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Sequel Capitolo 3

Le forti urla e i passi mi rincorrevano nella mente, senza voler smettere. Stringevo forte Channa al mio petto, pregando per un segno,un miracolo; solo uno. Le voci diventarono sempre più forti ed io iniziai a tremare, provando a nascondere me e mia figlia meglio che potevo, provando a difenderci dall'ira Nazista. Il mio cuore batteva forte; i miei denti battevano; sapevo che saremmo state uccise sul posto.

Provai ad ideare un veloce piano nella mia testa; se avessero continuato ad avvicinarsi, avrei nascosto Channa in un cespuglio, e lasciato che mi prendessero, mi torturassero, e infine uccidessero. Duncan sarebbe riuscito a trovarla, avrebbe avuto almeno una sottile possibilità di sopravvivere. Trattenni il fiato, preparandomi a correre, sentì dimeno le loro voci. Pensai nella mia testa che, avessero abbassato un po la voce. Quindi mi sedetti, e aspettai.

Solo quando furono difficilmente udibili, mi alzai silenziosamente e corsi via.

Corsi più veloce che potevo, fregandomene dei miei polmoni in fiamme e del mio fiato corto. Tenni solo Channa stretta e corsi. Non sapevo dove stessi andando o verso quale lato stessi correndo, tutto quel che sapevo, era che dovevo uscire dalla foresta. Dovevo correre in Svizzera.

Corsi finchè ci riuscii, corsi tutto il giorno. Corsi fino dalle prime luci del mattino , fino alle ultime. Solo quando sentii grilli e i gufi cinguettare, mi fermai, collassando sul terriccio della foresta.Sistemai Channa più comodamente possibile, e mi stendetti vicino a lei fra un cespuglio. Ero sicura che stessi sanguinando, dal bruciore fortissimo della mia gola. Il mio respiro finalmente si stava regolarizzando.

Iniziaia fissare mia -incosciente- figlia; ora potevo affermare quanto fortunata fossi stata a lasciare che Duncan la drogasse. Solo a sentire quel nome, mi sentii male.

Duncan era andato.

Sono scappata senza di lui, senz'idea su dove andare. Come avrei potuto assicurare un futuro sicuro a mia figlia adesso? Chi sarebbe stato qui, e si sarebbe preso cura di me quando ne avevo bisogno?Mordendomi il labbro, sentii le lacrime minacciare di uscire dai miei occhi e con la mano prontamente le trascinai via.

No.

Niente più lacrime.

Presto realizzai che da ora in poi, eravamo solo io e lei, ed io ero sua madre; e questo significava che io avrei sempre dovuto esserci per lei, indipendentemente da quanto difficile o inaspettato potesse essere. Niente cuori infranti, o padre mancante, o qualsiasi altra scusa avrebbe avuto senso. Presi il borsone, chiuso, e lo aprii.Avevo la minima speranza che Duncan avesse portato con sè qualche rifornimento, per le emergenze. Con gioia, c'erano dei soldi, due borracce d'acqua, una bottiglia per Channa -il mio cuore battè forte vedendo quanto amore ci avesse messo per assicurarsi che lei stesse bene-, sedativo, una siringa vuota -il mio cuore qui perse un battito- e cibo per uno o due giorni.

Nonostante fosse abbastanza per un paio di giorni, non poteva durare per sempre, dovevo trovarne altro nella foresta, e quando sarei stata fuori dalla foresta, avrei potuto usare i soldi per qualche mezzo di trasporto che ci avrebbe portate più lontano possibile da qui. Sorrisi appena, avrei potuto sistemare le cose. Avrei trovato un lavoro, una casa, e mi sarei occupata di Channa finchè Duncan non fosse tornato.

Rassicurata, baciai la piccola testa di Channa, nascondendola fra i cespugli, e dandole la mia felpa per tenerla più calda, non sarebbe importato se non lo fossi stata io. Presi il borsone e lo infilai sulla mia spalla, esplorando la foresta con solo la luna splendente a farmi luce. Sentìì rumore di acqua, e mi avvicinai, ne presi un pò frale mani, sorseggiandola esitantemente. Acqua fresca; quanto tempo era passato dall'ultima volta? L'acqua era tiepida, mi tolsi i pochi vestiti rimasti, e tolto l'elastico dai miei capelli, bagnandomi elavandomi con entrambe le mani.

Non potevo ricordare l'ultima volta che l'avevo fatto.

Non feci neanche attenzione alla temperatura dell'acqua; tutto quel che sentivo era la sensazione di pulito sulla mia pelle, come morbidi epuliti i miei capelli fossero, e il dolce sapore della libertà nella mia bocca. Quasi risi e canticchiai una canzone per quanto felice fossi. Non importava che io e mia figlia fossimo in pericolo, non importava che Duncan non fosse scappato insieme a noi; tutto quel che importava era che io ora ero libera, e nessuno avrebbe potuto impedirlo, nessuno.

Lentamente uscii dal fiume rimettendomi i vestiti sul mio corpo ancora umido, riempiendo le borraccie con l'acqua fresca. Rosicchiai una piccola parte di pane, tornando da mia figlia che mi aspettava sdraiata, la presi, abbracciandola e baciandola euforicamente, ringranziando per questa bellissima possibilità di libertà. Non pensai minimamente di dormire, sarebbe stato troppo pericoloso. Per ora, ero euforica, esarebbe bastato, presi Channa, infilai il borsone e iniziai a camminare.

Non corsi istericamente come prima, presi i miei tempi, ammirando i bellissimi paesaggi che mi sono persa, stando chiusa nel campo. La foresta sembrava non finire mai, un problema mi ritornò in mente.Channa avrebbe dormito per un altro giorno, più o meno, quindi dovevo camminato più che potevo.

Non volevo sedarla.

Le luci del mattino comprarirono illuminando il cielo prima di quanto sperassi; di giorno era più difficile nascondersi.

Sospirando, velocizzai il mio passo.

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