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Capitolo 5: Alta tensione per una sola giornata!


Quando qualcuno le diceva che le giornate all'università volavano, le dicevano anche che solo gli esami e lo studio potevano far pesare il poco tempo, risultando alle volte anche fin troppo corto.
Cazzate! Lucy era da poco rientrata nel proprio appartamento, sdraiata sul proprio letto ad osservare il soffitto bianco immacolato, esausta e stressata come mai le era capitato in tutta la sua vita.
Non aveva alcuna voglia di alzarsi, anche se l'ora di cena si avvicinava inesorabile, persa nei suoi pensieri gettati in quel caos che quella giornata l'aveva presa alla sprovvista, friggendola ad una bella alta temperatura e uccidendole il cervello.
Altro che i corsi, quelle tre ragazze erano state dei bufali impazziti dopo che le aveva raccontato di quell'incontro, avvenuto giorni prima, con l'insegnante Natsu Dragneel.
Lei stupida che aveva iniziato il tutto con la questione del bacio, perché non si era tenuta la bocca chiusa? Aveva iniziato a insultarsi da sola e anche in quel momento, con le mani inforcate nei capelli e la faccia rivolta sul cuscino, non faceva che maledirsi e sentirsi un idiota.
Doveva ammetterlo almeno a se stessa, quelle matte delle sue amiche, prime e uniche al di fuori della famiglia Strauss, che altri non erano per lei che una famiglia, erano state più aperte e comprensive.
Forse era prematuro parlare di amicizia eterna, però già il fatto che non le avessero dato della poco di buono, apriva molte porte per giungere a tale traguardo.
Si rese conto grazie a tutti quei pensieri che lo scorrere del tempo passasse lento, qualsiasi cosa facesse in quel periodo all'università, sia fosse piacevole e sia fosse fastidioso e le persone sanno che il tempo è più veloce quanto meno gli si da attenzione.
Sospirò la bionda, l'ennesimo da quando era rientrata e già era divenuto un fastidio questo suo sbuffare, manco fosse una locomotiva a vapore, per questo si alzò dal suo morbido materasso e si trascinò verso la scrivania, dove avrebbe almeno potuto fare qualcosa di costruttivo per se stessa: studiare!

Un altro giorno era da poco iniziato e la giovane Heartphilia si trovava davanti alle porte della palestra, indossava la sua tuta dalle tonalità di un rosso tendente al marroncino, che le coprivano totalmente i suoi arti, i suoi lunghi capelli legati in unica coda laterale ed un espressione di chi sta per affrontare la morte peggiore della propria vita.
Al suo fianco, Lisanna aveva due codini corti, una tuta estiva di un rosa pallido che faceva scorgere perfettamente le sue forme e la sua pelle candida e un po' pallida, donandole l'immagine di una bambola di porcellana insieme alla sua aria così frizzante, troppo energica per l'amica.
- Andiamo Lucy-chan, anche oggi ci aspetta una bellissima giornata! - era euforia la sua, no perché per la biondina era un comportamento esagerato per una lezione che le sarebbe costata un'ora di sudorazione e fatica, dove ne sarebbe uscita solo martoriata e distrutta per colpa di quello psicopatico.
- Ti sei fatta di qualche strana sostanza per caso Lisa-chan? - glielo aveva chiesto assottigliando lo sguardo e usando un tono scioccato, di certo lei non riusciva a capacitarsene e sinceramente, detto almeno a se stessa, non voleva saperlo.
Era passata solo una settimana e già non ce la faceva più a seguire gli ordini del Dragneel, neanche il bacio sembrava influenzare la situazione e meno male per lei, non avrebbe saputo come comportarsi in sua presenza se non fosse stato il solito stronzo.
Aveva raccontato tutto anche a Lisanna, era la sua migliore amica e non riusciva a nasconderle nulla, tranne certe situazioni accadute in quei tre anni passati lontane l'una dall'altra.
L'amica l'aveva ascoltata e appena era arrivata a quell'incidente, l'albina era rimasta a boccheggiare aria come fosse un pesce che respirava in acqua, gli occhi sembravano uscirle dalle orbite talmente li aveva spalancati, dopo qualche minuti ad assimilare l'evento era esplosa.
Ricordare come l'avesse presa a scuoterla per le spalle, urlandole che tra un insegnante ed un suo studente non poteva e non doveva esserci nessuna storia romantica, che era una cosa immorale e che la incolpava di essere troppo credulona con gli uomini come Natsu Dragneel... il nervoso di quella volta sembrava esserle tornato come un bufalo impazzito nel corpo.
Si ricordava benissimo di come le avesse afferrato il suo viso e con uno sguardo assassino le aveva intimato di chiudere il becco e di ascoltarla attentamente:

INIZIO FLASHBACK
- Lisa-chan - aveva allungato la vocale sulla seconda 'a' in un verso inquietante – potresti chiudere quella cazzo di bocca e ascoltarmi attentamente? Ma molto attentamente, mi raccomando. - aveva visto l'albina deglutire la saliva a vuoto, il suo volto farsi più pallido e annuire freneticamente un si e in risposta la bionda le aveva sorriso, certo in un modo che non presagiva nulla di buono, però le aveva sorriso.
- È stato un incidente. - iniziò scandendo bene le parole, lettera per lettera, in modo tale che recepisse ogni informazione e la smettesse una volta per tutte di darle della ragazza facile e immorale.
- Un incidente che non voglio accada mai più e penso sia lo stesso da parte sua, visto che non ci siamo baciati perché lo desideravamo ma... - fece una breve pausa, il tanto che le bastasse per afferrare un cuscino dal suo letto, perché si trovavano in camera dell'appartamento della bionda, e appenderlo con un filo sul soffitto, dopodiché attaccarci un disegno della faccia da bronzo di quell'uomo e osservarlo con odio.
- Quello stupido pavimento... non fosse stato congelato non mi sarei ritrovata le sue labbra sulle mie! - per un nano secondo, uno solo, le era apparsa la parola 'splendide' affianco alla parola 'labbra' lasciandola per un momento di troppo stordita, ma subito ripresasi cercò subito di cancellare il tutto scuotendo la testa.
- Per caso quell'idiota ha mai fatto sparlare di sé? - chiese esasperata da tutta quella situazione, lasciandole libero il viso ovale in attesa di una sua risposta, visto che Lisanna sembrasse sapere tante cose di Natsu, non si sarebbe sorpresa se conosceva anche le sue misure. Si diede una manata sulla fronte da sola, spegnendo quel pensiero sul nascere.
- N-no che io sa-sappia. - rispose titubante la giovane Strauss, sapeva che la sua conoscenza di informazioni sul professore fosse una cosa anomala, almeno dal punto di vista degli altri.
- Ecco appunto! Quindi perché dovrebbe far uscire delle voci negative che lo riguardano? Per giunta con una come me. - glielo sputò in faccia come fosse veleno, ci era rimasta male che la sua migliore amica non le avesse neanche dato il beneficio del dubbio e per questo si era arrabbiata molto, fino a freddarle il cuore.
- Mi dispiace Lucy-chan, io... - era davvero dispiaciuta, si sentiva così stupida per non averle creduto e di aver frainteso tutto solo perché... perché lei...
Lucy prima le accarezzò la testa e poi, una volta che Lisanna alzò la testa, la avvolse in un abbraccio per farle capire di aver compreso le sue scuse e le disse con un dolce sorriso che erano ancora amiche.
FINE FLASHNACK

Già, erano ancora amiche ma la ferita di quella sua sfiducia, aveva fatto sì che altre cicatrici iniziassero a far sanguinare il suo cuore, però lo aveva subito tamponato e per il momento avrebbe continuato a reggere e magari chissà, l'albina si sarebbe fatta perdonare e le sue ferite così curare.
Prese un profondo respiro ed insieme alla Strauss entrò nell'edificio, trovando tanti occhi che puntarono nella loro direzione.
Nessuno aveva notato Lucy trasalire, si era preso uno bello spavento quando tutti si erano voltati verso di lei e Lisanna, non le piaceva essere al centro dell'attenzione, in fondo non era più... scosse la testa, basta pensieri si disse, poi si dette due ceffoni sulle guance per riprendersi, mugolando per il dolore si ritrovò poi a ridere di se stessa.
Affiancata l'amica, era pronta a dare filo da torcere a quel maledetto Dragneel, anche se la verità era che lei fosse quella ad avere difficoltà con l'insegnante, visto che sembrava prenderci gusto nel vederla stanca ad ansimare seduta sul pavimento.
Natsu aveva visto tutta la scena della loro entrata e di come poi la biondina si fosse presa pure a schiaffi, ecco perché quando i loro sguardi si incrociarono, lui la guardò stranito e inclinò la testa.
Voleva sapere cosa frullasse per la testa di quella Lucy, lo rendeva curioso come un bambino col suo regalo, ma appena vide le sue guance gonfiarsi indispettita e distogliere lo sguardo, si ritrovò a ghignare divertito della sua reazione, trovandola persino adorabile.
Era sul punto di ridere ma si puntò nel non farlo perché quella ragazza sarebbe stata in grado di ucciderlo davanti a tutta l'università, mettersi davanti ad un palo della luce e appenderlo nudo alla sua sommità... anche se nudo avrebbe preferito essere visto nel suo letto.
Cancellò nell'immediato quel pensiero e diede inizio la sua tortura chiamata lezione, pronto a divertirsi coi suoi studenti.

Finalmente l'ora di motoria era conclusa per quella giornata e così non avrebbe dovuto più subirsi le frecciatine di quello pseudo insegnante, che di titolo ne faceva ma che di fatto ci ruzzolava male con lei.
Sospirò affranta, non era una pivellina ma quel tizio sembrava andarci giù pesante e meno male non solo con lei, comunque con la borsetta in spalla e l'albina al fianco, decise a farsi un bel bagno rinfrescante e levarsi il sudore di dosso, fece solo qualche passo che la sua voce le urtò subito il sistema nervoso.
- Heartphilia! Strauss! - le due chiamate in causa si fermarono e si voltarono verso l'uomo, ognuna con la propria espressione: Lisanna felice con un gran sorriso, cosa che gli fece venire la pelle d'oca e non sapeva perché, mentre Lucy... se uno sguardo potesse uccidere, il rosato starebbe già prendendo fuoco.
Un brivido piacevole gli percorse la spina dorsale, per poi espandersi in tutto il corpo e concentrarsi in un punto ben preciso a cui non volle dar sfoggio, non in quel momento.
- Avete fatto degli ottimi progressi e avrei un favore da chiedervi. - si disse che era meglio togliersi il dente in un colpo solo o il dolore perseguita e così lui era stato cresciuto a fare.
- Ci dica professore. - l'albina sembrava quella più entusiasta, ma era normale, Natsu aveva già capito ciò che quella ragazza vedeva in lui, per questo sospirò e decise di concludere quella faccenda il più velocemente possibile.
- Siete a conoscenza delle competizioni a cui la nostra università partecipa annualmente, no? - chiese con un poco di curiosità, sapendo quanto la giovane Strauss fosse una ragazza a cui non piacesse peccare di informazioni, quindi la sua risposta affermativa se lo aspettava, ma ciò che lo lasciò di sale fu l'affermazione della bionda.
- Se intende la Magnolia Paradise, purtroppo per me sì, ne sono a conoscenza. - dal suo tono di voce riusciva a percepire dell'astio, ma non era rivolta a lui ma verso qualcun altro, ma a chi esattamente?
- Bene, allora vado dritto al sodo. Avrei bisogno delle tue capacità atletiche Lisanna e della tua conoscenza Lucy, sono certo che con la tua intelligenza, apprenderai molte cose da quella persona. - e il sorriso dolce che le fece, con tanto di canini in vista, la fece arrossire come un pomodoro maturo e lui manco si rendeva conto di quanto fosse bello quel sorriso così spontaneo e nessuna arroganza, nulla da togliere a quei sorrisi beffardi eh.
- Dragneel-sensei può contare su di me e anche su di Lucy-chan, vero amica mia? - la domanda ingenua di Lisanna la risvegliò dalla catalessi in cui era caduta, portandola a spostare il suo sguardo dagli occhi del rosato, doveva concentrarsi e dargli la sua risposta.
- Si può fare, ma non le prometto niente. - rispose con un tono scorbutico e distaccato, o almeno ci provò, perché l'attimo dopo Natsu rese il suo sorriso più luminoso, causandole un ritardo del suo battito cardiaco.
- Grazie ragazze, siete fantastiche! Ho già in mente alcuni ragazzi, ma se ne aveste qualcuno in mente, fatemelo sapere, così gli darò un occhiata. - detto ciò si voltò per sistemare i fogli, dando l'impressione alle ragazze di aver concluso, ma appena le due amiche continuarono il percorso precedentemente preso, Lucy si ritrovò ad essere fermata dal suo insegnante.
- Aspetta Lucy, noi due dobbiamo ancora parlare. - era davvero serio e la giovane Heartphilia non sapeva se accettare o no, non voleva di certo uscirne matta visto che molto probabilmente l'argomento era il bacio.
- Non abbiamo nulla di cui parlare, quindi se permetti avrei ben altro da fare. - assottigliò lo sguardo verso di lui, era stufa di come la vita la dovesse mettere sempre alla prova, così decise di togliersi la sua mano dal proprio polso, perché intenzionata ad andarsene ed evitare Natsu e tutto ciò che ne derivava dallo stargli vicino.
- Per favore Lucy! Non possiamo lasciare le cose in questo modo, peggioreranno soltanto! - sapeva che stava dicendo il vero, non poteva scappare o altrimenti le cose sarebbero potute sfuggire di mano e renderle più pesanti, creando magari situazioni più complicate e impossibili di come fossero già.
Si voltò a guardare a Lisanna che stava per intromettersi nella discussione e le fece cenno di no con la testa, bastava lei a sfasciarsela ed era la prima volta che voleva risolvere un suo problema.
- Ci lasceresti solo? Ci vediamo dopo, ok? - la bionda cercò di donarle un sorriso così che la facesse più sicura.
Anche se non era tanto sicura e la cosa non la facesse di certo piacere, la Strauss le si fece più vicina per darle un bacio sulla guancia e con uno sguardo le stava dicendo che avrebbe voluto un resoconto, ma la Heartphilia non era intenzionata a raccontarle altro.
Sapeva che Lisanna le voleva bene, ma la conosceva bene e credeva che non c'era solo preoccupazione dietro al suo interesse e al momento non voleva dare un nome a quel qualcosa, aveva già troppi problemi a cui pensare e uno di essi era Natsu Dragneel.
- Ti ringrazio. - le disse una volta che l'albina se ne andò, ora che erano da soli era più tranquillo e si andò a sedere sulla panca li vicino, dando qualche pacca sul legno vicino a sé come chiaro invito a sedersi.
La ragazza sbuffò un po' stizzita, un po' stanza ma comunque si sedette, mantenendo comunque una certa distanza e il professore dai capelli rosa intuiva che fosse arrabbiata e sapeva anche quali fossero le cause.
- Per primo vorrei scusarmi del bacio, non er- - aveva appena iniziato e già era stato interrotto, se questo non era un pessimo inizio per risolvere le cose, vedeva il cielo grigio, ma la giovane aveva il suo modo di vedere le cose.
- Sensei mettiamo in chiaro una cosa. Non ho mai pensato a nulla di più che esso fosse avvenuto per incidente, quindi eviti delle scuse per una cosa avvenuta per puro errore, ok!? - gli rivolse quelle parole con tranquillità, per fargli comprendere che la sua arrabbiatura non derivasse da quell'evento nefasto e non voleva tornarci a pensare costantemente, gli era persino costato un litigio con la sua migliore amica e non voleva averne altri per la sua... sospirò.
- Va bene. Come seconda cosa vorrei scusarmi per il mio comportamento, so di essere stato un po' idiota... - prese un respiro ma le parole di Lucy gli fecero scappare un risolino.
- Dica più che altro di essere stato uno stronzo, non crede!? - il tono di voce così velenoso gli fece capire che la causa scatenante era proprio il suo non avere tatto e di dar aria alla bocca, quella ragazza gli era simpatica perché non aveva peli sulla lingua, una dote che trovava fantastica in una persona.
- Hai ragione, sono stato uno stronzo ma permettimi di scusarmi e anche di rimediare, ti va? - la richiesta così schietta e... gentile? Ora aveva il dubbio di star parlando ancora col suo insegnante e voltandosi verso la sua direzione, si rese conto che no, non stava parlando con qualcun altro e la lasciò sorpresa.
- Provaci se ci riesci, ma nel caso dovessi peggiorare la situazione, sappi che te ne farò pentire dolorosamente, ti è chiaro? - seria e con una velata minaccia, Natsu si ritrovò a ghignare, mostrando quei suoi canini che Lucy si chiese che sensazioni avrebbero potuto dare sulla sua pelle.
Scacciò nell'immediato quel pensiero blasfemo, ma cosa diavolo di pensieri le dovevano assaltare la mente? Si stava ammalando sicuramente e doveva correre ai ripari, non voleva saltare qualche lezione per una stupida influenza.
- È una sfida questa? Perché io le adoro. La accetto! Sono tutto un fuoco! - si era alzato dalla panchina con i fuochi negli occhi e quella voce rauca in quell'ultima esclamazione... perché le aveva procurato dei brividi? Le erano piaciuti e si diede della pazza, così si alzò dal suo posto e con passo veloce si diresse verso l'uscita, voleva incontrare al più presto le sue amiche.
- Stasera alle 19:30 al Magnolia Park! - lo sentì urlare prima di chiudersi le porte alle spalle

Le lezioni in quella giornata erano più pesanti del solito, era così stanca che avrebbe voluto tornarsene a casa e buttarsi nel suo caro letto, ma poi le vennero in mente le parole di Natsu.
Non era assolutamente un appuntamento, lei in quel caso non ci sarebbe mai andata all'incontro, quindi per quel poco che conoscesse l'insegnante, sicuramente c'era un valido motivo per quell'incontro, come ad esempio il suo volersi far perdonare.
Doveva ammettere che era un uomo molto giovane e con la testa sulle spalle, ma d'altronde come mestiere faceva l'insegnante... anche se di quella materia che ormai detestava e tutto per colpa di...
Si concentrò sul percorso nel corridoio, doveva uscire velocemente in giardino, non sopportava tutti quegli sguardi su di sé, anche se molto probabilmente era una sua supposizione dovuta dal passato.
Arrivata fuori si guardò bene intorno alla ricerca delle sue amiche, che anche in questa occasione si trattava di quelle pazze, non avendo voluto accettare un no da parte sua, anche se le aveva detto che voleva starsene un poco in solitudine.
Rise al ricordo di come Rebecca l'avesse velatamente minacciata che, se non si fosse fatta trovare a pranzare con loro, l'avrebbe usata come mangime per leoni allo zoo di Magnolia.
Non fece caso a dove stesse andando e finì per andare a sbattere sul petto formoso di una ragazza, d'altronde non poteva essere un uomo a possedere due mongolfiere come quelle sul petto.
- Mi dispiace, non stavo guardando dove andassi e...bellissima! - le venne spontaneo contemplare una bellezza simile e come si poteva non rimanere folgorati da una giovane donna dal viso così angelico? Aveva lunghi capelli scarlatti che le coprivano interamente la schiena, degli occhi castani dalle sfumature ametista, una pelle chiara e dalle forme, a detta della bionda, perfette.
Era più alta di lei di qualche centimetro e osservandola si sentiva in soggezione, manco fosse sua sorella minore, eppure il suo dolce sorriso la fece imbarazzare più di quello non fosse già.
- Ti sei fatta male, signorina? - si premurò di sapere la scarlatta, Lucy boccheggiò ancora per qualche secondo, fino a quando non si risvegliò dal suo stato comprendendo che stesse parlando proprio con lei.
- Ehm, sì! N-non mi sono fatta nulla, ti ringrazio! - si sentiva calda e poteva immaginare anche il perché: stava rossa per l'imbarazzo che provava, vista la figuraccia appena compiuta.
- Erza la tua bellezza riesce sempre a colpire anche delle ragazze splendide come lei. - e con dolcezza mise una mano intorno al fianco della rossa e se la tirò addosso, stampandole un bacio a fior di labbra.
- Mi chiamo Gerard Fernandez e lei è la mia fidanza. - colui che fino ad adesso aveva parlato era un uomo con tutti gli attributi, quei corti capelli blu come i suoi occhi pieni di amore per quella Erza, il suo fisico ben allenato che si intravedeva anche con quel casual addosso, la sua carnagione leggermente bronzea e per non parlare della sua altezza... un perticone!
- Il mio nome è Erza Scarlet, questo sciocco non perde mai occasione per adularmi e non è solito fare complimenti ad una ragazza e in questo caso direi che ha perfettamente ragione. - gli aveva tirato una sberla dietro la nuca, dopodiché con fare dolce le si era fatta più vicina e le aveva afferrato il viso, osservandola con attenzione.
- Ma quanto sei carina! Qual'è il tuo nome? - e con quel tono di chi ha visto dopo tanto tempo la propria figlia o sorellina, l'aveva stretta in un abbraccio che di gentile aveva ben poco, vista la forza con cui la stritolava, anche se riusciva a percepire il suo affetto e calore.
- No-non... respir-rrooo... - cercò di dire, ma con il poco ossigeno nei polmoni, ben poco si riuscì a sentire, però almeno qualcosa si era capito, d'altronde l'aveva lasciata libera di tornare a respirare.
- Scusami. - ridacchio in imbarazzo, cosa che fece spuntare un bel sorriso nella Heartphilia, che con un colpo di tosse attirò la loro attenzione.
- Lucy... mi chiamo Lucy Heartphilia, è un piacere conoscervi Erza-san, Gerard-san! - prese la mano prima della scarlatta e poi del turchese, dopodiché guardò l'orario e si decise a rintracciare le amiche, che per forza dovevano trovarsi li vicino, era il luogo di appuntamento.
- Scusatemi se non posso fermarmi a chiacchierare, ma devo incontrarmi con le mie amiche. Spero di rivedervi presto, ciao! - e con un bacio volante, la ragazza dagli splendenti capelli biondi si mise a correre per il pranzo con le sue compagne, infondo aveva una fame da cani.
I due rimasti a guardarle la schiena, si voltarono a osservarsi negli occhi domandandosi a voce la stessa cosa. - Heartphilia? -

Si erano riunite tutte e quattro per il pranzo, ognuna col proprio bento contenente il loro cibo preferito e che si stavano gustando in tutta tranquillità.
Lucy aveva invitato Lisanna, col consenso delle altre naturalmente, però ella aveva declinato l'invito perché già organizzata con delle sue compagne di corso e se anche ci tenesse tanto alla sua presenza, alla fine aveva accettato la cosa con un sorriso, dicendosi che sarebbe stata per una prossima volta.
Tra una cosa tira l'altra, no? Non sapeva come, ma con loro veniva tutto spontaneo e infatti, ecco che si era ritrovata a raccontare loro tutto quello che era successo in giornata, senza tralasciare nulla, per questo si stava tappando le orecchie, quelle invasate stavano urlando e festeggiando come pazze uscite dal manicomio.
- Mi volete morta per caso? No perché voi urlate come delle pazze serial killer! - disse loro irritata la biondina, se doveva rischiare di perdere l'udito ogni volta che confidava qualcosa di particolare... no, sarebbe rimasta muta.
- La prossima volta non vi dirò nulla, vi è chiara la situazione? - incrociò le braccia sul petto, mettendo così in risalto i seni, pronta a sbranare le amiche se non si fossero date una calmata.
- Scusaci Lu-chan, non volevamo offenderti. - disse dispiaciuta Levy abbassando persino lo sguardo e a quanto pareva erano tutte d'accordo con la piccoletta, ma ciò che lasciò sorpresa la Heartphilia fu solo una.
- Lu-chan? - spostò di lato il volto, cercando di capire da dove fosse uscito fuori quel nomignolo.
- Ci siamo ritrovate a chiamarti così e visto quanto è carino, abbiamo deciso di usarlo, anche se Juvia vuole continuare col suo modo di fare. - e sorrisero tutte tranne Juvia che imbronciata fece loro la linguaccia, facendo ridere Lucy.
- Juvia adora chiamarla Lucy-san e così Juvia continuerà a farlo. - la bionda la avvolse tra le sue braccia, dandole un bacio sulla guancia tutta felice e contenta.
- Lucy adora troppo Juvia e il suo modo di essere! Assolutamente adorabile!! - e alla fine si unirono tutte in un ammasso di abbracci, facendo arrossire e sorridere la bellissima Lockser.
- Quindi cosa hai intenzione di fare? - domandò Rebecca con uno sguardo malizioso, lasciando confusa Lucy a chiedersi di cosa stesse parlando, cosa che fece sospirare sconsolata la biondina cenere.
- Certo che sei proprio tonta eh. - la bionda tettona, come rinominata dalla Bluegarden in modo scherzoso, sapeva esasperarle le persone con la sua ingenuità nelle questioni romantiche, o almeno in quelle che la riguardavano.
- Juvia crede si riferisca all'appuntamento. - la turchese aveva subito compreso a cosa si riferisse l'amica, ecco perché aveva detto la sua, per far comprendere, invano a quanto pare, a cosa ci si stesse riferendo.
- Lu-chan parlano dell'uscita col Professor Natsu! - e scoppiò a ridere quando la vide arrossire all'improvviso, segno che avesse finalmente capito, anche se più dirette di così non si poteva essere.
- C-c-cosa?! Non è un appuntamento e non ho al-alcuna intenzione ad andarci! - e con quello che aveva appena detto, con tanto di balbettio, per lei il discorso era chiuso! Andiamo, non era un appuntamento, di certo Natsu Dragneel non provava alcun genere di interesse nei suoi confronti, per lo più in un senso romantico.
- Perché mai non dovresti andarci? - le chiese la nana del gruppo, dispiaciuta nel vedere tanta insistenza da parte dell'amica e compagna di corso.
- Juvia non capisce perché Lucy-san non lo veda. Se ci fosse il suo Gray-sama, Juvia ci si butterebbe anche nuda tra le sue braccia! - e fu così che il gruppo perse la dolce nuotatrice dei 7 mari, persa in chissà quali fantasie a luci rosse tra lei e il moro, di cui Lucy aveva solo sentito parlare ma che mai avesse osato inoltrarsi nella scoperta di tale uomo, non voleva essere uccisa e divorata da Juvia.
- Ragazze smettetela, ho detto di...!!! - si ritrovò a zittirsi perché, l'altra bionda la stava fissando con uno sguardo che le faceva venire la pelle d'oca per la paura, ma di cosa avrebbe dovuto avere paura? Di certo non avrebbe tirato fuori un gatto che sappia trasformarsi in delle pistole futuristiche.
Ok doveva smetterla di leggere manga come Fairy Tail e Edens Zero, le faceva male alla sua povera fantasia, anche se come pistolera spaziale Rebecca sarebbe stata uno schianto!
- Lu-chan tu ci andrai, vero? - quel modo di esporsi con tanta lentezza la fece gelare sul posto, lei non ci sarebbe andata, era stata abbastanza chiara e non c'era nulla che le facesse cambiare idea... nessuno!

Beh aveva detto nessuno, non aveva usato il femminile singolare, visto che in quel preciso momento era tutto fuorché a casa col suo amato studio.
Come ci era finita al Magnolia Park conciata in quel modo così sfacciato, che di certo donava di più ad Harley Queen, che tra l'altro era il suo personaggio preferito, e che in molti occhi non facevano altro che osservarla, puntando o loro fastidiosi fari, manco fosse una prostituta, il che era tutto un dire visto che lei ci si sentiva tale in quel momento.
Forse poteva tornarsene a casa e fingere di non averci mai messo piede in quel parco, dove vedeva solo coppiette e bambini coi propri genitori.
- Lucy? - una voce la fece trasalire sul posto, facendo sì che si maledicesse da sola in tutte le lingue che conosceva.


Angolo Autore

Buona sera a tutti, come già annunciato ieri eccovi l'aggiornamento di questa storia!
Come spesso mi capita, vi ho lasciato sospesi in qualcosa, che sia buona o cattiva lascio a voi il dubbio eheheh spero vi sia piaciuto il capitolo, sappiate che le cose incominceranno a muoversi dal prossimo aggiornamento e mi chiedo: come? Ehhh ho in mente alcuni eventi ma non so se partiranno col prossimo capitolo, perché ci penso sul momento in cui lo sto scrivendo quindi... vi chiedo solo, fatemi sapere cosa ne pensate, sentitevi liberi di esprimere liberamente la vostra opinione e mi raccomando, lasciate tante stelline perché mi aiuteranno a scrivere con più piacere e grinta!
Prima di salutarvi, nello scorso capitolo avevo dimenticato di far presente il fatto che ci saranno personaggi di Edens Zero, come ad esempio Rebecca, a cui inizialmente non avevo pensato (non che avessi in mente i personaggi da usufruire) e niente, so solo che il cross over delle opere di Hiro Mashima mi eccita parecchio.
Come al solito vi mando un abbraccio e vi saluto, alla prossima gente, ciao!

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