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T r e n t u n o

"Hai iniziato a scrivere come ti avevo consigliato?" Chiese Josephine.

"No." Rispose Draco mentre teneva la guancia appoggiata sul palmo della mano con gli occhi unicamente proiettati su di lei mentre dipingeva il ramo di un albero in fiore, "Non sono tipo da diario segreto."

"Non sarebbe un diario segreto." Sbuffò con impazienza, "Semplicemente è un modo di mettere per iscritto i tuoi pensieri, guarda che è molto utile per sfogarsi."

"Cosa ti fa pensare che io ne abbia bisogno?" La sfidò con un sopracciglio alzato.

"Tutti ne hanno bisogno, Draco." Lo guardò brevemente con la pura bontà negli occhi, "Scrivere è la via d'uscita più semplice ed è alla portata di tutti, fidati di me."

Draco prese un respiro profondo e alzò gli occhi al cielo, "Ci penserò." Scosse rapidamente la testa in segno di rassegnazione, "Ma se non funziona, smetto."

"La cosa importante è che ci provi." Lo rassicurò.

"Le cose che mi fai fare, Jòsephine..." Mormorò mentre si massaggiava disperatamente la fronte.

"Ormai ho un'ottima influenza su di te." Ridacchiò allegramente.

"Quello mai." Affermò con decisione, puntandole il dito contro, "Anche se siamo amici non significa che avrò anche io un mondo fatto di primule, gatti e cioccolato."

Josephine scrollò le spalle, "Se ne sei convinto tu."

"Sono pur sempre un Malfoy, non dimenticarlo." Puntualizzò con voce rauca, facendola ridacchiare, "Che diavolo ridi?"

"È divertente come prima cambi dall'essere Draco e poi Malfoy."

Il biondo si accigliò alle sue parole, "Sono sempre io." Mormorò con tono ovvio.

"No, non lo sei." Insistette, scuotendo la testa, "Con me sei Draco e ti mostri per come sei realmente, con gli altri invece ti comporti da Malfoy, come ti viene imposto." Draco abbassò lo sguardo per riflettere, "Ed è decisamente meglio Draco che Malfoy." Continuò lei, "Sono fiera di te."

"Davvero?" Domandò, incredulo.

"Certo che sì. Ora sei un Don molto meno Freezer." Scherzò, facendogli roteare gli occhi.

"Oltre che fiera, dovresti sentirti onorata." Tirò leggermente l'angolo della bocca, "Mi comporto così solo con te."

Josephine fece un cenno col capo, "Lo sono e anche tanto."

"Comunque, a proposito di primule," Si passò una mano tra i capelli, "Ho iniziato a leggere il libro."

La testa della ragazza scattò verso di lui per guardarlo con un sorriso raggiante mentre i suoi occhi brillavano, "Davvero?"

Draco annuì, "Ho scoperto fiori di cui ignoravo totalmente l'esistenza."

"E che ne dici?"

Il biondo sorrise impercettibilmente, "Mi piace."

"Ah!" Gridò con entusiasmo, battendo le mani, "Sono contenta che ti piaccia. Allora quando l'hai finito ti interrogo."

"Prenderò il massimo dei voti."

"Jo?" La voce gentile di Pansy suonava lontana, nonostante le sue labbra fossero attaccate al suo orecchio, "Jo?" Disse di nuovo, alzando leggermente il tono della voce, facendola mugugnare nel sonno, "Buongiorno, festeggiata." Sussurrò prima di posare un dolce bacio sulla sua fronte. Un leggero sorriso crebbe lentamente sulle sue labbra.

Josephine schiuse gli occhi e li stropicciò col dorso della mano, sbadigliando, "Grazie tesoro." Mormorò mentre allungava le braccia per abbracciarla.

"Preparati e scendiamo." Le accarezzò premurosamente i capelli arruffati mentre raddrizzava la schiena e indietreggiò. Prese in braccio Bizet e lo posò delicatamente sulla sua pancia.

Miagolò, gattonando verso il suo viso. Le sue piccole zampe affondavano nella sua pelle fino a sfiorare il suo naso. Leccò dolcemente la sua guancia. "Grazie anche a te, piccolino."

Una volta che Pansy ebbe indossato la sua solita uniforme con la gonna, e Josephine i suoi adorati pantaloni, uscirono dalla loro camera per dirigersi verso la sala grande per fare colazione. Blaise e Theodore erano già al tavolo in attesa del loro arrivo, e appena videro le due ragazze entrare, corsero verso di loro.

"Auguri, Jo!" Blaise la abbracciò calorosamente e lei lo ringraziò con un grande sorriso raggiante sulle labbra, dandogli un bacio sulla guancia.

"Buon compleanno, tesoro mio." Theodore avvolse le braccia intorno alla sua vita e la sollevò.

"Teddy-" Gridò Josephine in una grassa risata mentre il ragazzo la faceva girare, "Mi gira la testa."

Appena tornò con i piedi per terra, Theodore le prese il viso a coppa per stampare tanti baci in tutto il suo viso, "Ti-vo-glio-be-ne." Mormorò tra un bacio e l'altro.

"Anche io, Teddy." Allungò le dita per accarezzare i riccioli che gli solleticavano la fronte e diede un bacio sulla sua guancia. Successivamente si guardò intorno, "Dov'è Draco?" Chiese, non trovando nessuna chioma bionda nella stanza.

"Non lo sappiamo." Blaise alzò le spalle, "È andato via stamattina presto."

"Ah, d'accordo." Sussurrò, abbassando lo sguardo.

"Dov'è la festeggiata?" Una voce familiare la costrinse a voltarsi per vedere Adrian che stava camminando verso di lei con un ampio e dolce sorriso sulle labbra, "Tanti auguri." Allargò le braccia, invitandola a buttarsi dentro.

Josephine non ci pensò un secondo di più che lanciò il suo corpo sul suo, abbracciandolo strettamente. Per stringere meglio il suo corpo, Adrian la sollevò leggermente da terra e le accarezzò i capelli. "Grazie, Adrian."

"Figurati." La rimise a terra prima di posare una mano sulla sua guancia per darle un bacio all'eschimese.

"Mi si alza il colesterolo." Commentò Blaise, sistemandosi il colletto mentre li guardava.

"Sta' zitto." Il gomito di Pansy colpì la sua spalla, "Siete adorabili." Sorrise dolcemente ai due ragazzi.

"Sei Josephine?" Una voce sottile alle sue spalle la fece voltare e vide un ragazzino con un mazzo di fiori legati da un nastro celeste in mano.

"Sì, sono io." Annuì, sorridendo.

"Sono per te." Lui allungò i fiori in modo goffo e timido.

Lei li afferrò, leggermente imbarazzata, "Devo preoccuparmi di un ragazzino?" Sussurrò Adrian nel suo orecchio, ricevendo una gomitata.

"Non sono da parte mia." Il bambino scosse subito la testa con paura, "Mi hanno solo detto di consegnarli a Josephine."

Josephine ridacchiò, "Allora, ti ringrazio molto." Piegò la schiena per posare un gentile bacio sulla sua morbida guancia.

Lui arrossì subito per l'imbarazzo e rimase immobile qualche secondo,"Auguri, comunque." Balbettò frettolosamente prima di andarsene.

"Che dolce." Mormorò mentre ammirava i fiori, e le punte delle sue dita sfiorarono delicatamente i petali soffici e colorati.

"Che fiori sono?" Domandò Pansy, immergendo il naso per sentirne il profumo.

"Nontiscordardime." Sussurrò Josephine con un leggero sorriso, notando quanto il colore celeste dei fiori fosse straordinario. Non erano i suoi fiori preferiti, ma avevano un fascino particolare che la incantava.

"Un anonimo che ti manda dei fiori?" Blaise aggrottò la fronte, "Io mi preoccuperei." Lanciò un'occhiata ad Adrian.

"Dovrei, Jo?" Il moro la guardò con le sopracciglia alzate.

"No, non devi." Lo rassicurò con un gesto della mano, "Il Nontiscordardime significa amicizia vera."

"Allora va benissimo." Adrian annuì con grande sollievo.

"Non sei curiosa di scoprire chi è?" Chiese Pansy in preda alla curiosità.

"In effetti, sì." Ammise con un morbido sorriso. Chiunque fosse, conosceva molto bene i fiori e questa cosa la intrigava ancora di più.

"Jo?" La figura di Hermione che camminava verso il tavolo dei Serpeverde durante il pranzo catturò la sua attenzione, "Sono arrivati dei fiori per te!"

"Ancora?" Mormorò Theodore a bassa voce mentre si portava il bicchiere d'acqua alle labbra.

"Chissà se è lo stesso anonimo." Domandò Blaise, masticando.

"Buon compleanno!" Hermione la coinvolse in un braccio con il braccio libero mentre l'altro teneva un grande mazzo di fiori.

"Ti ringrazio." Ricambiò l'abbraccio, "Chi te li ha dati?"

"Un gufo, non so di chi sia." Fece spallucce mentre li allungava perché li prendesse, "C'era solo un bigliettino con scritto 'Per Josephine'." La ragazza annuì e salutò l'amica prima di concentrarsi sul bellissimo mazzo legato con un nastro rosso.

"Cosa sono questa volta?" Mormorò Theodore, toccando gentilmente i petali.

"Garofani rossi, ammirazione." Sussurrò, alzando i fiori fino a permettere al suo naso di sfiorare i petali, "Carino..." Sorrise dolcemente.

"Anche questo è anonimo?" Interrogò Blaise.

"A quanto pare." Rispose Josephine mentre controllava se ci fosse un bigliettino.

"Ma, scusate, Draco sta male?" Pansy cambiò argomento.

"Teoricamente no." Theodore scrollò le spalle.

"Ma non vi ha detto niente di dove stesse andando?" Chiese Josephine, accigliata.

"È solo uscito." Rispose Blaise semplicemente.

"Beh, mi auguro che torni con un bel regalo, sennò gli spacco il naso." Josephine ringhiò mentre posava delicatamente i fiori sul tavolo.

"Di nuovo?" Ridacchiò Theodore, riferendosi all'episodio dell'anno precedente.

"Certo."

Lo stesso pomeriggio Josephine portò fuori in giardino Bizet per giocare un po' con la pallina e per farlo correre quando, ad un certo punto, vide in lontananza un gufo che sembrava stesse volando proprio nella sua direzione. Mano a mano che si avvicinava, notò che teneva qualcosa tra le zampe - qualcosa di colore rosa. Una volta che il gufo volò sopra di lei, le sue zampe si aprirono e un mazzo di tulipani rosa cadde nelle sue mani. Alla sorpresa, sussultò e schiuse leggermente la bocca.

Affetto, pensò, accarezzando i petali.

Sorrise spontaneamente all'idea che qualcuno avesse fatto questo per lei, "Hai visto Bizet?" Si accovacciò per accarezzarlo mentre l'animale si rotolava nell'erba, "Qualcuno mi conosce molto bene."

Miagolando, leccò il dorso della sua mano, "Mi dispiace, ma non parlo di te." Mormorò, "Ma vorrei sapere di chi si tratta..."

"Dove stiamo andando?" Josephine sospirò, avendo una benda sugli occhi, mentre veniva guidata da Pansy che la teneva saldamente per mano.

"Ti hanno mai detto che sei insopportabile?" Sbuffò.

"Beh, si..." Ridacchiò mentre pensava a tutte quelle volte che gliel'aveva detto Draco. Appena pensò a lui, si domandò dove fosse finito. Anche la zia Maryam non si era fatta viva, magari aveva troppo da fare, "Siamo arrivate." Pansy esultò e sciolse il nodo della benda per toglierla dai suoi occhi e darle di nuovo la vista.

Josephine aprì gli occhi, sbattendo velocemente le palpebre e quello che vide le fece spalancare gli occhi: Theodore, Blaise e Adrian in riga con un sorriso stampato in faccia, e in mezzo a loro c'era la donna che Josephine sperava con tutto il cuore di rivedere dopo mesi.

"Zia Maryam!" Ansimò con tutta la felicità che stava provando mentre correva verso di lei con le braccia aperte.

"Vita mia." La donna avvolse le braccia intorno al corpo di sua nipote e la strinse più forte che poteva, lasciando che le lacrime scorressero lungo le sue guance come fecero su quelle della ragazza.

"Mi sei mancata così tanto." Sussurrò nei suoi capelli rossi e ricci, la sua voce spezzata dall'emozione.

"Amore mio, sapessi tu." Premette le labbra sulla sua tempia.

A quella scena, Theodore diede una pacca sulla spalla di Adrian che le stava guardando con un grande sorriso tenero. Josephine schiuse lentamente gli occhi per posarli su di loro, "Di chi è stata l'idea?" Tirò su con il naso.

"Di Adrian." Theodore inclinò la testa verso di lui.

"È il nostro regalo per te." Adrian spiegò mentre intrecciava le dita delle sue mani dietro la schiena.

"Sì, ma è stato Adrian a proporlo." Ripeté di nuovo Blaise, sottolineando che il merito era tutto di Adrian.

Josephine gli sorrise dolcemente, "Ti ringrazio." Mormorò, sconvolta.

"Non devi." Sussurrò mentre scuoteva lentamente la testa.

La zia sciolse l'abbraccio, permettendo a Josephine di fiondarsi sul corpo alto di Adrian, "È il regalo migliore che aveste potuto farmi."

Il ragazzo ricambiò subito l'abbraccio, senza neanche pensarci, stringendo saldamente le braccia avvolte intorno alla sua vita mentre una mano le accarezzava i capelli, "Sapevo che avresti voluto vederla."

Josephine si staccò da lui, tornando con i piedi per terra e posò le mani sulla sua mascella per prendere il suo viso a coppa. Rimasero brevemente a guardarsi negli occhi, aspettando che uno dei due facesse qualcosa, e fu proprio lei a fare il passo.

Si alzò in punta di piedi e premette delicatamente le labbra sulle sue.

Tutti i presenti guardarono Josephine baciare Adrian con gli occhi spalancati. Dalle labbra di Blaise scappò una risatina per l'imbarazzo mentre Theodore posava il suo sguardo scioccato sulla zia e su Pansy che sorridevano.

Adrian impiegò alcuni secondi prima di realizzare che le labbra della ragazza che desiderava così tremendamente fossero poggiate sulle sue. E quando lo fece, si sciolse completamente nelle sue labbra e portò la mano sulla sua nuca per avvicinarla ulteriormente, come se temesse che potesse scappare.

Josephine era stata sopraffatta da troppe emozioni per pensare alle sue azioni. Il ragazzo che si era dichiarato a lei e che la riempiva costantemente di attenzioni e complimenti, aveva fatto in modo di farle passare un po' di tempo con la persona più importante della sua vita. Si era sentita di farlo, se lo meritava. Lo fece e basta.

Le sue braccia si spostarono sul suo collo mentre Adrian posava una mano sul suo fianco. Si sentiva come se stesse toccando il cielo con un dito. Aveva ragione a dire che Josephine non aveva paragoni; non avrebbe voluto stringere nessun'altra come stringeva lei.

Passarono pochi secondi prima che lei interrompesse lentamente il bacio fino a tornare per terra e aprire gli occhi, anche se Adrian desiderava che quel momento continuasse ancora per molto.

Josephine ridacchiò piena di imbarazzo, "Scusami-"

"Scusami?" Adrian alzò le sopracciglia con meraviglia, "Dio, Jo, fallo di nuovo." Gemette, facendo ridere le persone intorno a loro.

"Magari in un altro momento." Disse Blaise.

"Io ho una cosa da darti." Mormorò Theodore mentre allungava un pacchettino, "Ho voluto farti qualcosa in più."

"Sì, a quanto pare io non sono abbastanza." Sussurrò la zia, roteando gli occhi.

"Tu sei tutto." Josephine le sorrise dolcemente, ricevendo un bacio da lontano prima di scartare il regalo di Theodore: era una scatolina quadrata che, quando venne aperta, rivelò di contenere una stupenda collana d'argento con una margherita, "Teddy, è meravigliosa." La sfilò dalla scatola e gliela porse perché la legasse dietro il suo collo.

"Sono contento che ti piaccia." Fece un grande sorriso mentre la accoglieva tra le sue braccia.

"Sei unico." Gli sussurrò all'orecchio, "Grazie, ti voglio bene." Posò un bacio sulla sua guancia.

"Anche io, tesoro." Strinse maggiormente le braccia intorno a lei.

"Beh, ora se permettete vorrei trascorrere un po' di tempo con la mia nipotina." Maryam allungò la mano per afferrare la sua e stare da sole, "Non ti dispiace, vero?" Si rivolse a Adrian.

"L'importante è che me la riporti." Scosse la testa e sorrise.

"Andiamo, cara." Si recarono nella sua camera, chiudendo la porta, "Quell'Adrian è pazzo di te." Mormorò la zia mentre aspirava dalla sigaretta accanto alla finestra.

"Ma che dici?" Josephine ridacchiò, "Gli piaccio e basta."

"Tesoro, l'ho visto quando l'hai baciato e so quello che dico."

"Anche io l'ho visto." Alzò gli occhi al cielo.

"No, tu sei cieca." Sputò schiettamente.

"Oppure sei tu che sei esagerata?" Sollevò un sopracciglio per provocarla.

"Ho sentito come parla di te." Indicò le proprie orecchie, "Ha una grandissima stima nei tuoi confronti."

Josephine sospirò, "Ammetto che mi ha fatto capire che tiene molto a me."

La zia annuì vigorosamente, "Parecchio, direi." Scaricò la cenere della sigaretta fuori dalla finestra e, improvvisamente, un gufo atterrò inaspettatamente sulla ringhiera con le ali spiegate, "Oddio santissimo!" La donna sobbalzò per lo spavento, "E questo?" Domandò, sconvolta, mentre notava che teneva un bigliettino nel becco.

"È un gufo, zia." Josephine ridacchiò, camminando verso la finestra e tolse la lettera dal suo becco per leggerla.

"Non l'avrei mai detto." Sussurrò per l'affermazione ovvia.

Torre di astronomia, tra dieci minuti.

Don Freezer

"È Draco." Sussurrò Josephine, incredula.

"Finalmente!" La donna alzò la voce con tono spazientito, "Si è deciso a farsi vivo. Sai, ero quasi curiosa di conoscerlo."

"Lo farai, ma non oggi." Rispose frettolosamente mentre preparava i vestiti di ricambio.

"Certo, tanto devo andare via tra pochi minuti." Fece un tiro dalla sigaretta, "Glielo dirai?"

La ragazza si voltò mentre si infilava i pantaloni, "Che cosa?"

"Del bacio."

"Oh..." Abbassò lo sguardo, "Non so come può prenderla."

"Lui si fa segare dalle sconosciute e tu non puoi baciare un ragazzo?" Si accigliò, quasi divertita dalla situazione bizzarra.

"Adrian non gli piace affatto." Le spiegò, "Già non sopporta che ci esca, ma non fa troppe storie."

"Almeno questo." Fece spallucce e lanciò la sigaretta consumata di sotto.

"In più, mi sentirà per non aver dato segni di vita tutto il giorno." Ringhiò con voce ferma.

La zia si avvicinò con un sorriso diabolico e le accarezzò i capelli "Beh, fagli il culo."

Draco era già seduto davanti alla ringhiera con due bottiglie di birra aperte accanto quando Josephine salì sulla torre, "Sei in ritardo." Affermò seriamente, senza voltarsi.

"Da che pulpito." Sussurrò lei mentre si avvicinava per sedersi vicino a lui.

"Ho avuto da fare." Si giustificò freddamente mentre le passava una bottiglia.

"Immagino." Sospirò a bassa voce mentre beveva un sorso di birra, "Cos'hai dovuto fare, una messa?" Scrutò il solito completo nero che stava indossando.

"Cose." La liquidò subito, "Tu cosa hai fatto?" Posò lo sguardo interessato su di lei.

"Cose." Lo imitò, ripetendo le sue stesse parole, e si mostrò distaccata, cosa che provocò a Draco un sorrisetto mentre tornava con gli occhi sul panorama.

Inspirò profondamente prima di bere un po', "Zabini mi ha detto che qualcuno ti ha mandato dei fiori."

"Già." Rispose semplicemente, senza degnarlo di uno sguardo.

"Ti girano?" Scattò verso di lei, accigliato.

"Ovviamente no, cosa te lo fa pensare?" Domandò con tono sarcastico.

"Dai, dimmi che fiori erano." La incitò a fare conversazione.

Josephine sbuffò, "Nontiscordardime, garofani rossi e tulipani rosa."

Draco alzò gli occhi al cielo mentre rifletteva, "Vediamo..." Sussurrò, strizzando gli occhi, "Amicizia vera." Contò con le dita, "Ammirazione e affetto."

La ragazza fece un cenno col capo mentre si portava la bottiglia alla bocca, "Esame superato, complimenti."

"Ti ringrazio." Tirò su l'angolo della bocca mentre teneva lo sguardo fisso davanti a lui, "Sai, all'inizio ero abbastanza titubante." Cambiò argomento, facendo inarcare le sopracciglia di Josephine. Non capì di cosa stava parlando, "Il colore non mi convinceva perché avevi detto di odiare con tutto il tuo cuore il rosa." Josephine ruotò lentamente il capo verso di lui mentre continuava a parlare, "Ma poi me ne sono fregato altamente perché l'importante è il significato e non il colore." Spostò i suoi occhi grigi nei suoi celesti che lo guardavano sconvolti.

"Draco..."

"Te li ho mandati io i fiori, Jòsephine." Mormorò con un sorriso, "Tutti."

Josephine rimase brevemente immobile con la bocca spalancata sotto gli occhi divertiti di Draco. Adorava vederla così scioccata e sorpresa, gli piaceva stupirla. In un decimo di secondo, l'espressione sconcertata sul suo viso venne rimpiazzata da una felice con un enorme sorriso e non poté fare a meno di ringraziarlo. Per cui, si lanciò su di lui, facendolo gemere per lo scatto improvviso.

Draco non ebbe bisogno di pensare poiché ricambiò subito l'abbraccio, stringendola con un sorriso sulle labbra.

"Grazie mille, Draco." Strofinò la guancia contro i suoi capelli, dandogli il permesso di accarezzarle la schiena.

"È stato un piacere." Sussurrò vicino al suo orecchio e la sua mano che le accarezzava la pelle provocò una serie di brividi lungo la sua schiena e lungo il suo collo per il calore della sua voce e del suo respiro.

Appena si staccarono, le mani di Josephine rimasero sulle sue spalle, e dopo aver ridacchiato serenamente, gli diede un inaspettato bacio sulla guancia. Aveva sempre odiato i baci, ma questo non gli dispiacque affatto e le regalò un piccolo sorriso.

"Quindi oggi non c'eri perché mi stavi prendendo i fiori?"

"Impressionante, Jòsephine." Alzò le sopracciglia, "Sei perspicace." La prese in giro.

Lei gli diede una gomitata, "Ritiro il bacio, eh." Lo minacciò.

"No, non lo faresti." Scosse la testa con sicurezza, facendola sbuffare, "Ora puoi raccontarmi che hai fatto oggi."

"Molte cose...mi sono scervellata per capire chi fosse l'anonimo dei fiori, come regalo mi hanno permesso di vedere la zia Maryam, io e Adrian ci siamo baciati e Teddy mi ha-"

"Aspetta, aspetta, aspetta." Draco la interruppe bruscamente; le sue narici dilatate che sputavano fumo mentre ruotava lentamente la testa per guardarla negli occhi, "Cosa cazzo hai detto?"

"Ho detto che ho visto la zia Maryam." Fece un piccolissimo sorriso per smorzare la situazione, vedendo i suoi occhi infuocati.

"Non prendermi per il culo, Jòsephine, e non farmi incazzare." Ribollì furiosamente, "Cosa diavolo hai detto?" Scandì bene tutte le parole, ognuna suonava sempre più minacciosa.

"Ah, ti riferisci ad Adrian?" Ridacchiò nervosamente, cercando di prenderla alla leggera, "Ma niente di che..." Scrollò le spalle sotto lo sguardo infuocato di Draco, "Ero solo molto contenta che mi avesse portato la zia a scuola e l'ho-" Esitò brevemente, "L'ho baciato, ecco."

Draco sentì un'inaspettata fitta allo stomaco. Non sbatté le palpebre per molto tempo mentre non smetteva mai di fissarla e Josephine iniziò a preoccuparsi, "Draco?" Lo chiamò a bassa voce.

In quel momento stava pensando e non riusciva a sentire la sua voce o a rendersi conto di essere letteralmente congelato.

Era arrabbiato, furioso, ma perché?

Sapeva che sarebbe successo e non gli importava, invece ora che era successo veramente si sentiva deluso. Sperava che non lo facesse e che capisse che Adrian non era quello che pensava che fosse.

Non glielo avrebbe mai detto, ma si sentiva veramente in pace solo se aveva la certezza che lei stesse bene. Non ci aveva pensato due volte a regalarle i fiori. Si erano avvicinati molto di recente e si era sentito in dovere di mostrarle quello che provava verso di lei e il modo migliore per farlo era parlando la sua lingua. Le voleva bene, non poteva più negarlo e avrebbe mentito se avesse detto che questo non lo portava ad avere un istinto di protezione nei suoi confronti perché era esattamente quello che aveva quando succedeva qualcosa con Pucey.

Non gli era mai andato a genio e se avesse saputo che non la trattava con rispetto, avrebbe avuto un buon motivo per trattarlo come meritava. Un solo passo falso con Josephine ed era fuori, lo aveva promesso a sé stesso. Lei era troppo fragile, non poteva permettere che venisse ferita e, al tempo stesso, si fidava delle sue scelte. Non era una ragazza stupida. Se lo aveva baciato significava che aveva voluto farlo e che si sentiva a suo agio con lui, anche se Draco non capiva perché.

Ma se il fatto che lei fosse felice lo faceva stare bene perché allora non riusciva ad accettare che l'avesse baciato? Avrebbe dovuto essere contento, ma non riusciva. Questo dubbio cominciò a martellare furiosamente nella sua mente.

Dopo vari secondi, Draco annuì lentamente, "D'accordo." Sussurrò con tono incerto, "Se stai bene tu, sto bene anche io." Mormorò seriamente mentre distoglieva lo sguardo da lei, bevendo un sorso di birra.

"Anche io, Draco." Affermò anche lei, "Se sei felice, lo sono anche io."

"Lo so." Sussurrò, "È per questo che siamo amici."

"Solo per questo?"

Draco roteò gli occhi, "Anche perché sei una scema."

"Sono fiera di esserlo." Scrollò le spalle, "Almeno sono divertente."

"Tu sei buffa e goffa." La corresse fermamente.

"Sono la stessa cosa."

"Stavi dicendo, quindi, Nott ti ha...?" Riprese l'argomento di prima.

Josephine guardò il cielo per ricordare cosa stava dicendo, "Ah sì...mi ha regalato questa collana." Tirò fuori dal maglione il gioiello che indossava.

Il biondo si voltò per guardare, "Carina."

"La adoro." Accarezzò la collana, sfiorando delicatamente le clavicole, "Sai il significato delle margherite?"

"Mh..." Rifletté brevemente, "Purezza."

Josephine fece un breve applauso, "Complimenti, hai studiato sodo."

"Tutto merito tuo." Allargò fieramente le braccia, facendola ridere.

"Grazie ancora per i fiori, veramente." Sussurrò Josephine mentre si fermava davanti alla porta della sua camera, "Sei stato molto carino."

"Non volevo essere carino, solo un bravo amico." Mormorò Draco con le mani nascoste nelle tasche dei pantaloni.

Josephine roteò gli occhi, "Togliti quel dito dal culo, però." Gemette, facendolo ridere leggermente.

Rimasero a guardarsi negli occhi, sorridendo finché la ragazza non fece un passo verso di lui mentre alzava il mento per mantenere il contatto visivo.

Draco pensò subito a quanto gli piacesse averla così vicina. Inspirò profondamente, riuscendo a sentire il suo dolce profumo, e decise che sarebbe stato lui a prendere l'iniziativa questa volta. Avvolse le braccia intorno al suo corpo in un sentito abbraccio mentre le accarezzava i capelli. Nel frattempo, Josephine teneva le braccia intorno al suo collo con un sorriso felice sulle labbra. Adorava abbracciarlo.

Istintivamente Draco premette le labbra nella sua testa, lasciando un delicato bacio - pensò che fosse la cosa più giusta da fare con lei. La vedeva come una ragazza fragile e ormai era consapevole di non voler far altro che proteggerla e starle accanto.

A quel gesto di affetto, il sorriso di Josephine crebbe maggiormente e ricambiò il suo bacio, dandogliene uno sulla guancia.

Era felice che Draco fosse stato così affettuoso con lei, la faceva sentire al sicuro e speciale. Gli voleva molto bene e avrebbe mentito se avesse detto il contrario. Non si sarebbe mai aspettata di arrivare fino a questo punto con lui e non se ne pentiva.

Piano piano si staccarono, continuando a sorridere, e Draco avvicinò lentamente il viso al suo, permettendo alle punte dei loro nasi di sfiorarsi e accennò un sorriso, "Buon compleanno, Jòsephine."

Non le era mai piaciuto festeggiare il suo compleanno - era un giorno triste per lei. Eppure, quello di oggi era stato meno triste grazie ai miei amici e a sua zia, ma sentiva che il merito era soprattutto di Draco. Non avrebbe potuto desiderare un amico migliore di lui.

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