Two.
Non risposi.
"Ho detto. Chi. Sei. Tu."
La pressione del coltello sul mio collo aumentò e la mia maglietta nera inziò a sporcarsi di rosso scuro.
"Non costringermi a tagliarti la gola. Non sarebbe piacevole"
Il ragazzo allentò la presa.
"Ti ripeto la domanda. Chi. Sei. Tu. Dimmi il tuo nome."
Mi girò in modo da guardarmi in faccia. Sarebbe sembrato un bacio, se non ci fosse stato quel coltello puntato sul mio petto. L'uomo aveva un corpo possente e il volto era coperto da una maschera. Quest'ultima era un teschio con dei resti di sangue secco su metà faccia scalfita sui bordi. La parte che sarebbe dovuta essere la bocca aveva dei denti mancanti. Non poteva essere più spaventoso; ma ciò che mi fece rabbrividire fu l'ombra che la maschera causava sugli occhi dell'individuo. Era impossibile decifrare la sua espressione. Mi misi a piangere e singhiozzando dissi
"Io...i...io....n-non so....i....il mio nome. Non me lo ricordo. Mi sono trovata qui...non...
non so nulla del mio passato."
Sperai profondamente che la parte della bambina indifesa funzionasse, e così fu.
L'uomo abbassò leggermente il coltello. Si avvicinò come per parlarmi ma io reagii. Gli diedi un calcio con il ginocchio sullo stomaco . Mentre si piegava gli presi il coltello e , facendo un passo indietro, tagliai il filo che reggeva la maschera causandogli un graffio superficiale sullo zigomo. Il ragazzo ,urlando dalla rabbia,piegò il volto di lato e gli piazzai un calcio sul fianco facendolo cadere per terra. Mi buttai su di lui e sgangiai la cintura piena di armi che portava. La lanciai molto lontano e puntai il coltello al ragazzo, non ancora ripreso dalla caduta. Il mio battito cardiaco rallentò e la mia presa sull'arma si fece sempre più forte.
"Credo che adesso tocchi a me fare domande."
Osservai la persona sotto di me. Aveva degli occhi grigi che risplendevano alla luce lunare e dei capelli quasi bianchi.
"Credo ti chiami Catherine."
disse.
" Non sono affari tuoi."
Il ragazzo indicò con lo sguardo una catenina che portavo al collo con una scritta: Kate. Quel nome non poteva essere il mio. Non lo riconoscevo.
" La mia domanda era un'altra"
Il ragazzo non mi rispose.
"Ti piace il rosso? Sai perchè sarebbe davvero un piacere colorare il lago di quel colore...con il tuo sangue"
Lui sembrò non far caso alla mia minaccia...era immerso nei suoi pensieri...
" Ho capito. Ti chiami Yasmin"
Ebbi un momento di panico. La mia presa sul coltello iniziò a tremare ed iniziai a farfugliare per fingermi debole, sarebbe stato perfetto se l'avessi convinto.
"Come...come...Si. È il mio nome."
Ci fu uno scintillio negli occhi di lui.
"Ho visto il messaggio che hai lasciato sul tronco. Sei tu."
Iniziai ad insospettirmi... mi voltai e scappai. Non conoscevo quel tipo e, per quanto attraente fosse stato, non mi sarei fermata lì con lui nemmeno un altro secondo.
Il ragazzo si girò nella mia direzione ed urlò:
" Sono stato io... a farti venire qui!"
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*NON LEGGERE*
Sei la persona più trasgry che abbia mai incontrato. Wow.
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CIAO PICCOLI CAPROCITAURI
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