Q u a r a n t o t t o
Dopo essere uscita dalla sala comune, Josephine rimase nella camera di Adrian a piangere in silenzio tutta la notte.
Aveva chiesto a Theodore di parlare con la professoressa McGranitt per spostarla in un'altra stanza che non fosse condivisa con Pansy, e lei aveva risposto che al ritorno dalle vacanze natalizie ne avrebbe avuta una nuova.
Non voleva più avere niente a che fare con quella ragazza e non aveva nemmeno il minimo desiderio di sapere il motivo per il quale avesse fatto un gesto così crudele contro di lei. L'aveva completamente distrutta e non esisteva giustificazione per questo.
Adrian non la lasciò mai. Nonostante morisse di sonno, rimase abbracciato a lei ad accarezzarle i capelli e a baciarla delicatamente sulla guancia. Le prime ore riuscì a non addormentarsi, ma poi crollò completamente con le labbra poggiate sulla sua nuca e le braccia avvolte intorno alla sua vita.
Josephine gli aveva chiesto che la tenda della finestra potesse restare aperta, così che riuscisse a guardare la luna. Lo fece per tutta la notte senza chiudere occhio e piangendo, senza farsi sentire per non svegliare il ragazzo che dormiva.
Quando ad un certo punto si ricordò di aver lasciato il diario accanto al camino, e anche se era bruciacchiato, voleva prenderlo e conservarlo. Così, spostò cautamente il braccio di Adrian dal suo corpo e si alzò per andare in sala comune. Arrivata lì, si accorse il diario non c'era più e sentì un tonfo nel cuore. Iniziò a rovistare in tutta la sala, controllando se qualcuno potesse averlo spostato, ma continuava a non trovarlo.
"Jo?" Si girò verso la direzione da cui provenne la voce e vide Adrian, appoggiato con la spalla alla parete, che si stropicciava gli occhi, "Tutto bene?" Sbadigliò.
"Sì, stavo cercando il diario." Sussurrò, avvicinandosi a lui, "Ma non so dove sia, probabilmente l'ha preso Teddy o Blaise."
Adrian le sorrise e le afferrò la mano, "Andiamo a dormire?" Mormorò dolcemente, facendola annuire e le posò un bacio sulla fronte.
Draco, dal canto suo, passò tutta la notte sui libri in biblioteca, senza chiudere occhio. Si promise che avrebbe trovato una soluzione, e così fu. Trovò un incantesimo che poteva riuscire a far tornare il diario com'era prima che venisse lanciato nel fuoco.
Nonostante avesse provato molte volte, non era ancora riuscito a farlo funzionare, ma ormai era mattina e doveva ancora preparare la valigia per partire. Pertanto, andò in camera, portando il libro e il diario con sé e dopo essersi preparato si avviò verso il treno, raggiungendo i suoi amici. Sapeva già che Theodore e Blaise sarebbero stati nello stesso scompartimento con Josephine, così decise di condividerne un altro con Tiger e Goyle.
Non sarebbe riuscito a guardarla, non avendo ancora riparato il suo amato diario.
Durante il viaggio non fece altro che allenarsi con l'incantesimo con l'orologio da polso rotto di Tiger, cercando di ripararlo. Non aveva voluto far vedere ai due ragazzi il vero oggetto che voleva sistemare.
"Mi fai vedere il tuo orologio?" Domandò Draco, indicandolo.
"Sì." Tiger annuì, passandoglielo, "Sta attento, è un regalo." Lo raccomandò.
Il biondo alzò le sopracciglia, "Bello eh." Sussurrò mentre lo osservava attentamente. Inaspettatamente, tenendolo per il cinturino, lo sbatté violentemente contro il finestrino spaccando il vetro e le lancette.
"Ma che cazzo, Malfoy-" Il ragazzo alzò la voce, allargando le braccia in aria.
"Zitto." Ringhiò lui severamente, "Devo fare una cosa." Si limitò a risponde, per poi iniziare a lavorare.
Si trattava di un incantesimo che non aveva mai provato, quindi gli serviva un po' di pratica prima di raggiungere il suo scopo.
Nonostante fossero passate svariate ore, l'orologio di Tiger non era ancora stato aggiustato, "Malfoy, siamo arrivati a Londra." Goyle lo informò, distraendolo dal suo lavoro.
"Che vuoi?" La sua attenzione scattò su di lui.
"Siamo arrivati." Gli porse il suo bagaglio.
"Cos'hai intenzione di fare con il mio orologio?" Domandò Tiger, spazientito, indicando l'oggetto che teneva in mano.
"Non rompere le palle." Draco si infilò la giacca, "Prendilo, tanto non mi serve più." Glielo lanciò scontrosamente, facendolo quasi cadere.
"Ah, grazie." Sbuffò ironicamente mentre riponeva l'oggetto nella tasca.
"Andiamo." Draco ordinò mentre usciva dallo scompartimento, seguito dai due ragazzi prima di scendere dal treno. Si guardò brevemente intorno per scorgere la figura di Josephine.
"Ci vediamo, Malfoy." Tiger e Goyle lo salutarono con la mano. Lui si girò e fece loro un cenno col capo, per poi avviarsi alla ricerca della ragazza.
Dopo aver fatto qualche passo, la vide girata di spalle con i capelli sciolti che le ricadevano lungo la schiena. Non si era reso conto di quanto si fossero allungati in quei mesi; Josephine aveva ragione a dire che crescevano molto in fretta.
Mano a mano che si avvicinava, ad un certo punto si bloccò, appena vide Adrian insieme a lei.
"Lo so che non è facile, ma non pensarci troppo e goditi il natale." Il ragazzo le sorrise premurosamente.
"Ci proverò." Annuì mentre gli passava una mano tra i capelli, "Ho una cosa per te." Aprì la borsa a tracolla e gli porse un pacchetto rivestito da un infarto a tema natalizio.
"Jo, non dovevi." Ridacchiò con imbarazzo, prendendo il regalo in mano, "Lo apro adesso?"
"Ma che sei scemo?" Scattò, inarcando le sopracciglia, "È un regalo di natale, aprilo a natale. Cristoforo Colombo, ti devo insegnare io queste cose?" Scherzò, facendolo ridere.
"Scusami." Alzò le mani in segno di arresa, "Allora credo di dovertelo dare anch'io." Aprì il suo borsone e le passò una scatolina incartata.
"Grazie mille Adrian." Sorrise dolcemente mentre ammirava la carta floreale che avvolgeva il regalo, "Non vedo l'ora di scartarlo." Lo infilò nella sua borsa.
"Spero che ti piacerà." Mormorò e fece un passo in avanti, torreggiando su di lei. La guardò teneramente negli occhi mentre prendeva delicatamente la sua mano per intrecciare le loro dita, "Mi scriverai?" Sussurrò, facendo sfiorare le punte dei loro nasi.
Josephine sorrise e annuì, "Ti mancherò?" Si alzò in punta di piedi mentre portava le braccia intorno al suo collo.
"Come potrebbe non mancarmi la mia bellissima ragazza?" Posò la mano sulla sua guancia e si sporse per baciarla.
"No, non sono bella." Mormorò lei, bloccandolo.
"Shh..." La baciò a stampo, chiudendo gli occhi, "Lo sei." Sussurrò, baciandola di nuovo e rendendolo più intenso.
Draco non si era mosso dalla posizione in cui si era congelato in mezzo al binario mentre assisteva a tutta la scena. Appena l'aveva vista alzarsi sulle punte, si era completamente irrigidito e non riusciva nemmeno a muovere un muscolo, anche se avesse voluto andarsene. Gli si era mostrata davanti agli occhi un'altra dimostrazione che lei non aveva più bisogno di lui.
Sentì la stessa sensazione di quando aveva saputo che stavano insieme, solo che non poteva sfogarsi con una ragazza al momento. Sentì il ribollire massimo della rabbia, appena vide Adrian che posava le labbra sulle sue e, senza aspettare altro, si voltò per andare via.
Desiderava augurare a Josephine un buon natale come spunto per ricominciare la loro amicizia, ma era bastato vederla con lui per sgretolare le sue intenzioni. Un'ennesima conferma che non aveva bisogno di lei e che era inutile che provasse a tornare suo amico se lei, evidentemente, non voleva.
Chi gli obbligava a perdere tempo con lei? In fondo era un Malfoy e non aveva bisogno di nessuno e, soprattutto, non strisciava dietro a nessuno. Erano gli altri che andavano da lui e lei doveva fare la stessa cosa.
Decise di continuare la sua vita come se lei non esistesse, così sarebbe tornato Malfoy. Draco era morto e sepolto insieme a quella ragazza che per lui non era più nessuno.
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