O t t a n t u n o
"Hai sentito che Katie Bell è stata dimessa dall'infermeria?" Domandò Hermione, contenta per la bella notizia.
"E chi è?"
"Ma come chi è, Jo?" Roteò gli occhi, "La ragazza che era stata avvelenata."
"Ah, ricordo ricordo, non sapevo come si chiamasse." Josephine annuì lentamente, "E come sta?"
"Meglio...è stata ricoverata per tanto tempo, poverina."
"Ma com'era stata avvelenata? Teddy non me l'aveva raccontato per bene." Chiese curiosamente mentre scriveva gli appunti di Astronomia.
"Da una collana."
Gli occhi di Josephine scattarono in avanti e smise improvvisamente di scrivere, sentendo una brutta sensazione che la fece ricollegare istintivamente alla collana che aveva visto in camera di Draco.
"Davvero?" Posò il suo sguardo indagatore su Hermione, "E com'è fatta questa collana?"
"Non ricordo molto bene." Sbuffò mentre pensava, "Però era in una scatolina di velluto blu molto elegante."
'NON TOCCARLA!' Ripensò all'urlo che Draco aveva sganciato quel giorno nella sua camera.
Le sue pupille fissarono un punto indefinito per il forte colpo allo stomaco e sperò con tutta se stessa che non fosse come stava pensando.
"Era una collana di opali?" Mormorò, temendo per la risposta.
"Sì, perché?" Domandò innocentemente Hermione mentre la vedeva alquanto strana.
Porca puttana maledetta.
"Devo andare-" Sbottò, trascinando violentemente la sedia della biblioteca che provocò un forte rumore da far sussultare tutti. Non pensò nemmeno a raccogliere le sue cose dal tavolo che camminò velocemente verso l'uscita in cerca di quella serpe dai capelli biondi.
Nel frattempo, appena Draco mise piede nella Sala Grande, dove si trovava la metà degli studenti, vide in lontananza Harry parlare con Katie Bell, la ragazza a cui aveva affidato la collana.
Quella collana - la collana maledetta.
Si bloccò sui suoi passi nello stesso istante in cui lei si accorse della sua presenza ed Harry iniziò a fissarlo, provocandogli un leggero tremolio delle gambe e, dopo essersi guardato un attimo intorno, indietreggiò e si voltò per andarsene.
"Scusami-" Sussurrò Harry, salutando Katie per seguirlo.
Draco percorse velocemente i corridoi della scuola e si sentì mancare il respiro mentre si scioglieva la cravatta, sentiva la sua testa esplodere.
Si rifugiò nei bagni dei ragazzi, lanciandosi sui lavandini e togliendosi il gilet fino a rimanere in camicia - il suo respiro affannoso mentre si lavava il viso con acqua gelida, sentendo mancanza d'aria.
Guardò il suo riflesso nello specchio e provò pena e schifo per quello che vedeva. Non era adatto a portare a fine compiti di questo genere, non era la persona giusta, avrebbe dovuto farlo qualcun altro.
Pensava di esserne in grado, ma in realtà era terribilmente spaventato e non ce la faceva più.
Si sentì crollare mentre le lacrime iniziavano a pizzicargli gli occhi e decise di lasciarsi andare in un pianto disperato. Il suo corpo tremava e i singhiozzi erano sempre più forti mentre le sue braccia reggevano fortemente al lavandino il suo debole corpo per non scivolare a terra.
Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di avere Josephine accanto a lui in questo momento, che lo afferrasse prima che potesse cadere e gli dicesse che, nonostante le dure e false parole che le aveva urlato, lei lo volesse ancora.
Sperava con tutto sé stesso che avesse abbastanza cuore da perdonarlo, da capirlo - capire che doveva farlo, doveva allontanarla da lui e sapeva che avrebbe dovuto usare le maniere forti, dicendole cose che non pensava nemmeno perché sapeva quanto fosse testarda e complicata.
Era l'unico modo per proteggerla, ma era così difficile.
Troppe volte Draco avrebbe voluto correre nella sua stanza nel cuore della notte oppure mandarle un bigliettino per invitarla sulla torre di Astronomia a bere una birra e chiacchierare, come facevano un tempo.
Non aveva idea di quanto potesse essere difficile guardarla sorridere e divertirsi senza di lui, ma una cosa era certa - lo avrebbe fatto altre mille volte pur di tenerla al sicuro.
Non riusciva nemmeno a ricordare bene l'ultima volta che aveva sentito il suo profumo di vaniglia e fiori.
Faceva male, molto male.
Quanto avrebbe voluto tornare a un anno fa, quando non era un mangiamorte e aveva Josephine tutta per lui.
Se solo avesse capito molto prima di essere follemente innamorato di lei, avrebbero potuto essere felici. Il petto gli bruciava e le lacrime non smettevano di uscire per l'immenso dolore del rimpianto, qualcosa che non aveva mai sentito prima d'ora.
"So cosa le hai fatto, Malfoy."
Draco spalancò gli occhi e smise di singhiozzare prima di voltarsi verso l'aspra voce di Harry dietro di lui.
"Le hai lanciato una fattura, non è così?" Continuò con tono minaccioso.
Draco non aveva la testa per ascoltarlo e tutto quello che voleva era che lo lasciasse da solo, per cui afferrò subito la bacchetta dalla tasca dei pantaloni e gli scagliò un incantesimo contro.
Harry riuscì a schivarlo e si nascose per lanciarne uno in cambio, che lui schivò, facendolo schiantare contro il muro.
Iniziò un duello che si concluse con l'ultimo incantesimo pronunciato da Harry, "Sectumsempra!"
Draco venne colpito dalla scia verde che uscì dalla bacchetta e venne scagliato a terra.
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