V e n t o t t o
"Hai buttato giù qualche idea, ragazza attraentemente folle?" Draco passò la birra a Josephine, già seduta davanti alla ringhiera sulla torre di astronomia.
"Non ancora." Afferrò la bottiglia mentre lui scivolava accanto a lei, "Ho pensato molto a cosa scrivere, ma penso di non esserne capace."
"Provaci comunque." Bevve un sorso, "In fondo per voi persone squilibrate dovrebbe essere semplice." La prese in giro, facendola ridere leggermente.
"Non lo so, si vedrà." Mormorò mentre posava i suoi occhi curiosi su Draco che, sentendosi osservato, si voltò verso di lei con le sopracciglia inarcate.
"Che vuoi?" Parlò scontrosamente.
"Tu non c'eri quando me ne sono andata dalla festa l'altra sera." Gli fece notare, facendogli roteare gli occhi dopo aver capito dove voleva andare a parare, "Dov'eri?" Ammiccò.
Draco sospirò pesantemente, "Ero con quella ragazza-"
"HA HA!" Josephine alzò la voce, facendolo sussultare, "Lo sapevo, dimmi tutto!"
"Mi ha portato in camera sua." Fece un ghigno.
"Avete fatto cose sconvenienti?" Chiese schiettamente mentre alzava le sopracciglia.
Draco scosse la testa, "Mi ha solo fatto un lavoro di mano." Confessò, portandosi la bottiglia alle labbra.
Lei ridacchiò e bevve un sorso, "E com'è stato venire in una mano che non fosse la tua?"
Per la risata improvvisa che gli provocò, Draco grugnì e si versò un po' di birra addosso, "Jòsephine, che cazzo-" Gemette, facendola scoppiare a ridere. Guardandola contorcersi, esplose anche lui in una fragorosa risata mentre si puliva con un fazzoletto.
"Cosa c'è? Non vuoi ammettere che ti masturbi come tutti gli adolescenti?"
Draco scosse la testa, divertito, "Sei veramente insopportabile."
"Tu a lei non hai fatto niente?"
"Vedi, il segreto di divertirsi senza impegno è ricevere." Draco le fece l'occhiolino.
"Quindi sei un bastardo egoista."
Annuì, "Lo sono se lei non è d'accordo." Bevve un altro sorso, "Quella era una facile e le andava benissimo così."
"Immagino che la rivedrai."
"Non la rivedrò mai più, adesso è il turno di un'altra." Mormorò felicemente.
Josephine sbuffò, "Almeno sai il suo nome?"
"Assolutamente no." Scosse di nuovo la testa.
"Non vi siete nemmeno baciati?" Interrogò con curiosità.
Draco si voltò verso di lei con occhi severi, "Ma mi ascolti quando ti parlo?" Usò un tono infastidito, "I baci non esistono."
"Come avete fatto allora?" Josephine si accigliò, confusa.
"Ha cercato di baciarmi, ma l'ho respinta e le ho detto di spogliarsi." Rispose come se fosse la cosa più normale del mondo, "È facile, Jòsephine."
Il suo viso si contorse in una smorfia, "Non ti capisco proprio."
"Siamo troppo diversi, che vuoi farci?" Alzò le spalle con disinteresse.
Josephine sollevò un sopracciglio, "Ma se sei andato via prima di me, allora non hai assistito allo spettacolo."
"Cosa mi sono perso? Hai preso per i capelli una delle troie di Pucey?" Tirò un angolo della bocca.
"Stavo per farlo." Puntualizzò, facendo scattare la testa del biondo.
"Cazzo, Jòsephine, parla!" Gridò con euforia e impazienza.
"Puoi aggiungere alla lista un nuovo nome che mi ha chiamata 'sporca '." Gli fece l'occhiolino, mostrandosi divertita dalla situazione.
I lineamenti di Draco si sciolsero con aria scoraggiata, "Davvero?" Josephine annuì con un piccolo sorriso. Da quella volta che la ragazza francese l'aveva chiamata così, Draco si era ripromesso che l'avrebbe sempre difesa davanti a qualsiasi insulto. Si sentì lievemente in colpa per essere stato da un'altra parte a fare tutt'altro piuttosto che stare con lei e difenderla.
"Ero a tanto così da saltarle addosso quando Adrian mi ha preceduta."
Pucey...ovvio...
Il viso di Draco, in quel momento, era privo di emozioni se non di rabbia, "Ma davvero?" Parlò aspramente, "E cosa ha fatto il tuo eroe?"
"Ha minacciato di ucciderla se mi avesse di nuovo parlato così."
"Siete usciti solo una volta e ti difende come se fosse il tuo ragazzo?" Draco ridacchiò con derisione, "Patetico." Sbuffò mentre faceva un altro sorso di birra. Chi si credeva di essere quell'idiota?
"Non sarà il mio ragazzo, ma mi è piaciuto." Josephine ammise dolcemente.
La testa di Draco guizzò di nuovo verso di lei, "Ti piace quel coglione?" Gridò ancora più arrabbiato.
"Non ho detto che mi piace lui." Lo corresse, "Solo che ho apprezzato quello che ha fatto."
"Ma lui ti piace." Insistette in cerca di una vera risposta. Non sapeva il motivo, ma se avesse risposto di sì, non era certo che l'avrebbe presa bene.
Josephine scrollò le spalle, "Non lo so."
"Che significa 'non lo so '"? Il nervoso puro nella sua voce.
"Significa che voglio conoscerlo." Si voltò verso di lui con occhi sinceri, "Si è dichiarato l'altra sera. Ha detto che gli piaccio dall'anno scorso."
"E tu gli hai creduto?" Draco spalancò gli occhi mentre la fissava, sconvolto.
"Draco, mi ha difeso davanti a tutti durante la festa e sembrava sincero."
Il biondo ridacchiò con derisione, "Non puoi essere così ingenua, Jòsephine." Scosse la testa dall'incredulità.
"Perché sarei ingenua?" Alzò la voce, innervosendosi, "Se volesse solo portarmi a letto si sarebbe comportato come ha fatto con tutte le altre."
"Tu non sei come le altre, Jòsephine!" Sputò Draco, alzando la voce.
Josephine rimase esterrefatta e scioccata dalle sue parole mentre lo fissava negli occhi, "Come hai detto?"
"Non sei come Parkinson o Greengrass o che ne so." Gesticolò animatamente per la rabbia, senza rendersi di conto di quello che usciva dalla sua bocca, "Sono tutte monotone, uguali e senza personalità. Non hanno passioni, ambizioni e nemmeno un cazzo di cervello." Parlò velocemente mentre la guardava negli occhi, "Tu sei l'unica ragazza interessante che abbia mai conosciuto. Anzi sei l'unica persona interessante che abbia mai conosciuto. Non me n'è mai importato nulla di queste cose, ma sei anche buona e sei riuscita a perdonarmi dopo tutto quello che ti ho fatto passare. Credi di essere una persona scontata e senza valori, ma non è così."
Josephine poteva sentire il suo respiro pesante mentre rimaneva in silenzio a fissare i suoi occhi grigi, e Draco riuscì a intravedere il suo petto alzarsi e abbassarsi velocemente. I secondi passavano e lui capì di aver parlato un po' troppo, perciò si schiarì la gola e distolse lo sguardo con imbarazzo. Lei non mosse un muscolo, senza staccargli gli occhi di dosso mentre lui osservava il panorama che offriva la torre.
"Impara a volerti bene, Jòsephine." Mormorò di nuovo, tornando con l'attenzione su di lei, "Non possono farlo solo gli altri per te."
Il battito cardiaco di Josephine aumentò ancora di più mentre lo ammirava con occhi morbidi e pieni di dolcezza. Dopo alcuni secondi di silenzio, riuscì a calmarsi e a fare un piccolo sorriso tenero, "Anch'io ti voglio bene, Draco." Era la prima persona che glielo diceva sinceramente. Draco sorrise spontaneamente e le fece un cenno del capo prima di tornare con lo sguardo al paesaggio notturno.
"Draco, posso abbracciarti?"
Il suo corpo si bloccò completamente e impiegò vari secondi prima di girarsi lentamente verso di lei, "Come?" Sussurrò come se temesse che se avesse alzato un po' di più la voce, la sua richiesta sarebbe svanita e non sarebbe più potuto succedere.
Josephine non ci aveva pensato due volte a chiederglielo. La voglia immensa di abbracciarlo e di stringerlo la stava soffocando, ma non voleva farlo senza essere certa che anche lui lo volesse. Non lo aveva mai visto dare affetto a qualcuno e non voleva turbarlo in questo modo nel caso in cui non gli piacesse, "Posso abbracciarti?" Domandò di nuovo mentre guardava l'espressione indecifrabile sul suo volto.
Draco aveva paura di non aver sentito bene. Nessuno glielo mai aveva chiesto. Le uniche persone che l'avevano mai abbracciato in tutta la sua vita erano state sua madre e Pansy, ma l'unico affetto che apprezzava era solamente della prima. Non aveva mai dato importanza a una cosa così semplice e banale come un abbraccio, eppure ora che gli era stato chiesto il permesso di farlo era come se fosse diventata la cosa più preziosa del mondo. Oltre a essere l'unica che desiderava da lei.
"Abbracciami, Jòseph-" Non fu in grado di terminare la frase che Josephine si lanciò su di lui a braccia aperte per avvolgerlo totalmente.
La forte sensazione di calore che Josephine gli stava trasmettendo lo lasciò stravolto, ma rassicurato e sereno al tempo stesso. Rimase immobile con le braccia distese mentre il suo viso era immerso nella sua chioma ondulata, permettendo al suo naso di catturare il buonissimo profumo che emanava.
Cocco, annusò.
Vaniglia, annusò ancora.
Fiori.
Si lasciò andare e permise alle sue braccia di stringere il suo piccolo corpo. La avvolse saldamente per la vita, attaccandola maggiormente al suo petto mentre affondava il viso nell'incavo del suo collo per sentire meglio il suo meraviglioso profumo.
Josephine strinse maggiormente la presa sul suo collo, facendo crescere il sorriso che aveva sulle labbra. La sua guancia era schiacciata contro il suo zigomo e i suoi morbidi capelli biondi le accarezzavano la fronte. Dopo il movimento improvviso compiuto dal ragazzo, il suo profumo le inondò le narici.
Menta, annusò.
Mele, annusò ancora.
Tabacco.
Draco spostò una mano dalla sua vita alla nuca, intrecciando le dita intorno alle ciocche ondulate, e le accarezzò delicatamente; voleva farlo da troppo tempo.
Contemporaneamente, Josephine abbassò il braccio che gli stringeva il collo per appoggiare la piccola mano sulla sua guancia e accarezzarla con il pollice.
Draco la strinse più forte, rendendosi conto di quanto il corpo della ragazza fosse stretto e minuto rispetto al suo. Immerse più a fondo il suo viso, tenendo gli occhi chiusi per godersi il momento e continuare ad odorare la sua pelle e i suoi capelli.
Josephine non riuscì a smettere di sorridere davanti a questa affettuosa situazione che stava aspettando da tanto tempo e avvicinò lentamente le labbra al suo orecchio, "Grazie." Sussurrò nel modo più dolce e delicato in cui gli avesse mai parlato.
Draco sorrise lievemente, sentendo un brivido lungo la sua schiena, e affiancò anche lui le labbra al suo orecchio, "Grazie a te." Sussurrò nel modo più tenero che riusciva, provocando un brivido anche a lei.
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