Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

C e n t o - n o v e

-azioni violente, menzione ad abusi-


La mano di Draco teneva il piccolo corpo di Josephine dietro al suo per farle da scudo mentre l'altra mano teneva la sua bacchetta saldamente puntata contro quella di Adrian.

"Peccato..." Mormorò Adrian con tono amareggiato, "Mi piaceva la sola compagnia di Jo."

"Non meriti nemmeno di respirare la sua stessa aria." Ringhiò Draco col fumo che gli usciva dagli occhi.

"E perché mai?" Domandò, inarcando un sopracciglio, "Non ti sei divertita insieme a me, Jo?" Alzò la voce, rivolgendosi a lei.

"Non parlarle!" Urlò Draco, facendo sussultare la ragazza dietro di lui. Sentiva l'adrenalina e la rabbia prendere il sopravvento di sé al solo pensiero di avere davanti ai suoi occhi il mostro che aveva osato metterle le mani addosso - che aveva osato farle del male.

"Levati di torno, Pucey, fidati di me." Lo minacciò a denti stretti, "Ti conviene farlo se non vuoi sapere davvero di che cosa sono capace."

"Sto tremando." Adrian lo schernì con voce canzonatrice, "Ora basta parlare." Scattò fermamente e schioccò la bacchetta contro Josephine.

Una veloce scia bianca venne dissolta dalla bacchetta di Draco prima che potesse colpirla, "Stupeficium-" Gridò Draco, puntando la bacchetta contro Adrian, che venne sbattuto violentemente contro il muro.

Quando il suo corpo crollò debolmente sul pavimento accanto alle scale, rotolò su ogni gradino finendo al piano di sotto. Draco afferrò subito la mano di Josephine per correre velocemente lungo il corridoio e scendere le scale, sorpassando il corpo dolorante di Adrian.

"Adesso ti porto via." Mormorò Draco girando il capo per guardarla e sorriderle mentre si dirigevano alla porta, ma quando afferrò la maniglia la porta non si aprì.

"Che cazzo-" Scattò, scuotendo violentemente la maniglia, senza successo. "Smaterializzarsi." Pronunciò, aspettandosi che in un secondo si sarebbero ritrovati a casa sua, ma non cambiò nulla.

"Malfoy, sei così stupido da aver seriamente creduto che non avrei incantato la casa in modo da non farvi uscire da qui?" Ridacchiò malvagiamente Adrian mentre si tirava faticosamente in piedi sotto gli occhi feroci e infuriati di Draco.

"Hai perso, Pucey." Ringhiò con voce rauca, "Hai perso per la seconda volta contro di me, non ridurti a una terza volta."

"Oh sì, ho perso." Disse Adrian, sorridendo diabolicamente, "Ma voi perderete con me." Ribollì, mostrando la bacchetta mentre guardava i due ragazzi tenersi per mano.

"Lacarnum Inflamare." Pronunciò e dalla sua bacchetta uscirono scie di fuoco, che Adrian distribuì in tutte le zone della casa.

Josephine sganciò un urlo e si portò le mani sulla bocca prima di voltarsi e cominciare a prendere a calci e a pugni la porta nel disperato tentativo di aprirla.

"Che cazzo fai?" Gridò Draco, sconvolto.

"Non permetterò che tu la porti via con te." Rispose Adrian, fissandolo seriamente negli occhi mentre le fiamme crescevano sempre più, "Io sono destinato a stare con Jo, ma anche tu la vuoi e non è possibile averla insieme in questa vita. L'unico modo è raggiungere la vita ultraterrena."

Un colpo al cuore fece sgranare gli occhi a Draco, appena realizzò che Adrian era completamente fuori di sé e che questo era il suo tentativo di ucciderli.

E proprio in quel momento un rumore metallico catturò all'improvviso la sua attenzione. Il corpo di Adrian cadde a terra, provocando un grande boato, rivelando dietro di lui Theodore con in mano un'asta d'acciaio.

"Nott?" Scattò Draco, facendo voltare Josephine per guardare il suo migliore amico, "Cosa cazzo fai qui?"

"Non avrei mai potuto abbandonare la mia migliore amica." Mormorò mentre sorrideva alla ragazza tremante, "Ma non è il momento delle spiegazioni." Si affrettò e li raggiunse di corsa, schivando le fiamme che stavano inglobando le mura della casa.

"Fermate questo cazzo di incendio!" Strillò Josephine in preda al panico mentre si accovacciava a terra con le lacrime che le rigavano il viso.

"Non possiamo, è troppo grande-" Rispose Draco ad alta voce mentre cominciava a dare violente spallate alla porta insieme a Theodore.

"Cosa facciamo?" Domandò Theodore col respiro pesante.

La mente di Draco era troppo occupata dai pianti disperati di Josephine per pensare lucidamente, fino a che la sua attenzione non venne catturata dal grande mobile nella sala d'ingresso, "Nott, presto, aiutami!" Gli diede una pacca sulla spalla per farsi seguire.

Afferrò i bordi del mobile pesante mentre Theodore lo affiancava, "Dobbiamo colpirlo il più velocemente possibile contro la porta." Gli spiegò e appena il moro annuì, iniziò a contare, "Uno, due, tre-"

Entrambi spinsero con forza l'oggetto enorme e corsero alla velocità della luce fino a farlo sbattere contro la porta, provocando una forte crepa, accompagnata da un enorme boato che fece sobbalzare Josephine.

"Di nuovo!" Urlò Draco, tirando faticosamente indietro il mobile insieme a Theodore fino ad una giusta distanza, "Uno, due, tre-" Contò di nuovo ed entrambi spinsero con furia e con tutta la forza che avevano in corpo.

Il secondo e fatale colpo urtò violentemente la porta e la sfondò, staccandola dalle mura.

"Prendi, Pucey!" Ordinò Draco mentre rientrava in casa per soccorrere Josephine.

"Che cosa? Sei impazzito?!" Urlò Theodore, sconvolto.

"Ho in mente qualcosa per lui." Spiegò Draco col ribollire del sangue in tutto il corpo. Così, Theodore annuì e rientrò in casa per trascinare il corpo congelato di Adrian fuori.

"Jo?" Mormorò Draco mentre si accovacciava accanto a Josephine, "Amore, dobbiamo andarcene subito." Disse, spaventato dalle fiamme sempre più grosse.

Josephine scosse la testa e tossì per il fumo che le era entrato in corpo, "Io non me ne vado." Affermò, continuando a tossire.

"Jo, per favore, dobbiamo andare via adesso prima che sia troppo tardi." La pregò esasperatamente.

"No, io non lascio la nostra casa." Mormorò con voce debole, nonostante volesse gridare mentre singhiozzava e tossiva contemporaneamente.

Draco le prese il viso, "Guardami." La supplicò, facendo guizzare gli occhi nei suoi grigi, "Ho perso la ragione pur di arrivare fin qui e trovarti. Ora che ti ho di nuovo non permetterò che tu rimanga qui. Lascia che ti porti via e che ti viva per il resto della mia vita, Jo. Ti sto supplicando, ti prego."

Josephine deglutì il grande nodo nella sua gola e annuì lentamente. Draco la avvolse tra le sue braccia e la tirò su per scortarla fuori di corsa.

Appena uscirono, lei si voltò per vedere la casa dove viveva con sua madre completamente avvolta dalle fiamme e si fermò di colpo, facendo scattare l'attenzione di Draco su di lei - era pronto a prendere il suo corpo, che perdeva le forze per restare in piedi e, appena la sentì vacillare, le sue braccia la afferrarono per cadere insieme a terra.

Le dita tremanti di Josephine si aggrapparono disperatamente alle braccia di Draco mentre tutto il suo corpo singhiozzava violentemente contro il suo petto duro. I lamenti del suo pianto silenzioso ed esasperato squarciarono le orecchie di Draco, che la stringeva sempre più forte.

Vedere quella straziante scena era troppo per lei - Adrian le aveva portato via tutto quello che le rimaneva di sua madre, e con le lacrime che le bagnavano il viso disse addio alla sua marmee, sperando che un giorno non troppo lontano la potesse incontrare di nuovo.

Draco chiuse gli occhi e sussurrò nei suoi capelli, "Smaterializzarsi."

In un attimo si ritrovarono nel salone d'ingresso del Malfoy Manor e Josephine si buttò immediatamente sul collo di Draco per stringerlo a sé mentre continuava a singhiozzare rumorosamente. Lui si sciolse nell'abbraccio e avvolse protettivamente le braccia intorno al suo corpo.

"Che sta succedendo qui?" Domandò Narcissa mentre entrava in sala con la fronte corrugata prima che i suoi lineamenti si rilassassero, appena posò lo sguardo sui due ragazzi abbracciati sul pavimento.

Draco alzò gli occhi su sua madre, senza smettere di accarezzare i capelli della sua ragazza che aveva finalmente ritrovato, e le regalò un morbido sorriso.

Narcissa sentì il cuore esplodere dalla commozione e dalla gioia nel vedere suo figlio così felice dopo tanto tempo e si sentì arrivare all'apice, appena notò una lacrima rigare la guancia di Draco.

"Mio dio, quanto mi sei mancato." Pianse Josephine, strizzando gli occhi e stringendolo sempre di più, "Mi sei mancato così tanto." Il suo corpo singhiozzava violentemente.

Le labbra di Draco posarono un dolce bacio sulla sua testa e le sue mani le presero le guance a coppa, "Fatti guardare." Mormorò, sorridendo.

A quelle parole il pianto di Josephine si tranquillizzò mentre dentro di lei si insinuava il panico di farsi vedere totalmente da lui. Si allontanò lentamente per affrontarlo faccia a faccia.

E il suo sguardo che fino a un secondo prima la guardavano con amore e felicità, ora la osservavano con angoscia e preoccupazione.

Draco studiò i suoi occhi azzurri stanchi e cupi, privi della vivacità che avevano prima, l'alone nero procurato da Adrian, il suo viso scavato e le occhiaie ben definite.

Questa non era Jo - non era la sua Jòsephine.

"Che ti è successo?" Sussurrò spaventato mentre le accarezzava delicatamente la guancia col pollice, "Che ti ha fatto?"

Davanti al suo tono impaurito, Josephine non poté fare a meno di crollare in un nuovo e terribile pianto mentre ripercorreva tutti quei giorni passati col mostro e le cose che le aveva fatto.

"Draco, tu non - tu non capisci..." Soffocò i singhiozzi mentre Draco le asciugava le lacrime.

"Amore, dimmi cosa ti ha fatto." Disse fermamente, cercando di mantenere la calma per non tormentarla ulteriormente.

Lei deglutì e tenne gli occhi chiusi mentre si mordeva le labbra per trattenere l'estremo bisogno di piangere, ma prima che se ne accorgesse, sulle sue guance iniziarono a farsi strada altre lacrime, "Non riesco." Sussurrò, tirando su col naso.

"Piccola..." Mormorò Draco mentre si avvicinava a lei per confortarla in un caloroso abbraccio, accompagnato da dei premurosi baci sulla testa.

"Non farmelo raccontare." Soffocò nella sua disperazione, scuotendo la testa.

"Non ti preoccupare." La rassicurò, prendendole il viso a coppa per guardarla dritta negli occhi, "Non c'è bisogno che sia tu a dirmelo." La rassicurò con un tono amorevole, ma che nascondeva una nota di rabbia repressa che presto si sarebbe scatenata nel modo più spietato, a cui Draco non avrebbe mai pensato di poter arrivare.

Una serie di rantoli uscirono dalla gola secca di Adrian mentre si riprendeva lentamente dal forte colpo in testa ricevuto da Theodore. La sua testa ruotò con fatica a destra e a sinistra e le sue palpebre si schiusero debolmente, vedendo in un primo momento sfocato e opaco.

Alzò gli occhi sulla figura vestita di nero e dai capelli biondi davanti a lui e, appena la vista si fece più chiara e nitida, capì di essere in una cella del Malfoy Manor e riuscì a vedere completamente il viso corrugato dalla rabbia di Draco.

Uno sbuffo scappò dalla sua bocca mentre mostrava un debole ghigno, "Sono all'inferno?" Domandò, faticando a tenere gli occhi totalmente aperti.

"Raggiungerai il posto in cui meriti di stare molto presto, non ti preoccupare." Ringhiò Draco con voce rauca, fissandolo con la bocca arricciata e le braccia incrociate al petto.

Quando Adrian cominciò a prendere conoscenza del tutto provò a muoversi, ma le sue braccia non si mossero di un millimetro e fu in quel momento che si rese conto di essere legato con una corda stretta ad una sedia.

"È una specie di gioco perverso, Malfoy?" Ridacchiò cupamente mentre sollevava un sopracciglio.

"Sì, è un gioco." Rispose lentamente con un cenno del capo, "Voglio giocare con te e le regole sono molto semplici."

"Ti ascolto." Sorrise diabolicamente.

"Io ti farò delle domande e tu dovrai rispondere sinceramente." Spiegò con voce severa, senza smettere di guardarlo con occhi feroci.

"Tutto qui?" Alzò le sopracciglia, trovando la situazione assurda.

"C'è dell'altro..." Continuò Draco mentre indietreggiava sotto lo sguardo curioso di Adrian, i cui occhi si sgranarono appena lo vide prendere una mazza da baseball di ferro, "Usare la magia è troppo scontato," Spiegò, tornando davanti a lui mentre giocava con la mazza tra le mani, "Questo sarà molto più divertente ed efficace."

Adrian rimase in silenzio, ma non si fece sopraffare dal timore di ciò che avrebbe potuto fargli - invece, sfoderò un gran sorriso di scherno, "Non vedo l'ora...Iniziamo?"

Draco esitò qualche secondo mentre faceva oscillare noiosamente la mazza, "Cominciamo con le cose semplici...Cosa ti è venuto in mente quando hai pensato bene di portarmi via Jòsephine?"

"Mi prendi per il culo?" Lo derise.

"Rispondimi, adesso." Ribollì con le narici dilatate e il respiro pesante.

Adrian sospirò, "Volevo riavvicinarmi a lei."

Le dita di Draco si aggrapparono ferocemente alla mazza che teneva in mano mentre sentiva il sangue nelle sue vene ribollire.

"E volevo vendicarmi di te, volevo distruggerti." Continuò con tono di sfida.

"In che modo?" Sibilò, stringendo i suoi occhi gelidi e inviperiti su di lui, "Facendo del male a lei?"

A quella domanda Adrian non aprì bocca mentre sentiva l'immensa furia dal suo volto e dai suoi pesanti respiri.

"ALLORA?!" L'improvviso grido di Draco lo fece sussultare dallo spavento, "È così?"

Il silenzio di Adrian confermò la sua domanda e sentì di poter impazzire totalmente da un momento all'altro, "Perché le hai fatto quell'occhio nero?" Ribollì a voce rauca.

"L'ho spinta contro lo spigolo di un tavolo."

Un forte colpo colpì dolorosamente il cuore di Draco.

"Aveva usato il mio gufo per mandarti un indizio per farsi trovare e-" Venne bruscamente interrotto dal ferro della mazza di baseball, che sbatté violentemente contro il suo costato, costringendolo a chinare la testa e stringere i denti dal dolore.

Il respiro tremante usciva dalle narici fumanti di Draco mentre il suo petto si alzava e abbassava lentamente con grande pesantezza.

Prese un respiro profondo dopo vari secondi a fissare Adrian, che tentava di contenere il dolore, "Cos'altro le hai fatto? E ti conviene dirmi la verità, cazzo." Lo minacciò, allungando la mazza davanti al suo viso.

Adrian alzò faticosamente la testa per guardarlo furiosamente negli occhi, sentendo l'odio profondo inondarlo e non avendo più paura. Ora sapeva che ogni sua reazione violenta era una conseguenza del dolore psicologico che gli provocava lui stesso ad ogni confessione e questo era proprio quello che voleva.

La violenza fisica che avrebbe ricevuto da Draco non sarebbe stato nulla in confronto alla violenza psicologica che gli avrebbe inflitto lui, e questo era decisamente molto peggio di qualsiasi punizione fisica.

Malfoy voleva giocare? Che si giochi sul serio allora.

Così, decise mettere a tavola la sua carta migliore.

Con un ghigno provocatorio confessò fieramente, "Me la sono scopata."

Draco smise di respirare e sgranò gli occhi dallo straziante colpo al cuore, che sprofondava negli abissi più terrificanti.

In un primo momento la sua mente venne annebbiata dalla confusione, dalla paura che la sua Jòsephine potesse aver consentito, che fosse d'accordo e che l'avesse tradito - nel modo più brutto e devastante in cui potesse farlo.

Ma subito dopo rifletté a fondo sulla sua bontà e sul suo altruismo - lei non l'avrebbe mai fatto. Lo amava veramente, come lui amava lei, lo sapeva ed era certo che non gli avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Pertanto, la conclusione era solo una.

Il suo viso si contorse in una smorfia a dir poco furiosa, piena di schifo e ribrezzo, nello stesso istante in cui realizzò che Adrian Pucey aveva ottenuto con la forza qualcosa di un immenso, delicato e prezioso valore - una cosa che Draco meritava di avere, che lei avrebbe dato solo a lui e a nessun'altro.

Rimase pietrificato, proprio come il suo cuore, a fissare con sconvolgimento il sorriso beffardo sulle labbra di Adrian.

Non era ancora in grado di reagire dopo una notizia talmente struggente.

"Avresti dovuto sentire come urlava il tuo nome." Continuò Adrian, ridacchiando malvagiamente, divertito dal volto sconcertato di Draco, "Era disperata di te, voleva che venissi a salvarla, la poverina. Ancora mi fa male ovunque per tutti i calci, i pugni e gli schiaffi che mi dava mentre mi pregava di smettere e sento ancora risuonare nelle mie orecchie le sue grida e i suoi pianti-"

La mascella di Adrian che venne ferocemente colpita emanò il rumore della sua rottura, prima che Draco sfogasse tutta la sua rabbia su di lui. Lo colpì ripetutamente senza pietà, come aveva fatto lui con Josephine.

La mazza di baseball venne mano a mano ricoperta dalle chiazze del sangue che perdeva il corpo di Adrian e una botta particolarmente forte buttò a terra la sedia su cui era legato.

"L'hai violentata, brutto pezzo di merda-" Urlò Draco mentre lanciava il suo corpo su di lui per sferragli continui e feroci pugni sulla mascella e sul naso, "Hai toccato in modo così spregevole una ragazza meravigliosa."

Draco non sembrava più essere umano, sembrava essere stato risucchiato da una bestia incontrollabile e piena di rabbia.

"Ti ammazzo, cazzo, ti ammazzo con le mie stesse mani-" Ringhiò furiosamente con voce rauca mentre una lacrima scorreva lungo la sua guancia - il solo pensiero dell'orrore che la ragazza che amava aveva dovuto passare lo devastava totalmente.

Il senso di colpa lo stava divorando. Non l'aveva protetta come avrebbe dovuto, come aveva giurato e se l'avesse fatto, Josephine non avrebbe mai dovuto affrontare le cose tremende che Adrian le aveva fatto.

Draco si sentiva una grande delusione per lei e forse nemmeno lui meritava di stare con lei - un essere così puro e innocuo.

All'improvviso si fermò quando vide il volto di Adrian completamente ricoperto di sangue, come le sue nocche, e percepì il respiro più irregolare e pesante che avesse mai avuto in vita sua.

Adrian aveva risvegliato in lui una bestia di cui non sapeva nemmeno l'esistenza e non voleva nemmeno conoscerla - era la sensazione più brutta che avesse mai provato.

Una rabbia incontrollabile e una tristezza straziante mischiate insieme con la consapevolezza di non poter cambiare il passato e di non poter evitare che Josephine vivesse tali orrori.

"Uccidimi, Malfoy." Tossì Adrian, sputando sangue mentre cercava di aprire le palpebre per guardare il biondo ancora sopra di lui, "Fallo."

Draco scosse lentamente la testa, fissandolo con occhi infuriati, "Troppo facile, Pucey." Ribollì, inclinando la testa, "La morte è una soluzione troppo semplice e immediata, troppo per te che meriti di soffrire il triplo di quanto ha sofferto Jo."

Detto questo, si tirò in piedi e indietreggiò senza smettere di fissarlo, "Per quanto voglia ucciderti io stesso, ti lascerò agonizzare qui per molto tempo."

Marciò verso la porta della cella per aprirla, "Questo è il mio gioco preferito." E uscì.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro