C e n t o - q u i n d i c i
Era passata una settimana da quando Josephine non c'era più.
La notizia della sua morte aveva scosso particolarmente tutti coloro che la conoscevano.
Draco aveva passato i primi giorni rinchiuso in camera sua completamente solo nella totale oscurità. Durante il giorno teneva le tende chiuse e durante la notte non accendeva mai la luce.
Inutile dire che sua madre aveva cacciato via di casa suo padre per aver permesso ad Adrian di uscire dalla cella in cui era rinchiuso. Se non fosse stato per Lucius, Josephine sarebbe ancora viva.
Invece, Draco era sempre stato disteso sul letto e fissare il soffitto senza mangiare. Sentiva una profonda voragine di fame nello stomaco, ma era come se non ci fosse perché la sofferenza nel suo cuore era molto più forte.
Non aveva chiuso occhio un solo momento anche se il sonno non aveva mai smesso di chiamarlo e di tentare di sopraffarlo. Ma come poteva addormentarsi se tutto quello che vedeva era lei?
Il momento in cui il suo cuore aveva smesso di battere mentre la stringeva?
Finché pochi giorni dopo la sua morte, nella mente di Draco aveva cominciato a ripetersi una parola - funerale. Nessuno si era azzardato ad alzare un dito per organizzarlo perché tutti sapevano che solo Draco voleva occuparsene e così era stato.
Il funerale si era tenuto proprio oggi.
Erano venuti tutti i suoi amici di Hogwarts, Narcissa e perfino Dorothy. La piccolina non aveva mai smesso di abbracciare la gamba di Draco come se potesse percepire il suo dolore e volesse consolarlo.
Hermione non aveva mai smesso di piangere mentre si aggrappava al braccio di Ronald, a differenza di Draco che non aveva versato una lacrima.
La brezza primaverile soffiava sul suo viso mentre fissava la lapide di Josephine incastonata nel morbido prato verde del cimitero, accanto a quella di sua zia, con i fiori che aveva seminato lui stesso intorno alle loro tombe.
Sapeva che Josephine avrebbe voluto questo - stare vicino a sua zia, circondata da primule, fiori di ibisco bianco e tanti altri.
Giunta la fine, i presenti avevano tentato di fare le loro più sentite condoglianze a Draco, ma Blaise e Theodore avevano bloccato chiunque ci avesse provato. Ultimamente Draco era stato più irascibile di quanto fosse già e nessuno gli aveva più rivolto la parola perché non si sapeva in che modo avrebbe reagito.
E al momento, le condoglianze per la perdita della ragazza che amava l'avrebbero fatto andare totalmente fuori di testa.
Draco rimase in ginocchio davanti alla sua lapide, con incisi la sua data di nascita e la sua data di morte, per ore e ore fino ad adesso.
Le occhiaie incredibilmente scure ed evidenti gli incorniciavano gli occhi grigi e spenti in modo terrificante. Sembrava letteralmente un morto che cammina.
Non aveva mai creduto che potesse esistere un dolore talmente struggente e soffocante perché era così che lui si sentiva - senza fiato.
Si sentiva vuoto, incolmabile e sapeva perfettamente che quel vuoto non si sarebbe mai più riempito. Nessuna avrebbe mai potuto prendere il suo posto perché per lui Josephine era sempre stata diversa, aveva sempre avuto un posto speciale nel suo cuore.
Troppi progetti aveva pianificato per loro dopo la fine della guerra. Le aveva detto che l'avrebbe portata a Parigi, la meta che aveva sognato da sempre per dipingere. Ma Parigi non avrebbe mai più potuto avere il piacere di ospitare un'anima così bella e pura come la sua.
E il corpo di Draco non avrebbe più potuto toccare il suo, averla vicino.
Non avrebbe più potuto annusare la sua pelle, accarezzare i suoi capelli, baciare le sue labbra e il suo corpo. Era scomparsa dal mondo e non sarebbe tornata indietro.
Il suo cuore era consapevole di star attraversando un livello di dolore che avrebbe difficilmente potuto superare in futuro. Era sicuro che non avrebbe mai vissuto più una sofferenza come questa o peggiore.
E quando sarebbe subentrata la mancanza, la vera mancanza, sarebbe stato ancora peggio.
Perché tutto quello che stava provando adesso, che gli stava masticando le viscere, era una miseria straziante che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Non avrebbe mai smesso di essere triste per la sua morte, per non aver avuto la possibilità di viverla per molto più tempo.
Nemmeno una mano che gli toccò la spalla riuscì a distrarlo dalla concentrazione che stava riversando alla sua lapida, "Malfoy?" Mormorò Theodore a bassa voce, "Dobbiamo portare via le cose di Jo da Hogwarts...io non credo di farcela da solo."
"Lo faccio io." Lo interruppe Draco, proferendo le sue prime parole dopo giorni.
Sapeva che la sua camera doveva essere svuotata per prendere le sue cose, i suoi vestiti, i suoi accessori, tutto quello che le apparteneva e Draco voleva conservare ogni cosa.
"Sei sicuro?" Domandò Theodore con voce preoccupata, "Ti posso aiutare se non te la senti-"
"Ho detto che lo faccio io." Sibilò mentre si alzava in piedi, e allungò una mano per accarezzare la sua lapide prima di serrare entrambe le mani in un pugno, "Andrò adesso." Comunicò fermamente camminando verso l'uscita del cimitero.
—
La porta della camera di Josephine venne spalancata per rivelare la figura alta di Draco sulla soglia mentre trascinava gli occhi lungo la stanza.
Il letto sfatto che era solita lasciare perché la sua pigrizia le impediva di sistemarlo, i suoi disegni sparsi sulla scrivania, i suoi quadri appesi alle pareti - ogni cosa in quella camera gridava il suo nome.
Il quadro di una nave in mare durante una tempesta appoggiato proprio sul comodino accanto al suo letto.
"Un altro anno in questa scuola e poi sarà tutto finito." Sospirò Draco mentre sbatteva noiosamente le palpebre, "Zabini e Greengrass andranno in Irlanda a lavorare con lo zio di Blaise, Nott si trasferirà in Romania per studiare...e io, cosa farò qui?"
"Non devi per forza restare qui." Josephine si accigliò mentre lo guardava con dispiacere.
"Ah no?" Sollevò un sopracciglio, spostando l'attenzione su di lei, "E cosa dovrei fare?"
Lei scrollò le spalle prima di inarcare le labbra in un grande sorriso, "Potremmo unirci ad una nave pirata."
Draco sbuffò un risatina, "Una nave pirata?"
Josephine annuì con entusiasmo mentre si sedeva sulle ginocchia accanto a lui sul materasso del suo letto, "Immagina quanti posti potremmo visitare e quante avventure potremmo vivere."
"Tu leggi troppi libri." Draco roteò gli occhi lontano da lei.
"E tu hai i piedi troppi attaccati a terra." Contrattaccò lei, sporgendosi completamente sul corpo disteso di Draco e allungando il braccio.
"Ma che-" Gemette il ragazzo mentre si faceva sovrastare.
Josephine si sedette a gambe incrociate davanti a lui, tenendo in mano la cornice del piccolo quadro di una nave dipinto da lei.
"Non ti piacerebbe fare il giro del mondo su una di queste?" Domandò con un sorriso raggiante in viso, indicando col dito il soggetto del disegno.
"Durante una tempesta col rischio di morire? No."
"Ma è proprio questo il bello!" Disse ad alta voce, sbattendo allegramente i palmi delle mani sulle gambe del biondo, "L'avventura, Draco, di questo abbiamo bisogno! Dobbiamo vivere nel vero senso della parola, sperimentare e viaggiare, creare le nostre esperienze da raccontare e da ricordare, soprattutto."
Draco la guardò negli occhi in silenzio mentre assimilava le sue parole e rimase brevemente in silenzio prima di annuire, "Hai ragione, dopo la scuola ci uniremo a dei pirati."
I suoi occhi cupi catturarono le scarpe ai piedi del letto. Le sue converse basse, bianche con i lacci sciolti, una messa sopra all'altra come era solita lasciarle lei ogni volta che entrava in camera.
Dovette inspirare profondamente a quella vista.
Appena entrò, i suoi sensi vennero inondati dal profumo di vaniglia, il suo profumo. L'odore più dolce che avesse mai sentito in vita sua e che non si sarebbe mai dimenticato.
Camminò lentamente verso il suo letto per appoggiare la giacca e si voltò verso lo specchio posato sulla cassettiera su cui teneva i suoi anelli, i suoi braccialetti e i suoi orecchini.
Quando Voldemort era giunto ad Hogwarts non aveva avuto il tempo di indossare tutti i suoi soliti anelli, quindi erano rimasti lì nell'attesa di essere indossati in un momento diverso, un momento che non arriverà mai.
Prese tra le dita il primo anello che aveva notato tra tutti gli altri per la prima volta, quello con la farfalla, e posò un bacio su di essa.
"Mi sono sempre domandato perché indossi tutti questi anelli." Mormorò Draco mentre stringeva gentilmente le sue mani, ammirando le sue dita occupate, "Voglio dire...sono belli, ma perché così tanti?"
Josephine ridacchiò, "Mi piace decorare le mie mani come se fossero un'opera d'arte."
Draco sollevò il suo sguardo corrucciato su di lei, facendole roteare giocosamente gli occhi, "Pensa a un quadro vuoto. Cosa c'è di bello in una tela bianca? La stessa cosa vale per le mani, cosa c'è di bello in una mano spoglia, semplice? Non è più bello decorarla?"
Draco tirò leggermente gli angoli della bocca prima di mirare di nuovo i suoi anelli, "Adoro le tue mani."
All'improvviso un miagolio gli fece scattare lo sguardo verso la finestra.
Gli occhi gialli di Bizet erano fissi su Draco mentre continuava a miagolare sul davanzale della finestra, probabilmente chiedendosi dove fosse finita Josephine e perché non fosse tornata da lui.
Il corpo di Draco ruotò totalmente per affrontare il gatto e rimase a guardarlo col respiro pesante e occhi infuocati, "Jo non c'è." Ringhiò con voce rauca, furiosa.
Bizet rispose con un altro miagolio.
"Hai capito?" Quasi gridò contro di lui, "Jo non c'è e non tornerà."
Il gatto restò per brevi momenti in silenzio, senza smettere di fissarlo, e dopo un po' un altro innocuo miagolio scappò dalla sua bocca.
E Draco, preso da una rabbia incontrollabile, afferrò il primo libro che trovò per lanciarlo ferocemente contro Bizet, "JO NON C'È-" urlò disperatamente mentre le lacrime gli offuscavano la vista.
Sferrò un libro dopo l'altro contro la finestra dove si trovava Bizet, senza mai colpirlo, mentre si avvicinava sempre di più verso di lui, continuando a gridare, "JO È MORTA, MALEDETTO GATTO, E NON TORNERÀ MAI PIÙ!"
Solo quando si ritrovò davanti a Bizet, si fermò per fissarlo con le lacrime lungo le guance mentre lui lo guardava innocentemente dal basso, ignaro di quello che stava succedendo.
Così, miagolò di nuovo e fu lì che Draco crollò completamente.
Cominciò a singhiozzare mentre allungava le mani per circondarle intorno al piccolo corpo di Bizet, tirandolo su e abbracciandolo strettamente contro il suo petto.
Lo stesso gatto che non aveva mai sopportato e che non avrebbe mai toccato nemmeno sotto tortura, ora era avvolto saldamente dalle sue braccia mentre si sedeva sul letto di lei.
Al momento era la cosa più vicina a Josephine che gli era rimasta. Lei amava Bizet con tutto il suo cuore, come se fosse un figlio, e anche se lui aveva sempre odiato gli animali, soprattutto i gatti, qui e adesso le promise di occuparsi di lui.
Si sarebbe preso cura di Bizet al posto suo.
Con i polpastrelli gli accarezzò gentilmente la testa mentre il suo pianto si calmava. Sapeva molto bene che gli piacevano le carezze lì perché Josephine gliele faceva sempre.
Bizet per ringraziare strofinò la testolina contro il suo petto e leccò dolcemente le sue dita. Draco lo lasciò fare perché in quegli anni aveva imparato che era un gatto affettuoso, che aveva bisogno delle coccole.
E voleva fare il possibile per fare come se ci fosse ancora Josephine a prendersi cura di lui.
Tutto ad un tratto Bizet saltò dalle sue gambe per atterrare a terra e miagolare verso il materasso, "Che succede?" Mormorò mentre si puliva le guance dalle lacrime.
Si accovacciò a terra e cercò di decifrare i suoi miagolii, "C'è qualcosa che ti serve sotto il materasso?" Domandò dalla confusione mentre Bizet continuava a miagolare.
Per cui infilò le mani sotto il materasso e cominciò a tastare ovunque finché le sue mani non toccarono qualcosa. Appena tirò fuori l'oggetto, i suoi occhi si spalancarono dallo stupore,
Il suo diario.
Ma era ovvio, il suo nascondiglio preferito era sotto il materasso.
Si passò esasperatamente una mano in viso e prese un respiro profondo mentre teneva in mano l'oggetto più prezioso che le apparteneva.
Trascinò due dita sulla copertina bordeaux ricoperta di fiori e farfalle ed emise un sospiro malinconico mentre la sua mente combatteva per decidere se leggerlo o no.
Josephine l'avrebbe voluto?
Probabilmente no, ma la tentazione era troppo grande e assillante.
Draco si morse il labbro inferiore prima di prendere di nuovo in braccio Bizet con in mano il diario e mormorare, "Smaterializzarsi." Per ritrovarsi in camera sua al Malfoy Manor.
Lasciò andare Bizet, che iniziò ad annusare qualsiasi superficie del luogo sconosciuto, mentre lui si concentrava di nuovo sul diario, sedendosi sul proprio letto.
Continuava ininterrottamente a riflettere se Josephine si sarebbe offesa se lui lo avesse letto, ma dentro di lui sentiva una forte necessità di risolverla, capirla a fondo perché per quanto fosse sempre stata una ragazza sincera, era sempre stata anche molto riservata e chiusa.
Tra quelle pagine c'era Josephine in tutto e per tutto e il suo più grande desiderio era stato da sempre quello di conoscere totalmente la sua anima.
Era certo che lei lo avrebbe perdonato.
Quindi si mise comodo, seduto a terra con la schiena appoggiata contro il bordo del letto e le ginocchia al petto per iniziare la lettura.
Sfogliò le prime pagine di quando era più piccola, ridacchiando teneramente per quello che scriveva, fino ad arrivare a qualche anno prima - quando aveva iniziato a scrivere le sue riflessioni più profonde.
1993
A volte penso di essere troppo sensibile per vivere in questo mondo.
Posso sembrare esagerata, ma credo che sia proprio così.
La sento dentro di me, questa sensibilità molto fragile e delicata che ha bisogno di essere maneggiata con cura.
Da una parte sono fiera di essere così sensibile, mi permette di essere una brava persona e di rispettare il prossimo.
Perché non vorrei mai che qualcuno stesse male.
D'altro canto, però, esserlo mi rende una piccola primula in mezzo a un campo di piante carnivore.
Ho paura di non riuscire a fidarmi di nessuno perché l'uomo è egoista e raramente incontriamo qualcuno con un'anima gentile che odierebbe se stesso se facesse del male al prossimo.
Io mi sento così.
—
Oggi una persona che mai mi sarei aspettata ha confessato di voler entrare a far parte nella mia vita.
Il ragazzo più odioso che abbia mai conosciuto e che non ha idea di cosa sia l'empatia e la gentilezza,
Draco Malfoy.
So già che me ne pentirò, ma voglio aiutarlo.
Voglio salvarlo da una vita vuota che sarà costretto a vivere se non gli do una mano.
E voglio solo che lui me lo permetta.
Ci sarà molto da lavorare.
1995
Mi fido di Draco,
Mi fido di lui in un modo in cui non mi sono mai fidata di nessuno.
E so che anche lui si fida di me perché vedo che con me è diverso,
Non è più Draco Malfoy, è semplicemente Draco.
E io adoro il vero Draco.
Mi fa stare bene in un modo in cui Teddy non mi fa sentire.
Sento una grandissima differenza tra i miei sentimenti per Teddy e quelli che provo per Draco.
Non me lo so spiegare,
Ma è stupendo.
1996
Sta succedendo qualcosa in più,
Ma non è qualcosa di terreno.
Va molto più su, oltre le nuvole e oltre le stelle,
Ogni volta che guardo Draco.
E quando è vicino a me, lo voglio sempre più vicino.
Sento che non ne avrò mai abbastanza di lui.
Sento che lo voglio.
Voglio tutto di lui e voglio che lui abbia tutto di me.
Per quanto sia una sensazione spettacolare, mi spaventa alquanto.
Essere innamorati non porta sempre amore.
E ho paura di dargli tutta me stessa, di aprirgli il mio cuore, di vivermi, per poi soffrire.
Non sopporterei di soffrire ancora.
So di essere la persona a cui Draco tiene di più, ma se non mi volesse in quel modo?
Se non ricambiasse le mie stesse esplosioni nello stomaco quando siamo insieme?
O se invece mi deludesse?
Ho molte domande che mi assillano in testa, ma solo di una cosa sono certa.
Voglio prendermi cura di lui perché ne sono follemente innamorata, nel modo più sincero in cui è possibile amare una persona.
—
Ricordo che quando ero piccola pensavo alla morte.
Pensavo alla mia sicurezza nel dare la mia vita al posto di qualcun altro,
Pensavo alla possibilità che nel mondo potesse esistere un modo per scegliere chi deve morire.
E ogni volta dicevo a me stessa che avrei scelto me,
Avrei scelto di morire per non lasciare che qualcun altro morisse.
E ora sono infuriata col mondo,
Perché avrei voluto tanto che la mia idea sulla scelta della morte esistesse veramente,
Avrei voluto scegliere la mia morte piuttosto che la morte della zia.
E se si dovesse porre davanti a me la questione nei confronti di Draco,
Sceglierei sempre la mia morte al posto della sua.
Sceglierò sempre la mia morte al posto di quella delle persone che amo.
Preferirei che vivessero loro piuttosto che io,
Perché voglio bene alle persone che mi stanno vicino e vorrei che vivessero per sempre.
—
La mia paura più grande in tutta la mia vita era la solitudine.
Restare sola nel dolore.
Ed è quello che sta succedendo.
Da quando la zia Maryam se ne è andata, Teddy non fa altro che riempirmi di attenzioni e di essere la persona più disponibile al mondo.
Vuole sempre sapere come sto e mi sta sempre vicino.
Lo adoro per questo, ma non è quello di cui ho bisogno.
Ho bisogno di Draco.
Ho bisogno che Draco mi faccia svagare e distrarre per non crollare.
Ma lui non è con me, in realtà non so dove sia.
Non è più lo stesso ragazzo che è soccorso da me quest'estate.
Si comporta come se io non esistessi e questo mi fa impazzire,
Mi frantuma il cuore in pezzi più piccoli di quanto non sia già spezzato.
Lui aveva la capacità di consolarmi senza rendersene conto, senza farlo.
Perché non è mai stato bravo a confortare il prossimo e a esprimersi.
E questo era il suo modo di sollevarmi senza nemmeno saperlo.
Si sarebbe comportato come se nulla fosse successo, facendomi vivere ogni giorno senza pensare alla zia.
Per me, questo è il modo migliore di consolarmi.
Ma non è possibile.
Perché l'unica persona in grado di farlo non è più con me.
Mi sento così sola.
—
Ci sono momenti in cui non respiro,
Sento di soffocare come se fossi sott'acqua e non mi arrivasse l'ossigeno.
Questo si chiama dolore.
Non riuscire a trovare la luce nell'oscurità in cui la vita ti ha gettato senza pietà.
È così che vivo.
E la sola domanda che mi pongo è - perché?
Perché l'universo ha deciso di portarmi via la zia?
Non era già abbastanza dura la mia vita?
Per quanto la sua morte sia stata una liberazione per lei, per non soffrire più,
Per me è una delle cose peggiori che mi siano mai capitate.
E non so nemmeno descrivere a parole quello che provo.
Desidero solo che tutto questo finisca.
Voglio stare con mia zia e con mia madre.
È dura sopportare la loro mancanza.
Non vedo l'ora di riabbracciarle.
1997
Draco è piombato di nuovo nella mia vita.
Ha detto di essere innamorato di me.
Di volersi prendere cura di me.
Ha detto che io sono la sua primula.
Lo amo con tutta la sincerità presente nel mio corpo.
È come mangiare i biscotti durante tutti i pasti della giornata,
Con Draco mi sento così.
Mi ha fatto provare cose a cui nessuno prima d'ora si era mai avvicinato,
Mi ha toccata con amore e delicatezza come se fossi un essere fragile.
Lui può leggermi dentro e capirmi.
Se non è lui la mia persona, non lo sarà mai nessun'altro.
E grazie a lui ora non mi sento più sola.
—
Hai presente la sensazione di protezione?
Ma non una protezione qualunque, no - quella che ti dà tua madre.
Quando appoggi la testa nell'incavo del suo collo quando sei rilassato.
Quando ti accarezza i capelli dietro la testa con la sua mano rassicurante.
Ci pensi mai all'amore che tua madre prova per te? Io ci penso sempre.
L'amore che ti dimostra quando ti sorride inconsciamente mentre ti pettini i capelli, mentre ti provi un vestito elegante, che ti sta talmente bene che sembra essere cucito sulla tua pelle.
Quel debole sorriso che nasconde una grande felicità, ma anche una grande malinconia allo stesso tempo.
Io non sono una madre, però me lo immagino.
La gioia di vedere il proprio figlio o la propria figlia crescere e diventare grande, vederlo o vederla ridere.
La malinconia del tempo che scorre, che vola nel vento, insieme al desiderio di voler fermare tutto e riavvolgere il nastro dal primo suo sorriso, dalla sua prima parola, dal suo primo pianto.
E io vorrei riavvolgere tutto il nastro della mia mamma.
Rivivere ogni carezza sul braccio, ogni bacio sulla testa e ogni sorriso dolce.
Risentire il suo profumo di ciliegie mature non perché mi manca, ma perché è proprio lì accanto a me che mi abbraccia.
Vorrei che vedesse quanto sono cresciuta, quanto sono maturata e cambiata.
Vorrei averle fatto conoscere Draco e Teddy di persona, sono certa che li avrebbe adorati.
Ma soprattutto vorrei stringerla, sentire di nuovo le emozioni che solo lei sapeva suscitarmi.
Non so come descrivere a parole la sua mancanza, tutto di lei mi manca. La sua voce armoniosa, la sua pelle morbida e candida e la sua gentilezza.
A chi ha la mamma, voglio dire di essere grato di averla perché non avere un genitore, o entrambi, è una delle cose peggiori per un figlio.
Che apprezziate il suo amore, la sua rabbia, le sue lacrime, i suoi abbracci - che apprezziate tutto.
La mamma è la persona di cui nessuno può fare a meno, anche quando fa arrabbiare.
Nessuno è come lei, nessuno ti vorrà bene come te ne vuole lei, nessuno di proteggerà come lei, nessuno ti difenderà come lei,
E nessuno metterà la sua anima davanti alla tua per salvarti la vita come lei.
1998
Ho desiderato di morire.
L'ho fatto veramente.
Ed è una cosa che mi gela il sangue.
Quello che Adrian mi ha fatto, mi ha fatto vedere l'inferno con i miei stessi occhi.
Il mio corpo ha subito una violenza dopo l'altra e mi sento lacerata nel profondo.
L'unico modo in cui posso esprimere il mio dolore è scrivere qui.
Non voglio che Draco mi guardi dentro.
Lo spaventerei e lo preoccuperei da morire.
E non voglio questo.
Desidero solo superare tutto questo stando al suo fianco nel modo più naturale possibile, come abbiamo sempre fatto.
Non voglio che Draco sappia che la mia mente non è più stabile ormai, che sento di star impazzendo ogni giorno di più.
Lo sento molto bene - sento come io sia orribilmente cambiata.
E non riesco a vivere così.
Non voglio vivere così.
Ma preferisco tenere tutta la mia sofferenza racchiusa dentro di me.
Non permetterò che Draco venga tormentato dai miei demoni.
Merita di essere felice e di non preoccuparsi per me.
Perché io sto bene insieme a lui.
Mi fa dimenticare,
Mi cura.
È come una medicina che ho bisogno di prendere sempre per restare stabile e non impazzire completamente.
E lo amo infinitamente per questo, sia come mio ragazzo sia come persona.
A lui devo tutta la mia felicità e la mia vita.
Se non fosse stato per lui la mia vita sarebbe caduta in un profondo oblio.
Sarebbe appassita perché nessuno si preoccupava di annaffiarla.
E Draco ha innaffiato il mio cuore con il suo sincero amore e il suo più grande affetto per me.
Gli sarò per sempre grata per questo.
E se le nostre strade si dovessero separare,
Non mi dimenticherò mai di lui e lo ricorderò per sempre come il ragazzo che mi ha salvata.
Ma desidero con tutta me stessa di stare al suo fianco fino alla fine dei miei giorni.
Gli ho promesso che non lo lascerò e così sarà.
Non lo abbandonerò mai e lo amerò come merita di essere amato.
Se lui mi chiamerà per sempre,
Io gli risponderò per sempre.
È una promessa.
—
A me piace la mia vita.
Nonostante tutto - nonostante abbia perso le persone più importanti nel mio cuore e il mio corpo sia stato usato come un oggetto insignificante,
A me piace la mia vita.
Stiamo sempre a denigrare la nostra esistenza, a pensare che possiamo avere di più - meritare di più.
Guardiamo quello che hanno gli altri e desideriamo ardentemente che anche noi possiamo avere le stesse cose,
Desideriamo che la nostra vita sia perfetta,
E la schifiamo.
Siamo così preoccupati a fantasticare e ad immaginare che vada tutto liscio e che siamo felici,
Che non pensiamo a quanto siamo già fortunati a vivere.
E io mi sento fortunata a vivere.
Sono grata di vivere,
Nonostante tutto.
E mi piace la mia vita.
Le mani di Draco tremavano violentemente mentre chiudevano il suo diario.
Quella era stata l'ultima pagina che aveva scritto.
Le lacrime più tristi che avesse mai versato in vita sua scorrevano lungo le sue guance e gli bagnavano il viso come se fossero pioggia.
Sentiva il suo cuore stringersi dolorosamente mentre si portava una mano sul petto, e la sua schiena singhiozzava ininterrottamente.
Non aveva idea che lei si sentisse così, che avesse desiderato di morire, e si sentì un tale idiota a non averlo capito prima.
A me piace la mia vita - ha scritto.
Nonostante avesse vissuto una tragedia dopo l'altra, a lei piaceva la sua vita.
Era grata di vivere, anche se la vita era stata crudele con lei.
E Draco non riusciva a far altro se non ammirarla - la ammirava per il suo coraggio e il suo amore per tutto il tempo che aveva vissuto.
E la amava per questo.
La lettura del suo diario era stata più straziante di quanto immaginasse.
E rimarrà a piangere e a disperarsi per tutta la notte, ripetendo all'infinito nella sua testa le crude parole che aveva scritto lei stessa.
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