non vedo l'ora di essere di nuovo a Hogwarts e liberarmi di questo marciume.
Anche a me sembra strano non avere un logorroico quattrocchi sempre vicino e sono sicuro che la Evans non risponde alle tue lettere intenzionalmente e non perché è stata rapita, sono d'accordo con Rem.
Anche io ho ricevuto delle cioccorane da Pet, pensa che con un po' di dolce sopporterò meglio Walburga.
Spero di venire presto, sto già lavorando al fine di prenderli per sfinimento e farli pregare che venga a stare da te per un po'.
Ci vediamo quando ho vinto fratello,
Sirius
-SIRIUS NON FARCI ASPETTARE!-
-Arrivo arrivo!- rispose lui legando la lettera alla zampa del gufo e uscendo poi definitivamente dalla stanza
Quando arrivò in cucina vide i genitori e il fratello minore già seduti a tavola mentre Kreacher, l'elfo domestico, si affacendava nel tentativo di esaudire ogni loro richiesta.
-Non permetterti mai più di scendere quando preferisci- lo rimproverò la madre quando lo vide -Se ti dico una cosa mi devi ascoltare-
Il ragazzo non le rispose, si sedette al suo posto e prese a mangiare la sua porzione di pasticcio in silenzio.
-Domani verranno a pranzo gli zii- annunciò la madre dopo qualche altro minuto -Ci saranno anche Bellatrix col marito Rodolphus, e Narcissa con Lucius-
-Bene- rispose Regulus -Ho voglia di rivedere Lucius-
-Chi mai potrebbe aver voglia di vedere uno come Malfoy?- chiese sarcastico il maggiore non riuscendo a trattenersi
-Quand'ero al primo anno era caposcuola e mi ha aiutato molto nei primi giorni- ribatté il primo
-E poi è un purosangue di buona famiglia e ben educato- rincarò la madre
-Noto che non hai detto simpatico- ghignò Sirius -E poi era prevedibile che purosangue e di buona famiglia venissero prima di ben educato-
-Narcissa è più assennata di te che finirai per sposare una delle tue amichette sanguemarcio- lo rimproverò la madre
-In realtà non penso di sposarmi- alzò le spalle lui
Seguì un momento di silenzio sbigottito. L'erede dei Black doveva per forza avere a sua volta un erede!
-Non dire sciocchezze! E siediti composto!-
-Mi siedo come voglio e soprattutto dico quello che voglio- ribatté il ragazzino
-Sono i tuoi sudici amici mezzosangue che ti mettono in testa queste idee e ti fanno prendere certe orribili abitudini?-
Il ragazzo a quel punto si era davvero infuriato. Andava bene criticare lui, lo sopportava da anni, ma insultare i suoi amici quello no non l'avrebbe sopportato in silenzio. Si alzò di scatto calciando indietro la sedia e con tono gelido disse
-Non osare mai più nemmeno nominare i miei amici, valgono mille volte di più di tutti voi purosangue classisti del cazzo messi assieme- sputò nel piatto della madre e poi concluse -Siete voi la vera feccia del mondo magico-
Dopo aver pronunciato le ultime parole si allontanò e aveva quasi raggiunto la porta quando la cruciatus del padre lo raggiunse. Sirius sapeva che quello era solo l'inizio, ma cercò comunque di non urlare.
Orion Black era un uomo serio e composto, pretendeva una rigida disciplina nei figli, ma in realtà non era molto presente e lasciava che si occupasse di tutto la moglie. Non li aveva mai sgridati come faceva spesso Walburga, ma li aveva puntiti quando si rendeva conto che avevano superato il limite.
Si slacciò la cintura dei pantaloni e arrotolandola attorno al pugno della mano destra si avvicinò al figlio che cercava ancora di non mostrarsi debole. Normalmente lo torturava fino a quando il ragazzo, distrutto, non chiedeva pietà, ma Sirius era cresciuto ormai e quel giorno non aveva alcuna intenzione di piegarsi. Orion si fermò quando ormai il figlio non riusciva quasi più nemmeno a muoversi e poi uscì dalla stanza seguito dalla moglie e Regulus entrambi indifferenti e diretti alle rispettive stanze.
Sirius rimase a terra per un tempo indefinito pensando che un'estate del genere non la poteva reggere. Era tornato solo da qualche settimana e aveva ancora un mese e mezzo da trascorrere all'interno di quelle mura. Decise che non l'avrebbe fatto, non si sarebbe fatto distruggere da loro. Con le ultime forze che gli rimanevano si alzò e si trascinò fino alla camera da letto dove mise dentro al baule le poche cose che aveva tirato fuori. Lasciare tutto dentro gli faceva sempre pensare di essere in partenza, di stare per tornare a casa, a Hogwarts.
Chiuse il baule, prese la bacchetta e uscì silenziosamente di casa fermandosi solo per lasciare un biglietto sul tavolo della cucina.
Addio, a mai più.
Vaffanculo a tutti voi Black.
Sirius
Stava per uscire dalla porta quando la voce di Regulus lo fermò nell'atto di abbassare la maniglia.
-Te ne stai andando?- chiese
-Non posso rimanere con persone che la pensano come loro su certi argomenti e che mi torturano solo perché non sono d'accordo. Vieni con me, Reg- tentò un'ultima volta di convincere il fratello a non lasciarsi condizionare dalla famiglia, ma dopo un attimo interminabilmente lungo in cui rimasero a guardarsi, occhi negli occhi, Regulus scosse la testa e gli voltò le spalle. Sirius sospirò e uscì di casa.
Una volta fuori si chiese per un attimo cos'avrebbe potuto fare un mago di quindici anni da solo e con solo i pochi soldi che era riuscito a sgraffignare fuggendo. Osservò la strada in lungo e in largo cercando di prendere una decisione e poi ricordò che mesi prima Remus gli aveva parlato del nottetempo
-È un mezzo di trasporto per maghi, se punti la bacchetta verso il centro della strada si materializzerà davanti a te- gli aveva detto
Sirius fece come aveva spiegato l'amico e qualche secondo dopo apparve e si fermò proprio di fronte a lui uno sgangherato pullman blu a due piani. Sulla porta comparve un uomo vestito con un'uniforme viola che subito disse
-Benvenuti sul Nottetempo, mezzo di trasporto di emergenza per maghi e streghe in difficoltà. Allungate la bacchetta, salite a bordo e vi portiamo dove volete. Mi chiamo John Frasier, e sono il vostro bigliettaio per questa notte. Volete lasciarmi il bagaglio?-
Solo in quel momento alzò lo sguardo su di lui e accorgendosi che era un ragazzino disse
-Hai i soldi per pagarti il biglietto?-
-Quanto costa?- chiese Sirius di rimando senza farsi minimamente scalfire
-Dove devi andare?-
A quella richiesta si fece un attimo pensieroso, ma poi la risposta gli uscì così spontanea che nemmeno si rese conto di averla pensata
-Godric's Hollow-
-Quindici falci- gli rispose l'uomo e lui glieli consegnò per poi salire seguito da John che trascinava il suo bagaglio.
-Mettiti qui- gli disse indicando una cuccetta -E ti conviene metterti comodo ci sono altre tre fermate prima della tua-
Sirius fece come gli era stato detto e si stese sul letto anche perché le ferite gli facevano ancora molto male, il sangue si stava seccando senza che avesse avuto modo di lavarlo e stare in piedi diventava ogni secondo più faticoso.
-Cosa ti sei fatto?- gli chiese l'uomo dopo aver fatto cenno all'autista di ripartire
-Non sono affari suoi- rispose secco il Black
-Come vuoi amico ero solo curioso- alzò le mani l'altro in segno di resa -Sembra tu sia appena uscito da una rissa-
-In un certo senso- borbottò Sirius e col pensiero aggiunse "Anche se le ho solo prese"
Un'ora e diversi maghi scesi e saliti dopo, erano arrivati a destinazione. Il ragazzo scese e poi si diresse fuori città, fino a villa Potter. Davanti ai grandi cancelli si fece un attimo incerto, ma poi si rese conto che non aveva alternative e che almeno per quella notte avrebbe dovuto ingoiare l'orgoglio e chiedere ospitalità. Se c'era qualcuno che forse l'avrebbe accolto quello era James.
Suonò il campanello e poi stette fermo ad aspettare, era passata da poco la mezzanotte di certo non l'orario migliore per presentarsi in casa altrui. Stava quasi per arrendersi quando il cancello si aprì e lui iniziò a camminare in direzione della porta, in piedi davanti a questa stava James, in mutande e senza occhiali quindi presumibilmente cieco.
-Sirius sei tu?- gli chiese
-Non pensavo che fossi così tanto cieco da non riconoscermi- rispose lui, le battute erano l'unica cosa che gli permetteva di non pensare in quel momento
James si fece un attimo pensieroso, poi si passò una mano sul volto e disse -Ah giusto gli occhiali! Tu entra io torno subito- e si precipitò su per le scale rischiando più volte di ammazzarsi andando a sbattere contro qualche ostacolo.
Dopo poco fu di ritorno e non appena rivolse lo sguardo all'amico si fece più serio
-Cos'è successo?- chiese
-Posso rimanere qui questa notte?- fu la risposta sussurrata di Sirius
-Puoi rimanere qui tutta l'estate- lo corresse James -Io in quel manicomio non ti ci faccio tornare- lo abbracciò e Sirius si lasciò cullare dalle braccia dell'amico, normalmente non apprezzava granché il contatto fisico, ma in quel momento era tutto ciò di cui aveva bisogno, l'affetto che cercava.
-Sei sicuro che posso restare? Insomma...-
-Sei mio fratello- lo interruppe James come se questo sistemasse tutto e Sirius non poté fare altro se non sorridere
-Siediti, aspetta un attimo-
Sirius si sedette e un attimo dopo vide arrivare Euphemia in camicia da notte e con la bacchetta alla mano e Fleamont in vestaglia.
-Sirius ho detto ai miei genitori che verrai a vivere con noi- annunciò James euforico, ovviamente tutta questa felicità era si autentica ma serviva anche a distogliere Sirius dal suo dolore interiore se non esteriore.
-Non vorrei disturbare, in caso posso...-
-Sai che sei sempre il benvenuto qui- lo interruppe Fleamont -Sei di famiglia ormai-
-Un casinista in più o uno in meno che differenza vuoi che faccia visto che ho già a che fare con questi due?- chiese Euphemia con un sorrisetto
-Grazie- rispose solo Sirius, poi la donna prese a medicargli le ferite mentre James che aveva capito perfettamente come si sentiva l'amico per essere dovuto arrivare al punto di scappare di casa lo intontiva con le sue solite chiacchiere sul Quidditch, sulla Evans, su tutto quello che avrebbero potuto fare ora che vivevano assieme, sulla Evans, sui malandrini, sulla Evans...
-Jamie se nomini un'altra volta la Evans giuro che ti soffoco nel sonno- sbottò ad un certo punto il moro.
James si zittì di colpo e i suoi genitori scoppiarono a ridere, poi disse -So che ci sposeremo- e Sirius scosse la testa esasperato e decise che era meglio lasciar perdere
-Tutti a dormire ora che è già tardi- sentenziò Euphemia una volta terminato il suo lavoro -Sirius ti preparo quella che sarà la tua stanza, visto che d'ora in poi starai da noi a lungo non puoi continuare a dormire in una brandina nella stanza di Jamie. Ti daremo quella a fianco alla sua-
-Non serve signora Potter- cercò di fermarla lui
-Ma certo che serve ormai sei parte della famiglia e hai tutto il diritto di avere la tua stanza!- esclamò lei -E per l'amor del cielo chiamami Euphemia-
-Va bene Euphemia, grazie-
-Non ce n'è alcun bisogno, caro- sorrise lei -Vieni con me. Fleamont porta su il suo baule veloce-
Sirius quella notte si addormentò nella sua nuova stanza e per la prima volta casa non voleva dire prigione. Casa sua era quella ormai, con James, suo fratello.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro