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T r e d i c i

1 Settembre, 1994

"Harry-" Il ragazzo si voltò verso la voce femminile che lo aveva chiamato.

"Jo." Un sorrise si fece lentamente strada sulle sue labbra, "Com'è andata la tua estate? Wow...tuoi capelli sono cresciuti un sacco." Le punte delle sue dita accarezzarono le ciocche ondulate che le toccavano l'addome.

"Le vacanze sono andate benissimo, ma non sono abbastanza lunghe." Roteò gli occhi, ridacchiando, "Piuttosto, tu come stai?" Parlò con tono serio, "Ho saputo dell'attacco dei mangiamorte alla coppa del mondo di Quidditch. Fred mi aveva invitata ad unirmi insieme a voi, ma ho avuto degli impegni e non sono riuscita, è stata Hermione a raccontarmi-"

"Jo!" Venne interrotta da Hermione mentre correva verso di lei per abbracciarla, "Che belli i capelli...vorrei così tanto averli come i tuoi." Disse col viso seppellito in nei suoi crespi e disordinati.

"Hermione, i tuoi capelli sono fantastici." Le sorrise premurosamente, "Stavo chiedendo a Harry dell'episodio alla coppa del mondo." Spiegò, dando una pacca sulla spalla di Harry.

"Ciao, Bizet!" Hermione salutò teneramente il gattino e accarezzò il suo morbido pelo mentre il suo piccolo corpo veniva tenuto tra le braccia di Josephine.

"Blake?"

La voce seria e fredda di Draco rimbombò nelle orecchie di Josephine. Non lo sentiva da mesi e non aveva ancora realizzato fino a quel momento che avrebbe rivisto il ragazzo biondo una volta tornata a scuola.

Come se non aspettasse altro, il suo corpo ruotò verso la direzione da cui era provenuta la sua voce e lo vide. Il ciuffo biondo cresciuto gli sfiorava la fronte e un completo unicamente nero si adattava perfettamente al suo corpo. Non l'aveva mai visto così elegante prima d'ora. Era cresciuto bene, non poteva negarlo.

Con un cenno del capo, lo salutò, "Malfoy."

Draco l'aveva vista in lontananza e l'aveva riconosciuta subito dai suoi stupendi capelli lunghi e dal gatto nero che teneva in braccio. La salopette estiva nera si fermava a metà della sua coscia, accompagnata dalle sue solite converse basse e bianche. Appena si voltò per guardarlo, notò quanto il suo viso fosse cambiato. Anche lei era cresciuta bene, "Sali con me?" Inclinò la testa verso il treno fermo sulle rotaie.

"Non credo tu voglia Bizet vicino." Scosse lentamente la testa mentre accarezzava il gatto.

Draco alzò gli occhi, "Sbrigati." Ordinò con voce ferma. Anche se non glielo avrebbe mai detto, era rasserenato nel vederla dopo mesi.

"Arrivo quando arrivo." Rispose con tono deciso, tornando con l'attenzione su Harry. Gli occhi freddi di Draco scivolarono sul ragazzo che l'aveva fissato per tutto il tempo, aspettando che facesse commenti velenosi su di lui o Hermione. Invece, con grande sorpresa, non disse niente, ma solamente perché non voleva discutere con Josephine il primo giorno. Sapeva che se avesse parlato troppo lei si sarebbe infuriata con lui. Perciò, si limitò a lanciargli uno sguardo minaccioso prima di salire sul treno, aspettando che la ragazza lo raggiungesse per andare dai loro amici.

"Prima che venissimo interrotti..." Hermione riprese a parlare con aria infastidita, "Volevo dire che Harry dovrebbe parlarne con Sirius-" Lo scrutò intensamente con occhi stimolanti.

"Hey Primula!" Gridarono Fred e George da lontano mentre percorrevano gli ultimi passi per avvicinarsi a lei.

"Come non detto." Borbottò Hermione dopo aver capito che non sarebbe riuscita a finire il suo discorso.

"Salve a tutti e due...devo essere sincera, non mi eravate mancati per niente." Avvolse le braccia intorno al collo di Fred mentre lui le dava un bacio sulla guancia.

"Non sai che partita ti sei persa.","Krum è stato fantastico." Dissero subito, riferendosi alla partita a cui era mancata.

"Ah sì, il bulgaro carismatico." Josephine finse di essere affascinata, roteando gli occhi.

"Shh, non dirlo. Ron è innamorato di lui." Sussurrò Fred al suo orecchio, indicando con la testa suo fratello che si stava avvicinando.

"Ancora con questa storia?" Ron sospirò con tono esausto, unendosi al cerchio, "Ciao, Josephine." Fece un piccolo sorriso.

"Ciao, Ronald." Lo saluto gentilmente, "Comunque se sei innamorato non devi nasconderlo." Fece l'occhiolino, provocando una risata agli altri.

"Il treno sta per partire!" Urlò il capostazione.

"Io vado, ragazzi. Ci vediamo più tardi." Li salutò con la mano e abbracciò calorosamente Hermione prima di allontanarsi.

"Comunque sei bellissima, Jo!" Gridò Fred da lontano, facendola girare e sorridere. Poi salì sul treno.

"Ce ne hai messo di tempo." La voce rauca e inaspettata di Draco la fece sussultare.

"Cristoforo Colombo, Malfoy-" Si portò una mano sul cuore mentre cercava di regolare il respiro, "Guarda che si può morire con questi spaventi." Ansimò affannosamente.

Draco ridacchiò leggermente e le fece cenno di andare avanti e fargli strada, "La prossima volta mi impegnerò di più."

Ad un tratto, Josephine si bloccò sul posto per scrutare dall'alto al basso l'alta figura del biondo. Lui accennò un piccolo sorriso nel vedere che lo osservava attentamente.

"Perché sei vestito da prete?" Domandò con un'espressione interrogativa in viso.

Draco si accigliò all'istante, "Ma che dici?" Strofinò le mani sui suoi vestiti, "Si chiama eleganza, una cosa che non conosci."

"Se per essere elegante devo vestirmi da suora preferisco indossare vestiti rosa per tutta la vita." Fece una smorfia di disgusto.

"Non ti piace il rosa?"

"Ti sembro il tipo da rosa?" Chiese retoricamente, indicando l'indumento nero che stava indossando, "Comunque sì, sembri un prete." Continuò, trattenendo una risata.

"Per Salazar-" Sbuffò un risatina, "Se per essere elegante devo sembrare un prete, allora sì."

"Bene." Affermò la ragazza mentre si fermava davanti a lui. Incrociò le braccia al petto, "Allora d'ora in poi ti chiamerò Don Ghiacciolo."

Draco lottò con tutto se stesso per non ridere e cercare di rimanere serio, "Perché ghiacciolo?"

"Perché sei freddo." Riprese a camminare nel corridoio stretto del treno.

"Ma i ghiaccioli si sciolgono." Sussurrò avvicinandosi al suo orecchio.

A quel punto, Josephine si fermò di nuovo e lo guardò. Alzò gli occhi e si morse leggermente le labbra. Lo faceva sempre quando pensava intensamente, "Allora sei Don Freezer...quello non si scioglie."

Draco accennò un sorrisetto e fece un leggero cenno col capo, "Suona bene."

Josephine gli fece l'occhiolino e sorrise.

"Jo, siediti accanto a me. Devo aggrapparmi a qualcuno quando entreranno i ragazzi della Durmstrang." Pansy diede delle pacche sul legno della panca vicino a lei per invitarla a sedersi.

"Pansy ti voglio bene, ma detesto quando fai così." Josephine roteò gli occhi e scivolò sul posto accanto a lei.

"Anch'io ti voglio bene, ma detesto quando fai così." ripeté Pansy.

"Così come?" Chiese Blaise, seduto accanto a Draco nella parte opposta del tavolo.

"È troppo sincera e non posso parlare di ragazzi con lei perché non le importa nulla." Sbuffò, lamentandosi.

"Sono i suoi pregi migliori." Commentò Theodore mentre si sedeva accanto alla sua migliore amica, e accarezzò dolcemente i suoi capelli.

"Tu puoi parlarmi di ragazzi, io ascolterò e annuirò." Josephine fece un piccolo sorriso e annuì lentamente, "Non ho la testa per questo." Sospirò mentre versava l'acqua nel suo bicchiere.

"Cambierai idea quando vedrai quanta bellezza nasconde la Durmstrang." Pansy fece l'occhiolino.

"Non vedo l'ora." Mormorò ironicamente mentre i suoi occhi si spostavano lentamente su Draco, e roteò noiosamente gli occhi. Il biondo trattenne una risatina.

Il professor Silente chiese il silenzio ai presenti nella sala grande per iniziare il suo solito discorso di inizio anno, "Ora che siamo tutti seduti e comodi vorrei fare un annuncio. Questo castello non sarà solo la vostra casa quest'anno perché ci saranno degli ospiti speciali. Hogwarts è stata scelta per intraprendere un evento leggendario, il 'Torneo Tre Maghi' in cui deve partecipare uno studente delle tre scuole per una competizione. Lasciate che sia chiaro, se verrete scelti sarete da soli e credetemi se vi dico che questo torneo non è per i deboli di cuore." Affermò, sfumando il tono di voce colorato ad uno più serio, "Ma di questo parleremo più tardi." Cambiò argomento, "E adesso unitevi a me per dare il benvenuto alle adorabili studentesse dell'accademia di magia Beauxbatons e alla loro preside, Madame Maxine."

Improvvisamente le grandi porte si aprirono, rivelando un gruppo di bellissime ragazze vestite d'azzurro con dei cappellini dello stesso colore e i capelli legati in una coda bassa. Percorsero il corridoio stretto in mezzo alla sala, facendo una performance che conquistò gli occhi di tutti i ragazzi presenti.

"Non sono così carine." Pansy fece un commento denigratorio nei loro confronti con una smorfia di superiorità nel suo viso.

"Sono bellissime." Mormorò Josephine, "Quanto vorrei essere come loro."

"Perché desideri essere così quando tu sei meglio?" Theodore le sorrise mentre accarezzava i suoi capelli, "Vero, Blaise?" Cercò l'approvazione dell'amico dall'altra parte del tavolo. Blaise e Draco erano troppo impegnati a fissare le affascinanti ragazze in azzurro per ascoltare, "Blaise, Malfoy?" Theodore li richiamò, ma non ricevette segni di vita.

"Li abbiamo persi." Mormorò Josephine, roteando gli occhi, "Malfoy." Ripeté più duramente.

Draco sussultò appena sentì il suo nome e la guardò, sbattendo velocemente le palpebre come se si stesse risvegliando da uno stato di trance, "Che c'è?"

"Respiri? Ti serve il defibrillatore?"

"Divertente, Blake..." Ringhiò, annuendo lentamente con un finto sorriso.

"Non ti facevo un tipo che sbava." Si fece beffe di lui mentre incrociava le braccia al petto.

"Non lo sono, è stato solo un momento." Si giustificò con sicurezza, scrollando le spalle. Appena le ragazze ebbero concluso la loro entrata, vennero lodate da un forte applauso e Draco fu il primo ad applaudire e fischiare.

"Un momento, eh?" Theodore e Josephine ridacchiarono sotto i baffi.

"Adesso accogliamo gli studenti della Durmstrang e il loro preside, Igor Karkaroff." Silente riprese a parlare una volta aver silenziato gli applausi.

"Ora ti voglio vedere, Blake." Draco alzò un sopracciglio contro di lei, accompagnato da uno sguardo di sfida.

"L'ho già detto, non m'importa." Scrollò le spalle, mostrando un atteggiamento sicuro.

"Eccoli!" Pansy quasi gridò. La sua mano afferrò con entusiasmo il braccio di Josephine per scuoterlo dalla gioia.

"Datemi la forza." Sussurrò Josephine con occhi sofferenti. I ragazzi dell'altra scuola entrarono, sbattendo dei bastoni di legno sul pavimento e iniziarono la loro performance, "Cos'è, break dance?" Josephine prese un po' in giro i loro movimenti, provocando una risata da parte di Theodore.

"Si saranno allenati duramente per questo." Si unì anche lui, facendola ridere.

"Sono fantastici." Gemette Pansy mentre li fissava con occhi sognanti.

"Stupendi..." Josephine borbottò ironicamente, lanciando un'occhiata annoiata a Theodore che non aveva mai smesso di ridere.

"Dai, sono bravi." Commentò Blaise con ottimismo.

"Per essere bravi sono bravi, ma sembra che debbano andare a in guerra a combattere ballando." Continuò lei, facendo ridere perfino Draco.

"Ci manca solo che si mettono a cantare e diventa un musical." Mormorò Draco, e Josephine si portò velocemente le mani sulla bocca per soffocare la forte risata causata dalle sue parole. Draco, guardandola trattenere la sua risata, rise ancora di più. Fu soddisfatto di sapere che l'avesse fatta ridere.

"Allora? Che dici?" Domandò Pansy mentre si voltava per guardare Josephine con la voce e gli occhi pieni di speranza.

"Dico che rimango della mia idea." Scosse lentamente la testa.

"Ma non ti sono piaciuti nemmeno un po'?"

"Non ci hai sentiti? Abbiamo riso per tutto il tempo."

"Non capite niente, soprattutto tu." Sputò Pansy con rabbia, puntando con delusione l'indice contro di lei.

Ad un certo punto il soffitto tuonò fortemente, facendo spaventare gli studenti che iniziarono ad urlare. Venne subito colpito da un incantesimo lanciato da un uomo uscito dall'ombra dietro una colonna vicino al tavolo dei professori. Era un uomo zoppo con un occhio finto e un bastone in mano, "Alastor." Silente andò a stringergli calorosamente la mano.

"Questo stupido soffitto." Disse con tono sprezzante l'uomo prima di bere da una specie borraccia che aveva tirato fuori dal cappotto.

"Questo è uscito dagli alcolisti anonimi." Ridacchiò Blaise.

Dopodiché Silente sfilò un telo leggero da un enorme calice con del fuoco che ardeva sopra, "Il calice di fuoco." Spiegò, aggiungendo che sarebbe stato proprio quell'oggetto a decidere i tre maghi che avrebbero partecipato al torneo. Si trattava di una competizione pericolosa a cui solo i ragazzi con più di diciassette anni era permesso gareggiare, pertanto i coetanei di Draco e Josephine non potevano parteciparvi. Il calice sarebbe rimasto nella sala e chi voleva partecipare doveva solamente scrivere il proprio nome su un foglietto e farlo bruciare nel fuoco.

"Ma, quindi, io non posso partecipare?" Josephine inarcò le sopracciglia con la delusione nel volto.

"Come tu non puoi nemmeno io, purtroppo." Sbuffò Draco, scocciato.

"Fidati, Jo, meglio così. Si può morire in questo torneo." Blaise la tranquillizzò.

"E allora?" Scrollò le spalle con disinteresse, "È una cosa da provare, giusto Don Freezer?" Posò lo sguardo su Draco con un piccolo sorriso provocatorio sulle labbra.

"Mi romperai le palle fino allo sfinimento con questo soprannome?" Roteò gli occhi, fingendo un gran fastidio.

"Assolutamente." Annuì velocemente, facendogli sbuffare un ghigno.

"Ti ci abituerai, tranquillo." Theodore lo rassicurò con una pacca sulla spalla.

"Carino 'Don Freezer'." Ridacchiò Blaise, "Potrei iniziare a chiamarti così anch'io." Spostò gli occhi sul biondo, incontrando uno sguardo mortale sul suo viso, "O forse no..." Sì ammutolì all'istante.

"Anche a me piace, ti chiamerò io così."Pansy gli sorrise allegramente.

"Di male in peggio." Mormorò Draco, irritato.

"Non fare l'antipatico, Malfoy, a tutti piace il mio nomignolo." Josephine lo schernì, alzando il mento con superiorità.

"Proprio a tutti..." Draco alzò sarcasticamente gli occhi al cielo e Josephine sorrise leggermente al suo commento prima che lui ricambiasse.

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