Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Prendi la mano e rialzati



A Claudio e Mario, che possiate ritrovarvi e fidarvi 

di nuovo l'uno e dell'altro

Doveva farcela, si che poteva farcela. No, non poteva, perché lui era lì a pochi passi dal suo primo amore. Aveva la felicità a portata di mano, eppure erano troppo orgogliosi per ammetterlo. E adesso era dietro quella tenda ad aspettare, ma aspettare cosa? Guardare in faccia l'uomo che ama e sentirsi dire che non prova nulla per lui? O meglio che non ha mai provato nulla?

"No." Si tolse il microfono e si allontanò a grandi passi dallo studio. Una voce femminile lo rincosse e lui cercò di correre ancora più veloce.

"Mario!" urlò la donna, la lui non gli diede retta. Che ne sapeva lei di come si sentiva adesso? Aveva mai provato un dolore simile? Quindi è questo quello che la gente chiama amore? Sofferenza e basta. Se solo lui lo avesse saputo, ci avrebbe pensata prima di aprire il suo cuore a un totale sconosciuto. Perché Claudio era questo: uno sconosciuto. La persona della quale lui si era innamorato non esisteva più, o forse non era mai esistita e lui l'ha solo immaginato della sua testa.

All'inizio tra di loro era tutto magnifico. Si completavano a vicenda, si amavano dolcemente, non riuscivano a stare per di più di un'ora senza sentirsi. Poi accadde tutto così velocemente che Mario neanche se ne accorse. Claudio diventò distante, freddo. Sorrideva ma non gli regalava più quel sorriso sincero al quale Mario era abituato e non lo cercava più come prima, né fisicamente, né verbalmente. A Roma si faceva vedere raramente, era sempre preso dal lavoro e dalle serate. In un primo momento Mario lasciò correre, ma quando avvertì che anche la sua presenza cominciava a dargli fastidio, esplose.

E Claudio non neanche gli chiese di restare, neanche provò a fermarlo, semplicemente se ne lavò le mani con un "Forse è meglio se stiamo distanti per un po'." A Mario cadde il mondo addosso, ma non glielo fece vedere. Annuì e quella mattina fredda di febbraio, andò via da Verona per non farci più ritorno. Eppure non riusciva a togliere dalla mente la giornata trascorsa la mattina prima. Doveva partire per Roma eppure decide di restare a casa col suo fidanzato. Claudio ne fu più che contento, e quella fu una delle mattinate più belle trascorse insieme. Avevano fatto l'amore appena svegli, si era stretti e aggrappati l'un l'altro, e presi da un altro momento di pura passione, Claudio si beccò anche una capocciata sul setto nasale.

Era tutto perfetto come non capitava da tempo, se solo avesse saputo Mario che quella sarebbe stata la loro ultima uscita.

Si fermò davanti la porta del suo camerino e sospirò. Non ne poteva più, sapeva che Margeaux sarebbe arrivata tra un momento e neanche si sforzò di chiudere la porta. La lasciò socchiusa e andò a sedersi sul divano con le braccia sulle ginocchia, e le mani sul volto. Non voleva piangere, ma ormai era inevitabile.

"Mario.." la voce dolce della ragazza, raggiunse le sue orecchie. Sollevò di poco il volto, e la donna vedendolo con gli occhi arrossati, chiuse la porta del camerino e sedette accanto a lui in silenzio. Non fece domande e Mario gliene fu grato, appoggiò solamente una mano sulla spalla di quelle che ormai era diventato un suo amico, e Mario si lasciò andare in un caldo e bisognoso abbraccio. Piange lacrime mute, e cerco con tutto se stesso di riprendere il controllo, ma fallì miserabilmente. Margeaux attese che lui calmasse, e gli diede tutto il conforto possibile. Solo dopo quelli che sembrarono minuti interminabili, Mario si rilassò e si tirò su.

"Mi dispiace..." riuscì a dire infine. La ragazza le sorrise e gli rispose che non doveva preoccuparsi di nulla. Mario scosse il capo e riprese a parlare. "Non so cosa mia sia successo, so solo che non posso entrare in quello studio e fingere ancora, capisci? Io lo amo. Lo amo così tanto che non posso sopportare una sola parola detta contro la nostra storia. E poi non sono capace di reggere i suoi occhi e il suo sguardo su di me. Io... non ci riesco"

Abbassò nuovamente la testa e stavolta sapeva che non poteva tornare più indietro. Le interviste che aveva fatto fino ad allora le aveva rette abbastanza perché dopotutto non c'era Claudio a fissarlo, non c'era Claudio che parlava davanti a lui. Non c'era Claudio e basta e per lui era tutto più semplice. Anche se a Verissimo, stava quasi per cedere, l'orgoglio e la rabbia che aveva dentro lo avevano tenuto a galla. Perché sì, lui era incazzato nero con Claudio. Non lo accettava, non aveva mai accettano questa fine e sicuramente non se l'aspettava. D'altro canto non voleva dargliela vinta, perché lui subito lo aveva definito un fuoco di paglia, da quella maledetta esterna che voleva dimenticare. Un fuoco di paglia durato due mesi.

Ma un conto è pensare che sia un momento passeggerò, un conto è sentire che lui non ha trovato in Mario la persona che cercava e che forse aveva un'aspettativa sull'amore che si è scemata una volta usciti dal programma.

"Cosa vuoi fare?" chiede Margeaux interrompendo il flusso dei suoi pensieri. Cosa voleva fare? Voleva cancellare l'ultimo mese e mezzo e ritornare a casa, tra le braccia di Claudio.

"Non posso affrontarlo. Mi dispiace di avervi fatto perdere tutto questo tempo". Ma la ragazza lo rassicurò ancora e dopo essere rimasta per qualche altro minuto in sua compagnia, uscì dal suo camerino e lo lasciò solo.

*

Claudio stava dall'altra parte della tenda ad aspettare il suo turno quando Raffaella gli si avvicinò, nera come una furia. Alzò un sopracciglio non riuscendo a capire cosa stesse succedendo e perché quella donna doveva essere sempre così facilmente irritabile.

"Senti, Claudio. Io non ce la faccio più con voi." Esplose, e mandò ancora di più Claudio nel pallone, ma ancora prima di aprire bocca, la donna continuò come e vomitò fuori quelle parole che lui proprio non soleva sentire. "Mario si è ritirato. Non vuole più fare il confronto. Adesso io cosa devo fare? Oggi sono venuti in cento mila solamente per vedervi, tutti i giornali scrivono di voi e io non so più che dire!"

Ma Claudio non la stava più ascoltando. Aveva investito così tanto in quell'incontro che ci credeva davvero. Non poteva essere per il semplice motivo che lui voleva nuovamente uscire da quello studio con lui. Non sa cosa nell'ultimo periodo era successo, era stato investito dalla fama e il successo, tra bar, amici, le dicerie in giro, non riusciva più a fidarsi dell'amore che nutriva per Mario. Ma la cosa peggiore era che Mario credeva che lui non lo amasse perché non riusciva a comprendere che il "suo 50" era il suo 100. Claudio non era bravo ad esternare i suoi sentimenti, e aveva evitato di incontrare il suo sguardo come si evita la peste. Ma Mario era un vulcano di emozione che gli aveva stravolto la vita e tutto con lui era più rosea, eppure a poco a poco si autoconvinse di non volerlo più, di non desiderarlo. Certo non poteva negare a se stesso che l'attrazione fisica c'era sempre e ci sarebbe sempre stata. Mario era divino e lo faceva impazzire. Poi sotto quella timidezza e quel viso d'angelo, si nascondeva un dio greco del sesso. Era devastante, e magnifico. Per queste e mille altre ragione non si riesce a spiegare come si sono potuti perdere.

"Raffaella non scherzare" alzò una mano esausto da quella situazione. "Ho bisogno di questo confronto, quindi si farà e basta". La donna gli spiegò per filo e per segno quello che Margeaux le aveva raccontato e informò lo staff che ormai era tutto annullato. Claudio non ci vide più, e scaraventò un pugno contro il muro. Era così nervoso che non riusciva a sentire il dolore alle nocche.

"Claudio non è colpa mia! Chi capisce Serpa è bravo" e dicendo quelle parole, ritornò alla registrazione della puntata. Claudio non poteva perdere Mario, non adesso che sapeva che non poteva vivere più senza di lui. Aveva finto sorrisi, divertimento, uscite con amici. Si teneva impegnato per non pensare e aveva accettato tutte le offerte lavorative proposte, perché sì, aveva bisogno di trascorrere più tempo a Roma e non poteva permettere che Mario si dimenticasse di lui e dei suoi baci. Lo voleva indietro ora più che mai. Ora che si rese conto di quanto era stato stupido, che la fama e il successo sono passeggeri, mentre il vero amore rimane, ma se non lo lasci scappare sarà per sempre il tuo più grande rimpianto.

E Claudio Sona non ha rimpianti.

Abbandonò lo studio e si diresse verso i corridoi. Chiamò Chiara e le disse cosa aveva intenzione di fare. La ragazza cerco di persuaderlo, ma tutto fu inutile. Lui oggi si sarebbe portato a casa il suo uomo costi quel che costi.

Tentennò davanti un attimo davanti la porta del camerino, e dopo aver respirato allungo, aprì la porta e si ritrovò faccia a faccia con la verità.

Una settimana dopo

"Adesso parliamo di un evento che è successo qui la settimana scorsa... vediamo il filmato" Maria interruppe una lite tra i tronisti per mandare in un onda un video che nessuno si aspettava.

Di fatti quando sullo schermo apparve Claudio Sona, il pubblico si tacque con lui anche tutti i corteggiatori e opinionisti, rimasti senza parole per quella sorpresa.

Claudio aprì la porta del camerino di Mario e lo trovò seduto sul divano con le mani sul volto. Dietro di lui i cameraman lo seguirono e registrarono tutto.

"Vedo che le cose non sono cambiate. Tu continui a scappare e io devo rincorrerti" Mario alzò lo sguardo al suono di quella voce e sbarrò gli occhi. Non riuscì ad aprire bocca che Claudio era davanti a lui, incazzato e nervoso. Non erano così vicini da troppo tempo. L'ultima volta che si erano visti, era stato per le Olimpiadi della Tv, ed entrambi sanno quanto gli è costato essere seduti l'uno di fronte all'altro nello stesso tavolo e ignorarsi.

"Cosa vuoi?" risponde gelido Mario, prendendolo alla sprovvista. Non si aspettava che lui venisse nel suo camerino anche se la situazione era al quanto buffa. Ogni volta che durante il percorso a Uomini&Donne litigavano, quello era il luogo dove facevano pace, dove si ritrovavano.

"Cosa voglio? Hai anche il coraggio di chiedermelo? Perché siamo qua? Perché hai accettato il confronto se poi ti sei ritirato all'ultimo minuto?" le parole escono dalla bocca di Claudio e vanno ad infilzarsi dritte nel cuore di Mario. Era furibondo, quell'uomo era capace di farlo incazzare come nessun altro in vita sua.

"Io? Ma ti sei mai chiesto come sto? Non ce l'ho fatta, Claudio. Non ce la faccio a guardare il video dei nostri momenti migliori che avevano preparato fingendomi indifferente. Non lo capisci, vero che non tutti sono come te. Che ho un cuore e che mi fa male vederti così vicino a te e nello stesso tempo così lontano". La voce si inclinò quasi in un sussurro e le lacrime gli rigarono il volto. Claudio rimane senza fiato e si avvicino ancora di più a lui. Mario di tutta risposta indietreggiò e gli disse di non toccarlo e di stargli lontano.

"Mi dispiace" riuscì a rispondere, e Mario rimase incredulo per la seconda volta nel giro di pochi minuti. Claudio non era un tipo che si scusava facilmente ed era qualcosa che gli veniva alquanto difficile. Il moro cercò di ribattere, ma quei dannati occhi verdi glielo impedirono. "Ho perso la testa non so cosa mi sia successo". Claudio si inginocchiò tra le sue gambe e subito una scossa elettrica attraversò i loro corpi, quando la loro pelle entrò in contatto. Non si erano più sfiorati da quella magnifica mattina, e quasi avevano dimenticato cosa si provava nello stare ognuno nelle braccia dell'altro.

"Io... pensavo di riuscire a fare a meno di te. La verità, Mario è che odiavo il fatto che stavo diventando dipendente della tua persona. Non mi sentivo più patrone di me stesso. Ed è sempre così, sai... quando una persona mi dà delle certezze..."

"Ti fa andare nel senso opposto", concluse Mario, asciugandosi col palmo della mano le lacrime che continuavano a rigargli le guancia. Odiava questa sua debolezza, odiava sentirsi così fragile davanti a lui. "Ma potevi parlarmene, invece hai alzato un muro tra di noi. E io ti giuro stavo impazzendo". La voce gli morì in gola, e abbassò la testa per non farsi vedere.

Claudio allora allungò una mano verso il suo volto, ma lui la scansò subito, alzandosi. "Ma adesso non pensare di risolvere tutto così! Mi hai distrutto. L'anima. Io ti odio. Non puoi capire quanto ti odio!" Mario era una furia e Claudio sapeva che non sarebbe stato facile con lui, rancoroso com'era.

"Andiamo lo sappiamo entrambi che non lo pensi davvero..." buttò giù il veronese e vide in quegli occhi neri una scintilla accendersi. Ecco adesso come minimo ora lo avrebbe ucciso.

"Ma tu che ne sai? Cosa ne sai? Non sai niente di me, Claudio. Mi conosci solamente come il ragazzo che si è innamorato di te, ma non sai cosa c'è dopo. Quindi per favore non venire qui con la presunzione di potermi manipolare adesso!". Mario non ci vedeva più, quell'uomo che aveva davanti era più arrogante di quanto immaginasse. Ma stavolta non sarebbero bastate una carezza e qualche parola dolce per mettere a posto le cose. Nella foga neanche si accorge dei cameramen dietro di lui, e si prese un coccolone che scatenò la risata cristallina del suo ormai ex fidanzato. Lo fulminò con lo sguardo, come poteva ridere di lui? Se solo potesse lo avrebbe ucciso con lei sue mani. "Perché sei qui."

"Perché ti rivoglio indietro. Ti rivoglio... con me" rispose pacato Claudio, mettendosi seduto sul divano. Vederlo così incazzato non faceva che peggiorare le cose, ma non aveva scelte. Le sue parole causarono la risata isterica dell'altro, e non poté non alzare gli occhi al cielo. Perché era sempre così difficile?

"Tu sei fuori" sputò fuori nervosamente.

"Può darsi" Claudio, scrollò le spalle e si mise in piedi di fronte a lui. Occhi negli occhi ancora una volta. Sapeva di aver ferito l'animo più buono della persona che amava - si perché lui lo amava anche se si era autoconvinto del contrario, ora ne era certo che lo amava – e Mario lo aveva detto chiaramente che non sarebbero bastate parole detto "a buffo", ma voleva dei fatti.

Così Claudio passò ai fatti.

Si avvicinò pericolosamente a lui, gli afferrò il braccio, strattonandolo tanto da fargli quasi del male e poi le sue labbra cercarono quello quell'altro. E Mario non sapeva come reagire, con l'altra mano libera cerco di spingere via Claudio che interpretò quel gesto come bisogno di maggior contatto, tanto che il semplice bacio a stampo si trasformò in qualcosa di più intenso.

"Claudio che stai facendo... ci sono le telecamere" sussurrò il moro imbarazzato e cercando di vincolarsi ancora da quella stretta così infernale e tanto perfetta.

"Chi se ne frega."

Il video terminò tra gli applausi e le urla del pubblico. Tutto era così inaspettato e nello stesso tempo perfetto. I Clario erano sempre stati una delle coppie più amate e Maria e tutta la redazione lo sapeva bene.

"Tina!" richiamò l'opinionista che era intenta ad asciugarsi le lacrime. "Ti sei emozionata?"

"Si, Maria. Ma sono qua? Oddio se sono qua farli entrare" risponde la donna con la voce mozzata dall'emozione. Tina era così strana e cafona a volte, ma aveva un cuore tanto grande e un debole per Claudio. Maria rise e poi portando gli occhi sulla tende e dopo aver ricevuto lo sta bene dalla redazione, fece la sua presentazione.

"Mario e Claudio oggi sono qui, insieme. Facciamoli entrare"

Un boato si sollevò quando i due ragazzi fecero il loro ingresso mano nella mano. Mario era terribilmente emozionato, mentre Claudio lo stringeva forte a se e andarono a salutare tutti gli altri. Era stato difficile nascondere in quella settimana il loro ritorno. Le loro fan erano sempre state super attente e loro fecero di tutto per un uscire subito allo scoperto, un po' perché volevano godersi la loro storia per una volta in tranquillità, un po' perché dovevano mantenere l'effetto sorpresa.

"Allora, ragazzi. Come va?" chiede Maria, una volta che si erano sistemati e seduti accanto a Tina.

"Benissimo!" risposero insieme per scoppiare a ridere un attimo dopo.

Mario guardò Claudio, e Claudio ricambiò il suo sguardo complice consapevole che non si sarebbero più lasciati così tanto facilmente. Sono anime destinate a stare insieme, sono nati per incontrarsi e amarsi e tutto aveva un senso solo quando gli occhi dell'uno si riflettevano nell'altro. Erano anime complimentali, perché ormai avevano capito cosa significava vivere separati e niente poteva essere più come prime. Erano anime gemelle, perché anche se continueranno a litigare per ogni cazzata, saranno sempre lì con la mano tesa, per cadere e rialzarsi insieme.


---------

Ciao ragazzi! Mi lascio con questa breve storia su come è andato il confronto secondo me!

Naturalmente vi aspetto su "Quanto Eravamo Belli e di Aspettare perché Potremmo ritornare" presto con un nuovo capitolo.

baci. <3 Sabri.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro