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C e n t o - t r e

"Hai la minima idea di dove stiamo andando?" Chiese Draco mentre osservava l'ambiente sconosciuto intorno a sé.

"Assolutamente no."

Uno sbuffo scappò dalle sue labbra, "So di averti detto che con te andrei ovunque, ma stiamo camminando da ore e ore sotto il sole di pieno agosto...che ne dici se facciamo una pausa?"

"Senti tu non hai attaccato al corpo un'estrema fonte di calore." Lo sguardo indispettito di Josephine scattò su di lui per mostrare Bizet stretto saldamente tra le sue braccia.

"Lascialo camminare con le sue orride zampe." Disse con tono ovvio.

"No, è stanco, guardalo."

"Io vedo solo un irritante e inutile ammasso di peli." Disse con una smorfia schifata.

"Come osi parlare così dell'amore della mia vita?" Esclamò Josephine con le sopracciglia inarcate, fingendosi offesa.

"Fantastico," Draco sbuffò, scuotendo la testa, "Devo essere geloso pure di uno stupido gatto."

"Non chiamarlo stupido." Ringhiò giocosamente, lanciandogli un'occhiataccia, che gli fece trattenere una risatina, "Lo adoro da morire, però mi fa sudare le tette." Borbottò mentre si sistemava il reggiseno da sopra i vestiti.

"Potresti toglierti la maglietta." Disse Draco con le sopracciglia alzate e gli occhi divertiti.

Josephine arricciò la bocca contro di lui e roteò gli occhi sotto il suo ghigno beffardo prima di riportare lo sguardo in avanti e sussultare, "Oddio, oddio, oddio-" Esclamò con la bocca spalancata.

"Cosa hai visto?" Domandò Draco, guardandosi intorno, "Un parco giochi?" La prese in giro.

"Guarda là!" Si attaccò a lui per indicare col dito un lago poco più avanti e non gli diede nemmeno il tempo di rispondere che cominciò a correre.

"Perché ho una ragazza così iperattiva?" Sussurrò, alzando gli occhi al cielo, troppo stanco dalle infinite ore di viaggio per correre.

"Vieni, Draco!"

La sua voce che lo chiamava fece tornare la sua concentrazione su di lei, ormai lontana pochi metri, che indietreggiava verso il lago mentre gli sorrideva con i capelli spettinati e il viso leggermente sudato e illuminato dalla luce del sole.

Proprio come il suo corpo si scioglieva sotto il caldo sole estivo, il suo cuore si sciolse sotto la purezza e innocenza che tutto di lei urlava - dagli occhi ai capelli e dal sorriso alla risata.

"Io sto andando a fare il bagno..." Mormorò con occhi vispi mentre continuava a indietreggiare, imitando con le mani il gesto di tirare una corda per invitarlo a raggiungerla, "Non ti unisci a me?"

Sul volto di Draco crebbe un piccolo sorriso e, stando al suo gioco, fece dei passi saltati mentre seguiva il suo movimento. La fece ridere a crepapelle, contenta che una delle persone più serie che avesse mai conosciuto la stesse assecondando con divertimento.

Tutto ad un tratto afferrò l'orlo della sua maglietta per farla passare dalla testa e lasciare che cadesse a terra, rimanendo in reggiseno. Il ghigno sulle labbra di Draco si intensificò mentre si sbottonava anche lui la camicia, mostrando il suo torso nudo.

A quel punto Josephine si voltò per dargli le spalle e si avvicinò maggiormente al lago prima di prendere tra le mani l'orlo dei suoi pantaloni neri della tuta e sfilarli, facendo vedere totalmente il suo lato posteriore incorniciato dalle mutandine di pizzo.

Le pupille di Draco si dilatarono subito e il suo passo accelerò sempre più sotto le risate di Josephine, mentre si affrettava a togliersi le scarpe, slacciarsi la cintura e tirare la zip dei pantaloni per raggiungerla alla riva del lago con indosso solo i boxer.

Una volta giunto, il reggiseno di Josephine atterrò sulla riva prima che entrasse lentamente in acqua. "Cristo, è gelida." Ridacchiò e si tuffò.

Draco passò accanto a Bizet, seduto comodamente a terra con gli occhi gialli fissi sulla sua padroncina, e infilò i piedi nell'acqua, sentendo subito i brividi che gli scorrevano in corpo dal freddo.

"Tuffati." Sorrise Josephine dopo essere risalita in superficie.

"Così vado direttamente in ibernazione." Sibilò Draco, immobile sul posto con le dita delle mani allungate e rigide.

Josephine sbuffò, "Femminuccia." Si fece beffe di lui, schizzandogli dell'acqua addosso.

"No - porca troia che freddo!" Gridò Draco, sussultando e rabbrividendo dal gelo.

"Vuoi vendicarti?" Lo provocò con un sopracciglio alzato mentre muoveva le braccia sotto l'acqua per restare a galla, "Io sono qui."

Lo sguardo di Draco guizzò su di lei e le sue labbra si trasformarono in una linea sottile mentre osservava il suo sorriso beffardo morso dai denti, "Piccola peste." Borbottò, scuotendo la testa e tuffandosi.

"Aha sì!" Esultò Josephine con gioia, "Forza, andiamo!" Lo incitò appena Draco riemerse in superficie e lo invitò col braccio ad andare a largo.

"Jo, dove vai?" Scattò con preoccupazione, "Tu non sai nuotare!"

"Non importa!" Rispose a voce alta mentre si allontanava, "Vieni con me!"

"Se affoghi io non ti salvo di certo." Sospirò, cominciando a nuotare velocemente per raggiungerla.

"Invece sì!"

"Come fai a esserne così sicura?"

Josephine si voltò e continuò a muovere le braccia per nuotare all'indietro, senza che il suo sorriso raggiante abbandonasse il suo bellissimo viso, "Perché mi hai già salvata." Mormorò con tono morbido.

Gli occhi di Draco si addolcirono mano a mano che si avvicinava, ma lei, invece, si allontanò, "Fermati." Le sussurrò gentilmente.

"Andiamo ancora più a largo." Insistette, sorridendo e riprendendo la nuotata.

"No no, basta, siamo troppo lontani." Le prese delicatamente il braccio, "Vieni qui." Avvolse le braccia intorno alla sua vita sotto l'acqua e la tenne stretta a lui, sentendo il suo seno attaccato al suo corpo.

"Senti che tette..." Sussurrò mentre si mordeva il sorrisetto tra i denti e la fissava lussuriosamente negli occhi.

"Riesci a pensare per più di un minuto a qualcosa che non sia il mio corpo?" Domandò, alzando un sopracciglio.

"Certo che sì," Affermò con un cenno del capo, "La tua ragione." Josephine inclinò la testa incredula e lui roteò gli occhi, "Sai, il tuo corpo non è l'unica cosa a cui pensavo ogni volta che ti guardavo. Tutto quello che volevo fare era sbottonarti il cervello."

"Sbottonarmi il cervello?" Ridacchiò, alzando gli occhi al cielo, "Non l'avevo mai sentito, è bellissimo...e ci sei riuscito?" Chiese con curiosità.

L'angolo della sua bocca si alzò, "Credo che abbia ancora molto da scoprire di te."

"Abbiamo ancora tanto tempo...finché la morte non viene a prendermi."

"Cristo santo, Jo, fammi toccare i coglioni." Sibilò, facendo come aveva detto sotto le sue risate.

"Lo sai che morirai anche tu prima o poi, sì?"

"Morirò nel mio caldo letto quando avrò più di ottanta anni, proprio come te." Sottolineò le ultime parole con occhi da gufo.

"No, io non morirò mai." Affermò sicura di sé, scuotendo la testa.

"Aspiri ad essere una specie di dio?" Draco ridacchiò, prendendola un po' in giro.

Josephine fece spallucce, "Voglio solo lasciare qualcosa di me quando non ci sarò più."

"E come pensi di fare?" Sollevò curiosamente un sopracciglio.

"Non lo so, però vorrei rimanere nei ricordi delle altre persone che vivranno dopo di me per aver fatto qualcosa di bello e importante." Mormorò teneramente, "Credi che possa riuscirci?"

Draco sospirò e posò il dorso della mano sulla sua guancia per accarezzarla dolcemente, "Sono certo che tu farai grandi cose," Sussurrò a un palmo dal suo viso prima di baciarla sulle labbra, "E che sarai felice insieme a me."

"Sei sicuro di voler rimanere con una squilibrata?" Imitò il modo in cui lui la chiamava sempre.

"Ti sembrerà incredibile, ma è stata proprio la ragazza più improbabile che esiste a ingrandire il mio insensibile cuore e a prenderlo in mano per amarlo come non avrebbe mai potuto fare nessuno."

"Non sono l'unica persona che sa amare."

"No, ma sei l'unica che voglio che mi ami così."

Le loro labbra si collegarono in un bacio morbido e profondo mentre le loro mani si accarezzavano e le loro braccia si circondavano, solidificando ogni secondo di più la consapevolezza di non aver bisogno di nient'altro se non dell'uno e dell'altro.

"Ti amo," Mormorò Josephine nel bacio, "Mi farai diventare davvero pazza."

Draco sorrise contro le sue labbra e strinse la presa intorno al suo corpo per sentirla più vicina, "Tu l'hai già fatto-" Permise alle loro lingue di toccarsi, "Sono completamente perso per te." Il bacio si intensificò, accendendo il fuoco dentro di loro.

"Ragazzi-"

Improvvisamente la loro attenzione scattò verso la voce familiare e notarono il ragazzo in piedi alla riva del lago con in braccio Bizet, "Teddy?" Disse Josephine, stupita di vederlo, "Che fai qui?"

"Ci abito."

Le sue sopracciglia si aggrottarono per la confusione, non capendo cosa intendesse dire. Aveva praticamente vissuto a casa sua dopo che la zia era morta e non aveva idea che ci fosse un lago nei paraggi.

"Eri talmente fusa da non esserti accorta di trovarti vicino casa di Nott?" Domandò Draco con una punta di derisione nella voce.

Lei roteò gli occhi, "Andiamo." Lo invitò a nuotare per uscire.

"Girati, cazzo." Ringhiò Draco, una volta giunti alla riva, prima che Josephine uscisse totalmente dall'acqua e si esponesse davanti a Theodore, il quale si voltò per dare loro le spalle.

"Come facevi a sapere che fossimo qui?" Chiese Josephine mentre Draco le faceva un incantesimo per asciugarla, così che potesse rivestirsi.

"Suppongo che Bizet abbia riconosciuto la zona e sia venuto fino a casa mia. Ero in giardino e l'ho visto. Ho capito fossi nei paraggi, così mi sono messo a cercarti."

"Bizet!" Lei alzò la voce, prendendo il suo gatto in braccio, "Quante volte ti ho detto di non allontanarti?"

"Cristo..." Borbottò Draco mentre si rivestiva, alzando gli occhi al cielo e trovando assolutamente ridicolo che sprecasse tempo a parlare con un animale.

"Se avessi incontrato una persona malintenzionata e ti avesse portato via?" Continuò a rimproverarlo, fissando i suoi occhi gialli.

"Saremmo tutti più contenti." Ridacchiò Draco, ricevendo un dito medio.

"Non allontanarti mai più, capito?" Dopo aver ricevuto un dolce miagolio in risposta, il suo duro atteggiamento crollò e inizia a stampare baci su baci sul suo morbido pelo, "Piccolino, come posso rimanere arrabbiata con te?"

"Con me non fai così quando sei incazzata." Draco si lamentò.

"Perché tu non sei il micio più dolce e cucciolo del mondo." Rispose mentre continuava a coccolare il gattino.

"Dai, venite." Theodore li invitò a seguirlo per condurli a casa sua, "Mio padre sarà contento di rivederti."

"Io ne ho una meglio!" Rise Wyatt Nott prima di fare un ennesimo sorso di vino rosso, "Come si chiama la più esperta guida russa? Andrej Dometrovo."

Josephine, seduta sulle gambe di Draco dall'altra parte del tavolo, impiegò vari secondi per capire la battuta e, appena la capì, una grassa e rumorosa risata uscì dalla sua bocca.

L'espressione seria di Draco era sempre rimasta la stessa dal secondo in cui la sua ragazza e il padre di Theodore avevano cominciato a bere un po' di vino e a raccontarsi battute squallide.

Ecco da chi aveva preso.

Il suo sopracciglio si inarcò mentre restava immobile sotto il corpo di Josephine che singhiozzava, mescolato con la sua risata. Spostò lo sguardo disperato su Theodore, che sospirò, "Ma fanno sempre così?" Domandò a bassa voce.

"A volte è anche peggio." Rispose il ragazzo con un leggero sorriso.

"Cazzo, quanto mi eri mancato." Ridacchiò Josephine mentre prendeva il bicchiere pieno di vino.

Draco le bloccò cautamente il polso, "Direi che può bastare per oggi-"

"Oddio, me ne è venuta in mente un'altra!" Gridò Josephine, scattando in piedi e si posizionò in modo che tutti avessero una completa visione di lei.

"Sì, Jo, facci sognare." Il padre di Theodore la incoraggiò, ricevendo una piccola gomitata da suo figlio, "Che c'è? Lo sai che è molto spiritosa."

"Da piccola mi spaccava dalle risate." Ridacchiò Josephine mentre portava le mani nelle tasche dei pantaloni.

"Un nano entra in un bar e quando arriva davanti al bancone capisce di essere troppo basso per vedere dall'altra parte e farsi vedere dal barista, così si prepara a saltare..." Mentre raccontava la battuta fece tre piccoli salti, "...e dice 'un succo, un succo, un succo'."

"Dio..." Borbottò Draco, passandosi una mano tra i capelli.

"Cavolo, nessuno risponde...allora va dall'altra parte del bancone e si arrabbia davvero, ma quando arriva vede un nano saltare e dire..." Fece altri tre piccoli salti, " 'a che gusto? a che gusto? a che gusto?'."

La grassa risata del signor Nott fu la prima ad echeggiare in tutta la casa, mentre gli occhi di Josephine cadevano su Draco, che la stava già guardando, e lo vide trattenere una risata. Rimasero in silenzio alcuni secondi,prima che entrambi scoppiassero e si unissero nella risata collettiva.

Draco allungò il braccio e, appena Josephine posò la mano nella sua, la afferrò e la tirò verso di lui per farla sedere di nuovo sulle sue gambe. Portò una ciocca dei suoi capelli dietro l'orecchio e lasciò un bacio sulla sua fronte, "Sei una cretina." Ridacchiò, facendo intensificare la sua risata.

"E tu sei la mia vita." Disse lei, stringendo le braccia intorno al suo collo, "Mi viene da soffocarti per quanto sei bello."

"Ah, voi due...chi l'avrebbe mai detto." Mormorò il signor Nott mentre scuoteva la testa, catturando la loro attenzione, "Insomma, ho sempre saputo che Jo avesse qualcosa di speciale, ma non che potesse esserlo a tal punto da cambiare un purosangue razzista - senza offesa, Draco, ovviamente." Draco alzò la mano per rassicurarlo, "Conoscendo tuo padre, posso giurare che tu sia scappato proprio da lui per stare con lei ed è per questo che siete qui."

I loro occhi morbidi si incontrarono e rimasero dolcemente incastrati, quando la fronte di Draco si posò sulla sua e il suo pollice accarezzò la sua coscia nuda. Il suo cuore pronto a esplodere a causa delle sue vene riempite all'orlo del suo amore, che lo aveva portato a fare una pazzia che non si era mai sognato di fare prima per qualcuno.

"Una volta anche io l'avrei fatto per amore..." Concluse nostalgicamente il padre di Theodore, ricevendo una comprensiva pacca sulla spalla da suo figlio e ricambiando con un sorriso, "Continuate a combattere, ragazzi miei." Si rivolse nuovamente ai due innamorati, "Se vi amate e siete felici non fermatevi davanti a nulla."

1 Settembre, 1997

"Non senti i brividi nella schiena?" Domandò Josephine, immobile davanti all'entrata di Hogwarts, esitando il più possibile per non metterci piede, "Insomma, non ti sembra che abbia un aspetto spaventoso?"

"C'è di peggio, Jo." Disse Draco, mantenendo un portamento eretto e severo per nascondere dentro di lui la paura. Fece un piccolo passo in avanti, ma venne subito bloccato da una mano intimidita.

"Sei sicuro di questo?" Mormorò con tono irrequieto mentre lo fissava con le sopracciglia aggrottate.

"È l'unico posto dove posso veramente proteggerti."

"Ma non ci sarà Silente quest'anno a proteggerci tutti, compreso te." Scosse la testa.

"Piton mi coprirà le spalle così che io possa tenerti al sicuro, hai capito?" Chiese con occhi penetranti e voce decisa, bloccandola totalmente. Osservando il suo sguardo agitato, sospirò e le prese il viso a coppa, "Ti prego...non trovo altre soluzioni per tenerti con me e non farti accadere nulla di male."

Josephine deglutì e annuì, "D'accordo." Sospirò pesantemente e gli prese la mano, "Andiamo." Disse, facendo il suo ingresso nella scuola.

L'atmosfera tra quelle mura non era più quella a cui era abituata e che l'aveva accompagnata dal primo anno - si sentiva la paura e la preoccupazione negli sguardi degli studenti, dei professori che si trovavano in un luogo con la stessa aria triste da cimitero in cui ormai camminavano anime morte.

L'opprimente sensazione di terrore venne bruscamente interrotta da una voce che mai avrebbero immaginato di dover sentire, "Hai una bella faccia tosta a presentarti qui, Malfoy."

I due si fermarono sul posto e solo Josephine si voltò per guardare in faccia Terence Higgs, un ragazzo Serpeverde a cui Draco non era mai andato a genio. Al contrario Draco si irrigidì e non si sognò nemmeno di degnarlo di un misero sguardo.

"Sarai fiero di te e tuo padre ad appoggiare un pazzo che vuole ucciderci tutti per conquistare il mondo, vero?"

"Levati di torno, Terence." Ringhiò Josephine, scrutandolo dall'alto al basso.

L'attenzione di Terence si spostò brevemente su di lei prima di tornare sulla nuca bionda di Draco, "Ti credi così potente e superiore rispetto a tutti gli altri da farti difendere dalla tua ridicola ragazza?" Sbuffò con derisione.

"Ridicola a chi, lattuga?" Josephine scattò subito dal nervoso, prendendolo in giro per il suo indecente taglio di capelli.

"È l'unico aggettivo adatto a descriverti." Sibilò mentre le strizzava gli occhi addosso, "Credevo fossi migliore di così..." La osservò dall'alto al basso con una smorfia di disgusto, "Eri così disperata di trovare un cazzo? Cos'è, Josephine, eh?" Marciò lentamente verso di lei, "Ti eccita sapere che il tuo cattivo ragazzo è un mangiamorte? Oppure semplicemente ti-"

"Grandissima testa di cazzo-" Lo interruppe violentemente il fortissimo schiaffo che Josephine gli scagliò sulla guancia, lasciando l'impronta rossa della sua mano.

"Brutta puttana." Ruggì Terence, afferrandola per il collo e la spinse per attaccarla al muro mentre lei si dimenava, dandogli calci sulle gambe e manate in testa.

Prima che potesse fare altro, un grido echeggiò nel corridoio, "Fottuto pezzo di merda-" Ribollì furiosamente Draco, che fino a quel momento era rimasto congelato ad assorbire e a fregarsene di ciò che pensava Terence - fino a quando non l'aveva toccata.

Con un potente pugno sul naso lo scaraventò a terra e si lanciò a cavalcioni sudi lui per tenerlo fermo dalla camicia. All'improvviso un altro pugno costrinse la testa di Draco a voltarsi di scatto, appena le nocche di Terence colpirono il suo zigomo.

Passarono pochi secondi quando gli occhi glaciali e inferociti di Draco tornarono nuovamente su di lui, sul sangue che gli colava dal naso e gli sfiorava le labbra.

"Puoi insultarmi quanto cazzo ti pare, puoi darmi tutti i pugni che vuoi e puoi anche prendermi a calci nel culo fino a spaccarmelo," Ringhiò con i denti stretti, "Ma non azzardarti mai più a rifare il grande errore di sfiorarla anche solo con un dito."

Finì di parlare mentre si alzava lentamente, tenendo i piedi su ogni lato del corpo disteso del ragazzo, che lo fissava col respiro pesante e uno sguardo spaventato, specialmente pentito di averlo colpito.

"Se vengo a sapere di un altro tuo sbaglio nei confronti della mia ragazza," Calpestò violentemente il suo naso, provocando un dolorosissimo crack, "Questo sarà un misero assaggio di quello che ti farò."

"Adesso basta-" Ordinò fermamente Josephine mentre afferrava Draco per il braccio per cercare di trascinarlo via, ma lui fece resistenza, tenendo ancora la sua attenzione fissa sul naso storto di Terence, "Draco!" Alzò la voce, facendo guizzare il suo sguardo addosso, "Andiamo via."

"Scusa," Mormorò Draco vicino al suo orecchio mentre veniva trascinato via con forza, "Quando ci sei tu di mezzo non riesco a controllarmi."

"Sta zitto." Ringhiò Josephine mentre lo tirava per la nuca e posò le labbra sulle sue in un bacio voglioso.

"Ti ho eccitata?" Domandò Draco, un ghigno malizioso in viso mentre la sua ragazza annuiva e le sue pupille si dilatavano. Portò le mani sulla sua vita e la strinse per spingerla verso l'aula di trasfigurazione, attaccò le loro labbra e infilò la lingua nella sua bocca per accarezzare la sua in una danza passionale.

"Salta-" Ordinò con voce rauca e Josephine fece come gli aveva detto, avvolgendo le gambe intorno al suo corpo mentre lui apriva la porta della classe, "Inauguriamo il ritorno a scuola."

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