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Mark:

Entrai lentamente nella mia camera tenendo Lily sul mio braccio e la borsa nella mia mano libera. La borsa nera cadde sul pavimento non appena feci qualche passo nella stanza. Ero finalmente tornato a casa.

Tutto sembrava come lo avevo lasciato durante la notte in cui ero stato in travaglio. Il mio letto era ancora un disastro, alcuni vestiti giacevano ancora sul pavimento e la mia poltrona era ancora piena di peluche.

L'unica differenza era la finestra che era stata chiusa. L'avevo lasciata aperta allora. Le contrazioni mi avevano sorpreso così tanto e volevo solo andare all'ospedale, ciò mi aveva fatto dimenticare la finestra.

Avevo trascorso quattro giorni in ospedale prima che permettessero a me e a mia figlia di tornare a casa. Ero così felice che fosse sana e che il dottore mi avesse detto che tutto era fantastico.

Tutti i miei amici mi avevano visitato almeno una volta. Come Youngjae, Jaebum e, naturalmente, Namjoon e Seokjin. Quest'ultimo era completamente innamorato della mia bambina e la trattava come sua figlia.

Jinyoung veniva tutti i giorni dopo la scuola per verificare come stessimo io e la bambina. Proprio come Jackson, che sembrava essere un padre sorprendentemente sicuro di sé, anche se aveva avuto un sacco di paure prima.

Certo, era possibile che questa sicurezza fosse solo una facciata. Ma non volevo pensare a cose del genere al momento. Volevo solo godermi il tempo con la mia bella bambina e questo era tutto ciò che importava ora.

"Guarda, questa è la tua stanza. Beh, in realtà è la nostra stanza." Camminai nella stanza per mostrarle tutto, anche se sapevo che non avrebbe ricordato le cose che stavo dicendo in quel momento.

Era completamente silenzioso in casa e dovevo ammettere che mi faceva sentire un po' a disagio. Jackson era ancora a scuola e i suoi genitori erano al lavoro. Molto probabilmente sarei stato da solo quasi ogni giorno.

Una parte di me era un po' preoccupata che la nuova situazione avrebbe sopraffatto me o Jackson. Avevamo bisogno di un schema chiaro e di una routine quotidiana per assicurarci che tutto funzionasse.

Molto probabilmente mi sarei preso cura di Lily quando si sarebbe svegliata durante le notti. Jackson aveva bisogno di dormire a causa della scuola. E forse sarebbe stato d'accordo nel vederla per alcune ore nel pomeriggio, così avrei potuto fare un pisolino.

Naturalmente, mi sarei assicurato che Jackson si prendesse cura solo delle cose che voleva. Sapevo che era molto probabile che potesse ritirarsi se fosse stato troppo per lui. Non volevo correre alcun rischio.

Posai con cura Lily sul letto e mi sedetti accanto a lei. Alzò lo sguardo su di me e le diedi il mio indice per tenerlo. Si rivelò che a lei piacesse molto tenere le dita di chiunque e non lasciarle andare.

"Non puoi immaginare quanto mi rendi felice." Sussurrai e posai un bacio sulla sua graziosa guancia paffuta. Chi poteva sapere che avere una bambina fosse così meraviglioso e mi rendesse così felice?

Un sorriso crebbe sulle mie labbra quando sentii la sua piccola mano stringere leggermente il mio dito. A volte ero ancora preoccupato, ma vedere la mia bella piccolina che giaceva davanti a me, mi fece dimenticare tutti.

Knock knock. Alzai lo sguardo sulla porta chiedendomi chi potesse essere. Non avevo notato che qualcuno fosse tornato a casa. Sophia aprì la porta ed entrò nella mia stanza. "Ciao Mark. Posso entrare?" Mi chiese.

Annuii in risposta. "Certo. Per favore entra dentro." Risposi e la vidi entrare nella mia stanza. La madre di Jackson si avvicinò e si sedette sulla sedia di fronte alla mia scrivania.
"Come state?" Guardò verso la bambina sul mio letto. Accarezzò la testa di mia figlia. "Stiamo bene. Sta bene e anch'io. Grazie per averlo chiesto." Sorrisi un po' e baciai la mano di Lily.

"Sono felice di sentirlo. E cosa provi? Sei appena diventato padre e so quanto sia emozionante avere la tua prima figlia." Dissi e potei solo che essere d'accordo. Era assolutamente emozionante.

"Sono molto felice, ma so che avere un figlio è una grande responsabilità. Al momento l'eccitazione è decisamente più grande del mio nervosismo. Voglio solo godermi che sia qui." Sorrisi.

Sophia rispose e guardò Lily. "È comprensibile. Hai avuto mesi difficili e ora sei alla fine della strada, ma il vero viaggio è appena iniziato." Mi disse e sapevo cosa intendesse.

La mia gravidanza era finita ora. Era stato un periodo difficile ed estenuante in alcuni giorni, ma la vera avventura di diventare genitori era solo all'inizio e c'erano molte cose davanti a me.

"Lo so, mi rende un po' nervoso." Ammisi con un sorriso timido. Sophia si avvicinò al mio letto e mise la sua mano sul mio braccio. "Non devi essere nervoso." Iniziò a parlare.

"Crescerà nel corso del tempo e potrebbe aver bisogno di più attenzione, ma state anche creando tanti bei ricordi." Sophia disse ed ebbi la sensazione che fosse leggermente emozionata.

"Imparerà come gattonare o come camminare e parlare. È assolutamente bello vedere la tua bambina crescere. Può essere difficile a volte ma vedrai che ne vale la pena." Continuò con gli occhi che brillavano.

Il modo in cui disse tutte quelle cose mi fece sparire un po' di nervosismo. In realtà non vedevo l'ora di fare tutte quelle esperienze che mi avrebbero mostrato che ero un buon padre e che Lily stesse crescendo bene.

"Sono sicuro che hai ragione. I bei tempi compenseranno sicuramente le brutte giornate. Grazie per avermelo detto." Dissi dolcemente, cosa che fece sì che la donna mi accarezzasse il braccio e mi sorrise.

"Nessun problema. Sapevo che avresti avuto bisogno di alcune parole incoraggianti quando saresti tornato a casa." Mi disse ed annuii d'accordo. Sophia aveva assolutamente ragione. Avevo davvero bisogno di un incoraggiamento.

Avevo un po' paura di non essere in grado di gestire la mia bambina senza l'aiuto delle infermiere. Mi avevano mostrato come darle da mangiare o cambiare il pannolino e loro erano lì se avevo bisogno di aiuto.

La vera domanda era se avessi potuto fare tutte quelle cose senza qualcuno che fossi lí quando avevo una domanda. Ovviamente, avevo l'aiuto di Jackson, ma nemmeno lui era tanto esperto con i bambini.

Sapevo che ci sarebbero potuti essere dei brutti giorni in cui mi sarei chiesto perché stessi facendo tutto questo, ma sapevo anche che Sophia aveva ragione e che avrei fatto nuove esperienze e bei ricordi.

"Hai ragione. Avevo assolutamente bisogno di sentirmelo dire." Concordai a ciò che lei aveva detto. Sophia sorrise e mi diede un colpetto sul braccio. "Vedrai. Andrà tutto bene." Mi disse e guardò Lily.

Stava ancora distesa sulla sua schiena a guardarmi. Il mio dito era ancora intrappolato nella sua presa, ma mi stava bene. Non era la prima volta che lo faceva, ma per me era comunque un bel momento che volevo ricordare.

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