U n o
1 Settembre, 1993
Come ogni anno, il primo giorno di settembre iniziava un nuovo anno nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Ancor prima dei venti minuti rimanenti alla partenza dell'Hogwarts Express, gli studenti correvano, sorridevano e salutavano i propri genitori con l'entusiasmo di tornare a quell'edificio gotico che era diventata ormai casa loro.
Questo non era lo stesso per Draco Malfoy che, dopo aver salutato la sua famiglia al binario 9 ¾, osservava con disdegno e irritazione tutta quella felicità che emanava ogni persona che gli passava davanti. Detestava essere circondato da gente così insignificante e miserabile - qualsiasi aggettivo opposto a ciò che era lui.
Prima di salire sul treno, incontrò i suoi amici, Vincent Tiger e Gregory Goyle, "Draco, siamo qui!" Le loro voci costrinsero la sua testa a ruotare lentamente verso la direzione da cui provennero e li vide in mezzo alla folla che cercavano di farsi notare da lui sventolando la mano in aria. Con aria scocciata, si avviò verso di loro.
Tiger e Goyle erano amici di Draco dal primo anno e facevano parte della sua stessa casa, Serpeverde - la migliore tra tutte, a loro parere. Proprio per questo, la loro cerchia di amici era composta solamente da studenti Serpeverde. Sapere che quei due fossero sempre al suo servizio lo faceva sentire potente e superiore rispetto a tutto e a tutti, soprattutto grazie alla sua purezza di sangue.
"Quante volte ancora devo dirvi di chiamarmi con il mio cognome?" Ringhiò Draco, guardandoli con fastidio mentre fermava i suoi passi davanti a loro con una mano nella tasca dei pantaloni e l'altra stretta intorno al manico del suo bagaglio.
Una sua particolare ossessione era quella di non volere che le persone lo chiamassero per nome. Il suo ego supremo lo rendeva convinto di trovarsi nel gradino più alto rispetto a tutti nel mondo magico e il fatto che qualcuno non lo chiamasse con il suo cognome implicava avere un legame. Dal suo punto di vista il nome di un individuo era una caratteristica fin troppo personale, così tanto da non voler essere chiamato o chiamare un'altra persona per nome, a meno che non si trattasse di qualcuno che se lo meritasse.
"Hai ragione, perdonami, come hai passato l'estate? Io sinceramente avrei preferito avere più giorni per dormire fino a tardi." Disse Tiger al fianco sinistro di Draco mentre marciavano verso il treno per prendere posto nella loro cabina.
Draco lo ignorò mentre ricominciava a scrutare con disgusto gli altri studenti che correvano e ridevano per la stazione, "Se fosse per me non esisterebbe nemmeno la scuola e soprattutto-" Venne bruscamente interrotto da una persona più minuta di lui che gli diede involontariamente una spallata.
"Guarda dove vai, mezzosangue." Sputò con derisione, rendendosi conto che si trattava di Harry Potter. Senza dire una parola, Harry se ne andò, sapendo che sarebbe stato inutile rispondere a un soggetto come Malfoy, "E si risponde quando un superiore ti parla, Potter!" Gridò, guardandolo mentre si allontanava.
Dopo tre anni era noto a tutti quanto quei due si odiassero e nessuno si stupiva più di vederli litigare ad ogni occasione posta davanti ai loro occhi. L'odio era cresciuto col passare del tempo - Harry era il bambino sopravvissuto alla peggiore delle maledizioni senza perdono lanciata dal Signore Oscuro. Tutti conoscevano il suo nome e ne erano affascinati, incuriositi. Draco sbuffava a questo pensiero: un mezzosangue i cui genitori erano morti e che aveva come amici altri mezzosangue, come poteva avere questo potere?
Inconcepibile per lui.
"Ben detto Malfoy!" Lo lodò Goyle, ridendo e dandogli una pacca sulla spalla prima di salire sul treno ed entrare in uno scompartimento.
"Oh, eccovi non vi trovavamo." Blaise Zabini si affacciò alla cabina dopo vari minuti insieme a Pansy Parkinson.
Blaise era il migliore amico di Draco e probabilmente l'unica persona, oltre ai suoi genitori, a cui voleva davvero un briciolo di bene. La loro amicizia non era come quella con Tiger e Goyle che passavano il loro tempo con lui soprattutto per il suo cognome. Blaise era un vero amico e gli voleva bene, nonostante il suo carattere alquanto discutibile.
"Finalmente...abbiamo girato tutto il treno per cercarvi." Disse Pansy, mettendo piede nello scompartimento con la sua enorme valigia viola in mano.
Pansy era l'esatto esempio di ragazza che Draco non riusciva a sopportare. Nonostante facesse parte del loro gruppo dal primo anno, lui cercava sempre qualsiasi mezzo per allontanarla. Inizialmente lo aiutava solamente ad aumentare il suo egocentrismo, ma poi aveva iniziato a stufarsi del suo atteggiamento appiccicoso e assillante nei suoi confronti. Adesso desiderava solamente che lei scomparisse dalla faccia della terra.
"Ciao Draco, come stai?" La ragazza dai capelli a caschetto si rivolse a Draco con la sua solita voce squillante, avvicinandosi per abbracciarlo. Sperava che crescendo il suo tono diventasse meno irritante, ma evidentemente si sbagliava.
"Scordatelo, Parkinson." Allungò rudemente il braccio per bloccare ogni suo tentativo di avvicinamento prima che potesse anche solo sfiorarlo.
"Non fare l'antipatico." Lo ignorò e gli sorrise sfacciatamente, "Ti dispiace se mi siedo accanto a te?" Domandò avvicinandosi nuovamente.
"Non pensarci, Zabini si siederà vicino a me," Fece cenno al suo amico mentre scorreva accanto al finestrino per fargli posto, "E non chiamarmi per nome." Concluse rivolgendosi alla ragazza con l'odio che sgocciolava dalla sua lingua e iniziò a sfogliare la Gazzetta del Profeta.
Detto ciò, nessuno proferì parola fino all'arrivo a destinazione.
Dopo essersi accomodati e aver indossato le uniformi, tutti gli studenti si recarono nella sala grande per il pasto serale che venne introdotto dal coro della scuola. Il tavolo dei Serpeverde si trovava all'estrema sinistra e Draco prese posto tra Tiger e Goyle, mentre Blaise e Pansy sedevano dall'altra parte del tavolo.
"Sapete dov'è Jo?" Chiese Pansy guardandosi intorno con attenzione, nella speranza di scorgere la ragazza in mezzo alle quattro tavolate completamente affollate.
"Mi chiedo la stessa cosa di Theodore." Rispose Blaise prima di versare l'acqua nel proprio bicchiere e fare un sorso, "A questo punto credo che siano insieme."
"Come sempre." Borbottò Pansy, trascinando lo sguardo su ogni angolo dell'enorme stanza finché non indugiò sulle porte d'entrata, "Ah, eccoli-" Enunciò facendo voltare Blaise.
Le figure di Theodore Nott e Josephine Blake fecero il loro ingresso nella sala grande, marciando fianco a fianco verso i loro amici con due raggianti sorrisi stampati sulle labbra. Le loro toghe svolazzavano nel vento leggero mentre camminavano.
"Ce l'avete fatta." Pansy li salutò, roteando gli occhi.
"Siete solo in ritardo di circa sei ore." Commentò sarcasticamente Blaise mentre scrollava il polso, facendo finta di controllare l'ora nell'orologio che non indossava.
"Rilassati, principessa." Sbuffò Josephine, roteando gli occhi su di lui, e salutò Pansy con un bacio sulla guancia mentre prendeva posto nello spazio che la ragazza le aveva riservato.
"Volevamo solo stare un po' insieme dopo due mesi di lontananza." Theodore giustificò il loro ritardo sedendosi accanto a Blaise, invece.
"Questa lurida si deve proprio sedere davanti a me?" Sputò acidamente Draco, rivolgendosi ai due ragazzi accanto a lui con ribrezzo, appena vide la ragazza accomodarsi.
"Se ti do fastidio, sposta il tuo scontroso culo da un'altra parte, Malfoy." Ribatté la diretta interessata mentre poggiava gli avambracci sul tavolo.
"Non cominciate voi due." Blaise si intromise tra le due teste calde e li zittì in un batter d'occhio.
In tre anni di convivenza in quella scuola, dove Josephine e Draco avevano vissuto ogni giorno frequentando le stesse persone e lezioni, si erano sempre odiati senza nemmeno conoscersi.
Durante tutta la loro permanenza ad Hogwarts non avevano mai parlato veramente, se non per insultarsi e litigare ad ogni buona occasione. La cosa più peculiare era che non si erano mai guardati in faccia e quindi era come se non esistessero l'uno per l'altro.
Anche se non lo avrebbe mai ammesso, l'unica cosa che Draco aveva appreso di Josephine era che fosse completamente diversa da Pansy. Quest'ultima lo venerava e lo vedeva praticamente come una divinità, diventando - di conseguenza - il suo zerbino. Questa cosa non gli dispiaceva affatto. Non rifiutava mai una ragazza che sfoggiava l'adorazione nei suoi confronti grazie al suo fascino e al suo potere.
Nonostante tutto ciò, Pansy era sempre molto insistente e appiccicosa. Gli faceva saltare i nervi come poche cose. La detestava da morire, ma per lo meno era purosangue, a differenza di Josephine. Era questo il motivo per cui non le rivolgeva neanche uno sguardo. Non riusciva nemmeno a concepire come Theodore e Blaise fossero suoi amici, data la loro purezza di sangue - ovviamente non puro come quello di un Malfoy.
I suoi pregiudizi e il suo odio nei confronti dei mezzosangue e dei babbani facevano andare Josephine su tutte le furie e non perdeva occasione di attaccarlo e far partire un litigio.
Non riusciva a sopportare l'egoismo e la cattiveria di Draco, il quale si comportava da bullo e prendeva di mira le persone come lei, soprattutto. Era letteralmente la persona più odiosa e perfida che avesse mai conosciuto e non voleva averci niente a che fare.
Sin dal primo momento che si erano conosciuti avevano instaurato un rapporto di totale odio e repulsione verso l'altro e niente avrebbe cambiato questa cosa.
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