Capitolo 14
«Taylor». Mia mamma bussa alla porta della mia camera e la apre subito dopo. «È ora,» mi avvisa, mentre io borbotto qualche parola incomprensibile, per poi alzarmi di scatto dal letto.
La testa mi gira e il naso mi cola. Forse non mi sarei dovuta alzare di scatto dal letto e, soprattutto, dovrei imparare ad asciugarmi i capelli, se non voglio ritrovarmi raffreddata.
«Grazie, mamma,» la mia voce è estremamente buffa e uno starnuto mi interrompe dal dire altro.
La donna mi guarda con un'espressione preoccupata e so già che cosa stia pensando. Vuole che io resti a casa anche questo pomeriggio, considerata la mia influenza, ma devo per forza andare al Progetto Anonymous. Infatti, le ho chiesto di svegliarmi in tempo per arrivare a scuola appena prima che finisca la pausa pranzo, così che nessuno mi veda. Vorrei tanto restare a casa e godermi con mia mamma e mio papà uno dei pochi pomeriggi in cui non devono restare al negozio, ma non posso.
«Non succede niente se per un pomeriggio non vai, tesoro,» osserva, quando un attacco di tosse mi accompagna fino all'armadio.
Luke scoprirebbe la verità. Tutta la verità. Non posso assolutamente permettermelo.
Afferro un paio di jeans, una maglietta e una felpa pesante, nonostante fuori la temperatura sia abbastanza alta.
«Il Progetto Anonymous non ha pietà,» spiego e mia mamma sospira. «O forse dovrei dire Michael Clifford,» preciso, ridacchiando, e lei mi guarda senza capire a che cosa mi riferisca, ovviamente. Nessuno è a conoscenza del ricatto del ragazzo.
Indosso in fretta gli indumenti e mi procuro anche due pacchi di fazzoletti, sapendo che saranno la mia salvezza per il resto della giornata.
Scendo le scale, ritrovandomi al piano inferiore e mi fermo qualche istante a godermi l'assenza di Austin in casa. Quando sarò tornata da scuola, non ci sarà questa pace. Roteo gli occhi e, dopo aver salutato i miei genitori, esco dal portone. I raggi del sole mi colpiscono le guance e starnutisco nuovamente.
Odio Michael Clifford, davvero.
Cammino per qualche isolato, prima di decidere di prendere l'autobus per sbrigarmi ed evitare di peggiorare il mio raffreddore. Dopo vari minuti arrivo davanti a scuola e, fortunatamente, non c'è traccia di studenti. Sospiro di sollievo e, dopo aver appoggiato il cappuccio sulla mia testa, entro nell'edificio, per poi constatare che la pausa pranzo non è ancora terminata.
«Sia ringraziato il cielo,» borbotto e mi incammino verso l'aula del Progetto Anonymous, ma una voce familiare mi interrompe.
«Ehi, non hai caldo con quella felpa?» chiede Calum, alle mie spalle, prima di raggiungermi.
Con la mia grande fortuna, sono riuscita ad incontrare per i corridoi proprio lui, ovvero l'unico ragazzo di questo dannato liceo che cerca sempre di intrattenere conversazioni con tutti.
Mi irrigidisco subito, per poi cercare di nascondermi meglio sotto il cappuccio che, però, scivola dalla mia testa, rivelando una cascata di ricci biondi.
«Taylor?» È confuso. «Pensavamo avessi la febbre, che ci fai qui?» chiede e, subito dopo, assume un'espressione accusatoria.
Trattengo il respiro, per poi afferrarmi il labbro inferiore fra i denti, non avendo la più pallida idea di cosa inventarmi.
«Allora?» continua e la sua espressione si ammorbidisce leggermente, quando starnutisco.
Sospiro. «Non posso dirtelo, Calum,» ammetto. «Scusa,» mormoro, prima di infilarmi ancora il cappuccio e correre via verso la mia meta.
Il ragazzo prova a fermarmi, chiamandomi varie volte, ma fortunatamente la campanella suona e i corridoi si riempiono di studenti, creando una confusione in cui sarebbe impossibile trovarmi.
«Ehi, Taylor!» mi saluta Ashton, quando entro nella stanza. «Tutto a posto?» chiede poi, notando il mio respiro affannato e le lacrime che hanno iniziato a rigare il mio viso.
Annuisco semplicemente, per poi posizionarmi davanti al computer, per evitare di parlare. Vorrei che tutto questo finisse, ma non posso fare nulla.
Premo il pulsante di accensione e, mentre il solito ronzio mi dà il benvenuto, mi asciugo le gote con la punta delle dita, ma dei singhiozzi continuano a scuotermi il petto. Ashton sospira, fa partire una delle canzoni del momento e io apro la casella delle e-mail, trovandola piena come sempre. Provo a leggere la prima, ma le lacrime mi offuscano gli occhi. Prima che possa rendermene conto, delle braccia mi stringono dolcemente, così affondo il viso nel petto di Ashton, lasciando che le lacrime scorrano sulla sua maglietta.
Le sue dita mi accarezzano titubanti la schiena. «Non so cosa ti sia preso, ma sono sicuro che non ci sia nulla per cui valga la pena stare male e piangere,» mormora e io annuisco, per poi sciogliere la sua presa. «Quindi ora sorridi,» continua e io accenno inevitabilmente un sorriso alle sue parole.
Vorrei ringraziarlo e scusarmi per questo mio sfogo, ma lui ridacchia e torna alla sua postazione prima che io possa farlo.
Provo ad allontanare dalla mente l'espressione di Calum e il pensiero che presto Abigail, Logan e Luke sapranno della mia presenza a scuola, nonostante la mia febbre, e leggo la mail.
'Mio padre non vuole comprarmi la macchina. Sono disperato, cosa posso fare?'
Roteo gli occhi, leggendo quelle parole, e mi chiedo perché debba condividere l'ossigeno con persone del genere. Non è il primo consiglio di questo tipo che mi viene chiesto, ma oggi odio particolarmente Clifford e il suo progetto di merda, così ogni sensazione è amplificata all'ennesima potenza.
Appoggio le dita sulla tastiera, pronta a scrivere qualche insulto, ma mi fermo subito. Non so come potrebbe reagire Michael se scoprisse che ho insultato uno studente, così opto per l'ironia, che lui stesso ha ammesso di apprezzare, quando per la prima volta mi ha chiesto di partecipare al Progetto Anonymous.
'I bambini africani muoiono di fame, gli oceani sono inquinati e i ghiacciai si stanno sciogliendo, cosa possiamo fare?'
Invio la risposta e la risata di Ashton mi giunge alle orecchie, facendomi capire che ha letto tutto, nonostante non mi sia resa conto di averlo di nuovo vicino.
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Hola ♥
Oggi non ho molto da dire, stranamente hahaha solo vorrei ringraziarvi per le letture, i voti e i commenti perché mi fanno davvero piacere ♥
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