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N o v a n t u n o

-contenuti maturi-



Vieni nella stanza delle necessità questa sera.

Ho una sorpresa per te.

Attento a non farti vedere...

Jòsephine con la ò

Draco si leccò e si morse il labbro, leggendo e rileggendo più volte il bigliettino che l'aveva colpito in testa durante la lezione di Astronomia, mentre Josephine aveva Storia della Magia.

Quella mattina gli aveva portato la colazione in camera con del Vischio sul vassoio - Superare gli ostacoli.

L'aveva riempito di baci e premure. Una Josephine così affettuosa non l'aveva mai vista, tanto che avrebbe voluto che il suo compleanno accadesse ogni giorno.

Tutti i suoi amici gli avevano fatto gli auguri, anche ragazze che non aveva mai visto e di cui aveva ignorato l'esistenza fino a quel momento, e tutto quello che voleva era passare la giornata solo con lei.

La sua mente venne occupata da centinaia di pensieri di ciò che potesse aver organizzato per lui nella stanza delle necessità e un ghigno nacque sulle sue labbra al pensiero particolare di cosa lui avrebbe voluto fare con lei in quella stanza.

Non aveva idea che un sentimento così forte potesse portare a desiderare di fare di tutto e di più con la persona di cui si è innamorati. A lei avrebbe fatto cose che mai avrebbe potuto pensare di fare ad altre.

Quella ragazza aveva qualcosa - qualcosa che gli faceva perdere il controllo su tutto. Saranno i cappelli neri, gli occhi azzurri, la sua sensualità, il suo amore per i fiori, la sua bellezza disarmante che nemmeno si rendeva conto di avere.

Appena mise piede fuori dalla Torre di Astronomia, corse per i corridoi e si nascose dietro una piccola nicchia nel corridoio poco dopo l'aula di Storia della Magia da cui sarebbe uscita entro pochi secondi Josephine.

"Io adesso ho Erbologia, devo andare di qua." Disse Hermione mentre camminava insieme alla ragazza nel corridoio, indicando la direzione opposta, "Ci vediamo più tardi." Josephine la salutò con la mano e si avviò verso la prossima lezione.

All'improvviso, mentre era sovrappensiero, il suo braccio venne avvolto saldamente da una mano che la tirò con forza, facendola sussultare dalla mossa inaspettata.

Sbatté contro un petto familiare e alzò gli occhi per incontrarne un paio di occhi grigi fissi su di lei, che si oscurarono appena la videro.

"Ecco finalmente la mia primula." Mormorò Draco circondando la sua vita con le braccia e si piegò in avanti per baciarla. Josephine sorrise contro le sue labbra e portò le mani dietro la sua testa per tirarlo più vicino a lei.

"Salazar, quanto mi sei mancata-" Ringhiò eccitato, continuando a baciarle la guancia fino al collo e fece scendere la mano sul suo sedere sopra i pantaloni dell'uniforme.

"Non mi vedi solo da due ore." Ridacchiò mentre gli accarezzava i capelli.

"È troppo tempo." Disse velocemente prima di attaccare nuovamente le labbra contro la sua pelle, torturandola.

"Draco..." Gemette, chiudendo gli occhi, appena sentì le sue dita strofinare dal tessuto dei pantaloni le mutandine, accarezzando vigorosamente la sua intimità già umida, "Devo andare, sono in ritardo." Ansimò, posando le mani sul suo petto per cercare di allontanarlo.

"No-" Draco si lamentò, aumentando la presa sui suoi glutei per farla girare e sbattere contro il muro con la schiena, "Rimani con me." Ansimò prima di baciarla con foga.

"Ho un compito." Mugugnò Josephine contro le sue labbra, "Ci vediamo più tardi." Riuscì a staccarsi e gli posò un ultimo bacio a stampo.

"Mi lasci con un'erezione?" Chiese, accennando al rigonfiamento sporgente dai suoi pantaloni.

"Esatto." Affermò decisa con un cenno del capo, "A dopo."

Dopo una giornata ad aver visto a malapena Josephine, Draco dopo cena si avviò verso il settimo piano dove si erano accordati per incontrarsi. Ma mentre camminava a passo spedito con le tasche nei pantaloni il suo piede pistò qualcosa.

Sussultando, chinò la testa per controllare cosa fosse stato e quello che vide gli fece brillare gli occhi e inarcare un morbido sorrisetto.

Una lunga scia di fiori posti uno dopo l'altro gli guidava la strada per la stanza delle necessità e piegò la schiena, allungando la mano per prendere il primo fiore.

"Rosa muscosa." Sussurrò mentre raddrizzava la schiena.

Dichiarazione d'amore

Un altro fiore, "Bougainvillea."

Passione

Un altro ancora,"Camelia."

Desiderio di te

Ancora, "Dafne."

Non ti vorrei in nessun altro modo

"Eustoma."

Apprezzamento

Draco si ritrovò davanti la porta della stanza delle necessità con un mazzo di fiori in mano e non aspettò un altro secondo che si catapultò all'interno.

Nella stanza c'era un grande letto a baldacchino con le tende verde scuro, un enorme tappeto che copriva metà pavimento e un'ampia finestra accanto al letto con un piccolo davanzale interno.

In mezzo c'era una poltrona su cui si trovava Josephine con le gambe accavallate e un ghigno malizioso sulle labbra.

Appena Draco la vide, una risatina scappò dalla sua bocca, "Mi hai scambiato per una ragazzina?" Chiese mentre mostrava il mazzo di fiori nella sua mano.

Lei si spinse dalla poltrona per camminare verso di lui. Indossava una specie di vestaglia nera e lunga che le arrivava alle ginocchia, era strano vederla vestita in questo modo.

"Lo sai che le parole non sono il mio forte." Mormorò mentre lo guardava sensualmente negli occhi, "E non esiste linguaggio più chiaro se non quello dei fiori." Tolse il mazzo dalle sue mani e lo posò su un tavolino.

"Potrei indovinare che cosa vorresti fare qui." Disse Draco, guardandosi intorno mentre lei gli prendeva le mani per indietreggiare e farlo camminare sotto la sua guida.

"Sono così prevedibile?" Domandò a bassa voce mentre sollevava un sopracciglio fino a farlo fermare davanti alla poltrona.

"Dipende..." Sussurrò, accarezzandole la guancia col dorso della mano, "Qual è la sorpresa?"

"Siediti."

Draco sbuffò e ghignò mentre si sedeva lentamente, senza rompere il contatto visivo, "Mi fai uno spogliarello?" Si leccò e morse il labbro, appoggiando le braccia sui poggiabraccio della poltrona.

"Forse..." Sussurrò, facendo scorrere delicatamente le dita lungo il suo braccio, "Tu sta a guardare." Gli fece un piccolo occhiolino mentre prendeva la bacchetta.

"Incarceramus-"

Prima che Draco se ne accorgesse, i suoi polsi vennero strettamente legati ai braccioli. "Che cazzo-" Sibilò, cercando di liberarsi dalle corde, "Che fai, Jo?"

"Rilassati." Mormorò mentre indietreggiava, guardandolo dall'alto, "Goditelo e basta."

Lo sguardo di Draco scattò su di lei e i suoi bruschi movimenti si affievolirono mano a mano che la guardava slacciarsi e sfilarsi la vestaglia.

"Cazzo..." Gemette a bassa voce con gli occhi che si oscuravano mentre viaggiavano lungo la lingerie celeste di pizzo, che incorniciava perfettamente il suo corpo, e le autoreggenti di pizzo dello stesso colore.

I suoi occhi guizzarono su ogni centimetro di lei, decorato dalla sensualità di quell'indumento provocante mentre si avvicinava lentamente verso di lui.

"Non sapevo se ti sarebbe piaciuto di più quello verde..." Mormorò seducentemente prima di voltarsi per dargli una visione completa anche della parte dietro, "...oppure questo." Tirò l'elastico del lingerie sopra un gluteo, facendolo scontrare fortemente fino a farlo tremare.

"Oh cristo-" Ringhiò Draco mentre fissava con desiderio le sue perfette forme davanti al viso. Cercò di dimenarsi, di liberare i suoi polsi per toccarla, ma senza successo.

Improvvisamente Josephine si sedette su di lui, facendolo sussultare e iniziò a muoversi lentamente sulla sua erezione a contatto con la sua intimità, portando le mani sulle sue braccia legate per muoversi meglio.

Draco abbassò lo sguardo sul suo fondoschiena che si muoveva sul rigonfiamento e si sentì impazzire per non poterla toccare e fare tutto quello che stava desiderando farle in questo momento - ribaltarla e ribaltarla, toccarla e leccarla più volte, fino a morire.

"Cosa vuoi che ti faccia?" Domandò Josephine con voce rauca, girandosi per guardarlo in faccia. Draco alzò gli occhi su di lei e la guardò col respiro pesante, mentre lei continuava a strusciarsi con più vigore.

"Voglio che mi sleghi adesso." Ordinò fermamente, enfatizzando l'ultima parola mentre la guardava affamato di lei, "Prima che impazzisco completamente." Ansimò, scuotendo disperatamente la testa.

Josephine disse no con la testa, "Questo non è possibile." Mormorò mentre si toglieva lentamente per inginocchiarsi davanti a lui. "Ora, dimmi..." Fece scorrere le mani dalle sua braccia fino alle sue gambe aperte.

Gli occhi lussuriosi di Draco erano fissi su di lei, sulla sua lingua che accarezzava le sue labbra mentre guardava la sua erezione, impaziente di assaporarla.

E sentendosi esplodere all'eccitante vista di Josephine in lingerie in ginocchio davanti a lui, "Prendilo in bocca." Ringhiò, ricevendo un'occhiata soddisfatta da lei, che si affrettava a slacciarli e a togliere la cintura per abbassare la zip dei pantaloni fino a sfilarli.

"Tutto." Scandì fermamente ogni lettera.

Josephine prese la sua lunghezza incredibilmente dura in mano e la massaggiò dolcemente prima di portarsela alle labbra per leccare e baciare la punta.

"Succhiamelo, per Dio, Jo-" Ringhiò, perdendo mano a mano la ragione per non poter spingere ferocemente la sua testa, non riuscendo più ad aspettare.

Ma lei continuava a prendersela con calma, lasciando delicati baci su ogni centimetro e leccandolo ai lati fino alla punta.

"Jòsephine, ti ho detto di prenderlo - cazzo..." Gemette, sentendosi quasi svenire appena sentì la sua calda e umida bocca, che lo accoglieva lentamente. "Oh, sì così-" Ansimò, aggrappandosi con forza ai braccioli della poltrona e buttò la testa all'indietro con gli occhi chiusi.

Josephine lo succhiò e lo leccò senza fermarsi un attimo, andando sempre più veloce sotto i rauchi gemiti di Draco che la incitavano ad andare avanti, mentre lui spingeva i fianchi contro di lei. Lo prese tutto fino in gola, "Salazar, rifallo-" Ansimò Draco, alzando il capo per guardare la sua testa andare velocemente su e giù.

"Rifallo, cazzo-" Ordinò severamente, spingendo ancora di più i fianchi e lei fece come gli aveva detto più e più volte. Draco ghignò al piacere di vederla fare esattamente quello che le diceva e si sentì vicino al culmine, appena aumentò la velocità, facendolo gemere ad alta voce e imprecare.

"Sei fantastica, ma ora fermati sennò vengo." Ma lei continuò, ignorando la sua richiesta, "Lo so che ami succhiarmelo, ma non voglio venire così."

A quella frase Josephine si fermò e si staccò, lasciando un delicato bacio sulla punta, "E come vuoi venire?" Chiese con voce rauca mentre alzava un sopracciglio.

"Tu liberami," Mormorò, annuendo lentamente mentre la guardava con occhi accecati dal desiderio, "Dopo vedrai cosa ti faccio." Finì di parlare mentre Josephine si alzava per dirigersi lentamente verso il letto.

"Dove cazzo vai?" Draco alzò la voce, impaziente mentre la guardava sedersi cautamente sul letto, "Liberami ora!" Si dimenò sulla poltrona.

Josephine prese la bacchetta, "Se non ti dai una calmata non ti libero." Lo minacciò e Draco si fermò subito, appena la vide sul punto di slegarlo.

Lei tirò un angolo della bocca e schioccò la bacchetta sulle corde che lo tenevano legato, "Diffindo." La poltrona cadde all'indietro nello stesso momento in cui Draco scattò in piedi per correre da lei sul letto. Con una spinta le fece sbattere la schiena sul materasso e si tolse la camicia, strappando tutti i bottoni.

In un attimo spalancò le sue gambe e spostò la lingerie per affondare dentro di lei.

"Oddio mio-" Josephine gemette, roteando gli occhi.

"Preparati." Draco la avvertì mentre si muoveva ancora con un ritmo lento, "Ti scoperò così forte che non riuscirai nemmeno a camminare."

Le portò una mano al collo e lei sorrise maliziosamente, mordendosi il labbro, "Fammi tutto quello che vuoi, sono tua."

Detto questo, Draco afferrò le sue gambe e se le mise sulle spalle e, tenendola per i fianchi, le alzò il bacino. Così, iniziò a martellarla ripetutamente a una velocità estrema.

"Dio, cazzo-" Gridò mentre stringeva le lenzuola, spalancando la bocca con gli occhi chiusi per il piacere.

Draco ghignò soddisfatto mentre la guardava in preda al piacere che le dava lui, solo lui. I suoi gemiti erano musica per le sue orecchie e lo facevano eccitare più di qualsiasi altra cosa.

"Merda, lo sento tutto." Ansimò, inarcando la schiena.

"Guardami." Ringhiò Draco senza perdere il ritmo, "Guardami, Jo, ti voglio guardare mentre godi per me."

Entrambi vennero travolti da emozioni indescrivibili appena i loro occhi si incontrarono e il piacere si moltiplicò notevolmente. Josephine allungò il braccio e, afferrandolo per il collo, lo tirò giù per baciarlo.

"Draco, continua così." Gemette, facendo toccare le loro fronti.

"Dio, sei così bella." Sussurrò mentre accarezzava la sua guancia con il dorso della mano e, subito dopo, schiacciò di nuovo le labbra sulle sue.

Josephine piagnucolò nel bacio per la rapida velocità con cui sbatteva il bacino contro di lei. "Credo che sto per - merda."

"Cazzo, anche io." Ansimò anche Draco, dando colpi decisi fino a che non vennero insieme, urlando il nome dell'altro.

"Diventa sempre più magnifico." Sussurrò lei senza fiato mentre Draco si distendeva accanto a lei.

"Tu sei una stronza." Sbuffò con un piccolo sorriso all'angolo della bocca, "Ma la lingerie è molto sexy perciò sei perdonata."

Josephine ridacchiò e si mise su un fianco per guardarlo, reggendosi sul gomito, "Ho scelto bene, quindi."

"Bene?" Scattò Draco, facendo guizzare gli occhi su di lei, "Cazzo, sei una dea."

"Esagerato." Alzò gli occhi al cielo e lo baciò. Draco le prese la guancia a coppa e intensificò il bacio, facendo scivolare la lingua nella sua bocca.

"Buon compleanno, idiota."

Draco le sorrise dolcemente e le accarezzò premurosamente i capelli, "Grazie, amore."

"Draco?"

Mi giro e rigiro, ma non c'è nessuno. Solo il buio che mi avvolge.

"Draco?"

Questa voce...la conosco.

"Draco, sono qui."

Improvvisamente, vedo una luce soffusa e, appena mi volto, il mio cuore si ferma. Non posso credere a ciò che sto vedendo, non è possibile.

"Zia Maryam?"

Lei mi sorride e allarga le braccia, invitandomi a tuffarmici dentro. Faccio lentamente alcuni passi e le concedo un abbraccio.

Riesco a sentire il suo profumo di ibisco bianco dai suoi capelli, quello che non sentivo da tanto tempo.

"Vieni." Mi sussurra staccandosi da me, "Sediamoci." Mi fa strada verso un tavolo rotondo e prendiamo posto.

"Perché non sei andata da Jo?" Le chiedo, trovando che sia più importante che vada da lei, "Le manchi da morire."

"Io vado sempre da lei, ogni notte." Mi spiega con voce pacata, "Ma oggi volevo parlare con te e farti gli auguri."

Annuisco, "D'accordo, grazie."

"Come sta Jo? Vedo che..." Alza le sopracciglia, "Te la sei lavorata per bene."

Quasi mi va di traverso la saliva.

"Beh - noi..." Balbetto per l'imbarazzo, "...noi ci amiamo."

La zia annuisce lentamente con un sorriso raggiante sulle labbra, "Oh lo so."

"Ma non sta molto bene." Riprendo a parlare, rispondendo alla sua domanda, "Non è più la stessa e mi manca la vecchia Jòsephine." Poso le mani intrecciate sul tavolo e abbasso lo sguardo, "Non dipinge più e non è più allegra e vivace come prima. Finge di stare bene, ma io ho imparato a capirlo e vorrei fare qualcosa per lei." Sospiro pesantemente.

"Lei non ha bisogno che tu faccia qualcosa per lei." Dice la zia mentre scuote la testa, "Non ha bisogno di qualcosa che la faccia stare meglio, è sempre stato così. È come quando sei triste e stai piangendo e qualcuno ti vuole abbracciare per consolarti, come se potesse alleviare il dolore. A lei non sono mai piaciute queste cose, preferisce affrontare il dolore da sola senza farlo pesare agli altri. Purtroppo né tu né io né nessun'altro può fare qualcosa per lei."

Ha ragione - non posso fare nulla, nessuno può.

"Ma io -" Mi interrompo per inspirare, "Sto male...tengo a lei...non voglio che affronti tutto questo da sola. Voglio che sia felice, stia bene."

"Con te lo è, Draco." Mi rassicura e i miei occhi scattano su di lei, "Forse non te lo dice perché è molto riservata, ma ti posso assicurare che solo la tua presenza la rende felice e le fa dimenticare tutto."

"Tu invece come stai, Draco?"

Bella domanda.

"Hai riparato l'Armadio Svanitore?"

I miei occhi si spalancano e la guardo sconcertato, "Come fai a-?" Mi interrompo subito quando capisco il suo sguardo severo e preoccupato, per cui mi rilasso e inspiro profondamente, "Ci sono quasi."

"Manca poco, quindi."

"Sì..."

"Jo non lo sa, vero?"

"No." Dico fermamente, maledicendomi per tenerglielo nascosto, "Credo sia già troppo sapere che sono un mangiamorte."

"Lo so che anche tu non stai bene, Draco." Posa una mano sulla mia, accarezzando il dorso col pollice, "Non pensare solo a Jo, non è l'unica a soffrire."

"Io voglio proteggerla, ma -" Balbetto mentre mi torturo le mani, "Non ce la faccio più." La guardo con occhi spaventati e rattristati.

"Quando smetterà di fare così male?"

La zia Maryam mi sorride e mi accarezza gentilmente la mano, "Al tuo risveglio."


Gli occhi di Draco si schiusero per la forte luce mattutina che irrompeva nella stanza delle necessità dove aveva dormito e, non appena la vista si fece più chiara e nitida, sentì il suo cuore stringersi quando vide qualcosa di meraviglioso.

Josephine era seduta sulla poltrona accanto alla finestra a sinistra del letto - metà della sua chioma ondulata era legata in uno chignon disordinato mentre il resto dei capelli era delicatamente poggiato sulle sue spalle. Era ancora nuda e con la mano in mezzo al seno teneva il lenzuolo bianco per coprirsi.

Nell'altra mano teneva un pennello, che strofinava gentilmente sulla tela tenuta in piedi dal cavalletto e la tavolozza colorata era posata sul davanzale della finestra.

Erano mesi che non la vedeva dipingere.

La luce del sole le baciava tutto il corpo, rendendola più bella e poetica di quanto non fosse già ogni giorno.

Si sentì strano -era felicissimo, come non lo era probabilmente mai stato.

Ma allora perché le lacrime gli stavano inumidendo gli occhi? È possibile piangere dalla felicità?

Guardò intensamente il suo viso concentrato, le labbra schiuse mentre continuava a dipingere indisturbata, e sentì una lacrima scorrere lungo la sua guancia.

I suoi occhi azzurri erano così luminosi e accesi - accesi dopo troppo tempo. Un piccolo sorriso si inarcò sulle labbra di Draco e asciugò la lacrima, non volendo fargliela vedere.

"Cosa dipingi?"

La testa di Josephine scattò su di lui e gli sorrise dolcemente prima di dedicare nuovamente l'attenzione sulla tela davanti a lei, "Te."

La sua voce calma e dolce lo fece sentire peggio. Altre lacrime pizzicarono i suoi occhi, ma lui le trattenne.

Il suo cuore faceva male nel petto, sapendo che gli sarebbero mancati da morire questi momenti e colse ogni minimo dettaglio per godersi totalmente un'ultima volta la vista della ragazza che amava.

Perché sapeva che presto non avrebbe più potuto farlo.

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