XXV. Ultimum basium
"Il bacio è immortale. Viaggia da un labbro all'altro, da secolo a secolo, di età in età. Uomini e donne raccolgono questi baci, li offrono agli altri e poi muoiono a loro volta"
-Guy de Maupassant.
Regulus si scaraventò su Kreacher, il viso che da bianco come un fantasma stava velocemente recuperando colore, diventando rosso dalla rabbia.
-Stupida bestia!- gridò, mentre lo prendeva per la sudicia tunica e lo alzava -Dove sono andate?-
Ma Kreacher continuava a non aprire gli occhi.
-Inutile creatura, svegliati!-
Lo scrollò per la veste.
-Regulus, calmati- Sirius fece per avvicinarsi.
All'improvviso, l'elfo domestico aprì gli occhi.
-Padron Regulus...- sussurrò -Kreacher si sente tanto in colpa, Kreacher ha provato a fermarle, Kreacher è stato ingannato...-
Regulus lo fulminò con i suoi occhi grigi.
-Dove sono andate?- sibilò.
-Kreacher non lo sa, signore- rispose -Kreacher non è riuscito a vedere dove stessero scappando...-
il ragazzo perse la pazienza.
Colpì in viso l'elfo, che si accasciò nuovamente sulla paglia che componeva il terreno della cella.
Regulus is alzò.
Sembrava la personificazione della morte, avvolto in un mantello nero e lo sguardo acceso.
-Ne ho avuto abbastanza- dichiarò, estraendo la bacchetta.
Sirius lo imitò.
-Verranno severamente punite- il più piccolo dei Black guardò il fratello -non ne hai idea-
Regulus sfrecciò verso i piani alti della casa, seguito dal fratello.
Corsero nel corridoio dove un tempo c'erano le loro camere.
Sirius perse un battito - nonostante si stesse continuando a ripetere che quella casa non gli mancava nemmeno un po' - quando passò davanti alla sua camera.
Le iniziali S.O.B. gli ricordarono di tutte le volte in cui scappava da qualcuno, in quella casa, e scorgeva finalmente quelle lettere e sapeva che la salvezza era vicina.
Si chiudeva in camera sua e si nascondeva sotto il letto, sperando di scomparire.
A volte, da piccolo, riusciva a convincersi che se fosse rimasto nascosto al buio e in silenzio, forse si sarebbero dimenticati della sua esistenza.
E lo avrebbero lasciato in pace.
E forse anche lui stesso si sarebbe dimenticato di esistere.
-Beccate- disse Regulus, la voce famelica.
La porta della stanza dell'arazzo era sempre chiusa, poichè custodita gelosamente dalla famiglia Black.
Eppure, in quel momento era spalancata.
Il ragazzo strinse la bacchetta tra le mani, mentre apriva del tutto la porta e osservava le due ragazze che si trovavano all'interno con un sorriso inquietante stampato in volto.
-Non ti avvicinare- iniziò Lily, la voce tremante.
Ma Regulus non potè fare nulla, perchè un pugno lo colpì in viso.
James si tolse il mantello dell'invisibilità dalle spalle, rivelando Remus e Will dietro di lui.
-Quella è la mia ragazza- ringhiò, mentre tirava un altro pugno al ragazzo che cadeva a terra, senza sensi.
Si sentì un singhiozzo.
Era Lily, con le guance rigate di lacrime.
-James...- sussurrò, ma non ce ne fu bisogno.
Era già tra le sue braccia, e piangeva sulla sua spalla.
Il ragazzo la stava stringendo a sè, gli occhi chiusi, mentre le carezzava i capelli incrostati di sporcizia.
Sembrava che stringesse tra le braccia qualcosa fatto di cristallo, con una delicatezza impressionante, ma allo stesso tempo intensa.
-Lo sapevo- disse Juliet, anche lei con gli occhi lucidi e un sorriso sincero che le si stava aprendo in volto -lo sapevo che sareste venuti a salvarci-
Will la stava già abbracciando, continuandole a chiedere scusa.
Ripeteva il suo nome come se fosse il suono più dolce del mondo.
-Oh sorellina mia- sussurrò.
Lei chiuse gli occhi mentre si lasciava stringere dal fratello.
-Sei fortunata, piccola peste- le sussurrò all'orecchio -la maggior parte delle persone è fortunata a trovare un solo grande amore nella propria vita. Tu ne hai trovati due-
Juliet si allontanò da Will e lo guardò negli occhi, mentre una muta domanda aleggiava tra loro.
Come fai a sapere che li amo entrambi?
Per tutta risposta, lui le diede un bacio in fronte.
La ragazza si voltò e vide che Remus le sorrideva gentile, con il volto che sprizzava sollievo da tutti i pori.
Lo abbracciò.
Eppure sentì che le mani di lui esitavano slla sua schiena, come se fosse insicuro.
Quando si allontanarono, Remus fu sul punto di aprire la bocca per dire qualcosa ma poi sembrò ripensarci perchè non disse nulla.
La spinse semplicemente verso Sirius.
Il giovane Black la fissava immobile.
Per la prima volta, sembrò non avere maschere.
Era completamente vulnerabile.
-Ragazzi noi cominciano ad andare avanti, dobbiamo nascondere Regulus e controllare che nessuno ci abbia seguito- Remus li guardò, come se sapesse qualcosa che loro ignoravano
-però fate in fretta, dobbiamo andarcene di qui-
Sirius annuì impercettibilmente mentre tutti uscivano dalla stanza.
-Jules- disse.
Una semplice parola, che racchiudeva tutto l'amore che provava per lei.
-Moriremo, non è vero?-
Non c'era paura, nel tono di voce di Juliet.
Era una semplice constatazione.
-Questa casa è piena di Mangiamorte, adulti e con più esperienza di noi- continuò.
Sirius fece un passo avanti.
-Ti proteggerò a costo della mia vita- disse, in tono solenne.
-Lo so-
Quei giorni di prigionia l'avevano cambiata profondamente, facendole capire che la felicità è davvero effimera.
Se ne hai l'occasione, perchè non essere felice?
-Puoi fare qualcosa per me?- gli chiese.
Il ragazzo la guardò.
-Tutto quello che vuoi-
Juliet si avvicinò a Sirius, e gli prese la mano.
La strinse e lo guardò negli occhi.
-Baciami- mormorò -lo so che è sbagliato, è tutto terribilemnte sbagliato, perchè Remus è il mio fidanzato però... io vi amo entrambi, e se devo morire oggi, voglio sentire le tue labbra sulle mie un'ultima volta-
Questo bastò.
Sirius l'aveva già presa tra le braccia e ora la stava baciando con forza.
Sembrava che tra di loro fosse scoppiato tutto il fuoco dell'Inferno, quasi potessero sentire lo scoppiettio dei loro sentimenti impetuosi.
Si strinsero l'uno all'altro, come se non avessero alcuna intenzione di lasciarsi andare.
Io vi amo entrambi, erano le parole che continuavano ad aleggiare nell'aria.
Quando si allontanarono, Sirius la guardò negli occhi sorridendo.
-Ti amo così tanto Jules- disse -così incredibilemnte tanto... anche se non dovrei pensare queste cose su di te, però... le sto pensando e non me ne pento-
-Ti amo anch'io, Sirius- rispose.
Lui posò la sua fronte su quella di lei.
-Ho ancora speranza, Jules- mormorò -noi non moriremo stanotte, ho ancora speranza-
******
Juliet e Sirius uscirono trafelati dalla stanza dell'arazzo.
Remus li guardò, con gli occhi pieni di amore.
Era incredibile come quei tre, nonostante il male che si fossero fatti a vicenda, fossero capaci di rimediare a tutto con una sola occhiata carica di amore.
Erano un intrico assurdo e complicato, loro tre, ma una cosa di certo non mancava e quella era l'amore.
Sirius affiancò l'amico, mentre tutti cominciavano a camminare cercando di fare meno rumore possibile.
-Quando tutto questo sarà finito- disse Remus, a bassa voce -ti darò carta bianca con Juliet-
L'altro lo guardò con gli occhi sgranati.
Lanciò uno sguardo alla ragazza e prese un profondo respiro.
-No, Remus, assolutamente no- disse di rimando -tu non farai proprio nulla, sarò io a tirarmi indietro, te lo assicuro-
-Va tutto bene- l'altro fece un piccolo sorriso amaro -lo vedo come ti guarda, Sirius. Lei ti ama e tu ami lei. Sono io ad essere di troppo, ma va bene così-
-Non parlare così, come se volessi andartene-
Un lampo passò negli occhi nocciola di Remus, ma non disse nulla.
Un lampo di... consapevolezza?
Ma consapevolezza di cosa?
-Non vuoi sapere dove si trova tuo fratello?- cambiò discorso il giovane Lupin.
L'altro arrossì leggermente sugli zigomi di solito pallidi.
-E' normale che ti importi di lui, Felpato, nonostante tutto quello che ha fatto e gli errori che ha commesso- disse, posandogli una mano sulla spalla -è pur sempre tuo fratello, sangue del tuo sangue-
Sirius sospirò.
-Sta bene?- chiese.
-L'ho pietrificato e chiuso in un piccolo ripostiglio, almeno non darà nessun allarme e potremo scappare senza ostacoli. Però si, sta bene-
Nessuno si era accorto di Regulus, che con le poche forze che gli rimanevano per colpa dell'incantesimo di pietrificazione, tentava di articolare delle parole.
Fratres, auxilium.
-D'accordo- Sirius annuì tra sè.
Alzò gli occhi chiari e vide dove si trovavano.
-Che posto è questo, Sirius?- chiese Lily, lo sguardo ancora arrossato incuriosito.
Il ragazzo si voltò verso la ragazza e vide che lei e James si tenevano per mano, mentre accanto a loro c'era Will che aveva passato un braccio intorno alle spalle di Juliet, in modo protettivo.
Sapeva che il ragazzo si sentiva in colpa, pensando che avesse agito troppo tardi, che avrebbe dovuto mettersi sulle tracce della sorella scomparsa molto tempo prima.
Eppure non ne aveva motivo, poichè lei non glielo avrebbe mai rimproverato, inoltre stava bene.
Ma non è sempre così semplice, Sirius lo sapeva bene.
Certe volte i sensi di colpa ti attanagliano la mente fino a farti impazzire, anche se razionalmente la tua mente sa che non è colpa tua.
Ma essi non sono guidati da questa, ma dal cuore.
E il cuore è molto più difficile da far ragionare.
-Non venivo qui da un sacco di anni- rispose il giovane Black, osservando la stanza -un tempo qui si svolgevano le feste di Natale delle famiglie altolocate della comunità magica, anche se ora, con il senno di poi, penso fossero più che altro un raduno di mangiamorte-
Erano in un'enorme sala da ballo, impolverata, poichè non veniva usata da molti anni.
Era gigante, l'unico posto non tetro in quella lugubre villa.
Un grosso lampadario di cristallo pendeva dal soffitto, mandando bagliori con i suoi pendenti.
Accadde tutto in un secondo.
Chi se lo sarebbe aspettato?
La bellezza di quel posto rendeva impensabile che qualcuno potesse turbare quella tranquillità custodita gelosamente.
Il lampadario cadde.
In seguito, Sirius avrebbe notato - ripensando a quel momento con lucidità - che una scia rossa lo aveva colpito nella parte in cui esso toccava il soffitto.
Quando il lampadario cadde, una quantità indefinita di frammenti di vetro esplosero, volando in tutte le direzioni.
Sirius si abbassò, coprendosi il volto con le braccia.
Poi alzò di scatto gli occhi, mentre un turbinio di incantesimi e persone vorticava intorno a lui.
Persone con lunghi mantelli urlavano incantesimi, ma lui sentiva tutto ovattato e confuso.
Con mano tremante, prese la sua bacchetta e a fatica si alzò in piedi.
Un incantesimo - vide solo una scia verde - lo sfiorò.
-Stupeficium!- gli uscì d'istinto, e vide qualcuno cadere a terra.
-Petrificus Totalus!- sentì urlare da Lily, che aveva recuperato una bacchetta da qualcuno che era stato precedentemente colpito.
Non gli servì nemmeno voltarsi per guardare, sapeva che James lo aveva affiancato e ora combattevano schiena contro schiena, continuamente rassicurati dal contatto con l'altro.
-Confringo!- gridò il giovane Potter, colpendo un Mangiamorte.
Sirius lanciò un'occhiata all'amico, mentre con un incantesimo non verbale tentava di colpire l'ennesimo Mangiamorte.
-Bel colpo, James!- esclamò.
Si chiese come avessero fatto i Mangiamorte a trovarli, erano stati così attenti a non farsi vedere.
E, per quanto ne sapevano loro, non stava succedendo nulla di strano a villa Black.
Eppure, sembrava che qualcuno li avesse avvertiti...
Sirius spalancò gli occhi, mentre parava un incantesimo che scommetteva essere una delle maledizioni senza perdono.
Regulus.
Ma com'era possibile?
Non fece in tempo a rispondere a questa domanda, perchè sentì una dolorosa fitta alla schiena.
Si accasciò a terra, mentre tutto intorno a lui diventava improvvisamente sfocato.
Si guardò, cercando di scorgere una possibile ferita, magari un incantesimo di dissanguamento... ma niente.
Il suo mantello nero era perfetamente pulito.
Tentò di guardarsi intorno.
Qualcuno si era accorto che era caduto?
Sentì un urlo, di donna, e sperò di star soltanto immaginando Juliet che veniva presa da qualcuno nascosto nell'ombra e spariva nelle tenebre.
Traduzione del titolo: "Ultimo bacio"
CupidaGranger
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