La luna di miele
James's PoV
Io e Lily siamo sull'aereo per l'Italia. Ora che ci siamo sposati dobbiamo fare la luna di miele e non vedo l'ora di vedere la nostra casa-vacanza.
«Lily?»la richiamo. Ok diciamo che sono abbastanza teso. Lo so che già avevo preso l'aereo ma...ho paura dell'altezza. Si va bene? Lo ammetto! James Charlus Potter ha paura dell'altezza! Ed essere a non so quanti metri da terra in un coso di metallo che la maggior parte delle volte casca non è rassicurante. Non giudicatemi...
«Dimmi James»mi risponde. Mi sono perso...che gli agevo chiesto?
«Cosa ti avevo chiesto?»le dico. Ma sono davvero così idiota? Ora mi rendo conto che l'avevo solo richiamata per chiederle...
«Mi avevi detto solo "Lily?"»mi dice ghignango e io arrossisco.
«James Potter che arrossisce?»scoppia a ridermi in faccia e non posso fare a meno di non farlo anch'io. La sua risata è così contagiosa.
«Zitta Evans che non ti faccio dormire tranquilla stanotte.»diventa seria e mi guarda.
«Ok ok»guarda fuori dal
finestrino e si perde tra le nuvole.
«Comunque volevo dirti...ma è sicuro sto coso?»lei si gira con la fronte aggrottata.
«Quale coso?»
«L'aereo!»
«Ma sei scemo?»
«No sono James.»
«No ok basta. Chiedo il divorzio!»iniziamo a ridere e alla fine ci scappa un bacio. Succede spesso.
«James ti fidi di me?»
«Si ma...»
«Ti fidi si o no?»
«Si»
«E allora stai tranquillo»
«Da quando la situazione si è capovolta? L'ultima volta sono stato io a farti queste domande e tu a rispondere a me così.»
«Ma stai zitto Potter!»si avvicina a me e mi bacia. Le metto una mano sul fianco quanto mi sia possibile farlo e ricambio facendo entrare la mia lingua nella bocca, cosa che fa anche lei.
«Signori e signore vi informiamo che siamo arrivati all'aeroporto di Roma. Vi preghiamo di tenere le cinture bene allacciate. Grazie»dice una voce con tutta la tranquillità possibile al microfono interrompendo il nostro bacio.
Quando atterriamo corriamo subito a prendere le valige e poi, dopo aver fatto tutte le cose che si fanno di solito in aereoporto, ci dirigiamo alla macchina che abbiamo affittato per le settimane in cui alloggeremo qui.
Entriamo dentro l'auto e la prima cosa che chiedo è:
«Come si guida sta cosa?»Lily mi guarda, aggrotta la fronte e sbuffa.
«Faccio io.»annuncia aprendo lo sportello della macchina ma la blocco.
«No ferma ce la posso fare.»la rassicuro.
«James ok che dovremo morire insieme ma oggi proprio non mi va e in più voglio essere ricordata come "la ragazza assassinata da Lord Voldemort" e non "la ragazza morta in un incidente stradale"»dice.
«No tranquilla. Mio padre mi ha spiegato un po' come si fa e penso di aver capito.»
«James non vengo con te in questa macchina»annuncia.
«E come vorresti arrivarci a casa?»le chiedo con un ghigno. L'ho chiusa.
«Posso prendere un taxi guidato da qualche bel ragazzo...»sono sicuro che sto diventando rosso di rabbia, me lo sento.
«Oh no signorina noi facciamo tutto insieme!»
«Allora andiamo sul taxi. Io in macchina con te non ci vengooo»sbuffo e esco dalla macchina.
«Evans 1 Potter 0»dice quando mi si avvicina prendendomi la mano.
«Non vantarti troppo Evans. E non sei più Evans, sei una Potter.»si blocca nella strada del parcheggio e mi guarda. Mi piazzo davanti a lei e la bacio con tutta la passione che ho raccumolato sull'aereo.
«Non avevo realizzato di essere una Potter...»mi confessa quando ci stacchiamo.
«La mia piccola Lily Potter.»le dico sorridendo.
«Se me lo avessero detto due anni fa sarei scoppiata a ridere e forse avrei sputato un polmone dalle risate»mi dice e poi ricominciamo a camminare verso un taxi.
Arrivati a destinazione iniziamo il tragitto per la via della nostra casa-vacanza trascinandoci le valige. Arriviamo al numero della villetta ed entriamo. La casa è ad un solo piano ma è abbastanza grande. C'è una piccola cucina alla destra della porta visibile appena entri e un salotto di fronte alla cucina. C'è un divanetto beige rettangolare e una poltroncina rossa a fianco. Un caminetto vicino alla porta finestra e sopra di esso una mensola con un piccolo televisore in bianco e nero. A qualche metro di distanza dalla porta parte un corridoio con una porta su ogni lato. Nella porta a destra c'è un bagnetto con delle piastrelle verdi sul muro e uno specchio quadrato sopra il lavandino ovale. Nell'altra porta invece c'è la camera da letto. Le mura sono di un giallo ocra sbiadito e il soffitto bianco. Un letto a due piazze si trova al centro della stanza e due tappeti sono ai lati. Un'armadio immenso si attacca alla parete e vicino ad esso c'è la finestra con zanzariera.
«Hai fame?»mi chiede Lily una volta tornati in salotto. Scuoto la testa e mi siedo sul divano. Lei fa la mia stessa cosa e mi si accoccola sul petto, le cingo un braccio intorno alle spalle e le lascio un bacio sulla testa che mi permette di far annusare il suo dolce odore di vaniglia.
«James?»mi richiama dai miei pensieri "vanigliosi".
«Mmh?»abbasso lo sguardo e lei alza la testa per incrociare i suoi occhi con i miei.
«Andiamo a domire? Ho sonno.»annuncia strofinandosi gli occhi con le mani chiuse a pugno.
«Si andiamo pic...»mi alzo ma lei mi blocca afferrandomi per il braccio.
«Ho tanto scionno. Mi polti tu?»mi chiede facendo la bambina viziata e allargando le braccia. Non posso resisterle quando fa così!
«Si signora»le rispondo e la prendo in braccio a mo di sposa trasportandola lentamente in camera. La poggio sul letto e lei tira le coperte su di noi. Mi si appoggia sopra e incrocia le gambe con le mie. Mette le mani sul mio petto, congiungendole e lascia cadere il mento sopra. Parliamo del più e del meno fino a quando si addormenta, lasciandomi a parlare da solo.
«'Notte piccola.»le dico lasciandole un bacio sulla fronte e cadendo in un sonno profondo.
Lily's PoV
Oggi è l'ultimo giorno della luna di miele e sono veramente stanca. Molte notti le passiamo in bianco per fare le nostre cosine e il giorno camminiamo per chilometri per le strade della città. Questo posto è fantastico. È pieno di arte e da come ho capito io la storia ha governato questa città. Ci verrei un'altra volta peró con i nostri amici.
Ancora non sono rimasta incinta e sinceramente ne sono felice. Non sono per niente pronta a diventare mamma e ho le mie buone ragioni:ho solo diciassette anni! Le donne di questi tempi hanno dei figli dai venticinque in poi. Ok, Alice è un caso a parte. Lei e Frank stanno insieme dal secondo anno e erano più che preparati. Non sto dicendo che non mi fido di James. Come potrei non fidarmi? È mio marito.
«Lily ma mi stai ascoltando?»mi richiama dai miei pensieri lui, mentre continuo a versare lo zucchero nel caffè.
«Oh si dimmi.»cerco di riprendere il filo del discorso ma lui fa comparire il suo solito ghigno malandrino e dice:
«Si e dai sentiamo. Di cosa stavo parlando?»*James, sei un bastardo*.
«Ovviamente parlavamo della tua futura carriera come cercatore migliore del mondo in una squadra di Quidditch.»forse ho sbagliato?
«Lily, anche se l'argomento mi interessa moltissimo(e credimi è così) no, non stavamo parlando di questo. Parlavamo del nostro futuro e di...emh...di Harry»
«Oh»è l'unica cosa che mi esce dalla bocca. Ed ecco l'ennesima figuraccia che faccio davanti a lui.
«Lils dobbiamo parlarne»annuisco e inizio a bere dalla mia tazza di caffè. Mi sa che ci ho messo troppo zucchero. È dolcissimo! Faccio finta di niente e mi concentro sulle labbra di James che si muovono. Che belle labbra che ha...ho veramente troppo sonno!
«Stavo dicendo.»continua a parlare lui e stavolta mi impegno nell'ascoltarlo e di non distrarmi.
«Penso che Harry dovrà nascere verso l'anno prossimo.»
«Quindi dobbiamo...emh...farlo entro dicembre?»gli chiedo arrossendo e lui annuisce.
«Non voglio metterti fretta. Se non ti senti pronta lasciamo perdere e aspettiamo ancora qualche anno.»cosa dovrei rispondergli? Si? Se gli rispondo si sembrerebbe che non voglio avere un figlio con lui. No? Se gli rispondo no...se gli rispondo no dovró dire addio al mio periodo di fanciullezza e occuparmi non solo di me ma anche di mio figlio.
«No. Non voglio aspettare. Hai ragione tu. Prima lo abbiamo meglio è.» Anche se moriremo prima del previsto ma me lo voglio godere fino alla fine, mio figlio.
Mi sorride e mi prende la mano da sotto il tavolino di pietra.
Ci incamminiamo per le strade. Oggi abbiamo in programma di andare a visitare il colosseo che, fortunatamente, non è in restaurazione.
Dicono che quando entri in quelle mura un'ondata di storia ti travolge, che è magnifico, che è un elemento storico importantissimo per l'umanità. Ok, staremo a vedere.
È tutto vero. Quel posto è speciale. Il tour è stato fantastico e quando James ha fatto finta di essere un leone mangiando una di quelle caramelle che ti fanno fare un qualsiasi verso di un qualsiasi animale e tutti quanti sono scappati sentendolo sono morta dalle risate. In Italia la magia non esiste e quindi nessuna persona ha potuto capire la vera origine di quel ruggito amplificato dalle mura antiche e tondeggianti del monumento. Siamo appena rientrati a casa e sono stanca morta. James si butta sul divano e io vado diretta nella camera da letto per cambiarmi. Cerco il pigiama dappertutto ma vengo bloccata da due braccia forti che si stringono attorno alla mia vita.
Mi giro e mi trovo la felpa di James davanti al mio viso. Lui si sporge verso il mio viso e mi lascia un tenero bacio sulle labbra. Ci stacchiamo subito e gli dico:
«James hai visto il mio pigiama?»mi indica la sedia vicino alla scrivania e io lo afferro.
«Prima che tu te lo metta magari...»mi riabbraccia intorno alla vita e inizia a baciarmi il collo. Sa che così mi fa perdere il controllo e lo fa apposta. Mi volto e gli rispondo con un semplice "ok". Ghigna in un modo malandrino e io inizio a togliergli la felpa. Già eravamo scalzi dato che ad entrambi piace camminare con i calzini per casa. Mi toglie i vestiti con una rapidità degna di Flash.
*#*
In poco tempo ci ritroviamo nudi sotto le coperte del letto matrimoniale a dare piacere l'uno all'altra. Dalla mia prima volta è passato molto tempo e mi sono abituata al dolore-piacere che sento ogni volta che abbiamo contatti intimi. Continua a fare dei movimenti veloci per forse una mezz'ora fino a quando non viene dentro di me. Si appoggia sulla mia schiena nuda e sudata e fa dei respiri affannati.
*#*
«Lily...»mi richiama con un sussurro che percepisco a malapena.
«Si?»mi volto verso di lui che ora poggia la testa sui miei seni.
«Io...beh...come te lo dico? Non ho...non ho usato...il...il...»avrei una mezza idea sul cosa lui non abbia usato ma cerco di non pensarci.
«Cosa?»gli chiedo con sguardo confuso. Non sono ancora pronta per diventare mamma. Almeno un mese vorrei ancora godermelo prima di diventare una balenottera gigante.
«Nonhousatoilpreservativo.»confessa velocemente. Magari non sono incinta. Non sempre si rimane incinta...
«Lily perdonami. Non eri pronta. Io non sono pronto. Non siamo pronti a diventare genitori. E se ora sei rimasta incinta...non me lo perdonerei mai. Ti prego io...io...»vedo delle lacrime uscirgli dagli occhi nocciola.
«Eih tranquillo. Va tutto bene. Se sono incinta diventeremo mamma e papà. Se non sei pronto ti aiuteró io. Andrà tutto alla perfezione. E poi, eih non è detto che lo sono. A volte non succede.»annuisce e si sposta vicino a me.
«Tu sei pronta?»mi chiede. Lo sono? No.
«Si»sono troppo orgogliosa per ammetterlo.
Annuisce e mi poggio sul suo petto nudo pensando che domani dobbiamo tornare a casa e che devo mettermi a fare le valigie. Faró il test della gravidanza il più presto possibile.
*Spazio autrice*
Hola!
Questo capitolo non è il massimo ma non mi andava proprio di scrivere tutti i particolari. Lily sarà rimasta incinta? E chi lo sa!
Se il capitolo vi è piaciuto mettete una stellina⭐️e un commento💬. Ciauuu.
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AUGURI A TUTTI QUELLI CHE SI CHIAMANO STEFANO!
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