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O t t a n t a

Draco entrò di fretta nella sua camera, sbattendo la porta e si bloccò nello stesso istante in cui vide una presenza diversa nella sua stanza, "Che fai qui?" Domandò con tono aggressivo.

"Aspetto, Teddy." Mormorò Josephine distrattamente mentre continuava ad ammirare una scatola rettangolare blu di velluto.

"Non puoi farlo in sala comune?" Sospirò nervosamente, passandosi una mano tra i capelli e camminò verso il bagno.

"C'è Pansy in sala comune, non vorrei metterle di nuovo le mani addosso." Rispose mentre apriva l'oggetto e sussultò per la magnificenza, "Porcospino, che bella questa collana."

La testa di Draco scattò di colpo verso di lei con gli occhi sgranati, "Posso provarla?" Chiese Josephine mentre allungava la mano per prenderla.

"NON TOCCARLA!" Gridò Draco, facendola sobbalzare prima che potesse sfiorarla con le dita.

"Perché urli?" Alzò anche lei la voce, spaventata.

In un secondo, Draco si fiondò su di lei per strapparle dalle mani la scatola in velluto e la chiuse bruscamente, "Non toccare mai più le mie cose." Ringhiò mentre la riponeva nel nascondiglio dove l'aveva messa precedentemente.

"Datti una calmata." Sibilò sconvolta mentre lo fissava con le sopracciglia inarcate.

"Esci subito da qui." Ruggì lui con voce rauca, afferrandola per un braccio e la trascinò con forza verso la porta.

"Non mi parli per mesi e l'unica cosa che mi dici è di andare via?" Alzò la voce, cercando di opporre resistenza senza successo, visto che lui era decisamente più forte di lei.

"Non ti voglio mai più vedere qui, hai capito?" Sibilò infuriato mentre apriva la porta e la spinse fuori.

"No-" Gridò, dimenandosi maggiormente e riuscì a liberarsi da lui, "Mi spieghi cosa diavolo ti succede?"

"Non sono affari che ti riguardano e ora sparisci." Sputò acidamente mentre indicava l'uscita, allungando la mano per afferrarla di nuovo per il braccio.

"Non me ne vado finché non mi dirai cosa ti succede." Affermò, scostandosi da lui per non farsi prendere.

Draco sospirò e buttò la testa all'indietro per l'esasperazione,"Sei cambiato di punto in bianco e sto impazzendo per capirne il motivo. Non ti vedo mai, sei sempre da solo, non guardi in faccia nessuno, sei un morto che cammina!" Disse ad alta voce, gesticolando mentre lui si massaggiava la fronte.

"Mi hai chiesto di starti lontano e l'ho fatto, ma mi merito una spiegazione-"

"Non ti meriti una spiegazione, non meriti nulla da me." Ringhiò in un modo talmente freddo da far impressione, "Se ti ho chiesto di starmi lontana è perché non ti voglio, lo capisci ora?"

Il sangue di Josephine si congelò e si sentì mancare l'ossigeno per un secondo, sussultando alle sue parole, "Tu non mi vuoi?" Sussurrò con voce spezzata.

"Vuoi che te lo scriva, cazzo?" Ribollì, irritato, mostrandosi completamente insensibile nei suoi confronti.

"Ma tu mi avevi detto che-"

"Dimenticati tutto quello che ho detto, non conta più un cazzo." Sbottò nel modo più gelido e crudele che potesse esistere, "Dimenticati proprio di me."

Josephine, nonostante sentisse il suo cuore spezzarsi, mantenne un'espressione severa e imperterrita, "L'hai detto tu." Affermò decisa mentre si lanciava verso la porta e uscì, provocando un forte rumore appena sbatté la porta.

"Jo?" La voce di Blaise la fece bloccare sui suoi passi echeggianti mentre attraversava la sala comune.

"Ciao-" Sospirò, mantenendo la calma.

"Stai bene? Sembri...strana." Aggrottò la fronte mentre si avvicinava.

"Sì." Ridacchiò, annuendo, "Ti serve qualcosa?"

"Volevo chiederti se hai già un accompagnatore per la cena di Lumacorno?"

"Veramente pensavo di andare da sola."

Blaise alzò gli occhi al cielo, "Sempre la solita." Sbuffò con divertimento, "Come vuoi, ma alla festa verrai con me." Ordinò, puntandole il dito contro.

"Che coglioni..." Sussurrò mentre abbassava lo sguardo, "D'accordo." Sbuffò con un accenno di sorriso.

"Ci vediamo domani sera." Le fece l'occhiolino.

"Oh, signorina Blake, benvenuta!" Il professore Lumacorno la accolse allegramente, "Si sieda." Indicò cordialmente con la mano il posto libero accanto ad Hermione.

"Grazie." Mormorò Josephine mentre marciava velocemente verso la sedia vuota e mandò un sorriso alla sua amica appena si sedette accanto a lei. Soffermò lo sguardo su Blaise, seduto dall'altra parte del tavolo, e lo salutò con un altro sorriso che venne ricambiato subito.

"Josephine, stavamo giusto parlando del lavoro che svolgono i genitori della signorina Granger." Le riferì il professore con un sorriso gentile, "Qual era il loro mestiere babbano?" Domandò a Hermione, aggrottando la fronte per la difficoltà a ricordare.

"I dentisti." Mormorò Hermione, quasi imbarazzata.

"Ah, sì." L'insegnante ridacchiò, "Tu sai di che lavoro si tratta?" Chiese a Josephine.

"Sì, anche io ho le sue stesse origini-"

"Ma è grandioso!" Esclamò con tono entusiasta, battendo le mani, "Quindi anche i suoi genitori sono babbani."

Josephine serrò le labbra e abbassò lo sguardo, ricevendo la particolare attenzione di Blaise, Hermione e Harry che la guardavano dispiaciuti per la situazione, "Sì." Sussurrò, insicura.

"E loro che-" L'uomo venne interrotto da una nuova persona che stava entrando nella sala, "Oh, signorina Weasley!"

Ginny camminò lentamente verso la tavolata con gli occhi rossi e gonfi, "Scusate il ritardo." Sussurrò con voce spezzata.

Appena stava per sedersi Harry scattò in piedi, fissandola intensamente. Tutti li osservano confusi e Josephine lanciò un'occhiata a Blaise ed entrambi trattennero una risatina per l'imbarazzo.

"Non si preoccupi, signorina." Il professore la tranquillizzò per poi tornare al discorso precedente, "Le stavo chiedendo, signorina Blake, che lavoro fa suo padre?" Domandò con un sorrisetto innocente sulle labbra.

Josephine appoggiò i gomiti sul tavolo e si portò una mano alla tempia per massaggiarla sotto lo sguardo curioso dei presenti, "Ecco..." Borbottò, facendo guizzare i suoi occhi ovunque mentre tutti aspettavano che rispondesse.

"Mio padre è morto." Mormorò e fermò lo sguardo sul professore con un sorriso forzato.

"Oh, mia cara, mi dispiace tanto." Disse con grande dispiacere mentre inarcava le sopracciglia, "E invece sua madre?" Domandò, sorridendo nuovamente e pensando che se avesse cambiato discorso avrebbe fatto la cosa giusta.

Josephine deglutì, "Anche lei è morta." Sussurrò, sbattendo velocemente palpebre.

Era la prima volta che diceva esplicitamente il destino che avevano avuto i suoi genitori davanti a molte persone e aveva sempre voluto evitarlo proprio per non essere guardata con occhi pieni di pietà e pena, come quelli dei presenti in quel momento.

"Per la barba di Merlino..." Borbottò Lumacorno, ancora più dispiaciuto, "Le chiedo scusa, non ne avevo idea, mi rincresce molto." Mormorò, sentendosi in colpa.

"Non c'è problema." Affermò lei, tirando forzatamente gli angoli della bocca e sentì la mano di Hermione che si posava sulla sua gamba per confortarla.

Josephine le sorrise e abbassò lo sguardo mentre il professore intraprendeva una nuova conversazione con un altro studente.

"Wow-" Blaise sollevò le sopracciglia e sbatté rapidamente le palpebre, "Jo, sei...beh come dire-"

"Grazie, Blaise." Mormorò Josephine con un sorrisetto mentre compiva gli ultimi passi per raggiungerlo, "Anche tu non sei male." Gli diede una leggera gomitata.

"Sono sbalordito, ricevere un vero complimento da te è come riuscire a far smettere di mangiare per più di cinque minuti Tiger." Allungò un braccio e lei lo afferrò, ridendo.

"In effetti è un'impresa abbastanza impossibile." Ridacchiò mentre percorrevano il corridoio vuoto, o almeno così credevano.

Infatti, un certo ragazzo dai capelli biondo platino era seduto accanto a una finestra del corridoio nascosta dalle colonne e, non appena sentì la sua voce e la sua risata, staccò gli occhi incantati dal pavimento.

I due non lo videro, per cui continuarono a camminare e a parlare come se nulla fosse. Draco riuscì a vederli solo per un secondo prima che scomparissero dietro l'angolo.

Abbassò nuovamente lo sguardo e pensò al perché fossero insieme e dove stessero andando, ma improvvisamente gli si accese una lampadina - il Lumaclub.


"Harry, hai visto Hermione?"

"La stavo cercando anch'io, sembra essere scomparsa." Rispose il ragazzo mentre si guardava intorno.

"Ma dove si è cacciata?" Josephine sbuffò prima di riprendere la ricerca dell'amica.

Tutto ad un tratto, una mano le afferrò il braccio e la trascinò dietro una tenda, "Ma che-" Alzò la voce presa alla sprovvista, prima di vedere chi fosse stato ,"Ma che fai qui?"

"Secondo te che faccio? Mi nascondo." Hermione rispose ovvia mentre si strofinava le mani sulle braccia incrociate.

"E da chi?"

"Da Cormac, non la smette di starmi appiccicato e di infilarmi la lingua in gola, l'ho mollato sotto il vischio."

"Hai seriamente invitato quel pallone gonfiato?" Scattò Josephine, incredula.

"L'ho fatto solo per Ron." Confessò con imbarazzo.

"Tartare di drago?" Il cameriere della festa fece improvvisamente capolino dalla tenda.

"No, grazie." Mormorò Hermione nervosamente.

"Meglio così, fa venire un alito terribile." Aggiunse il ragazzo.

"Perfetto, ecco quello che ti serve!" Esclamò Josephine con entusiasmo mentre prendeva l'intero vassoio in mano e lo porse ad Hermione.

"A quanto pare non serve sempre la magia per tenere lontano qualcuno." Ridacchiò lei mentre assaggiava una tartara a dir poco vomitevole.

"Qualche volta basta anche un pugno sul naso." Borbottò Josephine, scrollando le spalle.

"Oddio, ecco Cormac-" In un attimo Hermione uscì dal nascondiglio, passando bruscamente il vassoio nelle mani di Josephine prima che il ragazzo si intrufolasse dietro la tenda.

"Dov'è la Granger?"

"Ehm...suppongo a vomitare." Rispose Josephine freddamente.

"Parla molto la tua amica." Ridacchiò, togliendole di mano il vassoio.

"O forse sei tu che non capisci quello che dice." Sibilò mentre lo guardava mangiare con disgusto, "Goditi le palle di drago." Disse, lasciandolo da solo e andò da Blaise.

"Dov'eri finita?" Le domandò mentre le porgeva un bicchiere d'acqua.

"A togliere di torno uno stupido Grifondoro." Sbuffò scocciata prima di bere un sorso mentre Blaise rideva.

"Sai, ti adoro veramente." Scosse la testa divertito, ricevendo un occhiolino.

"Levami le mani di dosso, lurido magonò!"

Una voce tanto aggressiva quanto familiare fece irrigidire il corpo Josephine, che si voltò subito verso la direzione da cui era provenuta. Draco stava venendo trascinato con la forza in mezzo alla sala, tenuto per la giacca da Gazza, "Professore Lumacorno, signore." Lo chiamò il custode della scuola.

Gli occhi del ragazzo puntarono spontaneamente su Josephine, in piedi davanti a lui, che lo guardava in modo severo e freddo. I suoi lineamenti duri in viso si rilassarono mano a mano che la osservava attentamente dall'alto al basso.

I capelli lisci le ricadevano liberi sulle spalle, incorniciandole il viso alla perfezione, e la luce della stanza risaltava l'azzurro limpido dei suoi occhi. Indossava un abito, ovviamente, nero semplice con le bretelle spesse, il punto vita non troppo stretto e un gonna morbida.

Al posto delle sue solite sneakers, indossava un paio di tacchi non particolarmente alti, ma che provocavano un certo effetto.

Draco la guardò, la ammirò mentre pensava a quanto fosse diversa e cresciuta.

Era la prima volta che la vedeva vestita in un modo completamente diverso rispetto a quello che era solita indossare e, nonostante a Draco piacesse il suo solito stile affatto femminile, questo non gli dispiaceva per niente.

La trovava splendida, elegante.

Si soffermò sul suo collo e sentì il suo cuore fermarsi per un attimo, appena vide la collana che le aveva regalato per il compleanno l'anno scorso. Era perfetto su di lei, sulla sua bellissima pelle chiara e pulita e il colore del diamante si intonava con precisione a quello dei suoi occhi.

Josephine sentiva il suo corpo bruciare dallo sguardo intenso con cui Draco la guardava e, non appena capì che stava fissando la collana, portò istintivamente la mano su di essa e la accarezzò delicatamente con le dita.

Draco alzò gli occhi su di lei e il suo respiro accelerò, quando incontrò le sue iridi. Non trovava molte parole per descriverla - era semplicemente fantastica.

"Ho trovato questo ragazzo nascosto nel corridoio e sostiene di essere stato invitato alla sua festa." Continuò Gazza, parlando al professore.

"Okay okay, volevo imbucarmi." Ringhiò Draco mentre manteneva il serio contatto visivo con Josephine.

Il professor Piton camminò lentamente verso il ragazzo, fissandolo negli occhi "L'accompagnerò io fuori." Disse con il suo solito tono di voce gelido.

Draco interruppe il contatto visivo per guardare l'uomo alto, piazzato davanti a lui e, con uno strattone, tolse la mano di Gazza dalla sua spalla, "Certamente, professore." Ringhiò aspramente, marcando l'ultima parola.

Passò accanto a Josephine e la sorpassò, senza degnarla di uno sguardo, lasciandola impietrita e confusa dalla sua audacia mossa di infiltrarsi. Aveva sempre odiato questo tipo di feste, quindi perché?

In realtà, dopo quello che era successo non le importava nemmeno più di sapere il motivo delle sue azioni.

Le aveva chiaramente detto che non la voleva tra i piedi e lei farà altrettanto.

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