epilogo
Anastasia Gilinsky
Quel giorno Anastasia si sarebbe sposata con Cody, ma aveva delle cose che la stavano tormentando. Era ancora innamorata di Sammy.
Sì, innamorata. Triste per lei che lo aveva realizzato dopo che lui era morto. Era servito che lui si togliesse la vita per farle realizzare che lui la amava. Era servita la sua vita per farle capire che lei ricambiava il suo amore.
Ovviamente amava Cody. Lui era lì per lei nonostante tutto. L'aveva aiutata ad andare oltre Sammy. L'aveva aiutata con tutto. Cody era il meglio che potesse desiderare dopo Sammy.
Stassie si guardò allo specchio, vedendosi con un elegante abito da sposa e dei capelli perfetti con un trucco perfetto.
Tutto era perfetto in quel momento. Tutto era stato pianificato alla perfezione e stava succedendo nel modo perfetto. Cody è un perfezionista. E Stassie amava quell'aspetto, perché a lei non piaceva quando le persone facevano i matrimoni normali o qualsiasi altra cosa. A lui piaceva qualsiasi cosa fosse unica.
Proprio come il suo amore con Sam. Era unico. Lei non avrebbe mai pensato che si sarebbe innamorata di lui. Ma lo ha fatto. L'ha fatto, ma l'ha perso. Aveva perso l'amore che avrebbe amato di più prima che qualcosa sarebbe potuta accadere. Aveva rovinato tutto. Era stata tutta colpa sua. Lei gli aveva fatto questo e si sentiva in colpa ogni singolo giorno.
Stassie sistemò il suo vestito con le mani, prima di fare un respiro profondo. Lei era sì eccitata, ma sentiva di star tradendo Sam.
Lui era morto amandola, ma adesso Stassie stava sposando un altro uomo. Si sentiva male, ma Cody l'aveva fatta andare avanti.
Mancavano ancora delle ore al matrimonio, quindi Stassie decise di sedersi sull'ampio divano che era nella stanza. Si avvicinò e si sedette tenendo con attenzione il vestito.
Mise la testa sul cuscino e chiuse i suoi occhi. Voleva riposare per almeno qualche minuto. Ne aveva veramente bisogno in quel momento.
"Perché stare con me per finta? Voglio dire, ci sono molte ragazze più carine di me che VOGLIONO che le frequenti anche per finta?" Chiese Anastasia.
"Beh sono tutte troiette e tu no. Penso che tu sia perfetta." Le disse lui sorridendo.
Lei arrossì violentemente. Nessuno le aveva mai detto che era carina oltre ai suoi genitori e a suo fratello Jack. Provò a nasconderlo, ma fallì totalmente.
"Hey non provare a nascondere il tuo imbarazzo! Sei carina." Disse mentre le voltava la testa verso di lui.
Entrambi sorrisero. Poi iniziarono ad avvicinarsi.
Oh mio Dio non posso credere a cosa sta per accadere.
Lei si sentì strana quando le loro labbra si toccarono. Le loro labbra si muovevano lentamente. Dopo qualche secondo si staccarono. Lei arrossì nuovamente.
Cazzo, devo smettere di arrossire.
"Beh vuoi andare a casa ora? Si sta facendo tardi?" Chiese lui.
"Oh um... sì..." disse lei.
Il respiro di Stassie aumentò e scivolò sul suo posto. Sentì le lacrime nei suoi occhi, ma sbatté gli occhi velocemente, così che il suo trucco perfetto rimanesse dov'era.
"Stassie, guardami. Non piangere, okay, non ne vale la pena. Le ragazze belle come te non dovrebbero piangere per delle cose stupide." Disse Sam ed io annuii, cercando di smettere di piangere.
Lui mi afferrò il mento, facendo sì che lo guardassi. Mi fissò con i suoi bellissimi occhi color nocciola.
Iniziò ad avvicinarsi lentamente ed io feci lo stesso fino a che BAM
Le nostre labbra si scontrarono.
Le nostre labbra si mossero lentamente e con passione. Era una bella sensazione.
Sembrava...
Vero.
Stassie accennò un sorriso al ricordo con lui. Lei amava quando i loro baci sembravano veri. Amava la sensazione tra di loro.
"È significato qualcosa?" chiese lui improvvisamente.
"Che intendi?" Chiese lei confusa.
"Il bacio... ha significato qualcosa per te? Qualcuno di loro?" Chiese guardandola negli occhi.
Lo ha fatto?
No. Non può significare qualcosa. Non mi piace, amo Ben. Non ho bisogno di lui, ho bisogno di Ben. Non sento niente quando penso a lui, ma sento un intero zoo che sta facendo una festa nella mia pancia quando penso a Ben.
Lui non è quello che ama lei e i suoi baci non significano niente per lei. Lei fa tutto questo solo per Ben.
Tutto per lui.
"No." Disse guardandolo e ingollando.
"Ma-" Lei lo interruppe.
"Non c'è un 'ma', Sammy. Io sto uscendo con te solo per finta perché amo Ben."
"T-tu ami Ben?" Gli chiese abbastanza sorpreso.
"Perché sei così sorpreso?"
"I-io credevo fosse solo una piccola cotta..." Disse lui abbassando lo sguardo.
"Beh, non lo è."
"Quindi non hanno si-" Anastasia lo interruppe. Di nuovo.
"Sì. Non hanno significato nulla." Disse lei e si allontanò.
Lui sembrava ferito, ma era la verità. Anastasia andò via dopo aver parlato ancora una volta.
"Mai lo hanno fatto e mai lo faranno."
Lei si spostò scomoda all'improvviso brutto ricordo con Sammy. Non avrebbe voluto ricordarlo, voleva ricordare solo le belle cose che erano successe tra di loro. Lo voleva ricordare felice, non triste.
"Mi piaci." Disse improvvisamente lui.
I suoi occhi si spalancarono per cosa aveva appena detto e si maledisse sottovoce.
Anastasia era sia scioccata che confusa.
"C-cosa?"
"Mi hai sentito, Anastasia. Mi piaci. Mi. Piaci. Tu. Devo dirlo più lentamente?" Disse Sammy.
"No, non devi farlo, Sammy. Perché dovrei piacerti?" Lei alzò gli occhi al cielo.
"Non lo so Stassie, ma mi piaci. Mi viene questa cosa strana dentro quando ti penso o quando sei vicino a me. Sento come se il mio cuore venisse strappato dal mio petto, io- non lo so..." Disse Sammy gettando la testa indietro.
Lei era scioccata. Non sapeva si sentisse in quel modo... lei si sentiva così con Ben, non con Sammy. Sicuramente le piaceva anche lui, ma non si sentiva in quel modo.
"Ci dài una possibilità?" Chiese lui.
"M-ma-" La interruppe.
"Per favore. Guarda, giuro che non sto giocando con te. Giuro che mi piaci veramente... sicuro come l'inferno potrei persino amarti..." Lui mormorò l'ultima parte, ma lei lo sentì comunque.
"I-io non posso, Sammy... Mi potrai anche piacere, ma non ti amo." Disse lei non guardandolo negli occhi.
"Ti farò sistemare con Ben. Voglio che tu sia felice..." Disse tristemente Sammy, mentre guardava il pavimento.
"G-grazie." La ragazza balbettò.
"Ti amo." Disse lui.
Lei scosse la testa e ridacchiò tra sé, cercando di trattenersi dal piangere. Lo guardò negli occhi. Non seppe cosa le fosse preso in quel momento, ma non le importò di lui. Disse semplicemente la verità.
"Grazie. Amo Ben."
Anastasia sentì le lacrime scendere sulle sue guance, ma le interessò questa volta. Si meritava questo. Meritava di piangere il giorno del suo matrimonio.
"I-io volevo scusarmi per ciò che ti avevo detto ieri... mi dispiace averti ferito..." Disse con calma.
"Oh... credo sia okay. Voglio dire, non è colpa tua se non ti piaccio." Disse e si strinse leggermente nelle spalle.
"Quindi siamo a posto?" Chiese lei.
Lui esitò prima di rispondere.
"No. Non possiamo." Disse e la guardò.
Lei era in piena confusione. Perché non gli poteva andare bene? Cosa aveva di sbagliato lui?!
"C-cosa, perché?"
"Perché ti amo!" Urlò, come se fosse ovvio.
"M-mi dispiace..." Mormorò lei.
"No, non ti dispiace... non ti dispiace mai." Disse ridacchiando.
"Che vuoi dire?" Chiese lei iniziando ad innervosirsi.
"Ti importa solo di te stessa, non ti frega niente degli altri!" Le urlò.
Ma che cazzo... da dove se ne usciva questa cosa?!
"Mi dispiace, non posso semplicemente dire 'ti amo' senza provarlo veramente.!" Urlò lei di rimando.
"Sei così egoista! Ti ho detto quel 'ti amo' e non ti è importato nulla! Ti importa solo di te stessa e di andare a quello stupido ballo con il mio fottuto fratello!" Gridò lui.
Wow, quello aveva fatto male... lei era una persona emotiva, per questo i suoi occhi si erano già riempiti di lacrime. Finalmente trovò il coraggio per parlare.
"Non voglio vederti mai più..."
Anastasia gemette a quel ricordo. Non riuscì a trattenersi dal piangere. Le lacrime stavano scivolando dalle sue guance, giù sul pavimento. Aprì gli occhi e guardò giù.
Immaginò Sammy. Lo immaginò sorridente, lo immaginò felice. Sorrise alle cose a cui stava pensando. Il suo sorriso la faceva sorridere. Lui era la sua felicità, ma ormai se n'era andato. Lui non esisteva più lì ed era tutta colpa di Anastasia.
"È vivo? La prego, mi dica che il mio bambino è vivo!" La signora Wilkinson piangeva, mentre il signor Wilkinson la abbracciava.
Anastasia si immobilizzò, guardandosi le mani.
"M-mi dispiace dirlo, ma, uh... Non ce l'ha fatta." Disse il dottore e guardò con compassione i genitori del povero ragazzo che stavano piangendo e si abbracciavano.
Questo è tutta colpa mia.
"E la parte importante è che non è stato ucciso." Disse il dottore.
Anastasia e i genitori di Sammy sollevarono di scatto la testa, guardando il dottore come se fosse pazzo.
"Si è ucciso da solo." Disse il dottore.
Lei sussultò e le lacrime iniziarono a sgorgare dai suoi occhi.
"In più il poliziotto ha trovato questa lettera, c'è scritto Per: Anastasia Gilinsky. La conoscete?" Chiese il dottore guardando la carta.
"S-sono io..." Finalmente Anastasia si mosse dal suo posto, le lacrime scendevano dai suoi occhi.
Anastasia iniziò a singhiozzare dopo questo. Pianse come se fosse stato il suo ultimo giorno lì. Si portò le mani al viso. Pianse, pianse e pianse. Non smise di piangere. Si sentiva così in colpa. Voleva rivederlo. Almeno una volta. Voleva dirgli che lo amava anche lei. Voleva renderlo felice, come lui aveva fatto con lei.
Anastasia si alzò velocemente e camminò verso l'armadio. Tirò fuori una polaroid di lei e Sammy. Sorrise tra le lacrime. Sorrise guardando la foto, ma non smise di piangere, perché non potrà avere mai più delle foto come quella.
Corse fuori dalla stanza. Almeno provò a farlo con quel vestito. Corse, corse e corse. Corse quanto più le fu possibile.
Si fermò quando arrivò al posto in cui avrebbe voluto essere. Era nel posto in cui lei e Sammy avevano fatto la cosa dei palloncini.
Camminò fino al bordo. E guardò giù. Non riusciva nemmeno a vedere il fondo. Era alto. Chiuse i suoi occhi e pensò a Sammy. Lo immaginò sorridente. Voleva rivedere quel sorriso e avrebbe fatto di tutto per vederlo di nuovo. L'ultima cosa nella sua mente fu lui.
Poi saltò.
Saltò per vederlo di nuovo...
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