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S e s s a n t a d u e

-linguaggio volgare, scene violente-


"Che testa di cazzo." Ringhiò Draco furiosamente mentre scuoteva la testa, "Ma veramente?" Si voltò verso Josephine.

"Sì, mica ti prendo per il culo." Sibilò scocciata, bevendo un po' di birra.

Lui scrollò di nuovo la testa, "Mi chiedo come fai ancora a stare insieme a lui."

"Ci ho pensato in questi giorni." Mormorò timidamente mentre osservava il panorama che offriva la torre di astronomia.

"Lo vuoi lasciare?" Interrogò Draco, trattenendo un sorrisino.

"Forse." Fece spallucce, "Che senso ha portarla avanti se non sono innamorata come vorrebbe lui?"

"Dovresti decisamente farlo." Le consigliò sicuro e deciso.

"Ma ho paura di farlo stare male." Disse con tono debole e amareggiato.

Draco portò un braccio intorno alle sua spalle per tirarla più vicino a lui, "Non pensare a quel coglione." Le sussurrò all'orecchio, "Ora siamo io e te."

Josephine sorrise lievemente mentre portava la testa sulla sua spalla "È primavera, Draco." Inspirò profondamente, inalando l'odore della stagione.

"Ecco perché sei così tranquilla e sempre di buon umore, è nauseante." La prese in giro, una smorfia schifata sul suo viso.

"La tua faccia è nauseante, idiota." Sputò lei, facendolo ridacchiare.

"Ora ti riconosco." Le accarezzò la spalla.

"Non capirai mai la felicità che mi porta la primavera." Mormorò con tutti i sensi rilassati e calmi.

"Non capirò proprio la felicità."

"Ma che dici?" Gli diede una leggera manata sul petto, "Non puoi vivere se non sei felice."

"Io sto vivendo, ma non sono felice."

"Lo sei, ma non te ne rendi conto e questa non è vera vita."

Draco abbassò il capo, "E cosa sarebbe?"

Josephine sollevò la testa per guardarlo, "Sopravvivenza."

Il biondo rimase con gli occhi fissi nei suoi in silenzio e allungò lentamente una mano per scostare una ciocca di capelli dal suo viso, così aveva una vista perfetta delle sue bellissime iridi celesti sotto il chiaro di luna.

Sentì all'improvviso una forte sensazione di spensieratezza e forse, anche un po' di felicità.

Era questa la vera vita? Era vivo?

"Che cazzo significa-"

Draco e Josephine si girarono di scatto e videro la figura di Adrian dietro di loro con uno sguardo a dir poco furioso.

"È tardi, Pucey, dovresti essere a letto." Sibilò acidamente Draco.

"Jo, cosa cazzo ci fai qui con lui a quest'ora?" Gridò con disprezzo mentre indicava il biondo.

"Non stiamo facendo niente." Rispose Josephine frettolosamente, staccandosi subito dal corpo di Draco per alzarsi in piedi insieme a lui.

"Questo lo chiami niente?" Sgranò gli occhi, "Porca puttana siete insieme di notte da soli ad abbracciarvi, come puoi dirmi che non state facendo niente?"

"Preferisce stare con me che con te, fattene una cazzo di ragione." Sputò Draco aspramente mentre teneva noiosamente le mani nelle tasche dei pantaloni.

"Fottuto Malfoy-" Adrian si scagliò su di lui, afferrandolo rudemente per la camicia.

"Adrian, no-"

"Devi stare lontano dalla mia ragazza." Urlò in faccia al biondo.

Draco lo spinse via con tutta la rabbia che gli era salita in corpo in un secondo "Tu devi starle lontano, corri dalle tue zoccole disperate."

"Sei morto." Ringhiò Adrian, buttandosi di nuovo su di lui.

"Ora basta!" Gridò Josephine, mettendosi in mezzo per fermarli mentre i due continuavano a fissarsi con i pugni stretti e le narici dilatate, i loro occhi pieni di odio e rabbia. "È molto tardi e dovremmo tornare nei dormitori." Si girò e rigirò per guardarli, "Ne parleremo domani." Fermò lo sguardo su Adrian che le fece un cenno del capo e, prima di andarsene, lanciò un'ultima occhiataccia a Draco.

"Sai, dovresti smetterla di immischiarti." La rimproverò Draco, "Un bel cazzotto non gli avrebbe fatto male."

"Finiscila, wrestler." Mormorò lei mentre si piegava per raccogliere la sua bottiglia vuota dal pavimento, "Avete fatto cadere tutta la birra, idioti." Sbuffò, scocciata.

"Ti importa solo della birra?" Inarcò un sopracciglio.

"Parlerò domani con Adrian." Sospirò mentre infilava le mani nelle tasche.

"E cosa gli dirai?" Ridacchiò, "Che Draco Malfoy è il ragazzo più bello e simpatico che tu abbia mai conosciuto?"

"No, dirò che è il ragazzo più modesto e noioso che abbia mai conosciuto."

Draco camminò verso di lei con un ghigno sulle labbra, "Però non hai negato che sono bello e simpatico."

Josephine roteò gli occhi mentre si mordeva il labbro per trattenere un sorrisetto "Andiamo, Don Freezer." Si diresse verso la porta, seguita da Draco.

"Sbrighiamoci, ho l'allenamento." Adrian si sedette sul bordo del letto di Josephine mentre lei era seduta accanto a lui a gambe incrociate.

"Non so cosa tu abbia potuto pensare dopo ieri sera." Iniziò a parlare, torturandosi le mani.

"Meglio che non te lo dico, guarda." Sbuffò mentre scuoteva la testa.

"Allora ti fermo subito." Disse con tono deciso, "Io e Draco usciamo sulla torre da un anno ed è solo per bere e fumare in pace, niente di più."

"Ma mi prendi per il culo?" La testa di Adrian scattò verso la sua, "Vi vedete da un anno di nascosto, ma sei seria?" Alzò la voce colma di rabbia.

"Salazar, ti ho appena detto che beviamo, fumiamo e parliamo punto." Gesticolò, sentendo l'agitazione crescere notevolmente.

"E come faccio a crederti?" Domandò furiosamente.

"Ti ho mai dato un motivo per dubitare di me?" Chiese, alzando le sopracciglia, "Non ti ho mai mentito e ti sei sempre fidato di me."

"Sì beh, forse ora non mi fido più." Sputò duramente, facendola ammutolire.

Josephine rimase in silenzio a guardarlo con un'espressione delusa e amareggiata in viso, "Non ti fidi più di me?"

Adrian esitò brevemente e deglutì prima di rispondere "No, Jo."

Lei abbassò lo sguardo mentre si portava i capelli dietro l'orecchio sotto lo sguardo dispiaciuto di Adrian, che si era calmato di colpo. Lui sapeva che non era vero che non si fidava, ma ora era troppo triste e deluso dal suo comportamento.

"Credo sia meglio chiudere qui." Sussurrò Josephine e gli occhi di Adrian si spalancarono a quelle parole.

"Che cosa?" Mormorò, sconvolto.

"Penso sia la cosa migliore-"

"Guardami mentre lo dici, Jo!" Gridò mentre sentiva il mondo intorno a lui crollare.

Allora lei alzò il capo e lo guardò con occhi tristi, "Non posso portare avanti questa relazione se non ti amo."

Adrian scosse lentamente la testa e si avvicinò a lei, "No no." Le prese le mani, "Posso aspettare ancora."

Josephine fece un piccolo sorriso mentre percepiva i suoi occhi inumidirsi "Mi dispiace."

"Mi stai veramente lasciando?" Domandò con voce tremante.

Lei deglutì e annuì lentamente "Sì, Adrian, ti chiedo scusa, ma penso sia meglio così."

"Ma-" Sussurrò, posando una mano sulla sua gamba, "Ma io ti amo."

Josephine sorrise mentre le lacrime scorrevano lungo le sue guance, "Lo so, ed è per questo che mi fa stare male dirti queste cose."

"No, tu ti innamorerai di me."

Lei scosse la testa, "Io non posso darti quello che cerchi."

"Jo-"

"Ti ringrazio per tutto, sono stata bene con te, anche se ci sono stati alti e bassi, e ti chiedo scusa per non saper ricambiare il tuo amore." Gli prese delicatamente il viso a coppa e gli accarezzò i capelli, "Ogni ragazza sarebbe fortunata ad averti."

"Io non voglio un'altra." Affermò sicuro, "Io amo te."

"Adrian, non hai idea di quanto mi dispiace." Parlò con voce spezzata mentre tirava su col naso "Ci ho provato, ho provato con tutta me stessa ad amarti ma non posso andare contro i miei sentimenti."

Lui rimase in silenzio e portò una mano sulla sua guancia per asciugare la lacrima sulla sua pelle, "Non riesci proprio ad amarmi?"

Josephine gli accarezzò i capelli "No, Adrian." Sussurrò con tristezza prima che lui si alzasse e si precipitasse verso la porta.

"Adrian, per favore-" Si spinse via dal letto anche lei per raggiungerlo, "Mi dispiace veramente tanto." Si avvicinò a lui per abbracciarlo.

"Jo-" La bloccò prima che potesse toccarlo e alzò gli occhi per evitare di guardarla, "Voglio stare da solo." Uscì dalla sua camera, lasciandola lì in lacrime.

"Amico, tutto bene?" Marcus diede una pacca sulla spalla ad Adrian, una volta arrivato al campo per l'allenamento. Lui non disse una parola e rimase e immobile mentre teneva la scopa in mano, immerso nei suoi pensieri, nella sua tristezza.

La sola ragazza che avesse mai amato lo aveva appena lasciato e si sentiva morire nel profondo del cuore. Si pentiva di qualsiasi cosa avesse fatto per ferirla, dal non aver reagito con le ragazze che ci provavano con lui, alla scenata di gelosia di Fred e Draco.

Malfoy.

In un attimo il suo dubbio sull'influenza negativa che esercitava Draco su Josephine diventò realtà. Cominciò a pensare che fosse proprio per colpa sua se lei non riusciva ad amarlo. Adrian sapeva benissimo di non essere mai andato a genio a Draco e la cosa era sempre stata totalmente ricambiata, soprattutto ora. Sentiva un odio profondo e cattivo che cresceva dentro di lui.

Era solamente colpa sua.

La sua convinzione aumentò sempre di più mano a mano che lo vedeva avvicinarsi al resto della squadra nel centro del campo insieme a Blaise. Adrian lo fissò con la mascella serrata, senza muovere un muscolo. Draco posò lo sguardo su di lui e un sorriso provocatorio spuntò sulle sue labbra "Ti vedo bene, Pucey."

Recepita la presa per il culo, Adrian lasciò cadere la scopa e si lanciò sul suo corpo, facendolo sbattere con la schiena per terra.

"Che cazzo fai-" Gridò Blaise mentre cercava di toglierlo di dosso dal suo amico, ma con una spinta Adrian lo allontanò bruscamente.

I suoi occhi erano letteralmente iniettati di sangue mentre teneva Draco fermo a terra per colpirlo ripetutamente in faccia con pugni, facendogli sanguinare il naso e la bocca. "Sei contento ora?" Si fermò momentaneamente, tenendolo ancora saldamente fermo mentre lui tossiva sangue, "Jo mi ha lasciato."

A quelle parole Draco smise di dimenarsi per ridere, lasciando che gocce di sangue schizzassero fuori dalla sua bocca "Sono più che contento." Rispose con un sorriso che mostrava i suoi denti insanguinati.

Adrian strinse nuovamente il pugno per sferrarlo nel suo viso, ma venne preceduto da Draco che, con tutta la forza che gli rimaneva in corpo, lo ribaltò e lo bloccò a terra. "Avevo ragione sin dall'inizio." Ringhiò, digrignando i denti "Non hai idea di quanto godo a sapere che Jòsephine ha finalmente capito la persona che sei veramente."

Dopo la sua affermazione Adrian cercò di ribellarsi, ma Draco lo fermò subito e iniziò a sferrargli continui cazzotti in tutta la faccia. "Hai fatto di tutto per allontanarmi da lei, ma non ci sei riuscito e sai perché?" Ribollì mentre afferrava in mano il suo viso ricoperto di sangue perché lui lo guardasse negli occhi.

"Lei è mia, non è mai stata tua."

"Adesso basta-" Gridò Blaise, prendendo Draco per la schiena e staccandolo da Adrian che rimase steso a terra per il troppo dolore.

"Che cosa succede qui?" Tuonò Madama Bumb, "Ma che vi dice il cervello?" Alternò il suo sguardo furioso tra Draco e Adrian, entrambi con il sangue che usciva dai loro nasi e dalle loro bocche, pieni di ferite con macchie violacee. "Correte in infermeria e poi subito dal preside!"

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